FEDERICO GHIRARDI.
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BRYAN L'ONNIPOTENTE.
CICLO BRYAN DI BOSCOQUIETO 4. 
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Parte 2.
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2013. La Corte Editoria e Comunicazione, TORINO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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CAPITOLO TRE.
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I GENERALI DELL'OMBRA.
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I tre Generali si trovavano fra le rovine del Bazar del Giorno. Dopo il passaggio dei Soccorsi, che avevano teletrasportato via le macerie con la speranza di trarre qualcuno in salvo, erano rimaste solamente le fondamenta della struttura e quei pochi muri che non erano stati abbattuti. Due squadre, una di Sorveglianti e una di discepoli, stavano passando in rassegna ogni centimetro quadro, alla ricerca di una seppur minima traccia lasciata dall'Ombra (nel contempo, altri Sotterranei analizzavano le macerie teletrasportate).
Olimpia ripens all'osservazione ironica dell'ultimo Sindaco che aveva parlato. Hector, scuotendo la testa, aveva risposto che le linee generali del piano c'erano gi. Innanzitutto, aveva spiegato il Dirigente, bisogna identificare le Ombre. Si devono analizzare le eventuali tracce lasciate sui luoghi degli attentati, per cercare di capire quale possa essere il loro aspetto normale. L'aspetto con cui si mescolano ai comuni Sotterranei. Se l'identificazione ha successo, non resta che arrestare i criminali. Se dovesse rivelarsi impossibile identificarli, allora verranno neutralizzati domani durante il discorso pubblico, quando si manifesteranno....
Signora, la chiam timidamente un Sorvegliante, i nostri strumenti non sono riusciti a trovare neanche un residuo organico. L'Ombra si  dissolta senza lasciare niente dietro di s.
E i discepoli hanno scoperto qualcosa?.
Il Sorvegliante si strinse nelle spalle e gett un'occhiata a Colt, che stava confabulando con un paio dei suoi. Non lo so. Mi informo e torno a riferirle.
Olimpia si avvicin a Ottig, che procedeva pesantemente sui due stivali speciali; secondo la biografia, se li era fatti preparare per riuscire a equilibrare l'esile gamba femminile e quella maschile, pi lunga e muscolosa. La testa di drago, che procedeva quasi rasoterra, annusando il pavimento e le poche pietre rimaste, si volse di scatto verso di lei e sbuff una nuvoletta di fumo.
Avete trovato qualcosa?
Abbiamo individuato l'odore dell'Ombra, rispose la voce maschile di Ottig.  intenso e penetrante.... La testa della donna si rivolse verso Olimpia e disse: Se l'Ombra fosse scappata via, avremmo potuto inseguirla: una traccia cos forte non si perde facilmente. Come per sottolineare le sue parole, il drago starnut una piccola vampata di fuoco. Il problema  che si  volatilizzata. Quindi non ci resta che andare a esaminare gli altri luoghi distrutti.
Tutti quanti?, volle sapere Olimpia. Ci vorr molto... troppo tempo.
Il volto femminile di Ottig si accigli. Non cento, per abbiamo bisogno di analizzare un certo numero di campioni per poter tentare un incantesimo localizzatore.
Siete in grado di localizzare le Ombre grazie all'odore?
Se si sono concentrate nello stesso luogo, s. Se invece, come temiamo, nessuno degli attentatori ha lasciato la citt in cui ha colpito... sar improbabile, ma proveremo ugualmente. Il problema  che, concentrandosi su un singolo odore, l'efficacia dell'incantesimo si riduce parecchio....
Ti porter io insieme ai miei Tramiti, Ottig, intervenne Colt, che si era accostato da alcuni secondi agli altri Generali. Ho l'elenco dei luoghi colpiti e ho la mappa di questo mondo impressa nella mente, disse, puntandosi un dito alla tempia destra. Ci teletrasporteremo in fretta.
Ci sono anche le Cabine di Trasporto, ribatt Olimpia, indicandone una in lontananza. Poi ci ripens e aggiunse: Ma forse i tuoi Tramiti sono pi rapidi a teletrasportarsi. Ordino subito ai miei agenti di lasciarvi passare: tanto hanno gi tutti i vostri valori psicocinetici, cos dicendo, attiv gli audiovisori e si port il piccolo microfono alla bocca.
Dopo aver dato tali disposizioni, torn a rivolgersi a Colt: Come saprai, ogni citt  incapsulata in una cupola psichica, per cui ciascun teletrasporto dall'una all'altra - o anche dall'esterno -  monitorato e registrato, sia che avvenga attraverso le Cabine, sia che avvenga in modo naturale. Nell'esatto istante in cui sono apparse le Ombre, non  stato rilevato alcuno spostamento dall'esterno (n provvisto n sprovvisto d'autorizzazione) o da altre citt; e lo stesso quando sono svanite. Questa  la ragione per cui riteniamo che si siano teletrasportate dall'interno: entro il perimetro cittadino, infatti, ci si pu spostare come pi si preferisce.
Colt annu. Ho mandato cinquanta discepoli in giro per questa citt: cercheranno una fonte di energia simile ai residui energetici che abbiamo trovato qua intorno, allarg le braccia in un gesto vago. Se l'Ombra che ha distrutto questo mercato davvero non  riuscita a evadere dalle mura cittadine (visto che dopo gli attentati ogni citt  stata isolata), riusciranno a localizzarla. Sollev una mano, facendo cenno ai discepoli rimanenti di raggiungerlo. Se ne catturassimo anche solo una, potremmo costringerla a rivelarci dove si nascondono le complici. E, se pure non ce lo rivelasse, farei scendere qualche centinaio di discepoli per setacciare ogni citt colpita, poich avremmo comunque la certezza che  possibile localizzare i nostri nemici.
Perch non chiami subito i rinforzi?, ribatt Olimpia. Adesso i tuoi stanno controllando una sola citt: ma ce ne sono altre novantanove che sono state colpite... Con un migliaio di discepoli potremmo localizzare le fonti di energia molto pi rapidamente.
Colt scosse il capo. Sarebbe un inutile dispendio di forze, rispose, con un lieve sorriso. Se i miei non riescono a localizzare alcuna fonte in questa citt, infatti, sar inutile cercarla nelle altre. Ci potrebbe significare due cose: o le Ombre sono cos brave a celare la loro aura da rendersi invisibili ai miei discepoli, oppure sono tanto abili da aver eluso il vostro sistema di controllo del teletrasporto... e quindi potrebbero essere ovunque. In entrambi i casi, comunque, sarebbe inutile continuare le ricerche.
Olimpia si pizzic distrattamente la punta di un orecchio, pensierosa. Temo che tu abbia ragione, ammise infine, quindi ordin a un paio di Sorveglianti di avvicinarsi. Voi continuate le ricerche sui luoghi degli attentati... e prendete questi, disse ai Generali e porse loro gli audiovisori che aveva sfilato ai propri agenti (impostando in fretta i nuovi parametri). Per attivarli  sufficiente un comando vocale: il mio nome per chiamarmi, il vostro - dopo la parola qui - per rispondere.
Ottig esamin un momento i visori con le sue tre paia d'occhi, poi li infil sul volto barbuto. D'accordo, borbott, ma ora andiamo: abbiamo poco tempo e noi iniziamo a scalpitare. Sollev la grossa mano per indicare la testa del drago, le cui narici esalavano un fumo scuro.
Appena scoprite qualcosa, fatemelo sapere, disse Olimpia. Io ordiner di liberare definitivamente questa zona in vista del... discorso pubblico di domani. Poi far costruire alcune Cabine Speciali per il trasporto dell'artiglieria pesante. Le sue belle labbra carnose si tesero in un sorriso tagliente. Meglio essere previdenti....
Colt le fece l'occhiolino e si allontan di un paio di passi, preceduto da Ottig. Non ti preoccupare, Generalessa: se le Ombre sono ancora qui, le troveremo.
Olimpia gli sorrise e rimase a guardarlo mentre dava una mano al Cacciatore e l'altra a un Tramite. Sei o sette discepoli si unirono all'anello psichico, che subito dopo venne avvolto da un fascio luminoso che la costrinse a schermarsi gli occhi. Un battito di palpebre ed erano spariti.
Chiam un Sorvegliante e gli ordin di occuparsi della rimozione degli ultimi resti: Voglio un lavoro ben fatto: non deve rimanere nemmeno un sassolino. Poi comand a un altro agente di far costruire una mezza dozzina di Cabine Speciali.
Sissignore, provvedo subito a contattare l'impresa costruttrice.
Olimpia lo richiam con un gesto. Ah, visto che ci sei... richiedi anche la costruzione di una gradinata olografica per l'Assemblea dei Sindaci. Sollev una mano guantata e indic la parete pi lontana. Dev'essere montata laggi. Spero che non verr utilizzata, ma non si sa mai.
E le Cabine Speciali dove le desidera?, le chiese il Sorvegliante.
Lontane dall'Assemblea e il pi possibile distanziate l'una dall'altra.
Sissignore, riferir.
Olimpia consult l'orologio: gli attentati erano avvenuti meno di tre ore prima, ma sapeva che il tempo stringeva e avevano ancora un sacco di cose da fare. Si diresse verso la Cabina che l'avrebbe condotta al carcere; aveva intenzione di visionare i filmati con attenzione.
Gli audiovisori iniziarono a ronzare, distogliendola dai propri pensieri. Qui Olimpia, disse. Interessante, sto arrivando.
... ...
Quando la professoressa spalanc la porta e si precipit trafelata nell'ufficio della preside, gesticolando come una pazza, Bryan si trovava seduto sul davanzale della finestra e guardava distrattamente il cortile esterno del liceo. Si volse subito verso la nuova arrivata: era un donnone di et indefinibile e aveva una folta matassa di capelli color paglia che pareva volesse strapparsi via con le mani.
Che succede?, volle sapere la preside, scattando in piedi da dietro la sua scrivania.
I ragazzi!, strill la professoressa. I ragazzi!.
Che succede ai ragazzi?, insistette la preside, che nel frattempo aveva gi raggiunto l'altra donna, prendendola per le spalle e scuotendola.
Invisibile e con la schiena appoggiata allo stipite della porta, Bryan le osservava.
I ragazzi, oddio, si stanno... trasformando! Dio santissimo,  orribile... I ragazzi.... Prese la preside per un braccio e cominci a correre, trascinandosela dietro.
Bryan le segu camminando adagio, con un sorriso soddisfatto stampato sulla bocca. Tanto sapeva in che aula si stavano dirigendo: proprio dove lui, poco prima, aveva lasciato germinare il primo seme di Leila. Aveva scelto una ragazza con una treccia di lunghi capelli castani e aveva dato il la alla mutazione. Era rimasto a guardare finch la forma del suo viso si era allungata, dopodich era fluttuato fino all'ufficio della preside.
Entr nell'aula e nessuno lo vide: nessuno lo avrebbe notato nemmeno se non fosse stato invisibile, infatti era scoppiato il pandemonio. Diverse sosia di Leila stavano correndo avanti e indietro, come bestie impazzite. La preside, il donnone e altre due insegnanti se ne stavano pietrificate sulla soglia, senza avere il coraggio di entrare.
Bryan volse lo sguardo verso la prima ragazza che aveva toccato. Pareva quasi un'autentica Leila: le proporzioni del corpo erano giuste e anche il viso aveva i lineamenti che lui tanto amava, per la sua pelle era ancora un po' troppo pallida.
Una quasi-Leila avanz ondeggiando verso il donnone. Aveva il viso distorto dal pianto e agitava le braccia come se volesse essere salvata. Rischi di inciampare perch i pantaloni ora le stavano larghissimi, ma poi recuper l'equilibrio e si tuff singhiozzando fra le braccia della professoressa.
Fra poco saranno tutte felici, pronostic Bryan, un po' crucciato da quel piagnisteo generalizzato. Felicissime.
Vide due mezze-Leila che si accapigliavano con una furia inspiegabile. Le raggiunse e le divise con delicatezza, tenendole sollevate dal pavimento finch non si trasformarono completamente. Torn visibile e le depose a terra, poi le baci entrambe e ricevette in cambio due sguardi stralunati.
Non litigate, tesori miei, disse sorridendo. Ora siete perfette.
Si volse su se stesso e torn all'ingresso dell'aula. Sulla soglia, abbracciata a una Leila, c'era ancora la professoressa che aveva informato la preside (quest'ultima, invece, si era dileguata), per era irriconoscibile. Adesso era alta appena una spanna pi della ragazza, e continuava ad abbassarsi. La ricrescita nera stava prendendo il sopravvento sul precedente colore dei suoi capelli; nel contempo, ogni traccia di grasso stava sparendo dalle sue braccia e dal resto del corpo.
Come ti senti?, le chiese Bryan, appoggiandole una mano sulla spalla e sentendo la pelle che vibrava.
La professoressa sollev il viso dalla spalla della ragazza, ormai alta quasi quanto lei, e lo fiss con un'espressione vacua. Il tessuto adiposo del collo si stava riassorbendo, le labbra erano gi assottigliate e le rughe stavano sparendo dalla fronte. Chi sei tu?, gli domand, con una voce ancora troppo roca per essere quella di Leila.
Colui che vi render felici.
... ...
Abbiamo scansionato ogni millisecondo dei filmati in cui apparivano le Ombre, disse una Sorvegliante, lanciando appena un'occhiata a Olimpia, seduta accanto a lei e intenta a osservare il largo monitor. E abbiamo scoperto una specie d'intermittenza, che si  ripetuta due volte in ciascun attentatore durante gli attacchi. Sullo schermo apparve l'immagine di un'Ombra, intenta a demolire un edificio. In realt, sono stati i Sorveglianti del Carcere della Luce a scoprirla e ci hanno subito informati, precis la Sotterranea. Premette un tasto e l'immagine si mosse impercettibilmente.
Be'?, l'apostrof Olimpia, non vedo niente di particolare... dovrei?
Non ancora, rispose la Sorvegliante, armeggiando per qualche secondo sulla tastiera. L'intermittenza  visibile solo con gli infrarossi.... Ora l'Ombra appariva di una tonalit verde-bluastra. Adesso sembra una creatura fredda. Pigi un altro tasto e l'immagine successiva cambi del tutto: il bordo dell'essere divenne arancione, l'interno rosso e il centro - poco pi di una macchiolina - bianco e abbagliante. Ecco l'intermittenza! Per una frazione di secondo il nucleo dell'Ombra  diventato bianco... incandescente! E c' di pi....
Olimpia si chin verso il monitor ed esclam: Ma quella bianca  la sagoma di una persona! Riesci a isolarla dal resto dell'immagine e a ingrandirla?
Gi fatto, rispose la Sorvegliante. Proprio per questo l'ho fatta chiamare.... Lo schermo venne quasi interamente occupato dalla sagoma abbagliante. Si distinguevano bene le due gambe e la testa; le braccia invece no: o le teneva attaccate al busto, o non le aveva. Insomma, non  abbastanza per un identikit, per restringe parecchio il campo di ricerca: ora conosciamo all'incirca l'altezza di un attentatore e le sue dimensioni; e sappiamo che non ha code, n tentacoli, n corna... Ah, e ovviamente sappiamo che il suo genere  maschile.
Non  possibile rendere l'immagine meno luminosa?
Posso ridurre la luminosit, ma non servirebbe per riconoscere i suoi tratti: quella che siamo in grado di vedere  solo una macchia di luce. Apr una piccola finestra nello schermo e scrisse rapidamente qualcosa. Dal Carcere del Sole propongono di confrontare la scansione dell'Ombra con una scansione termica del Generale Colt: per appurare se si tratta di una creatura della stessa razza oppure no.
Buona idea, convenne Olimpia, mentre inforcava gli audiovisori. Lo contatto e gli chiedo di venire qua appena possibile. Poi esit, colta da un pensiero improvviso, e domand: L'hai gi confrontata con le scansioni delle altre Ombre? La pulsazione luminosa  presente in tutte?
Alcuni Sorveglianti lo stanno facendo. Un attimo di pazienza e mi invieranno i confronti.
Ottimo. Olimpia sorrise e fece scrocchiare le dita delle mani intrecciandole. L'idea di essere a capo dei Sorveglianti e di tutte le carceri la eccitava non poco. Dovrei quasi ringraziare queste Ombre.... A causa loro, infatti, era diventata la Sotterranea pi potente del mondo.
... ...
Julius fissava a bocca spalancata la statua di Morpheus che era stata eretta nel centro di Hector. Il mezzodemone era raffigurato inginocchiato, con le braccia protese verso il cielo e un'espressione angosciata - disperata, anzi - dipinta sul volto. C-che significa?, balbett, girandosi lentamente verso il discepolo autore della scultura. Le altre statue andavano bene, ma questa....
Il giovane agente abbozz un sorriso e rispose: Ho voluto rappresentare il suo lato pi umano... quello che ha fallito....
Julius sent il sangue salirgli, bollente, alla testa. MORPHEUS NON HA FALLITO!, rugg, tendendo contemporaneamente entrambe le mani verso la statua e facendola levitare dal pavimento, sotto lo sguardo attonito del discepolo. MORPHEUS, NON. HA. FALLITO!, ripet, gridando ancora pi forte, con gli occhi che gli bruciavano.
La scultura esplose in una miriade di minuscoli frammenti che riempirono l'aria.
Julius, lacrimante e infuriato, si volse verso il discepolo, puntandogli contro entrambe le mani, rese luminescenti dall'energia accumulata nei palmi. Vedere lo sguardo incredulo e terrorizzato del giovane fu sufficiente a placare la sua rabbia. Lasci cadere mollemente le braccia lungo i fianchi e sospir. Scusa,  solo che.... Not che il discepolo era ancora spaventato e si sforz di sorridere. Voglio che le sue statue ispirino speranza per il futuro, non angoscia. Hai capito?
S-s, ho c-capito....
Bene, allora riprovaci.
... ...
Eos cammin a meno di una spanna da Ares, eppure non lo vide. Non perch fosse invisibile, bens perch si era nascosto dietro uno stelo d'erba. Per far ci, ovviamente, si era rimpicciolito fino a proporzioni quasi microscopiche e, soprattutto, aveva minimizzato la propria energia, per non poter essere nemmeno percepito. Si trovavano sul prato antistante al castello di Eos (che da quel punto di vista ridotto pareva di gran lunga pi minaccioso e incombente del solito) e Ares stava mettendo in pratica tutto ci che aveva imparato.
Ottimo, si compliment Eos, fermandosi e appoggiandosi leggermente sul suo bastone da passeggio. Ormai non sono pi in grado di avvertire la tua presenza. Tacque per qualche secondo, poi chiam a voce alta: Sedicesimo!.
Gli risposero dei latrati terrificanti e subito dopo la terra cominci a tremare. Cos, perlomeno, parve ad Ares, ristretto fino alle dimensioni di un insetto. Quello che normalmente gli sarebbe apparso come un cagnolone un po' troppo vivace (d'accordo, forse indemoniato lo rispecchiava meglio, anche se qualche ora prima aveva persino giocato con lui sul prato), adesso gli si manifest innanzi come un colossale e tremendo cerbero. Quasi lo schiacci con una zampata mentre trotterellava verso il padrone.
Fiuta, Sedicesimo. Ares non aveva bisogno di sbirciare da dietro lo stelo d'erba per sapere che Eos stava facendo annusare al cane qualcosa impregnato del suo odore. Fiuta e trova.
Sedicesimo emise un lungo ululato, dopodich part di corsa. Ares era teso e pronto a scattare. Balz via non appena il muso del cane gli si par davanti, continuando poi ad annusare il terreno senza avvertire niente.
Adesso ho la conferma di essermi nascosto davvero bene, pens. Certo, aveva cercato di minimizzarsi nel miglior modo possibile, ma non era sicuro di essere riuscito a celare persino il proprio odore.
Quando Sedicesimo ebbe passato inutilmente al setaccio tutto il prato, ulul il proprio disappunto. Eos lo richiam e poi disse: Eccellente, davvero eccellente. Adesso manifestati, pur mantenendo le medesime proporzioni.
Ares spalanc le braccia e appiatt l'erba per un raggio di un metro intorno a s, creando un cerchio ben visibile. Sono qua!, grid telepaticamente, tanto per andare sul sicuro.
Eos si volse appena nella sua direzione e mormor: Sedicesimo, prendilo.
Latrando come un ossesso, il mostruoso cane gli si avvent contro. I suoi occhi spiritati, uno marrone e l'altro azzurro, erano fissi su di lui e avrebbero avuto il potere di atterrire chiunque. Ma soprattutto erano da temere le sue fauci enormi: come il lupo della favola, avrebbe potuto inghiottirlo in un sol boccone. Ares, per, non ebbe alcun fremito di paura. Avrebbe potuto usare la telecinesi per bloccarlo, oppure sparargli un raggio di energia dritto in gola, o ancora saltargli in testa dove non avrebbe potuto raggiungerlo, invece rimase perfettamente immobile. Quando gli si schiant addosso, non si mosse di un millimetro: fu Sedicesimo a guaire come se avesse sbattuto contro un palo d'acciaio piantato in profondit nel terreno, a ribaltarsi e a finire - di volata - a pancia in su diversi metri pi in l. Ares raggiunse la mente di Sedicesimo, che era perplesso e frastornato, e gli comunic a livello emotivo le proprie scuse. Essendosi rimpicciolito, le sue forze si erano ridotte... ma non di molto. Posso tornare normale?, grid a Eos, che scosse il capo.
Pazienta un momento ancora. Luca, chiam a voce pi alta, posso, di grazia, domandarti un favore?
Certo, rispose la donna, anche lei con una voce che apparve roboante ad Ares. La sua figura colossale affianc quella dell'Uomo Senza Tempo. Cosa devo fare?
Ti sarei grato se attuassi la tua metamorfosi e bersagliassi tuo figlio con il pi potente raggio che tu - anzi, Sybil - sia in grado di generare.
Ma... siete sicuro?. La donna si chin in avanti per osservare Ares, stringendo gli occhi per acuire la vista. Sembra cos piccolo e indifeso....
Ci che appare differenzia grandemente da ci che .
State tranquilli, comunic Ares, rivolgendosi con la telepatia a entrambi i genitori. Nonostante il mio aspetto, la mia forza  la solita. Andateci gi pesanti: non risparmiatevi, altrimenti non potremo capire se sono davvero pronto....
D'accordo, sospir la donna, iniziando a togliersi la veste che indossava. Poi si sfil senza imbarazzo anche la biancheria, rimanendo nuda. Solo l'amuleto era ancora al proprio posto, nell'incavo dei seni, e riluceva argenteo. L'attimo successivo si trovava gi a quattro zampe, trasformata.
Ares non le aveva detto che non poteva trattarsi solo di quello, cio di resistere a un suo attacco: la sua potenza, ormai, era tanto superiore rispetto a quella della Pantera che aveva davanti da non poter essere pi nemmeno paragonabile. Eos aveva senz'altro in mente di contribuire all'attacco.
Sybil spalanc le fauci e, anzich sparare subito un raggio di energia, inizi a caricarlo: un bagliore argentato apparve nella sua gola, diventando ogni secondo che passava pi luminescente.
La voce di Eos rimbomb all'improvviso nella testa di Ares: Non resistere, lasciati travolgere....
Ecco cosa aveva in mente: controllo della volont. Ares sorrise: adesso s che le cose iniziavano a farsi interessanti.
Consenti al raggio di travolgerti e folgorarti. Sei stanco, stanco e debole... Non ha senso resistere. Abbandonati....
Sybil, nel frattempo, stava ancora caricando la scarica argentata. Aveva preso il suo compito sul serio, molto sul serio. Forse troppo, pens Ares, che ora cominciava a sentire l'effetto del potere di Eos sulla propria mente e, di conseguenza, sul corpo. Sapeva che il suo mentore stava usando tutto il fascino psichico che possedeva, senza certo trattenersi: fascino in una dose tanto elevata che avrebbe convinto chiunque a fare qualunque cosa... che avrebbe indotto Sybil a suicidarsi senza pensarci due volte, oppure l'Insorta a strangolare tutti i suoi ribelli nel sonno... Ma non era ancora soddisfatto: desiderava essere completamente immune al suo potere.
Sei stremato, sfinito... riposati... dormi....
Le palpebre di Ares divennero pesanti e proprio in quel momento dalla bocca della Pantera sgorg il pi potente raggio di energia che avesse mai prodotto (il figlio riteneva improbabile che in battaglia avesse mai avuto tanto tempo a disposizione per caricarsi).
Avrebbe potuto schivarlo senza difficolt con un salto abbastanza alto. Avrebbe potuto deviarlo in direzione di Eos, distogliendolo dal proprio sforzo mentale e forse persino colpendolo. Avrebbe potuto perlomeno pararlo. Non sollev neppure le mani, invece, e si lasci travolgere. Non perch il fascino dell'Uomo Senza Tempo l'avesse annebbiato a tal punto, anzi: aveva infatti avvolto il proprio corpo in un'aura sufficiente per resistere.
Serra le palpebre, assopisciti..., continuava intanto la voce di Eos, rimbombando nel folgorante nulla argentato che aveva fatto scomparire la realt. Dormi il sonno dei giusti....
Ares, pur immerso in un fiotto di energia che avrebbe carbonizzato chiunque altro, non provava alcun dolore; tuttavia iniziava ad avvertire un principio di affaticamento fisico. La cantilena suadente di Eos ancora non lo allettava, per...
Finora aveva resistito in modo passivo, ma adesso pass al contrattacco. Ruggendo, respinse sia l'attacco energetico sia quello psichico. Il raggio argentato, che gli era scivolato addosso senza muovergli un pelo, rimbalz indietro e travolse Sybil. La Pantera strill di dolore e rivolse uno sguardo supplice ad Ares. I suoi baffi presero fuoco, poi il muso intero. I suoi occhi s'incendiarono e scoppiarono con due sonori PLOP. La pelliccia si consum in un istante, poi bruciarono i muscoli e vennero alla luce le ossa, bianchissime. Anch'esse, per, si annerirono subito e cominciarono a fondersi. Mentre osservava lo scheletro di sua madre che colava via come se fosse fatto di cera, Ares non fece una piega. Sapeva che si trattava di una visione mandatagli da Eos per distrarlo. L'attimo successivo, infatti, la scarica argentata era ancora l che gli scorreva accanto... e oltre di essa intravedeva la sagoma di Sybil.
Tutto era rimasto immutato.
La voce affascinante di Eos continuava ad accarezzargli le orecchie: Sei cos potente, puoi riposarti senza pericolo....
Ares sapeva di essere oggettivamente potente, ma lo era a sufficienza per il compito che era chiamato ad affrontare? Non che avesse un'idea precisa di quale fosse questo compito...
Non sei pi in grado di controllarmi, disse, zittendo la voce che continuava a ronzargli in testa.
S, hai ragione..., riprese la cantilena. Sei pari e migliore di me persino... Ora tu puoi esercitare il tuo controllo su di me.... La pressione psichica si stava a poco a poco trasformando in attrazione: lo stava invitando a entrare nella sua mente, a dominarlo... Vieni, questo  l'ultimo passo, dopodich non avr pi nulla da insegnarti....
Ares, sempre immerso nel flusso argentato, scivol con cautela verso la psiche di Eos. Sapeva di essere il pi forte, ormai, sapeva di essere in grado di controllare il suo maestro... Dopo tutto quello che aveva subito, adesso era finalmente capace di sottometterlo: per la prima volta l'Uomo Senza Tempo gli apparve com'era davvero, al di sotto di tutte le sue difese mentali... vulnerabile.
Il flusso argentato di energia si potenzi, ma lui non vi prest attenzione: era probabile che si trattasse dello sprint finale di Sybil.
Ares, bench tanto piccolo, non si era mai sentito cos potente: stava piegando la volont del suo mentore, cosa che un paio d'ore prima gli sarebbe parsa davvero impossibile.
La scarica d'argento si potenzi ancora, ma ormai la mente dell'allievo era quasi del tutto protesa nel progressivo schiacciamento di quella dell'istruttore.
Ci sei quasi, mio caro, ci sei quasi....
Ecco, era nella sua mente. Il primo tentacolo della propria coscienza era penetrato in quella psiche arcana. Una volta sfondate le ultime difese, fu come se la diga fosse crollata e fu facile penetrare completamente, scivolare dentro la sua testa come un fiume in piena.
Quando fu dentro, per, cap l'intento di Eos e si sent attanagliare dalla paura. Cio, sospettava fin da prima che lo stesse trascinando apposta nella propria mente, vedendo che ormai non era pi in grado di invadere e controllare la sua, ma non immaginava che fosse qualcosa di tanto drastico.
Adesso, per, era nella sua mente e lo sapeva: lo sapeva come se fosse una propria idea. Gli aveva fatto spazio, l'aveva fatto entrare e accomodare... per poi inghiottirlo. Ud l'orripilante schiocco della mente di Eos che si richiudeva sulla sua e gli torn alla memoria una storia che aveva ascoltato al Rifugio, un racconto in cui una barca veniva inghiottita da un gorgo marino e poi sommersa dalle acque.
(In tutto questo, il raggio argentato, sempre pi potente, era un fattore marginale).
Questa era la prova definitiva: se l'avesse superata, sarebbe stato pronto; se l'avesse fallita, sarebbe morto. Trovandosi nella sua mente, sapeva che Eos non si sarebbe tirato indietro all'ultimo o trattenuto: era pronto a recidere il legame fra la psiche e il corpo dell'allievo. Se lui fosse morto, avrebbe trovato qualcun altro da allenare.
Ares vide con chiarezza il proprio corpo accasciarsi, ormai privo di coscienza, come un burattino a cui siano stati recisi tutti i fili, e venire subito dopo carbonizzato dal flusso di energia di Sybil.
Il raggio!, pens, accorgendosi solo in quel momento che era di gran lunga pi intenso di quanto fosse stato fino a poco prima.
Si distrasse e proprio allora l'antica mente di Eos scatt. L'ultima emozione che Ares avvert fu un senso di profonda delusione, da parte del suo maestro. Il raggio di Sybil stava per bruciarlo: se la sua aura protettiva avesse ceduto, nemmeno le sue capacit autorigenerative gli avrebbero impedito di trasformarsi in un mucchietto di cenere. L'istinto gli ordin di ritrarre di scatto la mente dalla testa di Eos. Se cos avesse fatto, sarebbe morto. Nonostante la paura (e il crescente dolore provocato dal raggio), mantenne la mente protesa e con un guizzo di volont reag alla ghigliottina psichica, riuscendo a bloccarla appena prima che scindesse il suo essere in due.
Eos, per, non si accontent di questo e continu a premere con tutta la propria risolutezza. Ares resistette, ignorando il dolore generalizzato del suo corpo, che stava per prendere fuoco. Con un sommo sforzo spalanc la tagliola mentale dell'Uomo Senza Tempo e pot finalmente ritrarsi. Torn quindi nel proprio corpo e il dolore cocente, che finora aveva avvertito in modo distaccato, lo aggred con una brutalit inimmaginabile. La scarica argentea non era pi solo davanti a lui, ma anche dietro, ai fianchi, tutt'intorno... ovunque.
Ripens al dolore che Eos gli aveva fatto subire durante la prima sessione d'addestramento, nel mondo Sotterraneo, e gli parve ridicolo. Ares era bravo a imparare, l'aveva sempre saputo. Fra l'altro, era bravo anche a imparare a sopportare la sofferenza: raggiungeva altissimi livelli di tolleranza. Adesso, per, stava imparando che per ogni grado di sopportazione ne esisteva uno superiore di dolore.
Se mai, nella sua breve vita, Ares desider morire, fu in quel momento.
Ciononostante, non mor. Come prima aveva rimpicciolito il proprio corpo, adesso lo ingrand, raggiungendo dapprima le proporzioni normali e poi continuando a ingigantirsi. Non appena super in altezza i fasci argentei, scopr di essere circondato da Pantere. Erano centinaia, ricoprivano tutto il vasto prato e ognuna di loro sputava un raggio nella sua direzione.
Il dolore non si allent nemmeno quando fu cos alto che i raggi gli lambivano soltanto i piedi, perch ormai il suo corpo era preda delle fiamme; anzi, se possibile l'ingigantimento torment ancora di pi i suoi tessuti gi bruciati e martoriati. Il sollievo arriv soltanto non appena riusc ad avvolgersi dalla testa ai piedi nella propria aura, soffocando il fuoco, e soprattutto quando avvi il processo rigenerativo. Eos, per fortuna, gli aveva insegnato come assorbire l'energia anche a grandi distanze. Quando le ustioni che gli ricoprivano la totalit del corpo migliorarono fino a livelli sopportabili, Ares abbass lo sguardo ai propri piedi, una ventina di metri pi in basso, e vide che le Pantere avevano smesso di attaccare e stavano svanendo l'una dopo l'altra. In breve ne rimase solo una, sua madre: Eos doveva essere riuscito in qualche modo a centuplicarla, centuplicando quindi la sua potenza di fuoco e rendendola temibile persino per un figlio tanto potente.
Ares riusc a guarirsi completamente, ma quand'ebbe finito si sent stremato. Rimpicciol fino alle normali proporzioni e sarebbe caduto come un sacco vuoto se non fosse accorsa Sybil, spoglia e di nuovo in forma umana, a sorreggerlo.
Ares! Come stai? Dimmi qualcosa!.
Ma lui non le rispose e cerc con lo sguardo Eos. Lo trov qualche metro pi in l, sulla destra, riverso sul terreno a faccia in gi. Morto.
Ares si irrigid, colto dalla tremenda consapevolezza di essere un assassino. Certo, l'aveva fatto per la propria sopravvivenza, ma questo non cambiava il fatto: il suo mentore era morto ed era lui che l'aveva ucciso, facendogli esplodere la mente.
Sybil, nel frattempo, continuava ad accarezzargli il viso, sussurrando: Perdonami, non avrei dovuto farmi coinvolgere in questa cosa folle....
L'ho ucciso.
Cosa?
L'ho ucciso..., bisbigli ancora Ares, con le lacrime gli occhi, e fu allora che Eos si mosse. Sei vivo!.
Eos si sollev adagio sulle proprie ginocchia, reggendosi la testa con le mani e mantenendo ben poco del suo consueto contegno. Toss e scrut intorno a s con aria stralunata, come se si chiedesse dove diavolo fosse andato a finire. Non appena incontr lo sguardo di Ares, per, un brillio gli si accese negli occhi e subito dopo il suo volto venne rischiarato da un bel sorriso. Hai trionfato, disse, mentre si alzava e gli andava incontro con passo un poco malfermo. Bench tu l'abbia creduto, giammai ho dubitato di te. Io sapevo... Ho creato molti capolavori nella mia lunga e proficua esistenza, aggiunse, appoggiandogli una mano sul collo peloso, ma finora ritengo che tu, Ares, sia la mia opera migliore.
L'allievo lo guard senza sorridere, poi si volse e abbracci la madre, affondando il viso nei suoi capelli. Sospir e ascolt quello che Eos aveva ancora da dire.
Da me non potrai apprendere pi nulla. Adesso dovrai recarti di nuovo nel mondo dei Sotterranei, perch l si annida il Male che sei stato chiamato ad affrontare. L si compir il tuo destino. Pazienta e nel frattempo assimila tutta l'energia che troverai: ti servir. Quando verr il tuo momento, lo capirai: rimembra solo che il pericolo maggiore sar l'impazienza. Tacque per qualche secondo e quando torn a parlare il suo tono era leggero, quasi frivolo: Quanto a me, reputo di aver gi fatto a sufficienza: per qualche ora intendo dilettarmi.
... ...
Ottig chin la testa di drago su uno dei calcinacci e diede un paio di leccate con la lingua ruvida. Il gusto  lo stesso, comment la parte maschile, che era in contatto mentale e sensoriale con gli altri due terzi del suo essere. E neanche l'odore  cambiato.
Colt aveva raggiunto il Cacciatore dopo un giro d'ispezione insieme ai discepoli. Si trovavano fra le rovine di una grande scuola Sotterranea, la pi frequentata della Citt del Fulgore. Per fortuna c'erano state poche vittime, poich l'Ombra l'aveva distrutta presto, quando le aule erano ancora quasi vuote. Era il decimo luogo devastato che ispezionavano.
Ogni creatura ha il proprio odore, continu la voce femminile di Ottig, volgendosi a guardare Colt. Quelle che appartengono alla stessa specie hanno di solito un odore simile, quasi uguale a volte, ma mai identico.
Quindi volete farmi credere che la stessa Ombra si sia decuplicata e abbia attaccato contemporaneamente dieci citt?.
... ...
Mi sono arrivate tutte le scansioni termiche.
Fammele vedere, presto!, esclam Olimpia.
Sissignora, assent la Sorvegliante, armeggiando rapidamente sulla tastiera. Ritaglio le sagome bianche e le allineo, per poterle confrontare in modo immediato.
A prima vista, sembrano tutte molto simili, comment Olimpia. Se gli attentatori appartengono a un'unica razza, sar pi semplice... meno difficile, si corresse, identificarli. Abbiamo gi fatto un controllo incrociato degli archivi delle carceri, alla ricerca di creature con simili capacit. Ora possiamo cercare una setta monorazziale, infatti....
Signora, la interruppe la Sorvegliante. La sua voce era tesa. Abbiamo creato dei modelli tridimensionali delle sagome interne, quelle intermittenti e calde, e li abbiamo sovrapposti. Indic sullo schermo il profilo di un corpo bianco che ruotava lento su uno sfondo verde e quadrettato. E combaciano perfettamente.
Tutte e cento?, la interrog Olimpia, basita.
Tutte e cento, conferm la Sotterranea, terrea in volto. O si tratta di tanti cloni, o di robot....
...oppure c' una sola Ombra che si  centuplicata, concluse la Generalessa, appena prima che i suoi audiovisori iniziassero a ronzare. Qui Olimpia, disse. Abbiamo scoperto qualcosa di preoccupante. S, dimmi, Colt... Siete troppo ottimisti, replic lei in tono sferzante. Noi abbiamo le prove visive che, nonostante le differenze esteriori, le creature che hanno fatto gli attentati sono tutte identiche... S, abbiamo confrontato ogni singola scansione termica... Venite subito qua:  pi facile vederlo che spiegarlo. Interruppe la comunicazione e torn a guardare la sagoma bianca che troneggiava sul monitor.
Signora, disse la Sorvegliante. Io credo che si tratti di cloni o di robot..., ribad. Non  plausibile che una creatura sia in grado di centuplicarsi e teletrasportarsi in altrettante citt senza che nessuno se ne accorga.
Scoprire che l'Ombra potrebbe essere in grado di eludere ogni nostro sistema di controllo del teletrasporto m'inquieterebbe non poco. Anche se, in ogni caso, possono esserci altre spiegazioni. Olimpia fece una lenta panoramica sulla sala computer: fino a poco prima non c'era un Sorvegliante che non battesse accanitamente sulla tastiera, ma ora tutti si erano fermati, lanciandosi occhiate cupe fra di loro. Era calato un silenzio di tomba. Non preoccupatevi, gente... Se si trattasse davvero di un'Ombra sola, potrebbe essere sufficiente catturarne una anzich cento.
Sissignore, disse il Sorvegliante che qualche ora prima l'aveva avvertita della distruzione del Bazar. Ma se un'unica creatura  riuscita a provocare in pochi secondi una simile devastazione... come faremo noi a fermarla?.
Piomb ancora il silenzio.
Olimpia si lisci distrattamente un orecchio e, dopo qualche momento, rispose: Questa  l'ipotesi meno probabile: quella pi verosimile, credo,  che siano creature uguali ma distinte. E poi non dimenticatevi che possiamo contare sulla preziosa esperienza del Cacciatore e sul supporto totale della Baia. Inoltre, tutti gli esseri, per quanto potenti, hanno perlomeno un punto debole. Sempre. Dovremo scoprire quello della nostra Ombra, per poi neutralizzarla....
E se non avesse punti deboli?, insistette lo stesso Sorvegliante.
Olimpia sorrise e ammicc verso di lui. In quel caso, saremmo tutti quanti allegramente fottuti... e in breve non saremmo pi in grado di preoccuparci di nulla. Ti senti pi tranquillo adesso, caro?. Lui scosse il capo. Olimpia volse la sedia e torn a guardare lo schermo. Non c' un qualche modo per verificare se l'Ombra  davvero una sola che si  sdoppiata oppure sono tanti cloni?, domand alla Sorvegliante che le sedeva accanto e aveva da poco ripreso a battere sulla tastiera. Bisogna cercare di capire, nel primo caso, se  in grado di centuplicarsi istantaneamente (eventualit assai preoccupante), oppure se ha iniziato a sdoppiarsi magari mesi fa, infiltrando poi, a poco a poco, un proprio duplicato in ciascuna citt-bersaglio. Nessuno ha idee?
Non ancora, rispose la Sotterranea, ma stiamo riflettendo.
Se i discepoli riuscissero a localizzarla, e ammettendo che le copie si siano ricongiunte per formare la creatura originaria, disse Olimpia, potremmo cercare di catturarla con una grossa bolla energetica... o con un attacco ultrasonico... o con un'esplosione nucleare controllata.... Tutti s'interruppero per un momento quando pronunci la parola nucleare, poi ripresero a parlottare fra loro e a scrivere ai computer.
Alcuni minuti pi tardi i due Generali entrarono nella sala di controllo. Colt fu il primo a raggiungere Olimpia. Forza, fammi vedere questa Superombra....
La Generalessa si rivolse alla Sorvegliante: Manda l'ologramma delle scansioni al centro della stanza, cos possiamo vedere bene. Mostraci tutto con ordine, dalle diverse Ombre, alle scansioni termiche nel momento dell'intermittenza, alla sovrapposizione delle sagome bianche.
Sissignore.
I proiettori si mossero e al centro della sala apparve la rappresentazione tridimensionale dell'Ombra che aveva attaccato il Bazar; poi venne sostituita da un'Ombra dall'aspetto molto pi scheletrico; poi da un'altra che pareva un gigantesco serpente oscuro. E cos via, in rapida successione, finch non furono trascorse tutte. Quindi pass la sequenza di Ombre scansionate con gli infrarossi, che mettevano in evidenza la sagoma bianca. Infine, osservarono le candide silhouette che una dopo l'altra si sovrapponevano perfettamente alla precedente.
Dannazione, imprecarono in contemporanea le due parti parlanti di Ottig, mentre il drago emise un ringhio cupo e prolungato. Ecco perch avevano lo stesso odore, il nostro naso non sbaglia mai....
Finalmente una bella notizia!, esclam Colt, girando intorno all'ologramma luminoso dell'attentatore. Gli sguardi di tutti i presenti si puntarono su di lui, perplessi. Il nostro attentatore  un lui!. Gli sguardi dei Sotterranei da perplessi divennero piuttosto sconcertati. Mal che vada, possiamo sempre prenderlo a calci nelle palle!.
... ...
Grace entr nel supermercato quando il pomeriggio era gi inoltrato; tuttavia faceva ancora piuttosto caldo, dunque accolse con piacere il refrigerio dovuto all'aria condizionata.
Quella sera sarebbero arrivate la figlia, le due nipotine e il genero, quindi aveva intenzione di preparare la sua specialit: pasticcio di carne e verdura. Si diresse subito verso il reparto surgelati alla ricerca di spinaci e cavoli. Dopo alcuni minuti, non trovando la solita marca, si risolse a prendere una confezione con l'immagine di una ragazzina carina con i capelli neri. Leila's Spinach..., lesse, dopo aver inforcato gli occhiali da vista, poi apr la borsa termica e borbottando vi lasci cadere dentro gli spinaci. Scelse anche i cavoli del medesimo marchio, decisa a protestare con il direttore del supermercato se per caso il pasticcio non fosse venuto delizioso come sempre.
Dopo aver preso la carne, si ferm davanti agli scaffali su cui troneggiava una moltitudine di bevande di ogni colore possibile e immaginabile. Due bottiglie di t al limone sarebbero state pi che sufficienti. Ne scelse una, se la avvicin al viso per controllare che non fosse alla pesca (per carit, Jennifer ne era allergica!) e not distrattamente il volto stampato sull'etichetta plastificata. Esamin anche una seconda bottiglia, poi and alla ricerca dei tovaglioli colorati. Sollev quelli fucsia dal ripiano e li osserv con una certa perplessit, quindi apr la borsa termica e recuper dal fondo la confezione di spinaci. Confront per qualche secondo i prodotti, quindi giunse alla conclusione che la ragazza ritratta era la stessa. Aveva qualcosa di strano che non sapeva spiegarsi, inoltre Grace era abitudinaria e la infastidiva il fatto che di punto in bianco il supermercato avesse...
Serve aiuto, signora?
No, grazie, borbott lei, poi si volse e si accorse che era una commessa che non aveva mai visto. Anzi, l'aveva appena vista: sul pacchetto di tovaglioli. Ma.... Abbass lo sguardo sulle confezioni che aveva in mano, dopodich torn a scrutare la ragazza che le stava di fronte.
Abbiamo inaugurato una nuova linea di prodotti, spieg la commessa sorridendo. Nei suoi occhi verdi si era accesa una strana luce. Sollev una mano e la appoggi con delicatezza sull'avambraccio di Grace. Se ha bisogno, sono a sua completa disposizione.
Grazie..., disse la signora, titubante, poi segu la ragazza con lo sguardo finch non spar nel reparto adiacente. Torn a guardare le due confezioni che aveva in mano e vide solo delle macchie sfocate di colori. Oh, cielo.... Si tolse gli occhiali e la vista torn a fuoco; li rimise e di nuovo tutto si confuse. Sa-santo cielo..., balbett, sfilandoseli dal naso per la seconda volta e riponendoli in tasca.
Fece una lenta panoramica e si rese conto di vedere perfettamente ogni cosa, che fosse vicina o lontana. Poi inizi a sentire la pelle di tutto il corpo che tirava e una sensazione di arsura la invase. Si guard le mani e, vedendo che non erano le sue, emise un gridolino stupefatto, lasciando cadere sia gli spinaci sia i tovaglioli per terra. Santo cielo!, esclam, osservandole con maggiore attenzione e provando ad aprirle e chiuderle. La pelle era liscia come quella di una bambina e non c'era nemmeno una vena in rilievo.
Si port le mani tremanti al viso e gemette sentendo sotto i palmi una superficie morbida e levigata, senza neanche una ruga. Era come se avesse una maschera, solo che quella pareva proprio la sua faccia. Si pizzic una guancia e le vennero le lacrime agli occhi.
Una serie di convulsioni la costrinse a piegarsi in due e a strillare, ma lo spavento fu in realt maggiore del dolore. Poco dopo si raddrizz con la certezza di essere pi alta; le bast guardare la propria gonna per trovare conferma: adesso le arrivava a malapena alle ginocchia. Si chin - incredibilmente - senza alcuna difficolt e si tocc i polpacci: erano lisci e sodi come quando aveva vent'anni. Avvert un formicolio al petto e subito dopo sent la pelle dei seni che si tendeva, come se qualcuno gliela stesse tirando. Li sfior appena, come se temesse che potessero morderla, e non riusc a trattenere una risata. Una risata cristallina, che la stup quasi quanto gli altri cambiamenti.
Si guardi, signora.
Grace si volse verso la commessa, che le sorrise e le porse un piccolo specchio ovale. Lei lo accett dopo una leggera esitazione, lo port all'altezza del viso e osserv la propria immagine riflessa.
Che ne pensa della nostra nuova linea?.
... ...
Il pennello scorreva sulla tela con movimenti fluidi intervallati da tocchi precisi, senza nemmeno un istante di esitazione. I colori si mischiavano e si sfumavano, dando vita a un'immagine. Il faccione di Morpheus stava rapidamente prendendo forma: nel suo sguardo era dipinta una nota di puro terrore; pochi tocchi furono sufficienti per donare al suo mento un pizzetto scuro. L'angolo opposto della tela era occupato dal mezzobusto di Bryan, la cui figura necessitava solo pi di qualche ritocco. Il sogghigno che era stato pitturato sul suo giovane volto era talmente crudele che, se il quadro fosse stato esposto in una scuola materna, avrebbe fatto piangere pi di un bambino.
Eos appoggi il pennello sulla tavolozza, arretr di un paio di passi e osserv l'effetto complessivo, dopo essersi sistemato il monocolo. Perfetto, fu il suo commento. Chi meglio di me avrebbe potuto rendere lo sgomento di Morpheus? Chi meglio di me avrebbe potuto evocare in un quadro la truce soddisfazione di Bryan... quando  diventato un tutt'uno con il Talismano?.
Rimase un po' in silenzio a fissare la pietra incastonata nel petto del ragazzo: era cos realistica che gli pareva quasi di poterla toccare allungando le dita. Recuper il pennello, lo sciacqu nell'acquaragia e lo intinse nella pittura ocra, quindi inizi a tratteggiare il fondale sabbioso che era stato lo scenario della battaglia fatale fra il Predatore e l'Erede del Talismano.
Qualche minuto pi tardi, Eos avvicin la punta annerita del pennello verso l'angolo in basso a destra del quadro e lo firm con estrema lentezza. Soddisfatto, si raddrizz e guard la pendola appoggiata alla parete: era in perfetto orario, come sempre. Senza degnare il dipinto di ulteriori attenzioni, si volse e raggiunse il suo troll domestico, che era sopraggiunto silenziosamente, portando una bacinella piena d'acqua profumata e un asciugamano, e si era tenuto a debita distanza, aspettando che il padrone avesse bisogno di lui.
Ti ringrazio, va' pure, disse, dopo essersi asciugato con cura entrambe le mani. Se avr bisogno, ti chiamer. Segu con lo sguardo il troll finch non fu uscito dal salone, quindi and a sedersi su una grossa poltrona.
Aveva in mente di dipingere qualche altro quadro per immortalare quel momento storico. Voleva ritrarre il tragico sacrificio di Leila, che aveva permesso all'Erede di sconfiggere il mezzodemone. Ma una mera crosta non sarebbe sufficiente per eternare un atto tanto eroico, andava pensando, mentre lisciava il bastone che aveva lasciato appoggiato al bracciolo della poltrona. Forse un gruppo marmoreo sarebbe pi appropriato....
Ci fu un leggerissimo spostamento d'aria e dal nulla si materializz una figura che per un istante rimase sospesa a un paio di metri dal pavimento, per poi crollare pesantemente. Si rialz subito, con un grugnito di disappunto, e sollev le mani: due globi luminescenti - blu - apparvero sui suoi vecchi palmi.
Eos rimase immobile. Non trad la bench minima sorpresa. Benvenuto, Marcus, disse, intanto che un sorriso gelido gli inarcava le labbra. Ti stavo aspettando.
... ...
Quel che vi posso subito dire, proruppe Colt, staccando gli occhi dalla ricostruzione tridimensionale per fissarli in quelli di Olimpia,  che il nostro attentatore non appartiene alla mia stessa razza. Quando io mi trasformo, muto completamente, dalla testa ai piedi... il mio corpo cambia lo stato fisico. Quello che avviene nell'Ombra  diverso:  come se si avvolgesse in una coltre di fumo, senza per trasfigurare il proprio corpo. Quando mi trasformo, sento la mia temperatura salire in ogni punto. Da quel che possiamo vedere in queste scansioni, invece, sembra che l'unica parte calda del suo essere sia quella non mutata.
E come spieghi le intermittenze?, volle sapere Olimpia. La figura bianca che tu ritieni sia il suo essere non mutato appare solo per una frazione di secondo e poi svanisce.
Forse usa il proprio corpo come batteria per alimentare la coltre che lo avvolge, rispose Colt, pensoso. Magari ha bisogno di dargli regolarmente un impulso energetico per tenerla attiva. Una luce pass nei suoi occhi, seguita da un accenno di sorriso. Si tratta soltanto di una congettura, ma forse noi possiamo sfruttare a nostro vantaggio questa sua necessit....
In che modo?, domand Olimpia.
Fu Ottig a rispondere: Colpendolo - o colpendoli - non appena appare per dare l'impulso.
Esattamente, assent Colt. Potrebbe essere il momento in cui  pi vulnerabile, nonostante la concentrazione energetica sia maggiore, e in ogni caso ci offre un ottimo bersaglio. Senza questa pulsazione, sarebbe quasi impossibile centrare quello che credo sia il suo nucleo, ridotto com' rispetto alla sua mole complessiva e considerando che potrebbe anche spostarsi all'interno di quella sorta di scudo fumoso....
Ma l'impulso dura troppo poco, obiett Olimpia.
Novantadue centesimi di secondo, intervenne una Sorvegliante. Sempre lo stesso tempo.
Quasi un secondo, borbott la Generalessa. Non possiamo sperare di colpirlo usando solo i nostri sensi e i visori a infrarossi. Cio, possiamo provare, posizionando svariati cecchini che mirino gi dove dovrebbe apparire l'intermittenza (tuttavia, come ha sottolineato Colt, potrebbe anche spostarsi all'interno della massa fumosa)... ma forse sarebbe meglio affidarsi alle macchine. Lanci un'occhiata a Ottig e aggrott le sopracciglia: voleva fare una buona impressione, quindi era meglio che non dicesse niente di avventato. Bisognerebbe tarare alcuni cannoni automatici in modo che sparino nel momento esatto in cui il nucleo dell'Ombra diventa incandescente.
Sensori termici nei cannoni?, domand Colt.
Olimpia annu. Il loro tempo di reazione  di gran lunga inferiore di quello dei cecchini.
Potrebbe funzionare, ammise Colt. Di che genere di cannoni disponiamo?
Laser, elettrici, magnetici..., inizi a elencare Olimpia, contandoli sulle punte delle dita. Cannoni plasmatici, ultrasonici, cannoni caricati con sfere incendiarie o proiettili di azoto liquido....
Dobbiamo cercare di capire qualcosa in pi sulla sua natura, per individuare l'arma maggiormente efficace.... Colt si pass una mano sulla mascella squadrata. Dobbiamo tentare di stanarlo - o stanarli - entro domani all'alba.
Possiamo tentare un incantesimo di localizzazione, disse la voce femminile di Ottig. Ma  probabile che fallisca, visto che possediamo l'odore di un'unica creatura... e che forse ogni duplicato si trova in un luogo diverso.
Provare non costa nulla, giusto?, fece Colt. I miei discepoli mi hanno contattato, dicendo che non hanno trovato niente in questa citt. Nessuna traccia energetica lasciata dalla nostra Ombra. Se  qua, si nasconde molto bene, se no potrebbe essere ovunque... Potrei mandare altri agenti in giro, ma sarebbe come cercare un ago in un pagliaio. Si strinse nelle spalle. Voi cosa ne pensate? Potrebbe nascondersi in una qualunque delle Citt Sotterranee. Cinquecento sono quelle principali, ma poi ci sono anche tutte le altre....
Io proporrei di mandare comunque qualche squadra di discepoli in giro, disse Olimpia. Magari siamo fortunati. Aspettiamo per di vedere se Ottig riesce a localizzarlo e incrociamo le dita, nel frattempo....
Non  un incantesimo istantaneo, grugn il Cacciatore, abbiamo bisogno di mezz'ora per praticarlo. Si pizzic la barba arruffata. E di un luogo silenzioso in cui poterci concentrare.
Olimpia schiocc le dita e ordin a un Sorvegliante di portarlo nella stanza degli interrogatori. Attese che il Cacciatore fosse uscito dalla stanza, poi si rivolse a una Sorvegliante: Fate un controllo incrociato di tutti i Sotterranei con la silhouette bianca di cui disponiamo.
Dobbiamo confrontare le sagome dei Sotterranei con precedenti penali?
Per iniziare s, ma sarebbe meglio analizzare l'intera comunit Sotterranea, rispose Olimpia. Suddividendo le zone di ricerca, non dovrebbe essere impossibile passare al setaccio tutti quanti.
La Sorvegliante riflett un momento, poi disse: Ciascun carcere, dunque, dovrebbe controllare ogni singolo cittadino della propria citt? Anche dividendoci il lavoro, ci vorr senza dubbio qualche ora... ed  probabile che ci saranno innumerevoli riscontri positivi. Magari, basandoci semplicemente sulle sagome, ci troveremo fra le mani centinaia di potenziali terroristi. Dovremo interrogarli tutti?
In mancanza di soluzioni migliori, s, rispose Olimpia. Iniziate a confrontare quelli con precedenti, comunque.
Ma come fate a comparare la sagoma dell'Ombra con quelle dei Sotterranei?, domand Colt.
Olimpia gli lanci un'occhiata maliziosa. Ma tu non dovresti essere il massimo esperto della Baia per quanto riguarda il nostro Mondo-di-sotto?.
Il Generale sorrise. Sai che i Dirigenti esagerano sempre, disse in tono allegro. Voleva soprattutto tranquillizzare i Sindaci. A ogni modo, non vuoi rispondere alla mia domanda?
Nei nostri archivi, sono conservati i dati dei Sotterranei fin dalla nascita. Dal DNA ai valori psicometrici. Tutto quanto.
E negli archivi conservate pure ricostruzioni tridimensionali da far combaciare con la nostra sagoma incriminata?
Ovviamente. E queste ricostruzioni si aggiornano ogni anno.
Ma se il nostro attentatore, sapendo come funzionano i vostri archivi, avesse cambiato nell'ultimo anno anche un solo particolare della propria persona, non risulterebbe irriconoscibile ai vostri metodi di raffronto?
Un certo margine di errore  previsto, rispose Olimpia. Ma basandoci soltanto sulla sagoma  probabile che ci sfuggirebbe....
Allora aggiungi anche il parametro dell'energia psichica, sugger il Generale. Come i miei agenti sono andati in giro alla ricerca della medesima energia, che sono stati in grado di rilevare a livello residuale, non potete farlo anche voi?.
Olimpia fece per ribattere, poi per rimase in silenzio e strinse la mascella, innervosita. Perch mi  sfuggita un'idea cos banale? Con due parametri la ricerca sarebbe perlomeno pi mirata.... Forse mi sono fidata troppo delle capacit dei tuoi collaboratori, sotto questo aspetto della faccenda. Mando subito qualcuno con un rilevatore di energia psichica residua.
... ...
Sei un bastardo!, url Marcus, colui che una volta era stato il suo pi intimo amico (prima di portargli via, per sempre, la sua amata), con gli occhi arrossati dalla furia. I due globi bluastri levitavano ancora sui suoi palmi. Sei la creatura pi viscida e perversa che abbia mai conosciuto!.
Anch'io sono lieto che tu mi abbia concesso il piacere di una tua visita, vecchio mio, ribatt Eos. Gli indic una poltrona con la punta del bastone. Qual buon vento?.
Marcus sput verso di lui e ringhi: Sai esattamente perch sono qui, lurido assassino....
Certo che lo so, ammise Eos, ma nutro ancora la seppur minima speranza che tu possa rammentarti le buone maniere e smetterla di insultarmi come un bifolco.
Tu non sei degno di lucidare le scarpe nemmeno al pi rozzo dei bifolchi!, latr Marcus. Come?! Come hai potuto fare una cosa del genere?! Assassino! TRADITORE ASSASSINO!.
Eos fece un gesto vago con la mano, come per chiedergli di abbassare il tono. Quietati, vecchio, quietati e argina il tuo vaniloquio. Se persisti a gridare in tal maniera, ti coglier un infarto. Si aggiust il monocolo. E il tuo cadavere arrecherebbe un certo ribrezzo al mio animo sensibile.
Zitto, bastardo!, url ancora Marcus, con gli occhi spiritati, avanzando di un passo. Porco assassino... Come hai potuto vivere per tanti anni senza farti tormentare dal rimorso?
Tu deliri.
Oh, no! Non deliro... perch io l'ho vista!. Avanz di un altro passo verso Eos. Il suo spirito mi si  manifestato innanzi! Eva, la nostra adorata Eva! La mia sorellina!  discesa dal cielo....
Eos perse parte del suo aplomb. I vaneggiamenti di un folle!, esclam, puntandogli contro il bastone. Osi parlare di Eva - della mia sventurata amata - in casa mia, dopo quello che hai fatto?!. Si sollev in piedi, torreggiante. Eri il mio pi caro amico, Marcus, e adoravo tua sorella... come una dea la veneravo! E poi... poi tu l'hai insudiciata, hai infangato la sua virt. Infine, colto da me sul fatto, l'hai assassinata sotto i miei occhi! Dammi una buona ragione per cui non dovrei cacciarti subito dal mio castello. Una sola.
Marcus sorrise, come se fosse stato sufficiente lo scatto nervoso dell'ospite per restituirgli la calma. Eva mi ha raccontato ogni cosa... e nulla di quello che potrai mai dire o fare potr convincermi del contrario. Il blu delle due sfere divenne pi intenso. L'hai uccisa tu, non io.
Eos strinse le dita fin quasi a stritolare il pomolo del bastone. Che ingiuria mi tocca udire! Sono stato accusato di molte cose, nella mia lunga vita, giammai per di aver assassinato la mia adorata Eva! La mia sposa! Che vile calunnia! Dalla tua bocca incestuosa e fratricida, poi!.
Di' pure quello che vuoi, ribatt Marcus, in tono stranamente pacato. Tanto, ormai, sappiamo entrambi qual  la verit. Continua pure la tua commediola, se ti fa piacere, ma non ti salver. Quando ci cogliesti insieme in flagrante, ti lasciasti prendere da un raptus di follia e la uccidesti - uccidesti il nostro pi grande amore! - con la stessa spada che usavamo per allenarci. E gi questo non sarebbe stato sufficiente? Nossignore! Mi drogasti, alterasti la mia mente in modo da farmi credere di aver compiuto l'efferato gesto al posto tuo. E riuscisti a convincermi... eccome se ci riuscisti! Da allora non trascorse giorno che io non passassi preda di tormenti feroci... Da allora la mia vita non  pi stata vera vita, ma semplice sopravvivenza. Sospir e scosse il capo. Come hai potuto farmi una cosa del genere? In una volta sola mi hai tolto mia sorella, il mio migliore amico - te! - e mi hai fatto perdere l'affetto di Morpheus, che pure adorava Eva. Eravamo una famiglia, noi quattro! Eravamo felici! Il nostro, lo ammetto, fu un gesto stupido e sconsiderato... ma il tuo?!.
Per alcuni secondi regn un silenzio perfetto, interrotto poi dalla voce di Eos, ora mortalmente placida: Ti ho gi risparmiato una volta allora, Marcus. Ti rendi conto, vero, che in seguito a siffatte calunnie non avrai una seconda possibilit?
Non chiedo una seconda possibilit, ribatt il vecchio. Dopo la rivelazione dello spirito di Eva, il senso di colpa che mi ha angustiato per cos tanto tempo finalmente si  dissolto:  stato sostituito dalla sofferenza per il tuo mostruoso inganno....
La tua psiche, infine, ha perso anche l'ultimo barlume di raziocinio, constat Eos, avanzando di un altro passo. Ma dimmi, come si presentava lo spirito di Eva?. Aveva pronunciato solo met della domanda quando aveva sfoderato l'anima metallica e affilata del bastone e, prima ancora di concludere l'ultima parola, era gi scattato in avanti, puntando dritto al cuore del vecchio.
Marcus si spost di lato e gli scagli addosso entrambe le sfere di energia. Eos colp i globi con la lama, mandandoli a schiantarsi contro il pavimento; poi attacc di nuovo, facendo saettare la lunga lama sottile.
Assassino, assassino, assassino..., andava ripetendo il vecchio, mentre si proteggeva con una barriera e contrattaccava con dei raggi luminosi. Assassino, assassino, assassino....
Le tue falsit, ribatt Eos, fintando verso un braccio e poi cercando di affondare la lama in quello opposto, non possono tangermi. Schiv una sfera e tent un fendente, che per cozz contro la barriera di energia. N possono tangermi i tuoi ridicoli artifici luminosi.
Assassino, assassino..., continuava intanto Marcus. Gener una cupola e cerc d'imprigionarvi dentro l'avversario, che per la respinse con un solo movimento. Di punto in bianco, la sua litania si trasform in: Eva sa cosa hai fatto, Eva sa cosa hai fatto....
Eos si abbass di scatto, cercando di trapassare una gamba del vecchio, poi, appena lui la mosse, mir all'inguine, ma non riusc ad affondare la lama. Si raddrizz, deviando due raggi luminosi, e con un guizzo di volont lanci Marcus a tre metri da terra; poi scagli la lama in alto, con l'intento d'infilzarlo. Il vecchio, per, allontan la spada con la forza del pensiero e diresse la propria caduta in modo da atterrargli addosso. Eos arretr di mezzo passo e lo afferr con una stretta ferrea alle caviglie; fece un rapido giro su se stesso e lo scaravent via, contro una parete.
Vegliardo dissennato, bisbigli, mentre faceva un segno alla lama, che torn volteggiando nel suo palmo. Vide che Marcus si era gi raddrizzato. Persisti nella tua follia?
Assassino, assassino!, riprese a gridare il vecchio, balzandogli incontro con entrambi i pugni resi luminescenti dall'energia che aveva fatto confluire nelle mani.
Un tempo, disse Eos, schivando con destrezza i pugni, il tuo stile di lotta non era cos volgare... o forse l'amicizia mi rendeva cieco dinanzi ai tuoi notevoli limiti?. La sua lama si schiant contro le nocche avvolte dall'aura blu del vecchio e si ruppe sonoramente. Per Diana!, esclam, spostandosi subito di lato e poi abbassandosi per evitare un altro pugno.
Ho la forza di Eva dalla mia, dichiar Marcus. Non posso perdere....
Smettila di macchiare il suo nome con le tue sudice labbra!, proruppe Eos. Schiv un pugno, gli afferr l'avambraccio e glielo torse fino a spezzargli il gomito. Non sei nemmeno degno di pensare a lei!, sbott, mentre gli rompeva anche l'altro e lo scagliava di nuovo contro la parete.
Marcus si tir su con un colpo di bacino e concesse appena un'occhiata alle braccia che penzolavano mollemente. Non sai fare di meglio?, lo provoc, senza lasciarsi scappare neppure un gemito di dolore. Hai dilaniato il mio cuore e tormentato la mia anima. Il corpo  la cosa meno importante rimastami, ormai.... La sua risata roca squarci l'aria. Puoi anche uccidermi, ma io continuer a tormentarti finch mi rimarr anche solo un briciolo di coscienza.
Eos fischi e nel giro di alcuni secondi il troll domestico arriv a passo spedito, stringendo fra le braccia possenti una grande cassa di legno. La depose a una decina di metri da lui e la apr, per poi farsi da parte, in attesa di eventuali nuovi comandi. Marcus, che nel frattempo era riuscito a sistemarsi le braccia, si avvent nuovamente contro l'avversario, gridando e scagliandogli addosso fiotti luminosi. Eos sibil una breve formula che fece ruzzolare l'avversario per terra e dissolse i suoi attacchi; poi addit il baule e, fra le svariate armi, due spade balzarono fuori da esso. Marcus si rialz, si avvolse nella propria aura e caric ancora.
Eos sollev le mani e strinse le dita intorno alle else delle spade che aveva fatto levitare fino a s. Pronunci un'antica formula ed entrambe le lame divennero per un istante invisibili. In condizioni normali non potrebbe non accorgersi di un simile espediente, si disse, ma adesso....
Assassino!. L'aura del vecchio era diventata cos intensa da bruciare gli occhi. Nella sua corsa avrebbe travolto persino un tir, rallentando appena mentre lo demoliva e lo scagliava in aria.
Eos rimase immobile, facendo mulinare le spade e tenendo lo sguardo fisso su di lui.
Assassino!, ulul Marcus, ormai a due metri di distanza. Eva sa cosa hai fatto!.
Le spade affondarono nell'aura del vecchio senza decelerare minimamente, poi si tuffarono nella carne delle spalle. Questo, per, non fu sufficiente ad arrestare la sua folle carica. Eos spicc un balzo e con una capriola pass al di sopra del capo di Marcus, per poi riatterrare in piedi alle sue spalle. Si volse subito (raddrizzandosi il monocolo) e vide il vecchio che continuava a correre, lasciandosi dietro, a terra, entrambe le braccia. I due monconi sprizzarono sangue come fontanelle per alcuni istanti, dopodich i vivaci zampilli si trasformarono in flussi sempre pi deboli. Eos sollev lo sguardo e vide che Marcus era ancora in piedi, sebbene non pi avvolto dall'inutile aura. Not che dai moncherini delle sue spalle non colava nemmeno una goccia di sangue: aveva avuto la prontezza di cicatrizzarsi le ferite prima di dissanguarsi.
Assassino!, grid Marcus mentre si girava. Nonostante l'handicap, si avvent nuovamente contro l'avversario, senza nemmeno proteggersi con una barriera energetica. Assassino!.
Eos us le lame a mo' di cesoie intorno al bacino del vecchio: le spade affondarono nei suoi fianchi, penetrarono nelle carni e si ricongiunsero dopo aver troncato la colonna vertebrale. Senza alcuna piet, sfil entrambe le lame e fiss l'avversario. Marcus rimase per un attimo immobile, poi il suo busto si stacc dal bacino e piomb in avanti; l'istante successivo, le sue gambe crollarono indietro. Eos avanz di un passo, ma si paralizz non appena il vecchio si raddrizz con un solo movimento, riuscendo a stabilizzarsi su quel che restava del suo busto.
Sei morto, ormai, disse Eos, dopo aver osservato per un secondo o due, con malcelato disgusto, il corpo seviziato, dritto in una pozza di sangue. Che gli inferi siano clementi con te....
Marcus sorrise. Non puoi uccidermi, disse. Perch io sono gi morto.
Eos sbuff e con un unico fendente gli stacc di netto la testa dal collo.
ASSASSINO!, tuon una voce che pareva provenire da ogni parete della sala. ASSASSINO!.
Eos si guard intorno e strinse con forza le impugnature delle spade. Nel soffitto si apr uno squarcio di luce abbacinante che inizi, lentamente, a proiettarsi verso il pavimento, andando ad avvolgere i macabri resti del corpo di Marcus. Eos arretr e inizi a percepire un leggero brusio che, pian piano, divenne sempre pi comprensibile. L'inquietudine del padrone del castello cresceva di pari passo con quello che pareva un coro angelico, ma era ancora ben lontana dal trasformarsi in vera preoccupazione.
Poi il suo cuore perse un colpo. Sgran gli occhi. Le gambe gli divennero all'improvviso molli come gelatina. E, per la prima volta da tempo immemore, Eos perse la propria lucidit. Aveva previsto ogni cosa, come sempre, tuttavia non era preparato all'intensit dell'emozione che ora stava sconvolgendo come un uragano il suo organismo.
Eva era apparsa, bellissima ed evanescente, alla sommit del flusso luminoso: una fiamma turchese le cingeva il viso. I suoi occhi celesti erano puntati su Eos e brillavano di una luce ultraterrena. Le sue labbra erano inarcate in un lieve sorriso che racchiudeva una pena immensa; ma non per se stessa. L'uomo, paralizzato, si accorse che lei aveva toccato - sfiorato - il pavimento solo quando mosse le mani e si chin sui resti di Marcus. L'angelica amante strinse le dita affusolate intorno al cranio del vecchio, lo sollev fino all'altezza della propria bocca e depose un delicato bacio sulla fronte grinzosa. Le gambe di Marcus si raddrizzarono subito; il busto fece una rapida piroetta e salt sul bacino, saldandosi. Eva scivol in avanti di un passo e depose il capo del fratello - fratellastro, in realt - sul suo collo, dove i lembi di carne si ricongiunsero subito. Infine, le braccia levitarono e si attaccarono alle spalle con uno schiocco sonoro.
Eos aveva lasciato cadere le spade ai propri piedi. Aveva gli occhi sbarrati: il monocolo dorato scivol dallo zigomo destro, tocc il naso, sfior le labbra e cadde. Non tent nemmeno di afferrarlo. La lente precipit per un tempo che parve interminabile e s'infranse sul pavimento.
Eva fiss di nuovo Eos. Era ancora pi bella di quanto ricordasse: lui non riusciva a staccarle gli occhi di dosso. Marcus gli si avvicin, si chin per prendere le due spade e si raddrizz; poi incroci le lame intorno al suo collo, incidendo un poco la pelle, e sussurr: Sei pentito?.
Eos rimase immobile, lo sguardo perso in quello di Eva. Ora aveva la sensazione che il suo cuore fosse grande quanto una noce, ora che occupasse tutta la gabbia toracica... L'aveva conosciuta quando lei era poco pi che una bambina e gi allora gli era bastato uno sguardo per innamorarsene. Adesso era scoppiata un'altra scintilla, come se si fosse nuovamente innamorato. Sarebbe bastata una parola di lei per fargli fare qualunque cosa. Per fargli credere a qualunque cosa.
Poi Eva ascese, percorrendo il celestiale fascio di luce e sparendo nello squarcio nel soffitto. Eos si sent improvvisamente vuoto e per un interminabile istante fu certo che tutto fosse inutile. I suoi raffinati pensieri, le azioni ponderate e i grandiosi progetti gli parvero futili...
All'improvviso Eos si riscosse e scopr - scopr razionalmente - di essere in punto di morte. Marcus era davanti a lui e lo minacciava con le sue stesse spade; sarebbe bastata una semplice sforbiciata per decapitarlo. Una semplice sforbiciata e ogni piano...
Sei pentito di quello che hai fatto?.
Eos fatic prima di riuscire a parlare; si sentiva la bocca secca come pane raffermo. No, rispose, con una voce flebile e raschiante. Non ho fatto nulla di cui debba pentirmi....
Piomb un silenzio irreale. Il coro angelico era solo un vago ricordo.
Il volto di Marcus rimase impassibile, granitico, per alcuni lunghi secondi, poi si deform in una maschera sardonica che venne squarciata da una risata. I tuoi occhi non mentono bene come le tue parole.... Sospir e le lame tremolarono nelle sue mani. So che vorresti morire, adesso. Desideri disperatamente che qualcuno ti liberi dalla prigione di colpevolezza che tu hai costruito con le tue stesse mani. E uccidere la nostra amata non  stata nemmeno la cosa peggiore: compiendo questa efferatezza sei riuscito a gettare le fondamenta della tua cella. Ti sei murato dentro ormai da tanto tempo... e speri che io ti liberi. Le spade affondarono un poco nel collo di Eos, che non si mosse di un millimetro. Ma ti  andata male, concluse Marcus in tono sereno. Come tu una volta mi risparmiasti per farmi vivere nel tormento, ora io ti dono la tua sciagurata vita.
Lasci andare le spade, le cui else rimbalzarono rumorosamente sul pavimento, e si avvicin a Eos. Hai appena visto ci che non potrai pi conquistare, sussurr. Mai pi. Lo baci sulla guancia e arretr, senza volgersi, fino al fascio di luce da cui era giunta Eva. Mai pi, bisbigli un'ultima volta e quelle due parole continuarono a riecheggiare a lungo, da una parete all'altra.
Eva, eterea, discese, lo prese per mano e ascesero insieme, fino a scomparire. Eos si mosse lentamente, come in un sogno, verso il fascio luminoso che partiva dal soffitto e arrivava al pavimento. Sollev una mano e la protese, ma, non appena la punta del medio sfior la luce, quest'ultima divenne sanguigna. Si ritrasse subito e il fascio svan.
Per un'ora e tre quarti rimase assolutamente immobile, senza pensare a nulla che non fosse Eva, poi si riscosse quando il troll lo chiam con un grugnito incerto. Lo tranquillizz con un cenno e si mosse verso il camino spento. Prese una grossa tela intonsa che aveva appoggiato l qualche ora prima e, dopo aver ordinato al troll di rimuovere il dipinto di Bryan e Morpheus, la sistem sul cavalletto. Aveva gi ritratto innumerevoli volte la sua adorata Eva, in tutte le angolazioni possibili e immaginabili. Ma adesso si accingeva a tratteggiare il proprio capolavoro, che avrebbe trasformato le opere precedenti in pallidi riflessi, rozzi esperimenti, mere anticipazioni...
In quel quadro avrebbe racchiuso l'essenza stessa della creazione.
... ...
La Citt del Sole piomb improvvisamente nel buio.
Il tecnico rabbrivid, attiv il visore notturno e imprec fra s, non azzardandosi a fiatare per via del Sorvegliante che gli stava accanto. Adesso non lo vedeva pi, ma sentiva il suo respiro pesante. La capsula in cui si trovavano vibr per un paio di secondi, dopodich si stacc dal suolo. Soltanto due minuti, pens, per fissare il cannone plasmatico. Per distrarsi dall'ansia si concentr sul vocio esterno e sulle parole strepitate da innumerevoli altoparlanti: stavano comunicando alla cittadinanza che non c'era nulla di cui preoccuparsi, che in un paio di minuti sarebbe tornata la luce... La capsula si ferm: aveva appena raggiunto l'alto soffitto della Citt del Sole. Il tecnico si mise all'opera ancora prima che il Sorvegliante gli gridasse di darsi da fare. Bucare la volta, infilare il cannone, fissare il cannone, si ripet. Che sar mai?.
Il tetto della capsula era gi aperto: impugn la trivella telescopica e la diresse verso il punto in cui avrebbe dovuto scavare il foro cilindrico che avrebbe contenuto il cannone. Immaginava che tutto questo c'entrasse con l'attentato di quella mattina (per motivi di sicurezza avevano persino isolato la Citt), ma il cipiglio del Sorvegliante era tale da scoraggiare ogni domanda. Dovevano aver causato quel black-out per consentire a lui e agli altri tecnici - era sicuro che ce ne fossero molti altri e che, come lui, in quel momento stessero piazzando i cannoni in punti strategici - di operare senza essere visti. Controll un'ultima volta i parametri termici, poi sollev il cannone e inizi a infilarlo con delicatezza nel foro che aveva aperto. Si trattava di un cilindro metallico lungo quanto il suo braccio e piuttosto pesante, ma per fortuna poteva contare sull'assistenza di una pinza meccanica. Quando lo ebbe infilato fino in fondo, l'unica parte che rimaneva scoperta era un'emisfera dello stesso colore del soffitto (in tal modo si sarebbe confusa con esso) e grossa come uno dei suoi pugni: era la bocca da fuoco polidirezionale.
Il bello degli H-06, borbott, quasi fra s e s,  che non perdono nemmeno tempo a mirare.
Finito?, grugn il Sorvegliante. Rimane solo mezzo minuto....
Quasi. Non mi metta fretta: un errore e finiamo folgorati. Il Sorvegliante tacque, ma i suoi respiri si fecero ancora pi pesanti. Ecco, ora il cannone si  espanso, aderendo perfettamente alla cavit. Si volse verso l'altro Sotterraneo e sussult trovandosi una pistola puntata contro il petto.
Questione di segretezza, disse il Sorvegliante, spiacente. E gli spar.
... ...
I Sotterranei provavano un'atavica avversione per il buio, per cui anche di notte le strade rimanevano illuminate, seppure da una luce soffusa. Quella sera, tuttavia, il loro intero mondo era piombato nell'oscurit pi profonda per alcuni minuti.
Non appena torn la luce, Olimpia pretese di essere ragguagliata sulla situazione complessiva: Tutti i cannoni sono stati posizionati?
S, rispose una Sorvegliante, senza staccare gli occhi dal monitor. Nella nostra citt, s.
E nelle altre?
Mi stanno arrivando le conferme.
Le ore continuavano a trascorrere e ancora non erano riusciti a intrappolare nemmeno un'Ombra, n a far luce sulla vera natura di quelle - quella? - creature. Per questa ragione, oltre ad armare per bene la sala del Bazar, avevano deciso di munire di cannoni plasmatici, laser e ultrasonici anche il resto della citt e tutti gli altri centri urbani. Ognuna delle cinquecento principali Citt Sotterranee avrebbe potuto contare su un centinaio di cannoni, ma anche i centri minori dovevano essere armati per quanto possibile.
Tutto  pronto, signora.
Non ci sono stati errori?
Soltanto in percentuale trascurabile, e comunque ogni capsula  tornata a terra prima della fine del black-out.
Ottimo, assent Olimpia. E i tecnici sono stati sistemati?
Tutti quanti neutralizzati: sono stati sedati e non recupereranno i sensi prima di quarantott'ore.
Bene, cos non andranno in giro a sbandierare questa faccenda. Tenetemi aggiornata. Ci detto, Olimpia torn nella sala degli interrogatori: la lista dei sospetti - delle potenziali Ombre - era ancora lunga. L'attendeva un'intensa nottata.
5 G.d.M.
Bryan indossava i panni del commesso di una libreria... anzi, indossava proprio il commesso.
Passando in rassegna il reparto fantascientifico, trov un volume che era sfuggito al perfezionamento. Sibil un'imprecazione e lo prese tenendolo solo con i polpastrelli, come se temesse di finire avvelenato. Fulmin con lo sguardo il robot che occupava la copertina e quello subito inizi a tremare, dopodich se la diede a gambe; infine, la figura di una ragazza che Bryan conosceva bene prese il suo posto. Ora s che si ragiona, sospir il ragazzo, poi lesse il titolo, che nel frattempo era mutato: Io, Leila... Meglio, molto meglio.
Mi scusi....
Bryan riposizion il libro dove l'aveva trovato e si volse verso una ragazza dall'aria impacciata che si mordicchiava il labbro inferiore. Dimmi pure. Ti serve un libro per la scuola?
S, rispose lei e tir fuori dalla tasca un foglietto stropicciato. Ecco, s... Me ne serve uno che si intitola.... Si ritrasse non appena Bryan le sfior la mano, come se avesse paura che le rubasse il pezzo di carta. Gli rivolse uno sguardo perplesso, quasi sospettoso, poi continu: I dolori del giovane..., le parole le morirono in bocca. Le lentiggini che aveva sul viso iniziarono a decolorarsi, sparendo in breve tempo, e nel mentre la pelle cominci a scurirsi. I dolori del giovane.... Le sue guance paffute dimagrirono visibilmente. I dolori della giovane Leila. Ce l'avete, vero?
Credo di s, andiamo a dare un'occhiata....
Dopo averle consegnato il libro richiesto, pass fischiettando accanto a un giovane che, con la fronte corrugata e l'aria perplessa, stava esaminando tutti i libri di uno scaffale. Teneva il segno con l'indice e aveva la testa inclinata per leggere i titoli sui dorsi dei volumi: Le notti di Leila... L'Ombra di Leila... Gli occhi di Leila... Il gioco di Leila, andava borbottando, Leila in fuga. Esit un attimo e si avvicin un po' di pi allo scaffale. La bambina che amava Leila? Ridicolo!.
Cosa  ridicolo?, gli domand Bryan, facendolo trasalire.
B-be', balbett il giovane, rivolgendogli uno sguardo in parte imbarazzato e in parte stizzito. Semplicemente che questi libri non esistono!, esclam, non appena l'irritazione prese il sopravvento.
Bryan sfil uno dei romanzi incriminati, guard la copertina, lo apr a una pagina a caso, inizi a sfogliarlo e dopo qualche secondo lo richiuse. A me pare proprio che questo libro esista.
Il giovane cliente glielo strapp quasi di mano. Ma la bambina non amava Leila! Amava Tom Gor..., lasci cadere l'esclamazione e si port una mano alla testa. Amava.... Imprec, mentre il libro gli scivolava fra le dita, finendo a terra. Amava.... Gemette e si pieg in due, come se avesse appena ricevuto un pugno nello stomaco. Quando si risollev, poco dopo, sorrideva con due labbra che stavano cambiando colore. Amava Leila!, esclam: pareva che avesse avuto un'illuminazione improvvisa.
Certo che amava Leila, convenne Bryan.
Il giovane raccolse il libro da terra; sembr che indugiasse un momento sulle sue dita che si stavano accorciando, poi si rialz e disse: Questo romanzo la mia ragazza l'ha gi letto. La sua voce era salita di un paio di ottave. Penso che comprer La Leila oscura....
Ottima scelta, si compliment Bryan, osservando la stoffa della maglietta che iniziava a tendersi sul petto del suo interlocutore. Vuole che glielo impacchetti?.
... ...
Olimpia depose un paio di pasticche sulla lingua e le tir gi con una sorsata d'acqua. Contro il sonno, spieg a Colt, dopo aver intercettato il suo sguardo interrogativo.
Il Generale ridacchi, intrecciando le braccia sul petto. Come fai ad avere sonno adesso?, le domand. Sta per albeggiare e fra poco la nostra cara Ombra verr a trovarci... Non sei in ansia?.
Olimpia si strinse nelle spalle, poi inizi una lenta panoramica sul luogo in cui fino al giorno precedente sorgeva il pi grande mercato del mondo Sotterraneo, ora trasformato in un'arena mortale. Sei Cabine Speciali erano state costruite a ridosso delle alte pareti, ben distanziate fra loro; erano state utilizzate per teletrasportare un centinaio di cannoni. Modelli pesanti, si disse, non come quelli appesi ai soffitti cittadini.... Il suo sguardo si sofferm sulla grande gradinata su cui, di l a poco, sarebbero apparsi gli ologrammi dei cinquecento Sindaci.
No, rispose infine, senza guardare l'interlocutore. Sono pi che altro frustrata da questa notte di infruttuosi tentativi..., si sfior la punta di un orecchio, ma ormai abbiamo fatto tutto il possibile, non ci resta che aspettare e goderci lo spettacolo. Credo che sar una mattinata piuttosto movimentata... e non vorrei addormentarmi proprio sul pi bello, concluse con un sorriso.
Colt contraccambi il sorriso. Ti stai divertendo, vero?
Sono convinta che il nostro mondo sia stato creato per gioco da una bizzarra intelligenza superiore, disse Olimpia, lanciandogli uno sguardo penetrante. Reputo mio preciso dovere, quindi, divertirmi. Partecipiamo tutti all'immenso, pericoloso e perverso gioco della vita, no?.
Il Generale aggrott le sopracciglia e rimase un poco in silenzio, fissandola con intensit. Un accenno di sorriso permaneva sulle sue labbra. Non  un atteggiamento molto serio, questo, per la pi importante Sorvegliante dei Sotterranei....
Forse, ammise lei. Eppure ci mi ha permesso di arrivare dove sono. Osservando la linea decisa della sua mascella, all'improvviso fu presa dal desiderio di toccarla. Nelle ultime ore, vedendolo impegnarsi in modo determinato e instancabile nonostante i fallimenti, si era fatto strada nella sua mente il pensiero che lui potesse essere quello giusto... quello degno di lei.
Senza preavviso, strinse il volto dell'uomo fra le mani, tirandolo a s. Ora soltanto un centimetro separava le loro labbra. E Colt non pareva affatto contrariato.
Neutralizziamo le Ombre e poi festeggiamo insieme, sussurr Olimpia.
Ti va?.
... ...
Ottig distolse lo sguardo dai due Generali e sbuff una leggera vampata di fuoco. Ridicoli..., pens l'incantatrice. Stanno per rischiare la vita e non se ne rendono nemmeno conto. Chin il capo, lo volse e lanci uno sguardo torvo al fratello, che sogghign sotto i baffi. E tu non difendere Olimpia soltanto perch ti fa gli occhi dolci!.
Non essere sciocca, non fa gli occhi dolci a me, ma a noi. Ci adora, adora il Cacciatore. I suoi costumi sono indecenti, lo ammetto, ma la sua mente  fine. Si gratt la barba.  un'abile organizzatrice e questa notte ha avuto qualche idea quasi brillante....
 un insulto essere costretti a lavorare con quella sottospecie di baccante!, inve lei, inducendo il drago a grugnire.
Forza, facciamo un ultimo giro di controllo dei cannoni.
Tu pensi, lo incalz la sorella, che sia arrivata l dove si trova grazie ai propri meriti?.
Un feroce ruggito rimbomb nei loro crani.
Ottig ha ragione, sorella. Niente discussioni, adesso. Dobbiamo rimanere concentrati, controllare che tutto sia perfettamente a posto e tenerci pronti per affrontare eventuali imprevisti. Olimpia non  la nostra compagna ideale, ma dobbiamo accontentarci.... Raggiunsero il pi vicino cannone e i Sorveglianti piazzati intorno ad esso, vedendoli, si misero sull'attenti. Consoliamoci pensando che questa sar la nostra ultima caccia, in un modo o nell'altro. Un cupo brontolio fece vibrare il lungo collo squamoso del drago. Se vinceremo, saremo ricchi e potremo ritirarci dall'attivit. Se perderemo, non dovremo pi preoccuparci di nulla.
... ...
Olimpia sollev lo sguardo dalle pattuglie di discepoli in divisa piazzate intorno alla gradinata e osserv i primi Sindaci che iniziavano ad apparire sugli spalti, guardandosi intorno con circospezione, come se si aspettassero di essere aggrediti da un momento all'altro. Mancava ancora un'ora all'alba, per, e in ogni caso non avrebbero corso alcun rischio: nessuno di loro sarebbe stato fisicamente presente.
Solo noi rischieremo davvero, si disse la Generalessa. Fece un cenno di saluto al Sindaco della Citt del Giorno, il cui ologramma si era appena materializzato sulla fila pi alta della gradinata. Loro si godranno soltanto i fuochi....
Lanci un'occhiata a Ottig, che stava ispezionando per l'ennesima volta i cannoni, e ripens alla serie di fallimenti della giornata precedente e della lunga nottata. Il Cacciatore aveva tentato un incantesimo di localizzazione, che per non aveva dato frutti. Colt, pur ribadendo che era come cercare un ago in un pagliaio, aveva chiamato parecchi altri discepoli e aveva ordinato loro di setacciare il mondo Sotterraneo, citt dopo citt, alla ricerca della fonte delle tracce energetiche lasciate dall'Ombra; ne avevano vagliate pi di duecento, inutilmente, seguendo uno schema elaborato dai Sorveglianti. Dagli archivi delle carceri avevano iniziato a saltare fuori innumerevoli sospetti, i cui profili combaciavano con la sagoma incriminata e i cui valori psicometrici erano un po' da prendere con le pinze; una creatura potente come l'Ombra, infatti, avrebbe potuto essere in grado di camuffarli. Gli interrogatori si erano svolti in una cella speciale, attrezzata con tre fucili le cui linee di fuoco convergevano in un unico punto, ovvero sulla pedana su cui i sospetti erano immobilizzati. Dopo frenetiche ricerche, consultazioni e animate discussioni, i Generali erano giunti alla conclusione che, contro l'Ombra, le armi pi efficaci sarebbero state quelle ultrasoniche, quelle laser e quelle plasmatiche.
Olimpia aveva torturato - psicologicamente ma non solo - i sospetti dopo che le loro menti erano state scandagliate dai discepoli pi dotati. Il suo compito, in prevalenza, era di spingerli oltre la soglia di sopportazione, inducendoli a smascherarsi rivelando la propria reale energia psichica.
Ma nessuno dei sospetti si era rivelato essere l'Ombra. Oppure lo aveva nascosto molto bene.
... ...
L'uomo si chiamava Morgan Richardson, aveva trentasei anni e faceva il programmatore informatico. Mezz'ora prima aveva ricevuto una telefonata che lo aveva messo non poco in agitazione e aveva chiesto un permesso per uscire subito dall'ufficio: emergenza familiare.
Bryan lo aveva incrociato mentre sfrecciava sulla sua coup e, dopo aver sbirciato brevemente nei suoi pensieri, aveva deciso di seguirlo. Si era materializzato sul sedile accanto a quello del guidatore, mantenendosi silenzioso e invisibile.
Eh, mio caro Morgan..., pens, troverai una bella sorpresa.... Bryan sapeva anche che era sposato e che sua moglie voleva avere dei bambini, mentre lui non si sentiva ancora pronto. Sapeva inoltre che aveva un fratello che era stato incarcerato due volte per spaccio di stupefacenti, che aveva una cugina di secondo grado per cui aveva una cotta che si trascinava dietro dall'infanzia... ed era a conoscenza di un'infinit di altre inezie del genere.
Morgan inchiod davanti a una palazzina grigia e anonima e scese dall'auto senza prendere nemmeno la sua valigetta. Bryan lo affianc, tenendosi cos vicino che le loro spalle quasi si sfioravano. Snobbarono l'ascensore e salirono tre piani di scale quasi di corsa, l'uomo con un'espressione stravolta sul viso e il ragazzo con un sorriso che gli distendeva le labbra. Si fermarono su uno spoglio pianerottolo, adornato solo da un paio di piante di plastica. Morgan pass in rassegna le tre porte di quel piano, poi punt verso quella di destra. Non buss n premette il campanello, ma tir fuori una pistola semiautomatica dalla tasca della giacca e spar alla serratura.
Bryan, in effetti, sapeva anche Morgan nutriva dei sospetti sulla fedelt della moglie e aveva assoldato un investigatore privato perch la tenesse d'occhio. La telefonata che tanto lo aveva turbato in ufficio proveniva proprio da quest'ultimo; il detective gli aveva fornito varie informazioni, fra cui l'indirizzo in cui si stava consumando l'adulterio.
Morgan spalanc la porta con un calcio furioso e si precipit all'interno dell'appartamento. Bryan lo seguiva a ruota, pronto a gustarsi la scena. Oltrepassarono il bagno e la cucina prima di arrivare alla stanza giusta: la camera da letto. Dall'interno proveniva una forte musica, che poteva avere in parte coperto il rimbombo dello sparo.
Troia..., sibil Morgan, mentre apriva lentamente la porta e attraversava la soglia con la pistola tesa davanti a s.
Il centro della stanza era occupato da un materasso ad acqua che ondeggiava e rumoreggiava. Era coperto da un lenzuolo scuro che lasciava per intuire le forme di due corpi avvinghiati.
Il volto di Morgan era paonazzo, gli occhi erano arrossati e le vene sulle tempie parevano l l per esplodere. Gwen!, rugg, intanto che afferrava un lembo del lenzuolo e lo strattonava indietro.
Bryan si posizion nel punto migliore per godersi appieno l'espressione del signor Morgan Richardson. L'uomo impallid, poi sgran gli occhi e sulla sua bocca si disegn una O di stupore. L'istante successivo il suo volto era diventato quasi giallognolo e le labbra tremolavano sporgendosi in avanti da un lato e ritraendosi nel contempo dall'altro; un fenomeno simile interessava anche le sue sopracciglia. Un tic gli colp l'occhio destro, mentre il sinistro rimbalzava da un angolo all'altro come impazzito. Impugnava ancora la pistola con entrambe le mani.
M-ma... i-io..., inizi a balbettare, tenendo l'arma puntata. Io cre-cre-de-devo.... Imprec. Oddio.... Abbass la semiautomatica e mentre la infilava in tasca inizi ad arretrare.
Sul materasso ad acqua, due gemelle abbracciate e completamente nude lo fissavano con gli occhi sbarrati e terrorizzati. I corpi ambrati erano lucidi di sudore, le loro chiome corvine erano scompigliate.
Bryan sorrise: la moglie adultera e il suo amante erano stati leilizzati appena in tempo.
... ...
Olimpia immaginava che avrebbe avvertito l'aria caricarsi di elettricit; che il suolo avrebbe tremato, forse impercettibilmente o forse con grande intensit; che l'Ombra sarebbe apparsa come una massa informe, per poi innalzarsi fino a trenta metri d'altezza.
Ma non successe nulla di tutto ci.
Semplicemente, l'Ombra apparve, slanciata e minacciosa, al centro della sala che avrebbe dovuto contenere il Bazar. I lunghissimi tentacoli le schioccavano intorno. I suoi occhi sfavillavano sulla sommit di un volto allungato, adunco.
Cinquanta cannoni erano stati resi invisibili, grazie a un ingegnoso dispositivo di schermi che proiettavano le immagini retrostanti, da qualsiasi angolazione; era possibile individuare un leggerissimo luccichio, ma solo se si sapeva dove guardare. Erano automatici, quindi erano lasciati isolati, senza nessuno, nelle vicinanze, che potesse tradirne la presenza. Quaranta cannoni erano stati solo camuffati (la loro struttura era nascosta al di sotto di finte Cabine di Trasporto); ciascuno di essi era circondato da dieci discepoli, che avevano il compito di proteggere le armi, e da altrettanti Sorveglianti, questi ultimi in costante contatto con i colleghi che avrebbero seguito gli sviluppi al sicuro, tramite le videocamere. I restanti dieci cannoni, infine, erano stati piazzati personalmente dai Generali, senza che nessuno dei sottoposti vedesse dove (avevano persino ordinato di spegnere le telecamere di sorveglianza, mentre li posizionavano).
Olimpia aveva suggerito le prime due dissimulazioni, ma era stato il Cacciatore a proporre l'ultima, come riserva. Non si sa mai, aveva detto. Non sappiamo se si presenter una singola Ombra oppure se piomberanno qui tutte e cento; oppure, ancora, se le creature si sono riunite per formare l'essere di partenza, l'archetipo, o una creatura ancora pi potente. N sappiamo se basta uccidere l'originale - ammesso che ne esista uno - per distruggere tutte le copie....
I cannoni posizionati nelle altre citt erano una precauzione indispensabile. Se fossero riusciti a distruggere l'Ombra che era appena comparsa, infatti, le altre novantanove avrebbero potuto vendicarsi andando in giro a seminare il panico. In quel caso, per, i cannoni incastonati nei soffitti si sarebbero attivati e le avrebbero attaccate; questo in quanto erano stati tarati per reagire all'apparizione di una fonte di energia uguale a quella emessa dalle Ombre durante la pulsazione (maggiore o uguale, anzi, poich era stata prevista anche la possibilit che l'Ombra originale si sdoppiasse un numero inferiore di volte rispetto al giorno precedente, generando quindi meno copie ma pi potenti, o che pi Ombre si fondessero insieme). I cannoni erano automatici e avevano una particolare conformazione emisferica che consentiva loro di sparare in qualunque direzione senza bisogno di ruotarsi sul proprio asse; dall'alto dei soffitti dominavano la maggior parte di ogni citt e, in caso di bisogno, potevano essere comandati manualmente dai Sorveglianti addetti.
Futuri sudditi!, proruppe l'Ombra, iniziando a ondeggiare verso la gradinata dove l'Assemblea dei Sindaci si era riunita. L'alba  giunta e, come promesso, eccomi qua! Mi auguro che quest'oggi il mio discorso non vi risulti inintelligibile. Temo di aver parlato un po' troppo in fretta ieri....
Olimpia si trovava a lato della gradinata, circondata da Sorveglianti e agenti della Baia, questi ultimi pronti a proteggerla con una cupola energetica; Colt si era piazzato dalla parte opposta, anche lui ben difeso. La Generalessa distolse per un istante l'attenzione dall'Ombra, che si avvicinava con un movimento strisciante, e lanci un'occhiata a Ottig, posizionato accanto a uno dei cannoni camuffati; la sua testa di drago si stagliava al di sopra di tutte le altre creature.
Sottomettetevi, prosegu l'Ombra in un tono che sembrava quasi cortese, perfino accomodante. I suoi tentacoli continuavano a schioccare, sempre pi vicini. Sottomettetevi alla benevolenza del Mondo e godrete di infinita protezione. Accenn un grottesco inchino in direzione dei Sindaci.
Alla prima intermittenza dell'Ombra, novanta cannoni avrebbero sparato contemporaneamente.
Olimpia, come tutti coloro che si trovavano accanto a lei, reclin la testa per continuare a guardare l'attentatore negli occhi. Ormai incombeva su di loro, con i suoi trenta e passa metri d'altezza. La Generalessa sapeva che con quei dannati tentacoli non avrebbe impiegato mezzo secondo per spazzare via lei e tutti i suoi agenti, ma confidava nella protezione dei discepoli, che - si augurava - al momento opportuno avrebbero innalzato una potente barriera.
L'Ombra si raddrizz ridacchiando. Fra un secondo ascolter il vostro portavoce, ma prima.... I fumosi tentacoli guizzarono in tutte le direzioni, veloci come orride saette. Allungandosi a dismisura, si avvolsero intorno al quaranta cannoni camuffati da Cabine e si scrollarono dai discepoli e dai Sorveglianti (che erano intervenuti prontamente per preservare le armi) come se si trattasse di innocue formiche.
Olimpia not che anche Ottig cercava di tenere a bada una delle protuberanze, ma con scarsi risultati. Le fiammate del drago passavano attraverso quella sorta di fumo smuovendolo appena e gli incantesimi non sortivano un effetto granch maggiore. Ma in realt non cerca di contrastarlo sul serio, pens, tornando a osservare la scena dopo una fugace panoramica, lo sta analizzando dal vivo. Sorrise. Il Cacciatore sta studiando la sua preda....
Quaranta tentacoli si sollevarono, portandosi dietro altrettanti cannoni (Olimpia non li aveva contati, ma le era stato riferito che nemmeno una delle armi camuffate era rimasta nel proprio alloggiamento).
Avevate preparato un'accoglienza calorosa, eh?, fece l'Ombra. Secondo voi, che succede se li schianto tutti insieme?.
Olimpia percep un brivido correrle su per la schiena. Si rivolse subito ai discepoli che le stavano intorno: Create una cupola, presto!.
L'Ombra, con un movimento repentino, fece convergere i tentacoli tutti nello stesso punto, a met strada fra il soffitto e la propria testa. Quaranta cannoni vennero a contatto... e sparirono nel nulla. Magia!, sghignazz l'Ombra, ritraendo i tentacoli. Ora torniamo alle cose serie....
Olimpia sent qualcuno gridare: Brilla! attraverso gli audiovisori, ma i cannoni invisibili si erano gi attivati.
Tutto - a partire dall'intermittenza - dur una manciata di secondi, ma un giorno avrebbe forse occupato pagine e pagine nei manuali storici dei Sotterranei.
I raggi laser partirono apparentemente dal nulla e colorarono l'aria di rosso. Balenarono accanto ai flussi plasmatici, abbaglianti folgori artificiali, e confluirono nel nucleo intermittente dell'Ombra. Poi sopraggiunsero le onde ultrasoniche. Infine ci fu una terrificante esplosione che fece tremare il suolo e vacillare le cupole dei discepoli. E ogni cosa venne completamente inghiottita dalla luce.
Olimpia schiar poco alla volta le lenti che aveva oscurato per non finire accecata. La luce si era gi attenuata, ma ancora non si poteva vedere niente, se non qualche sagoma indistinta.
Gli audiovisori presero a ronzare. L'Ombra  sparita!, esclam una Sorvegliante. L'abbiamo disintegrata!.
La Generalessa si trattenne dal gioire. Non ci sono resti?
S, le telecamere mostrano una larga macchia nerastra e gelatinosa.
Olimpia ordin ai discepoli di dissolvere la cupola energetica per poter vedere la salma della creatura. Osservando il bitorzoluto cumulo vischioso, si chiese se avessero ucciso il capo - ammesso che ne esistesse uno - o soltanto una delle copie o dei cloni. Se lei fosse stata l'Ombra originale, avrebbe sospettato una simile trappola e avrebbe mandato in sua vece uno dei doppi, tuttavia... Attraverso gli audiovisori domand se stesse accadendo qualcosa nelle altre citt, se qualche Ombra fosse stata avvistata. Nulla da riferire.
Siamo sicuri che sia davvero morta?, grid uno dei Sindaci.
Svariati discepoli avevano le mani e le coscienze protese verso il grumo disgustoso, pronti a captare ogni seppur minima scintilla vitale. I Sorveglianti stavano eseguendo gli stessi controlli, ricorrendo per alla tecnologia.
Distrutta, conferm a voce alta Colt. Paralizzata dagli ultrasuoni, folgorata dal plasma e....
Il cumulo cominci a ribollire, dopodich scatt verso l'alto come un geyser: un geyser infernale. Crebbe fino a una quarantina di metri d'altezza, poi sulla sommit si form di nuovo una testa allungata e dal troncone centrale si separarono due protuberanze che si trasformarono in braccia informi.
Olimpia ordin ai discepoli di rigenerare la cupola protettiva e rimase in attesa, osservando quasi affascinata l'orrida creatura. Incredibilmente, aveva resistito a quell'attacco combinato, senza riportare alcun danno. Ma forse in realt  riuscita soltanto a smaterializzarsi appena prima di essere colpita. Potrebbe aver lasciato solo la propria scorza, per ingannarci... Oppure  stata sostituita da una delle copie. Contatt i Sorveglianti rimasti nel carcere e ordin loro di passare dalla modalit automatica a quella manuale e di fare fuoco, senza aspettare una nuova intermittenza.
Carini!, strepit l'Ombra, agitando minacciosamente braccia e tentacoli. Davvero dei bei giocattoli!. Tacque e i cannoni invisibili, prima di poter sparare, cominciarono a esplodere, uno dopo l'altro, come enormi petardi. E questo dovrebbe essere l'ultimo, sghignazz.
I Sindaci!, grid Colt. Spegnete tutti i dispositivi olografici! Spegneteli!.
Olimpia sollev lo sguardo e vide che tre Sindaci galleggiavano una decina di metri al di sopra dei loro scranni. Ed era pi che evidente che non si trattava di ologrammi. Ommerda!.
L'Ombra aveva proteso un dito artigliato verso la fila pi alta della gradinata ed era impegnata in una diabolica conta. Tu no, tu no, tu... s. Un Sindaco con il muso da rettile levit, impotente, fino a raggiungere i tre colleghi. Tu no, tu no....
In qualche modo incomprensibile, i Sindaci in carne e ossa avevano preso il posto dei propri ologrammi. E ormai era inutile spegnere i proiettori. Olimpia si chiese come diavolo fosse possibile che l'Ombra avesse fatto una cosa del genere. Deve per forza avere dei collaboratori. Quelli che hanno costruito la gradinata....
I suoi pensieri vennero interrotti da un improvviso boato. Gli ultimi dieci cannoni, che erano stati incastonati nella base della gradinata e le cui bocche erano state coperte, erano stati attivati a distanza dal Cacciatore e avevano appena fatto fuoco. Costituivano l'asso nella manica, perch si trovavano molto pi vicini all'obiettivo degli altri ormai distrutti: forse il Mondo non aveva fatto in tempo a smaterializzarsi (ammesso che prima si fosse smaterializzato).
Ma, quando la luce si attenu, l'Ombra era ancora impegnata a prelevare i Sindaci dai propri sedili. Shhh!, sibil con impeto, continuando a muovere il dito. Silenzio! E vieni anche tu, da bravo.... Ora dieci Sindaci galleggiavano davanti all'Ombra. Adesso vi mostrer un trucchetto.
Che facciamo?, domand Olimpia, rivolta agli altri Generali.
Ho gi chiesto alla Baia d'inviare qua tutti i rinforzi disponibili, rispose Colt senza tentennamenti. Olimpia, fai evacuare il maggior numero possibile di Sindaci. Ottig, tu coordina i discepoli perch si concentrino su di me per proteggermi, non appena mi sar trasformato.
I dieci Sindaci vennero disposti ad anello e cominciarono a roteare in circolo, in un terrificante crescendo di velocit. Le grida agghiacciate dei Sotterranei vennero sovrastate dalla risata dell'Ombra, che pareva non essersi mai divertita tanto. In breve fu impossibile distinguere i singoli individui che ruotavano: costituivano una macchia indistinta di colori. Poi, coriandoli di carni e viscere cominciarono a piovere sulla gradinata, sugli altri Sindaci; se finora si erano mantenuti immobili, forse convinti che si trattasse solo di un incubo, adesso iniziarono ad agitarsi come degli ossessi: presero a piangere, a vomitare, a calpestarsi e a gettarsi gi dagli spalti. Olimpia aveva gi diramato l'ordine di trarli in salvo, portandoli alle pi vicine Cabine.
L'anello formato dalle dieci autorit smise di girare e mostr altrettanti scheletri, completamente spolpati. L'Ombra fuse insieme le ossa e cre una sorta di macabra collana che non esit a indossare. Che ne pensate?, sghignazz. Mi dona?.
... ...
Le bellissime ragazze sfilavano sulla passerella, una dopo l'altra, e Bryan le guardava con occhi adoranti: seguiva il loro ancheggiare, sospirava osservando quei sorrisi e moriva dalla voglia di baciarle e abbracciarle tutte quante. Erano stupende, davvero non sapeva quale scegliere.
Ma era a capo della giuria del concorso (aveva dovuto ritagliarsi un po' di tempo fra i vari impegni, ma non se n'era affatto pentito), quindi non poteva esimersi dalla selezione.
Pass un'ultima volta in rassegna le cinque fanciulle, ora una accanto all'altra, che donavano sorrisi al pubblico: guard i loro capelli corvini, i magnifici occhi verdi, i corpi ambrati...
Quindi si alz in piedi e si port il microfono alle labbra: E ora, finalmente, il nome della vincitrice di Miss Leila 2001....
... ...
Olimpia vide Colt trasformarsi in un'alta colonna di fumo, come aveva gi fatto durante l'Assemblea. Segu con lo sguardo diversi gruppi di Sorveglianti che accompagnavano di corsa i Sindaci alle Cabine, dopodich torn a osservare il Generale della Baia. Gambe e braccia avevano preso forma, ma in modo molto approssimativo. Adesso era alto quasi quanto l'Ombra, ma non era altrettanto minaccioso... e pareva molto pi inconsistente. Olimpia non credeva che ce l'avrebbe fatta.
Decine e decine di raggi luminosi si sollevarono dai palmi dei discepoli e confluirono verso Colt, che venne subito ricoperto da un'aura fulgida e policromatica.
Ehi, tu!, lo apostrof l'Ombra. Non mi starai per caso scimmiottando? Guarda che potrei offendermi....
Colt sollev un enorme pugno fumoso e rilucente di energia e si avvent contro il Mondo, che non tent nemmeno di schivare l'attacco e venne travolto. Colt gli piomb addosso come un uragano e cominci a tempestarlo di colpi.
Forse, dopotutto, potrebbe avere una chance. Olimpia prov un'inopportuna fitta di desiderio nei confronti del potente discepolo della Baia. Se riesce a raggiungere il nucleo vitale dell'Ombra, quello in cui si annida la piccola creatura dalla sagoma bianca....
Colt venne scaraventato in aria, catturato dai tentacoli e sbattuto a terra con violenza. Riusc per a divincolarsi, caricando nuovamente l'avversario e infuriando su di lui.
Io ti distruggo!, rugg l'Ombra. Per quanto lo scagliasse via, per, Colt tornava sempre all'attacco.
Olimpia guard i discepoli che rifornivano il Generale d'energia e vide che ormai erano agli sgoccioli. Se i rinforzi della Baia non arrivano in tempo.... Rivolse l'attenzione verso la gradinata e vide che rimaneva circa un terzo dell'Assemblea da portare in salvo. Resisti ancora per un paio di minuti, Colt, e almeno i Sindaci se la caveranno... per il momento. Ebbe una folgorazione improvvisa e ordin ai Sorveglianti rimasti nelle carceri di teletrasportarsi immediatamente l: avrebbero donato la propria energia a Colt, facendola passare attraverso i discepoli. Sapeva che non avrebbero potuto teletrasportarsi tutti insieme (le Cabine si sarebbero intasate), ma in breve sarebbero giunti comunque parecchi Sotterranei.
Beccato!, esult Colt. Una delle sue enormi mani era infilata a met di quello che avrebbe potuto essere il torace del suo avversario. La sollev in aria, trascinandosi dietro una massa informe e molliccia.
Adesso basta, disse l'Ombra, tirandosi su e stringendo i tentacoli intorno al collo etereo di Colt. Lo trascin a s e spalanc le fauci, inghiottendo in un boccone la testa di fumo del Generale. Quindi emise un rumore simile a quello che avrebbe emesso un colossale mantice, e come un mantice soffi e soffi.
Colt inizi a gonfiarsi, mentre l'aura intorno a lui diventava sempre pi pallida. Prese ad agitare disperatamente le braccia e le gambe, menando colpi alla cieca, ma era tutto inutile.
La Generalessa comand ai Sorveglianti di lasciar perdere i Sindaci e di raggiungere seduta stante i discepoli, per cedere loro tutte le proprie energie. Ripet l'ordine ai carcerieri - alcune decine - che si erano appena teletrasportati l e questi si affrettarono a obbedire.
L'aura che avvolgeva Colt torn a sfavillare, ma ormai era troppo tardi: si era trasformato in un orrido globo; le braccia e le gambe erano scomparse, rimanevano solo pi degli abbozzi di dita.
Chi vuole un palloncino?, latr l'Ombra, muovendo da un lato all'altro i suoi occhi bianchi. Nessuno? Peccato.... Soffi un'ultima volta e il Generale scoppi, oscurando l'aria per alcuni secondi.
Olimpia strinse i pugni fino a conficcarsi le unghie nei palmi. Cazzo, imprec. Cazzo, cazzo, cazzo!. Riapr gli occhi e si accorse di essere ricoperta da una specie di fuliggine catramosa: tutto ci che rimaneva di Colt. Anche i Sorveglianti e i discepoli erano cosparsi della medesima sostanza.
Temo che dovrete dare una bella ripulita, comment l'Ombra, guardandosi intorno. Il mio amico ha sporcato persino il soffitto.... Si chin, raccolse la sua collana d'ossa di Sindaco e la infil nuovamente. Nella mia infinita clemenza, ho deciso di concedervi un giorno di proroga. All'alba di domani torner qua e aspetter di sentire la vostra ufficiale dichiarazione di sottomissione. Altrimenti.... Tacque per qualche secondo, intanto che un ghigno bianchissimo e famelico squarciava il suo volto affilato. Be', scoprirete che ho parecchia fantasia.
... ...
Ares, debitamente minimizzato e addossato a una parete della sala del Bazar, aveva assistito a ogni cosa: dall'improvvisa apparizione dell'Ombra alla sua minacciosa scomparsa, passando per la strage dei Sindaci e per l'ingloriosa fine del Generale.
Avrebbe potuto intervenire in qualunque momento, ingigantendosi fino a raggiungere le dimensioni dell'Ombra e affrontandola, invece se ne era rimasto buono buono, impercettibile e grande come un insetto, e si era limitato a nutrirsi della notevole dose di energia negativa (terrore, dolore, rabbia, panico...) che aveva riempito l'aria della Sala.
Questo perch sapeva di non essere ancora pronto. Se fosse sceso in campo, si sarebbe fatto ammazzare in quattro e quattr'otto e non avrebbe salvato nessuno. Il suo sacrificio sarebbe stato inutile, privo di senso.
Da quando Eos l'aveva congedato, Ares aveva vissuto nel mondo Sotterraneo (riuscendo a stento a convincere i suoi genitori che sarebbe stato meglio se loro fossero rimasti in superficie): aveva imparato in breve tempo il loro linguaggio, si era nutrito in abbondanza e aveva continuato ad allenarsi per conto proprio; il tutto viaggiando in lungo e in largo da una Citt all'altra, mantenendo il profilo pi basso possibile, per non dare nell'occhio.
E nessuno l'aveva notato.
Neppure l'Ombra, per fortuna.
Adesso finalmente sapeva qual era, in concreto, il Male che era stato chiamato a combattere. Eos era stato vago in proposito, tuttavia, non appena Ares era sceso nel mondo Sotterraneo, non era stato difficile seguire le tracce di distruzione che quel mostro si era lasciato dietro.
Aveva preso quegli attentati quasi come un segnale personale. Un modo per comunicargli quale fosse il suo destino... la ragione per cui era stato inviato sulla Terra. Che fosse stato inviato, non ne dubitava.
Aveva indagato, aveva sondato molte menti... finch aveva scoperto che il rendez-vous sarebbe stato nella Citt del Giorno, pi precisamente nella (ex) sala del Bazar. E aveva badato bene di non arrivare in ritardo all'appuntamento.
Quando l'Ombra fosse tornata, il giorno successivo, Ares sarebbe stato pronto per affrontarla? Ancora non lo sapeva, tuttavia le parole di Eos erano bene impresse nella sua mente: Il pericolo maggiore sar l'impazienza.
Avrebbe pazientato, perci, qualsiasi cosa fosse accaduta.
... ...
L'Insorta aveva lo sguardo perso nel liquido ambrato che occhieggiava attraverso il vetro trasparente. Era uno sguardo nostalgico e angustiato al tempo stesso. Stapp la bottiglia e la avvicin al naso: l'aroma pungente gli fece fremere le budella.
L'angioletto appoggiato su una spalla gli ricordava con gentile fermezza che aveva promesso di non toccare pi una goccia d'alcol; d'altro canto, il diavoletto appollaiato sulla spalla opposta gli diceva di bere infischiandosene del resto: tanto aveva gi infranto la promessa quando si era dissetato con le birre, tornando dal deserto con Kyl. E poi ormai Morpheus era defunto e la Comunit aveva adempiuto al suo compito originario. Il Rifugio non era pi segreto, questo s, ma la Baia non avrebbe corso il rischio di attaccarli, sapendo che l'Erede del Talismano era dalla loro parte.
Tir fuori la lingua e ne infil la punta oltre il bordo dell'imboccatura di vetro, poi la ritrasse. Solo un goccio..., bisbigli. Sollev la bottiglia, la inclin e sent il liquido scendergli gi per la gola.
Insorta!.
L'uomo si raddrizz di scatto e cominci a tossire furiosamente perch il sorso gli era andato di traverso. Ar... rivo!, boccheggi, cercando di recuperare il fiato. Tapp la bottiglia e la nascose sotto un mucchio di biancheria sporca appoggiata su una sedia. Continuando a tossire, si abbass il passamontagna davanti alle labbra e al mento e raggiunse la porta, imprecando fra s e s. Che c'?, grugn, trovandosi davanti Kyl, trepidante.
Una squadra di discepoli della Baia, si affrett a rispondere il ragazzo.  in attesa, in fondo al declivio che conduce al Rifugio. Abbiamo visto sventolare una bandiera bianca.
... ...
Julius era l'unico della delegazione a non essere assolutamente preoccupato. Mentre gli agenti si guardavano intorno inquieti e pronti a difendersi, il Dirigente fissava con espressione serena la cima della salita. Quando gli avevano riferito che nel mondo Sotterraneo i tre Generali avevano fallito, non ne era rimasto affatto sorpreso. Quella notte, infatti, aveva sognato Morpheus, che lo aveva avvertito dell'estrema pericolosit del Mondo-Ombra e gli aveva consigliato di...
Che diavolo volete?. L'Insorta era apparso sulla sommit della china, circondato da un buon numero di ribelli.
Julius scost il discepolo che reggeva la bandiera bianca e si fece avanti. Veniamo qui a richiedere umilmente l'intervento dell'Erede del Talismano, rispose, suscitando subito un forte brusio fra i ribelli.
Anche gli altri Dirigenti erano rimasti sbalorditi sentendo la sua proposta. La Baia che chiede aiuto alla Comunit?!, aveva berciato qualcuno. Che idea folle!. E folle non rappresentava certo l'epiteto peggiore che gli era stato rivolto. Julius, per, aveva replicato affermando che non andavano a chiedere l'aiuto dei ribelli, bens quello dell'Erede; quest'ultimo era ormai al di l della Comunit e della Baia, era superiore a entrambe. Inoltre, se l'Ombra avesse deciso di abbandonare i Sotterranei, avrebbe minacciato anche il mondo di Bryan.
L'Erede, nella sua smisurata clemenza, vi ha gi risparmiati, rispose l'Insorta, quasi ringhiando. Come osate ora, anzich rimanervene rannicchiati in un cantuccio a pregare che non cambi idea, presentarvi qui per chiedergli un favore?! Siete proprio..., esit, come se non sapesse come descriverli, spudorati!.
Qua non  questione di pudore, ribatt Julius, in tono pacato, ma di sopravvivenza. Una creatura, nota come l'Ombra, sta spadroneggiando fra i Sotterranei.  riuscita a mettere alle strette sia i Sorveglianti che i nostri agenti. Lo ammise senza sentirsi in alcun modo ferito nell'orgoglio. Non sarebbe stata di sicuro quella dichiarazione a peggiorare l'immagine della Baia: l'organizzazione di Morpheus esisteva ancora solo perch l'Erede non si era mostrato vendicativo. Ha gi ucciso tanta gente innocente: mercanti, camerieri, medici, donne, vecchi e bambini... Ha distrutto scuole e ospedali... Le tecnologie belliche dei Sotterranei non sono state in grado di distruggerla. Si pass una mano sulla fronte. Da un momento all'altro potrebbe decidere di piombare nel nostro mondo... e compirebbe un'autentica strage.  una creatura sadica: chiss quanto sangue sar necessario per dissetarla. Era ottimista, pensava di averli quasi convinti. L'Erede potrebbe neutralizzarla in un batter d'occhio, salvando migliaia di vite. Presto o tardi dovr comunque intervenire. Adesso ha l'occasione di proteggere i Sotterranei e di non doversi preoccupare, in futuro, di difendere gli umani dall'Ombra.
I due schieramenti di eterni nemici rimasero immobili, avvolti da un silenzio carico di tensione.
La situazione  davvero cos grave?, domand infine l'Insorta.
Lo , conferm il Dirigente. Non sarei qua, se non lo fosse. La Baia sta vagliando una serie di possibilit per sconfiggere il Mondo. Ci rimangono ancora diverse carte da giocare... ma nel frattempo quanti civili continueranno a morire come mosche?
D'accordo, acconsent l'Insorta, vado ad avvertire Bryan. Sar lui, in ogni caso, a decidere se intervenire oppure no.
Grazie, Insorta, disse Julius, ma i ribelli erano gi spariti alla vista. Si volse verso i sottoposti, che parevano alquanto tranquillizzati. I miei colleghi erano molto... scettici riguardo l'utilit di questa missione diplomatica, ma io nutrivo grandi speranze. D'altronde, c'eravate anche voi quando l'Erede  stato sul punto di eliminarci tutti quanti, giusto? Possiede una grande umanit, non pu non voler salvare le vite dei Sotterranei....
Un quarto d'ora pi tardi, l'Insorta si riaffacci oltre la salita insieme al suo seguito. Siamo spiacenti, ma Bryan si sta concentrando per risolvere un problema ben pi grave di quello che vi assilla. Ha detto che verr a dare un'occhiata appena avr sistemato questa faccenda. Ma confida nelle capacit della Baia. Cito le sue testuali parole: La Baia trover una soluzione, come al solito. Il leader dei ribelli sollev un pugno guantato e lo agit in segno di saluto... solo che il medio era teso. Cari miei, in culo alla balena!.
6 G.d.M.
Olimpia non aveva chiuso occhio nemmeno quella notte. Aveva trascorso ore e ore al fianco di Ottig, a cercare il modo di contrastare l'Ombra.
Ora i Generali superstiti si trovavano seduti nella fila pi bassa della gradinata e si godevano gli ultimi minuti di pace prima della tempesta. La Generalessa scocc un'occhiata ai pochi, coraggiosi Sindaci che avrebbero presenziato al secondo discorso pubblico del Mondo; la maggior parte dell'Assemblea non si sarebbe pi avvicinata a un dispositivo olografico fintantoch il pericolo non fosse cessato. Come dar loro torto, in effetti? Avevano visto i colleghi venire allegramente trasformati in una collana scheletrica.
L'Ombra, tuttavia, non avrebbe sofferto per la mancanza di pubblico, si disse Olimpia, scrutando la moltitudine di Sorveglianti che si estendeva davanti alla gradinata dell'Assemblea. Erano state necessarie diverse ore per radunarli: provenivano un po' da ogni prigione del mondo Sotterraneo. Erano oltre ventimila e ciascuno di loro indossava gi un casco in grado di amplificare le onde cerebrali e di inviarle agli appositi accumulatori che erano stati trasportati attraverso le Cabine Speciali; una volta attivati, gli accumulatori avrebbero trasmesso le onde ai mille discepoli piazzati ordinatamente davanti all'armata di Sorveglianti, rafforzandoli e incrementando le loro capacit. Gli agenti della Baia, infine, avrebbero riversato le proprie energie su sette particolari discepoli, proteggendoli a qualunque costo.
Avevano fatto diverse prove generali e tutto era andato liscio.
Olimpia appoggi una mano sul braccio villoso di Ottig, che si volse a guardarla. Credi che i nostri preparativi siano sufficienti?.
Il Cacciatore si pass le dita fra i peli della barba, pensoso. Apr la bocca, ma fu la voce femminile (il volto della sorella era nascosto alla vista) a rispondere: Non abbiamo mai avuto a che fare con nulla del genere. Abbiamo dato la caccia a parecchie creature, molte delle quali spietate e pericolose, ma tutte impallidiscono in confronto all'Ombra....
Le luci artificiali avevano appena iniziato a simulare l'alba quando puntualmente il Mondo apparve. Questa volta aveva le sembianze di un colossale polpo e se ne stava abbarbicato sull'altissimo soffitto della sala, incombendo su migliaia di persone.
(Gli accumulatori psichici erano gi stati attivati).
Sudditi miei!, gracchi una voce stridula e penetrante. Olimpia si sent rabbrividire e digrign i denti.
(I discepoli avevano ricevuto le onde mentali, amplificate, dei Sorveglianti e...)
I tentacoli dell'Ombra cominciarono ad abbassarsi. Scommetto che non vedevate l'ora di vedermi! Dico bene?.
(...avevano gi investito i Magnifici Sette, com'erano stati soprannominati, con formidabili aure protettive).
Bastardo, pens Olimpia, mentre un ghigno le inarcava le labbra.
L'Ombra inizi a calarsi verso il suolo, come un obbrobrioso ragno informe. I Sorveglianti si affrettarono a spostarsi, lasciandole il campo libero per un raggio di cento metri intorno alla gradinata. Forza!, tuon, continuando a scendere. Voglio ascoltare la vostra resa formale. Voglio udire l'atto ufficiale di sottomissione!.
I Sette erano stati scelti perch erano dotati delle medesime capacit del defunto Colt. Se il Generale era stato in grado di resistere all'Ombra per un certo tempo, potendo contare soltanto sull'appoggio di uno sparuto numero di discepoli, ora le possibilit di vittoria erano elevate all'ennesima potenza. Il giorno precedente, analizzando le riprese, si erano resi conto che l'energia sprigionata dalla creatura durante l'intermittenza era stata di gran lunga maggiore di quella liberata durante gli attentati: in pratica, Colt era riuscito ad affrontare il mostruoso essere nella sua forma completa - originaria - e non suddivisa nelle varie copie.
Se cos non fosse stato, probabilmente non avrebbero nemmeno tentato questa battaglia dei Sette: Non potrebbero fare nulla, si disse Olimpia, contro cento creature potenti come quella di ieri. Ma visto che quel Mondo racchiudeva gi le forze di tutte le copie....
L'Ombra si lasci cadere al suolo, come un'enorme globo di gelatina, e si raddrizz, riassumendo la fisionomia scheletrica dell'alba precedente. Si guard intorno, facendo schioccare rumorosamente le fauci affilate. Si sofferm sulla gradinata e ridacchi: Spero che l'assenteismo odierno non sia dovuto alla mia presenza: ne sarei addolorato....
Sette colonne di fumo eruppero in contemporanea, torreggiando su discepoli e Sorveglianti e circondando l'Ombra (i Magnifici si erano disposti a formare un largo anello). Olimpia sogghign, pensando allo stupore del Mondo, che ora stava ruotando su se stesso, scrutando le enormi creature nebbiose - e rilucenti di energia - che stavano prendendo forma. Sette paia di braccia si proiettarono in avanti come vampate oscure pronte a ghermire.
Questo  sleale!, latr l'Ombra. Siete perfidi!.
I Sette affondarono gli arti nell'organismo fumoso: non appena avessero trovato il nucleo vitale, lo avrebbero strappato e distrutto. Versi strazianti echeggiarono in lungo e in largo per la sala: al Mondo non veniva concesso nemmeno un attimo di tregua, era tempestato da ogni direzione, abbrancato ovunque e tenuto bloccato.
Non gli permetteranno di teletrasportarsi via, pens Olimpia, scrutando eccitata il confuso groviglio di gigantesche creature. L'Ombra si distingueva essenzialmente grazie ai suoi occhi bianchi e abbaglianti, che ora apparivano sbarrati e impauriti. Se solo potessi trasformarmi e raggiungerli....
Il Mondo si divincol e balz in aria, diretto verso la volta della sala. Ma diverse mani non avevano affatto mollato la presa e lo trascinarono subito gi, dopodich tutti gli si avventarono nuovamente addosso.
BASTA! BASTA! LASCIATEMI!.
Ognuno dei Sette strinse una porzione dell'Ombra e poi si allontan, tendendola. Discepoli e Sorveglianti, grossi come formiche in confronto a quei colossi, si tenevano il pi possibile in disparte, cercando di non farsi travolgere. Adesso il Mondo era cos teso - e assottigliato - che pareva una fenomenale coperta oscura sul punto di strapparsi. I Magnifici continuarono a tirare, distanziandosi sempre di pi: si fermarono soltanto quando ebbero occupato un buon terzo dell'intera sala. Allora uno di loro abbandon i ranghi e levit in aria, piombando al centro esatto dell'Ombra, dove forse aveva individuato il nucleo incandescente (Olimpia, dal suo basso punto d'osservazione, poteva vedere ben poco, ma i Sorveglianti rimasti a osservare lo scontro attraverso le telecamere la tenevano costantemente aggiornata).
Vi siete divertiti?, rugg l'Ombra, contraendosi con foga e trascinando con s i Magnifici. Adesso tocca a me.... Si erse in tutta la propria statura - oltre quaranta metri - e rote su se stessa, trasformandosi in un tornado infernale che scaravent via in un istante i suoi sette avversari. Sorridete!, sghignazz. Siete su Candid Camera!.
Ma che cazzo dice?, borbott Olimpia, rivolgendo un'occhiata dubbiosa a Ottig. E perch  riuscito a liberarsi cos facilmente?.
L'Ombra, che ora aveva smesso di mulinare, sollev un tentacolo e fece un cenno a uno degli avversari, trascinandolo verso di s. Gli altri Magnifici gli si avventarono contro, ma essa li respinse senza alcun impegno. Oh, povelini!, cinguett con una voce da far accapponare la pelle. I nostli eloi non sono folti quanto cledevano! Oh, povelini!. Poi eruppe nella risata pi sguaiata e terrificante che Olimpia avesse mai udito. Povelini poveletti!.
Scacci di nuovo i nemici, trattenendo solo quello che aveva catturato poco prima e che ora lo tempestava inutilmente di pugni, come un bimbo che cerca di picchiare un adulto. L'Ombra strinse le fauci e le allung, mutandole in quello che avrebbe potuto sembrare il muso affusolato di un formichiere; lo piant nel capo informe dell'avversario, che emise una sorta di stridio orripilato. Quindi inizi a succhiare.
Tenendo gli altri sei a bada con i tentacoli, assorb in fretta il loro compagno, che si rimpicciol fino a svanire completamente. L'Ombra, in compenso, aveva raddoppiato la dimensione. Sotto a chi tocca!. Afferr un altro Magnifico e infil il muso filiforme anche nella sua testa, cominciando subito a sorbirlo.
Nel giro di un minuto scarso, se li bevve tutti quanti.
Adesso il Mondo era cos alto che arrivava a sfiorare il soffitto della sala. Che abbuffata!, esclam, battendosi le mani fumose su un'altrettanto fumosa - e rozzamente formata - pancia. I suoi occhi brillavano come non mai. Spalanc le fauci e rutt: la gradinata trem e Olimpia temette per un secondo che la struttura sarebbe crollata.
Merda, Ottig.... La Sotterranea si volse e lui era sparito. Preoccupata, fece una rapida panoramica, senza per riuscire a vedere il Cacciatore. Tent di contattarlo con gli audiovisori, ma fu inutile. No, non pu essere scappato!.
E cos, tu saresti la Generalessa dei Sotterranei....
Olimpia sollev lo sguardo e si trov a fissare i due spaventosi occhi dell'Ombra, sempre pi grandi: si stava chinando su di lei. Poteva contare sulle dita le volte in cui, in vita sua, aveva avuto paura; ebbene, adesso era agghiacciata. I Magnifici Sette erano stati sconfitti tanto in fretta che lei non aveva avuto nemmeno il tempo di pensare a quello che sarebbe successo dopo. Ottig, invece, chiaramente ci aveva pensato. E aveva tagliato la corda.
Non aver paura, non ti far del male. Cos dicendo, l'Ombra spalanc le fauci titaniche e le cal su Olimpia.
La Generalessa era pietrificata. Osservava con occhi sbarrati le fauci farsi sempre pi grandi. Come un mondo... come un universo di atroce sofferenza; come l'oscurit cosmica che inghiottiva ogni cosa. Una voce roboante invocava il suo nome. La sala del Bazar era ormai un lontano ricordo: intorno a lei esistevano solo le tenebre. La gradinata e tutto il resto erano persi per sempre.
Era sospesa nel buio. Galleggiava nel nulla.
Poteva muovere le braccia e le gambe, poteva respirare e poteva sbattere le palpebre. Si trovava nel ventre dell'Ombra ed era ancora viva...
Scorse un fugace lume bianco, che venne subito sovrastato dalle tenebre. Dopo un tempo incalcolabile, il lume riapparve, pi intenso e pi vicino. Dapprima Olimpia non vide niente, accecata dalla luce, poi inizi a distinguere una sagoma.
La sagoma. Il nucleo dell'Ombra.
M-ma tu..., balbett.
Ormai era in grado di distinguere perfettamente ogni tratto dell'essere, ogni particolare del viso incorniciato da una folta chioma castana: dagli occhi marroni, al naso regolare, alle labbra carnose...
Qualcosa di sfaccettato brillava sul suo petto nudo.
Basita, Olimpia esclam: Ma tu sei un bambino!.
CAPITOLO QUATTRO
LEILANDIA
Ma tu sei un bambino!.
Bryan scoppi a ridere. Un bambino potrebbe fare questo?. Balz in avanti e strinse le mani sulle spalle di Olimpia, che trasal e lo fiss con occhi sbarrati. La divisa rossa della Sorvegliante luccic per un attimo, poi cominci a fondersi, colando come se fosse stata confezionata con la cera. Bryan distolse lo sguardo dalle gocce color sangue che scivolavano via nell'oscurit e osserv le braccia della Sotterranea, ormai mezze scoperte. Si chin sul bicipite sinistro e prese a baciarlo, sentendo sotto le labbra le contrazioni del muscolo: la paura della donna aveva un aroma quasi fragrante, e questo lo eccitava. Risal fino alla spalla, su cui lasci un succhiotto arrossato, poi le lecc il collo snello, percependo le violente pulsazioni del suo cuore. Non avere paura, bisbigli, mordicchiandole il lobo dell'orecchio. Forse non ti uccider... chiss.... Si ritrasse di una spanna e guard il viso perfetto di Olimpia, ora contratto per il panico. Le baci il mento leggermente appuntito, le sfior la guancia e poi le solletic il lungo padiglione auricolare con la lingua. Sei fortunata che Madre Natura sia stata cos generosa con te, sai?, sussurr, appoggiandole una mano sul petto, ormai nudo, e affondando le dita nella carne soda. Altrimenti saresti gi morta....
Senza preavviso, la spinse via e la osserv. La divisa era colata via quasi tutta, rivelando le sue forme. Uno dei capezzoli era ancora celato da una macchia rossastra, che per stava lentamente scivolando. Il ventre denudato era piatto e tonico. Olimpia si copr il pube con entrambe le mani, non appena gli ultimi brandelli della veste gocciolarono via.
No!, rugg Bryan, sentendo montare la rabbia. Non azzardarti a coprirti!. Un guizzo della sua volont raggiunse gli arti della donna, le cui dita presero a sciogliersi come prima era accaduto alla divisa. Olimpia inizi a strillare e sollev le mani all'altezza della faccia, sconvolta: i palmi le colarono sui polsi e poi lungo gli avambracci, come candele consumate. Che ti sia di lezione, la ammon Bryan con un sorriso, arrestando il processo di fusione. Al prossimo errore perderai i piedi. Intesi?.
Olimpia rimase immobile a fissarsi i moncherini.
Intesi?, ripet il ragazzo e la costrinse a guardarlo negli occhi. Lei annu con un tremito. Eccellente, allora riprenditi le tue stupide mani, schiocc le dita e gli arti tornarono intonsi.
Olimpia sorrise e disse: Grazie, mio Signore.
Bryan aggrott le sopracciglia, dopodich contraccambi il sorriso. Sento che iniziamo a capirci, bene.... Avanz finch il suo petto sfior il seno della Generalessa; la sent rabbrividire per il contatto con il Talismano. Sei la cosa pi bella di tutto il mondo Sotterraneo, dichiar, accarezzandole lentamente le cosce e i fianchi. Potresti essere la mia Regina. Le prese il viso fra le mani con dolcezza e lo ammir in silenzio per qualche secondo.
Olimpia, muovendosi piano, strinse con forza le braccia intorno alla schiena di Bryan, premendo il corpo contro il suo; gli avvicin la bocca alle labbra e insinu la lingua. I suoi occhi di ghiaccio si fissarono direttamente in quelli del ragazzo, senza mostrare timore n incertezza.
Bryan si rilass e si consegn alla Sotterranea, godendo del corpo che lei strofinava contro il suo. Chiuse le palpebre e contraccambi il bacio, sorpreso che potesse provocargli tanto piacere. Da quando possedeva il Talismano aveva sperimentato innumerevoli sensazioni, soprattutto il brivido di dare la morte a qualcuno (e, ancor meglio, di divorare qualcuno), ma non immaginava che un bacio potesse essere cos delizioso. Grazie alle mie nuove facolt, si disse, assaporando le labbra di Olimpia come se si trattasse di un dolce prelibato.
Mio Signore, gli sussurr all'orecchio, con voce ammaliante, lascia che mi conceda completamente a te.
S, s..., sospir lui, riprendendo ad accarezzarle il viso senza aprire gli occhi. La sua pelle  cos morbida, delicata... E queste orecchie.... Strinse i padiglioni fra le dita e, spalancando all'improvviso le palpebre, li stratton come se volesse strapparglieli dalla testa. Olimpia sobbalz ed emise un gemito acuto; poi lo guard, con le lacrime agli occhi. Bryan le rispose con una smorfia iraconda e la costrinse ad abbassarsi tirandola gi per le orecchie. Inginocchiati!, tuon e aument la stretta. Dimmi ancora che sono un bambino! Dimmelo, se osi!.
Olimpia inclin un poco il capo e gli lanci un'occhiata sorniona. Sei un bambino!, esclam sogghignando. Un bambino perverso e capriccioso che gioca a fare Dio... ma che non ha la pi pallida idea di cosa fare con una donna.
Bryan inspir a fondo e contrasse i bicipiti. Tu..., ringhi, con la voce che tremava d'ira, tu, misera creatura.... La sdrai su una piattaforma di tenebra, sempre tenendola per le orecchie, che poi moll per appoggiarle le mani sui seni. Le divaric le gambe senza toccarle. Tu....
Io!, grid Olimpia, afferrandolo per le braccia e rovesciandolo. Io so chi sono, dichiar, chinandosi su di lui. Ma tu ancora non lo sai....
Bryan sollev di scatto il bacino e scaravent la donna in aria, facendola scomparire nell'oscurit. Si rialz e la prese al volo non appena lei ripiomb gi.
Bimbo capriccioso!, disse lei, tutto d'un fiato, poi gli rifil uno schiaffo.
Il ragazzo la gett gi e la immobilizz con il pensiero. Era gi a petto nudo; schiocc le dita e i restanti indumenti si dissolsero, lasciandolo completamente spoglio. Preparati ad accogliere l'essere pi potente della Terra, sibil, aprendo e chiudendo i pugni. Si sdrai su di lei, spalancandole le cosce con le ginocchia e artigliandole le spalle con le mani. Ti avverto, potrebbe essere doloroso... ma solo per le prime ore.
Olimpia scoppi a ridere. Se duri un minuto  gi tanto!.
Fu in quel momento che Bryan si accorse di aver scelto una preda tanto bella quanto folle. O forse era stato lui a farla impazzire? Ma, dopotutto, gliene importava qualcosa? No, non me ne importa nulla. Io devo... devo.... Il suo sguardo si era perso negli occhi di Olimpia, che improvvisamente erano diventati iridescenti. Io devo obbedirti.
Lasciami andare, ordin la Generalessa e lui ubbid. Alzati e tirami su.
Io devo obbedirti, ripet Bryan, con lo sguardo vitreo e la voce atona. Le prese una mano e la sollev, poi rimase in attesa di ulteriori comandi.
Olimpia si guard intorno, come se sperasse che l'oscurit fosse sparita. Torn a fissare il ragazzo, incrociando le braccia sul petto. Adesso, tesoro, svelami il segreto dei tuoi poteri....
Sissignore. Bryan sollev lentamente una mano e and a posarla sul Talismano, che sfavillava incastonato nel suo petto.
Olimpia sfior la pietra, intanto che un sorriso le si dipingeva sul volto. E cos  questo amuleto che ti dona tutti i tuoi poteri?  grazie a questo che tieni in scacco il mio mondo?
S. Senza il Talismano non sarei niente. Non c'era alcuna inflessione nel suo tono. L'unico modo in cui potete fermarmi  togliendomelo. Ma questo non  possibile.
Olimpia percorse il perimetro della pietra con l'indice. I suoi occhi brillavano di cupidigia. Un oggetto cos piccolo pu racchiudere un tale potere?, mormor, in tono quasi reverenziale.
Bryan sgran gli occhi e sollev entrambe le braccia: il suo corpo s'ingigant, diventando una montagna di muscoli, e si tinse completamente di rosso. Torreggiando su Olimpia, tuon: Fenomenali poteri cosmici..., mentre intorno a lui esplodeva un bailamme di fuochi artificiali dai mille colori. Poi si rimpicciol fino a diventare poco pi grande del Talismano e concluse, in falsetto: ...in un minuscolo spazio vitale!.
Infine recuper la dimensione normale e il suo sguardo torn vitreo. Olimpia lo fissava con occhi sbarrati, frastornata. Bryan, di colpo, strinse le labbra ed emise una sorta di grugnito, dopodich scoppi in una fragorosa risata.
No, dai, Generalessa, non fare quella faccia, disse, senza smettere di sghignazzare. Era troppo divertente, non ho resistito. Hai presente il Genio... quello della Disney? No, lascia stare, non puoi capire.... Fece un paio di respiri profondi per placare il riso. Suvvia, siamo seri, si rimbecc. Eravamo rimasti? Ah s, borbott, schioccando le dita, stavo fingendo di essermi lasciato ipnotizzare da te.... Assunse di nuovo un'espressione inebetita. Riprendiamo, forza. Tu stavi dicendo: Un oggetto cos piccolo pu racchiudere un tale potere?. Forza, ripetilo.
Ma che cazzo vuoi?, sbott Olimpia, dopo un lungo istante di silenzio. Tu e i tuoi poteri cosmici....
Sta' al gioco, ribatt Bryan, pacato. Cancell gli ultimi due minuti di ricordi dalla memoria di Olimpia e si prepar a replicare la scena: Ciak due, pens, sorridendo senza muovere le labbra.
Olimpia percorse - di nuovo - il perimetro della pietra con l'indice. I suoi occhi brillavano di cupidigia. Un oggetto cos piccolo pu racchiudere un tale, devastante potere?, mormor, in tono quasi reverenziale.
S, pu, rispose il ragazzo, trattenendosi per non ridere.
Posso prenderlo?. Bryan scosse il capo. Puoi donarmelo tu?.
Il ragazzo parve tentennare, come se una parte della mente non dominata percepisse il pericolo. Io... Io..., bofonchi, mentre una goccia di sudore gli rigava la tempia. Lo sguardo di Olimpia divenne ancora pi intenso. S, posso. Posso permetterti di prenderlo in cambio di un tuo dono: il Talismano ha un prezzo.
La Generalessa fremeva d'impazienza. Che prezzo?.
... ...
Bryan gemette tanto intensamente da far oscillare l'oscurit che circondava lui e la Sorvegliante. Era stato meraviglioso. Olimpia si chin su di lui, baciandolo con trasporto; nel mentre, una delle sue mani si strinse intorno al Talismano e lo stratton.
Ma la pietra non si mosse.
Il ragazzo ridacchi, liberandosi dalla bocca di lei. Ti aspettavi davvero che bastasse spassarsela un po'?. Gio dell'espressione di smarrimento che si era dipinta sul volto di Olimpia. Cio, sul serio pensavi che la creatura pi potente dell'universo si sarebbe lasciata fregare cos facilmente?. Le diede un buffetto sulla guancia. Ma per piacere....
Non so se tu sia la creatura pi potente dell'universo, ribatt Olimpia, assumendo un'aria maliziosa, ma di sicuro sei la pi stronza.
Ti ringrazio. Bryan incroci le braccia dietro la nuca e sorrise, riprendendo a muovere il bacino sotto la Generalessa.
Posso farti una domanda?
Tu falla, le concesse il ragazzo, facendole l'occhiolino, al massimo ti sventro.
Senza mostrarsi affatto intimorita, Olimpia chiese: Non ti senti nemmeno un po' in colpa per tutte le persone che hai ucciso?.
Bryan s'immobilizz. Eh? Di cosa stai parlando?
Non provi nemmeno una punta di rimorso?, insistette lei. Hai devastato le nostre citt, hai distrutto le nostre case, hai ucciso i nostri bambini... Cosa si prova a spezzare una vita che  appena venuta al mondo? Sono curiosa....
Bryan le appoggi le mani sul ventre e la spinse via con violenza, dopodich si rannicchi, premendosi le ginocchia al petto e abbracciandosi le gambe. Io... mi sono lasciato prendere la mano, bisbigli. Volevo solo fare un po' di casino, non volevo che morisse nessuno. Sent gli angoli degli occhi pizzicargli e li strofin con una mano. Io non volevo il Talismano, ma ormai  parte di me... e mi sta sopraffacendo. Alcune lacrime iniziarono a scorrergli gi per le guance. Tutta colpa di Morpheus. Imprec e sollev lo sguardo su Olimpia, che lo stava osservando con attenzione. Sono stato costretto a strappargli di dosso il Talismano, perch spettava a me, perch io sono l'Erede. Non  buffo?, sospir, inarcando le labbra in un mezzo sorriso. Gli ho tolto il Talismano per salvare il mondo e invece.... Scoppi a piangere, dondolandosi avanti e indietro e tirando su con il naso. Io non volevo fa-fare del ma-male... a ne-ne-nessu-no, balbett, fra un singhiozzo e l'altro. Ho solo quindici anni, mentre il Talismano ne ha centinaia,  troppo forte....
Olimpia si sedette accanto a lui e gli pass delicatamente un braccio dietro la schiena, stringendolo a s. Povero piccolo, cinguett e gli scocc un bacio sulla testa. Ma adesso ci sono qua io, lo rassicur, accarezzandogli il viso. Non hai modo di sistemare le cose nel mio mondo? Ho ascoltato alcuni racconti riguardanti l'Erede del Talismano in cui si narrava che sarebbe stato in grado di riportare in vita i morti. Ne sei capace?.
Bryan pareva essersi calmato, ma sentendo quella domanda scoppi di nuovo in lacrime. No! Non so-sono ca... capace di-di fare niente, singhiozz. La mia ragazza si  sacrificata per me, per salvarmi da Morpheus... e io non sono riuscito a farla resuscitare!, concluse tutto d'un fiato.
Ti manca molto?, gli domand Olimpia, senza smettere di accarezzarlo.
Da morire. Bryan si rilass e si adagi contro il corpo della Generalessa, appoggiando una guancia contro il suo petto. Se solo potessi levarmi di dosso questo maledetto Talismano, mi toglierei la vita. Purtroppo, per, sono condannato all'immortalit. E che senso ha vivere in eterno senza l'amore?
Potresti innamorarti di nuovo....
Bryan s'irrigid, poi balz in piedi, sbilanciando e facendo cadere la donna. Oddio!, gemette e si port le mani alla testa, come per sorreggerla. Sta tornando, lo sento. Un fascio di luce sanguigna part dal Talismano e illumin dal basso il volto del ragazzo, donandogli un'espressione truculenta, demoniaca. Sta per prendere il controllo!. La sua faccia era contorta in una smorfia dolorosa. Va' via, scappa!.
Ma dove? Non c' niente qua intorno....
Gli occhi di Bryan si erano rivoltati nelle orbite, mostrando il bianco. Scappa, stupida!, grid. Il suo busto cominci a oscillare da un lato all'altro, come un pendolo. Il Talismano ti uccider! Non posso fermarlo,  troppo forte!. Un orrido ghigno si dipinse sulle sue labbra, peggiorato dalle inquietanti ombre create dalla luce rossastra. Troppo tardi!, sbott. Strinse una mano intorno al collo di Olimpia, sollevandola dal buio su cui poggiavano i suoi piedi. Inizia la gara di apnea.
... ...
L'Insorta si girava e rigirava nel letto, cercando ancora di prendere sonno. Un raggio luminoso penetrava attraverso le ante di legno. Aveva trascorso tutta la notte senza chiudere occhio, oppresso da un crescente senso d'inquietudine che non si sapeva spiegare. Cio, in realt sapeva bene cosa lo angustiava: non vedeva Bryan dal momento in cui si era risvegliato nel deserto e aveva disseppellito Kyl. Quando quel Dirigente della Baia era venuto a chiedere l'aiuto dell'Erede, l'Insorta aveva solo finto di andare a chiamare il ragazzo: non avrebbe certo potuto rivelare ai discepoli di Morpheus che non aveva la pi pallida idea di dove fosse andato a cacciarsi.
Aveva provato a contattarlo telepaticamente diverse volte, ma non era nemmeno riuscito a percepire un barlume della sua aura. Il ragazzo aveva bisogno di stare un po' solo, si era detto, per affrontare il dolore della perdita di Leila. Quando si fosse sentito pronto sarebbe tornato, si era detto, e loro sarebbero stati pronti ad accoglierlo. Si era detto molte cose in quei giorni, insomma, ma non era riuscito a rassicurarsi. Per quel che ne sapeva, avrebbe potuto non rivederlo mai pi.
... ...
Olimpia non tent di divincolarsi in alcun modo: sapeva che agitandosi avrebbe semplicemente consumato prima il fiato e sapeva anche che l'Ombra - l'Erede - non l'avrebbe uccisa; ne era pi che convinta: si stava divertendo troppo giocando con lei.
 solo un ragazzetto spaventato che non riesce a gestire le proprie capacit, continuava a ripetersi. Posso arrivare a controllarlo. Posso piegare la sua volont alla mia....
Improvvisamente una luce bianca invest il volto del ragazzo. La sua espressione truce si sciolse in un istante. Le liber subito il collo, bofonchiando: Scusa, scusa, scusa... Oddio,  pi forte di me, non posso farci niente. Mi dispiace,  terribile. Abbass lo sguardo sul Talismano, che ora lo illuminava di bianco, e disse: Devi aiutarmi a.... Boccheggi, dopodich la luce torn rossa. Sciocco bamboccio: cerca ancora di resistermi!, ringhi, con una voce quasi metallica.
Se tu fossi in me, disse Olimpia, io non cercherei di resisterti, mio Signore....
Zitta!, tuon il ragazzo. Le rivolse uno sguardo terrificante, con le pupille che puntavano in due direzioni opposte e la luce che colorava di rosso i bulbi. Artigli l'aria con le mani e mosse in modo spastico le braccia un paio di volte, per poi andare ancora a strozzare la Generalessa. Io sono l'Erede. Aument la stretta sulla gola: Olimpia rantol, ma non si lasci prendere dal panico. Io sono l'Erede. La donna ebbe l'angosciante certezza che le dita del ragazzo fossero l l per toccarsi, attraverso il suo collo. Io sono l'Erede.
Luce bianca: lui torn in s.
Non appena venne liberata, Olimpia si accasci e cominci a boccheggiare: i suoi polmoni aspiravano l'aria con foga. Sollev lo sguardo e vide il ragazzo che lottava contro se stesso, artigliandosi la faccia come se volesse strapparsela via. Luce bianca, luce rossa:  tutta una farsa. Sta cercando di farmi impazzire, pens, ma non sa con chi ha a che fare.
Vide che iniziava a tremare dalla testa ai piedi e si allontan un poco. Posso co-controllarlo, balbett lui, mentre la luce bianca e quella rossa si susseguivano in un ritmo sempre pi frenetico. Il suo corpo vibrava come un martello pneumatico impazzito. A-a-allontanati... il p-pi p-possibile, farfugli. Sto p-per esplo-esplodere!.
Olimpia si volse e cominci a correre. Calpestava un terreno soffice, ma aveva la sensazione di muoversi sul nulla assoluto... e verso il nulla assoluto. Eppure, quando volse la testa, vide che l'Erede era ormai una sagoma in lontananza. Aument la velocit e non si gir pi indietro, pur sapendo che da un momento all'altro l'Ombra le sarebbe piombata addosso.
Avrebbe dovuto essere terrorizzata per tutto quello che le stava capitando, ma non lo era. Non pi. Iniziava a pensare di aver trovato la propria anima gemella.
... ...
Bryan attese che lei si fosse voltata prima di smettere di tremare. Come mi diverto... come ci divertiamo, si corresse, battendo una pacca affettuosa sul Talismano. Non  vero?.
Si gett all'inseguimento della donna. S'inumid le labbra osservando rapito il ritmico ondeggiare del fondoschiena di Olimpia.  davvero perfetto: pieno, sodo, sferico... da mordere!. Aveva appena formulato il pensiero che - dopo un teletrasporto istantaneo - la sua testa si ritrov all'altezza del gluteo destro della Generalessa: lo addent senza indugi.
Olimpia imprec, incespic e ruzzol. Bryan le fu subito addosso e la blocc, dopo averla rigirata sulla schiena. Sei pronta, cara?, le domand, inducendola ad aprire le gambe. Sto per effettuare un piccolo esperimento... Ho bisogno di concentrarmi un attimo. Rimani immobile, per favore. Grazie. Dopo qualche secondo, scivol dolcemente in lei. Adesso muoviti pure, le concesse, intanto che iniziava a oscillare e avanti e indietro con il bacino.
Di che esperimento si tratta?.
Bryan le fece l'occhiolino e rispose: Fra poco lo capirai.... Continuando a ondeggiare, focalizz la propria attenzione sul volto di Olimpia. La sua pelle chiara inizi gradualmente a scurirsi, diventando ambrata; il pigmento dorato si diffuse sul collo e poi si allarg a macchia d'olio sui seni, sul ventre, fino alle gambe e ai piedi. Soddisfatto dal risultato, Bryan fiss lo sguardo sul petto, senza interrompere il movimento ondulatorio. Troppo grandi..., pens e i seni cominciarono a rimpicciolirsi; dopodich li modell, dando loro la forma voluta.
Olimpia fissava con aria stralunata la trasformazione del proprio busto. Che cosa stai facendo?, domand, ma Bryan la zitt premendole con dolcezza un dito sulle labbra.
Le orecchie della Generalessa cominciarono ad accorciarsi e arrotondarsi: in breve divennero delle orecchie umane. I capelli biondo platino cambiarono colore dalla radice: dopo qualche secondo Bryan sfior la chioma nera e non riusc a trattenere un sospiro. Il naso si accorci e si rimpicciol, mentre la curva del mento si addolciva e le labbra si assottigliavano. Il ragazzo diede qualche altro ritocco al viso, finch fu certo di non aver tralasciato nemmeno un particolare, e tenne gli occhi per ultimo: le iridi da azzurre divennero verdi, verdissime.
Bryan si paralizz, con il cuore che gli rullava nel petto, e fiss il volto tanto amato. Leila..., sospir, sul punto di scoppiare in lacrime. Tesoro mio.... Cominci a tempestarle il viso di teneri baci. Sei bellissima, ti adoro....
Ma cosa...?.
Il ragazzo, sentendo la voce di Olimpia, emise un gemito sofferente e la rimprover: Zitta!. Poi le modific anche il timbro vocale. Parla, ora, la invit, in tono dolce. Tu sei Leila. Chiamami Bryan. Su, dimmi qualcosa.
La donna abbozz un sorriso. Ciao... Bryan.
Ciao, Leila!, esclam il ragazzo, gioendo nel riconoscere quella voce che tanto gli era cara. Promettimi che non mi abbandonerai mai pi.
La ragazza annu. Te lo prometto, tesoro.
Oh, Leila, sapessi... Merda. Si era dimenticato una cosa fondamentale: Olimpia  pi alta di Leila. Fu allora costretto a provvedere. La donna gemette, forse di dolore, ma lui non le bad e ultim la metamorfosi. Ora sei davvero perfetta, Leila.
Sono tornata solo per te.
Lo so.
Non ho smesso nemmeno per un secondo di credere in te, Bryan.
Il ragazzo, che non si era sfilato via durante la mutazione, riprese a muoversi dentro di lei, ma con delicatezza e tenerezza estreme, quasi temesse di romperla. Era la seconda volta che faceva l'amore con Leila; la prima l'avevano fatto poco prima che lei morisse, durante il viaggio aereo verso Morpheus e il Talismano (nella toilette del jet, per l'esattezza). Ma ora, tesoro, mormor, ti posso offrire un ambiente decisamente migliore.... Subito dopo sotto di loro si materializz un morbido letto e, poco pi tardi, vennero coperti da un grande baldacchino. Ti piace?
 magnifico.
Vuoi un po' di musica?. Senza attendere risposta, evoc le note di una canzone dei Nightwish; lo stesso gruppo che Leila gli aveva fatto ascoltare quando ancora si conoscevano appena.
Sai una cosa, Bryan?
Cosa?
Ti adoro.
Il ragazzo ferm il bacino e le rivolse uno sguardo sognante. Cerc di trattenersi, di dire qualcosa, ma alla fine cominci a piangere sommessamente. Lei si sollev puntellandosi sui gomiti e gli scocc dei lievi baci accanto agli occhi, come per asciugarli.
Sei l'Erede del Talismano, la creatura pi potente del mondo, non devi piangere.
Bryan sorrise fra le lacrime e sfior la sua guancia morbida con la punta del naso. Lo so,  solo che..., sospir, sono felice. Davvero felice. Forse non sono mai stato cos felice in vita mia.
... ...
Mi ha trasformata nella sua ragazza, pens Olimpia, continuando a sorridergli teneramente. Se riesco a essere abbastanza convincente, potrei diventare davvero la sua Regina. La Regina di un pazzo, s, ma che pazzo!. Un pazzo con il mondo nelle mani.
Eppure non era solo quello che lo attraeva in lui. Era soprattutto il modo in cui il ragazzo riusciva a dominarla. Gli amanti che aveva avuto si erano piegati troppo facilmente al suo volere. Lui invece no: lui l'aveva plasmata, come se fosse stata una bambola di pongo.
S, forse l'Erede era degno di lei.
... ...
Bryan non stava fingendo: era davvero felice. Aveva rimosso dalla propria mente ogni pensiero, ogni ricordo, ogni logica. Sapeva solo che Leila era l, viva, sotto di lui, e tanto gli bastava.
Perch angustiarsi pensando che la vera Leila si trovava all'Inferno? Perch tormentarsi ricordando che insieme a lui, nel letto, giaceva una donna Sotterranea mutata esteticamente? Perch farsi tante paranoie quando poteva, in tutta semplicit, godersi quegli attimi di felicit?
Gli attimi furono molti e furono stupendi, ma soprattutto sbocciarono in una incredibile rivelazione. Bryan si arrest all'improvviso, folgorato dall'illuminazione pi geniale che una mente umana avesse mai concepito.
Come ho fatto a non pensarci prima?!, esclam.
Pensare prima a cosa, tesoro?.
Bryan le sorrise e la baci sulle labbra. Ho trovato la soluzione a ogni problema. A ogni problema, ribad, mentre si sfilava con delicatezza da lei. Ho perso tanto tempo quaggi, ma posso rimediare. Si sedette a braccia incrociate e si port le mani alle tempie, concentrandosi.
La soluzione a ogni problema?
Certamente, Leila, mia adorata, rispose il ragazzo, lanciandole una breve occhiata. E sei stata proprio tu a suggerirmela, sebbene in modo involontario. In tutta la mia vita ho visto solo una cosa perfetta. E sai di che si tratta? Di te. Dunque, mi sono detto, perch non trasformare il mondo intero in qualcosa di perfetto? E cos ho deciso di tornare indietro nel tempo e di creare Leilandia.
4 G.d.M.
Bryan riapr gli occhi e si trov a guardare il passato. Un passato piuttosto recente, in realt, siccome era tornato indietro solo di un paio di giorni; ovvero era arretrato fino al momento in cui aveva deciso di andare nel mondo dei Sotterranei. Questa volta, per, sarebbe rimasto in superficie.
Ho cos tanto da fare quass, non ho tempo da perdere.... Fece scrocchiare le nocche ed esclam: Al lavoro!.
Si accovacci e appoggi entrambe le mani sulla fresca sabbia del deserto, quindi tese di scatto le gambe e spicc un salto incredibile. Per parecchi secondi continu a salire, quasi volesse sbucare dall'atmosfera, poi rallent fino a fermarsi e rimase sospeso in aria. Sarebbe precipitato gi soltanto se avesse deciso di precipitare, e aveva ben altro in mente.
Rivolse un ultimo sguardo al deserto, dopodich evoc una nube e, come se fosse solida, vi si sdrai sopra. Che abbia inizio la Leilizzazione!.
... ...
Dylan non riusciva a prendere sonno. Aveva anche provato a pigiarsi il cuscino sulla testa, ma i gemiti che provenivano dalla camera della sorella proprio non gli davano tregua. Era rincasata una ventina di minuti prima insieme al fidanzato e lo aveva svegliato sbattendo la porta della propria stanza. Erano appena usciti dalla discoteca e dovevano aver bevuto molto. A ogni modo, che fosse per l'alcol che avevano in corpo oppure per il fatto che i genitori fossero assenti, avevano deciso di sfiancare il povero, vecchio letto matrimoniale, che si lamentava con il cigolio delle sue molle.
Dylan si sollev in piedi sul letto, si gir verso la parete e si inginocchi. Tolse una foto incorniciata agganciata a un tassello e la depose sul letto. Poi, con le unghie del pollice e dell'indice, sfil dalla parete una scheggia di legno lunga un paio di centimetri e spessa mezzo. Appoggi l'occhio destro contro la breccia verticale e sorrise perch la sorella aveva lasciato la luce accesa: per fortuna, altrimenti non avrebbe potuto vedere niente.
Il suo fidanzato era sdraiato sul letto e lei era accosciata sopra di lui. Dylan poteva vederla solo di spalle, ma sapeva che con un po' di pazienza l'avrebbe ammirata anche davanti. Osserv la lunga chioma di capelli ricci che ondeggiava sulle sue spalle, poi fece scendere lo sguardo lungo la sua schiena liscia, pallida e perfetta e infine si sofferm sui glutei contratti.
La spiava ormai da diversi mesi. Riteneva che sua sorella fosse la donna pi bella del mondo... e avrebbe tanto voluto essere come lei.
... ...
Bryan era in piedi sul letto di Dylan, accanto a lui, e guardava attraverso la parete che ai suoi occhi era diventata trasparente: l'Erede non aveva certo bisogno di sbirciare da una fessura.
Percep il flusso di pensieri di quel ragazzino che doveva essere suo coetaneo e ne fu lieto: presto lo avrebbe reso felice e avrebbe allontanato ogni sentimento di invidia dal suo cuore.
Dopo qualche minuto, si volse, si rese visibile e sussurr: Dylan, io posso aiutarti.
Il ragazzo trasal e si gir verso di lui con occhi sbarrati, ma non grid n tent di darsi alla fuga. C-chi s-sei?, balbett invece.
Bryan sorrise. Il tuo benefattore, dichiar, appoggiandogli una mano sulla spalla e sentendolo fremere al suo tocco. Colui che ti trasformer nella ragazza pi bella del mondo.
... ...
Dylan usc dalla propria camera quasi correndo, con il cuore che gli rullava nel petto, e si precipit in bagno, richiudendosi la porta dietro le spalle. Si piazz davanti al lavandino e fiss con occhi increduli l'immagine riflessa dallo specchio.
Cazzo..., mormor con voce tremula.
Si pass una mano sul viso liscio e morbido e non pot trattenere un sospiro sommesso. Con un dito si disegn le labbra rosse e sottili, poi fece lo stesso con la lingua, muovendola con voluttuosa e meravigliata lentezza. Era stupefatto: non gli sembrava possibile che quello fosse davvero il suo riflesso. Infil una mano sotto la maglietta e con timore quasi reverenziale strinse le dita intorno al seno destro. Oh mio Dio..., bisbigli e per un attimo temette che sarebbe svenuto. Si accarezz per qualche secondo, poi sollev la T-shirt e guard il proprio petto allo specchio. Quindi prese a sfiorarsi con entrambe le mani; ma lo fece con estrema delicatezza, temendo che un gesto troppo brusco avrebbe potuto spezzare l'incanto.
Un sogno...  solo un sogno, sussurr, facendo scendere le mani per tastarsi il ventre piatto, i fianchi che si erano allargati...  solo un sogno, purtroppo, sospir mentre carezzava con tenerezza le natiche. Finalmente non si sentiva pi prigioniero del proprio goffo corpo maschile. Un sogno stupendo.... Infil un dito sotto le mutande e si sent sciogliere: quell'ingombrante pezzo di carne che tanto lo metteva a disagio era sparito.
Non  un sogno, lo rassicur Bryan, che per tutto il tempo era rimasto in silenzio dietro di lui. Non tornerai a essere come prima al risveglio....
Dylan tolse di scatto il dito da sotto le mutande e gli rivolse un sorriso in cui si mescolavano imbarazzo ed euforia. Me lo giuri?.
Il ragazzo contraccambi il sorriso. Te lo giuro.
Grazie!, esclam Dylan e gli gett la braccia al collo. Grazie!. Gli scocc un bacio sulla guancia, poi un altro e un altro ancora. Grazie, grazie, grazie.... Lo strinse con foga a s e premette le labbra sulle sue in modo istintivo, senza starci a pensare. Ti adoro..., gli sussurr all'orecchio, staccandosi un attimo per poi tornare a baciarlo, con una gratitudine tanto intensa da non poterla esprimere a parole.
Ti adoro anche io... Leila.
... ...
Amber recuper gli occhiali - miracolosamente intatti - da terra e rimase sdraiata sul prato a guardare La Vacca che si allontanava con i soldi del suo pranzo. Si tir su a sedere e imprec: non era la prima volta che quella stronza la rapinava e non sarebbe stata nemmeno l'ultima. Aveva soltanto un anno pi di lei, ma la superava di perlomeno venti chili. La Vacca era il nomignolo con cui tutti si riferivano a lei, se non era a portata d'orecchio. Anche i maschi la temevano: ne aveva fatto sanguinare pi d'uno. L'aveva appena schiaffeggiata e spinta a terra; nessuno era intervenuto, bench la scuola non distasse pi di cento metri e la strada non fosse certo deserta.
Qualcuno dovrebbe darle una lezione, disse una voce maschile che non conosceva.
Amber sollev lo sguardo e vide una silhouette scura che si stagliava controsole. E sarai tu a dargliela?, domand, accettando la mano che lui le porgeva e lasciandosi tirare su. Si spost un po', vide che il ragazzo doveva avere due o tre anni pi di lei e giudic che avrebbe potuto non lasciarsi sopraffare dalla Vacca. Non subito, perlomeno.
No, sarai tu, rispose lui, con il tono di chi dice una cosa ovvia.
Amber ridacchi, poi si chin a recuperare lo zaino. Certo, certo.... Non appena il ragazzo le strinse, seppur con delicatezza, le mani intorno agli avambracci scoperti, lei protest: Ehi!.
Dico sul serio, ribad lui, con un sorriso incrollabile. Fra un minuto sarai perfetta e potrai rendere perfetta anche lei.
Amber si ritrasse di scatto e lo scrut con attenzione: si rendeva conto solo ora di avere a che fare con un pazzo. Ok, va bene. Adesso devo entrare in aula, per....
Ti accompagno.
Non sei di qui, non ti faranno entrare, replic lei, ma lo strambo ragazzo era scomparso. Si guard intorno, a dir poco perplessa: era come se si fosse volatilizzato. Imprecando si diresse verso la cancellata d'ingresso. Tutte a me devono capitare?.
Una strana sensazione di calore la fece sbandare, ciononostante continu a camminare: non voleva rischiare di ritrovarsi chiusa fuori in compagnia di quel matto. Si spost la frangia dalla fronte (una parte della sua mente ebbe la bizzarra impressione che i suoi capelli si fossero allungati) e acceler il passo. Quando si trovava ormai a pochi metri dal cancello, un mal di testa improvviso la colp: pareva che la gradazione delle sue lenti si fosse decuplicata. Si tolse gli occhiali e non riusc a trattenere un moto di stupore accorgendosi di vederci perfettamente.
Merda. Sto impazzendo....
Non pot godersi fino in fondo questo recupero miracoloso della vista perch subito dopo avvenne qualcosa di ancora pi inverosimile: inizi a crescere di statura, come se il suo corpo si fosse tramutato in creta e qualcuno lo stesse tirando e rimodellando. Vide il citofono della segreteria scolastica abbassarsi di fronte a lei. Ma non fu tutto, infatti poco dopo il suo petto piatto prese ad arrotondarsi visibilmente, tendendo la maglietta.
Sibil un'imprecazione sbalordita e si guard intorno, sicura di essere precipitata senza accorgersene nel Paese delle Meraviglie o in qualche altro strampalato luogo inventato. Il mondo, invece, era sempre lo stesso: nulla pareva cambiato. Forse, si disse, quel ragazzo era riuscito a drogarla mentre l'aiutava ad alzarsi: aveva letto da qualche parte che ormai erano in grado di iniettare di tutto e di pi con aghi tanto sottili che la vittima non se ne accorgeva nemmeno.
Tranquilla, non ti ho affatto drogata.
Amber sobbalz sentendo quella voce accanto a s: il ragazzo era apparso dal nulla. Co-cosa m-mi hai fa-fatto?, balbett, mentre le lacrime le pungevano gli angoli degli occhi. Sent i muscoli delle braccia e delle gambe che si ingrossavano ed esclam, sempre pi atterrita: Dimmelo!.
Per tutta risposta, il ragazzo le sorrise e la prese per mano, trascinandola oltre il cancello della scuola. Amber era troppo stordita per opporsi e si lasci guidare da quello sconosciuto che sicuramente l'aveva drogata. Attraversarono il cortiletto interno, entrarono nell'edificio, oltrepassarono l'atrio e si infilarono nei bagni femminili.
Amber riacquist la lucidit non appena si trov a tu per tu con La Vacca. Ehi, stronza, l'apostrof.
La Vacca dovette sollevare la testa per guardarla negli occhi: adesso Amber era pi alta di lei di diversi centimetri. Chi cazzo sei?, grugn. La fiss con una certa intensit, come se cercasse di capire dove aveva gi visto quel viso. Che cazzo vuoi?
Rivoglio i miei soldi.
La Vacca inarc un labbro e parve prepararsi a ringhiare. Che soldi?.
Sollev le mani e fece per spingerla via, ma Amber alz di scatto le braccia e la blocc. L'altra allora cerc di mollarle un pugno in faccia, ma la ragazza par il colpo con l'avambraccio.
Ridammi i miei soldi e non ti faccio male. Ora che ogni sintomo di malessere era sparito, non si sentiva semplicemente bene: si sentiva benissimo. Forse non era mai stata meglio, n a livello mentale n fisico.
Vaffanculo. La Vacca chin la testa e caric come un rinoceronte.
Amber la evit scartando agilmente di lato, sollev un ginocchio, glielo piant nel ventre e si allontan. La Vacca si sgonfi come un palloncino, sfiatando in modo quasi grottesco, poi le si avvent contro con gli occhi allucinati e una smorfia selvaggia che le deformava la faccia.
Attenta alla porta del bagno, la avvert Amber. Sollev senza fatica una gamba e le piant il piede sullo sterno, troncandole il respiro. Le si avvicin e le moll uno schiaffo che la fece barcollare, dopodich la spinse con forza contro la porta del gabinetto, che subito si spalanc facendola quasi finire con la testa nella turca.
Amber sentiva di non essere mai stata cos lucida, n tanto padrona del proprio corpo. Il ragazzo che l'aveva trascinata l dentro adesso se ne stava appollaiato su uno dei lavandini e le sorrideva. Se questa era la pazzia, dopotutto non era poi cos male.
5 G.d.M.
L'Erede aveva preso posto nell'ultima fila di un'enorme aula universitaria: nulla a che vedere con le classi cui era stato abituato durante la sua carriera scolastica. L'aula era fatta a gradinata e a ogni livello si trovava una fila semicircolare di sedie e banchi. Ascoltava distrattamente un soporifero professore che parlava di fonetica e fonologia e nel mentre pensava al pandemonio che si sarebbe scatenato di l a poco.
Si guard intorno e scosse fra s e s la testa vedendo cos tanta imperfezione: sia dal punto di vista estetico, sia mentale, sia emotivo... C'erano due ragazze che confabulavano fra loro sorridendo e parevano amiche da sempre, eppure si sarebbero prese volentieri a unghiate. Leila, invece, non era mai falsa. Un'altra aveva i pantaloni a vita bassissima e metteva in mostra il solco di un fondoschiena che definire grasso sarebbe stato un complimento; una visione a dir poco antiestetica. Leila s che avrebbe potuto mettersi cos in mostra (ma comunque non lo avrebbe mai fatto), lei proprio no. Una fanciulla scoppi a ridere in modo piuttosto sguaiato: Bryan rabbrivid ascoltando quello che sembrava quasi il raglio di un asino e ripens alla risata cristallina della sua amata.
I loro pensieri, poi... Erano cos dozzinali, superficiali, persino snervanti per chi si trovava a sentirli. Bryan fu costretto a schermare la propria mente per evitare di essere sopraffatto dal tanfo di tanta banalit. E gli esponenti del sesso forte che aveva modo di vedere - e percepire - non erano certo da meno. Molti erano tanto laidi, ottusi e volgari da fargli venire il voltastomaco. E c'erano rabbia e violenza che aspettavano soltanto il momento buono per venire fuori.
Era ora, insomma, che qualcuno desse una sistemata a quel circo umano.
... ...
Mentre prendeva appunti senza troppo interesse, Iris scrutava di sottecchi il ragazzo - ragazzino, anzi - seduto accanto a lei. Non l'aveva mai visto in giro, tuttavia considerando quanta gente circolava in Facolt era impossibile conoscere anche solo di vista ciascun compagno. A ogni modo le sembrava troppo giovane per frequentare l'Universit: probabilmente, pens, si trattava di uno studente liceale che si era imbucato per dare un'occhiata e iniziare a capire che fare del proprio futuro.
Cerc di concentrarsi sulla lezione; quel ragazzo, per, aveva qualcosa di strano che la distraeva. Si guardava intorno con tanta intensit che pareva cercasse di sviscerare i pensieri di tutti i presenti e la sua espressione era a tratti disgustata e a tratti angosciata: come se quello che vedeva non gli piacesse per nulla.
Riesci a capire che ha scritto alla lavagna?.
Iris si riscosse dai propri pensieri e si volse verso la sua vicina di banco, nonch migliore amica e compagna di classe al liceo. Eh, cosa?
Buonanotte..., rispose Meg con uno sbuffo. Continua pure a dormire, tranquilla.
Iris strinse un poco gli occhi, dirigendo lo sguardo verso la lavagna. C' scritto: Rotazione consonantica germanica... o qualcosa del genere.
S, ok... e sotto?.
Meg non avrebbe mai saputo cosa ci fosse scritto sotto, perch proprio in quel momento la larga porta dietro la cattedra si spalanc violentemente e una ragazza con i capelli neri entr correndo, come se stesse scappando da qualcosa. Tentenn un momento, si guard intorno e poi si avvent contro il professore: lo sbatt con la schiena contro la lavagna e lo baci.
... ...
Oh, oh..., borbott Bryan sorridendo.
Un sonoro mormorio si lev come un'ondata dalle file di banchi: scene del genere non capitavano tutti i giorni. Il professore prese Leila per le spalle e la spinse via senza troppo garbo, facendola finire distesa sulla cattedra, poi esplose in una serie di improperi. Era paonazzo in viso e molti studenti ebbero l'impressione che addirittura i suoi lineamenti stessero cambiando; solo Bryan sapeva che non si trattava affatto di un'impressione.
Il silenzio cal gradualmente, di pari passo con l'acquisizione della consapevolezza di quello che stava accadendo. Una folta chioma nera era spuntata sul cranio pelato del docente, che ora si toccava le ciocche di capelli come se qualcuno gli avesse appiccicato a tradimento una parrucca. Il suo imponente pancione si stava sgonfiando quasi con la rapidit di un palloncino forato.
Bryan aveva esteso i confini della propria mente gi qualche secondo addietro, per captare ogni pensiero ed emozione.
Il professore, che aveva tenuto tutta la sua vita sotto il pugno di ferro della logica, era terrorizzato ed emetteva strilli acutissimi: sapeva che gli stava succedendo qualcosa di assolutamente insensato.  un incubo, un incubo..., si ripeteva, con sempre minor lucidit.
Gli studenti, anche i pi lontani ormai, assistevano alla metamorfosi con gli sguardi increduli e le menti svuotate. Nessuno fiat per diversi secondi, e per quel lasso di tempo nell'aula risuonarono solo i gemiti del professore, che sembrava navigare nei propri vestiti, troppo larghi.
Nel frattempo Leila aveva baciato altre cinque persone, che avevano iniziato a propria volta a trasformarsi. Quando le nuove Leila si volsero e cominciarono a baciare i vicini e le vicine di banco, scoppi il pandemonio, con gente che strillava, saltava sui banchi, calpestava gli altri e cercava di scappare via.
Bryan teneva il conto di tutti gli studenti che avevano gi beneficiato della leilizzazione: Ventisei... quarantuno... cinquantotto... settantatr.... Ogni nuova-Leila, non appena terminata la metamorfosi, si affrettava a baciare pi persone possibili, quasi fosse una gara. Bryan aveva instillato in loro il desiderio di diffondere i germi della perfezione.
Nel giro di un minuto scarso, l'aula si sarebbe riempita di quasi cinquecento copie di Leila.
Attento!, grid una voce alle sue spalle.
Bryan concentr lo sguardo davanti a s e vide una Leila che indossava una maglietta degli Iron Maiden e un collare borchiato. Si protendeva verso di lui dalla fila sottostante, tenendosi in piedi su una sedia, e gli rivolgeva un sorriso gioioso. L'avrebbe baciata volentieri, ma non fece in tempo perch uno spesso quaderno ad anelli la centr in piena fronte, facendola crollare indietro.
Sbrigati!, disse la stessa voce di prima.
Bryan si volse e vide la ragazza che, quando la lezione non era ancora stata bruscamente interrotta, gli sedeva accanto. Una bizzarra capigliatura fucsia le ricopriva la testa e due lunghe ciocche le scendevano ai lati della fronte, sfiorandole poi le guance. Le labbra erano evidenziate da un rossetto pi o meno del medesimo colore. I suoi occhi, neri e profondi, si muovevano freneticamente da un angolo all'altro, cercando di non perdere di vista nemmeno una Leila.
Bryan scatt in piedi e balz oltre lo schienale della propria sedia, piombando a un metro da lei. Avrebbe impiegato soltanto un istante per trasformarla, ma non lo fece e balbett invece: Gr-grazie..., con tono atterrito e confuso.
Cristo santo, Iris, l'apostrof una ragazza che era quasi abbarbicata a lei. Che diavolo sta succedendo? Che facciamo?
Innanzitutto, stammi accanto ma non mi toccare, rispose Iris. Si gir, fece due passi e piant un calcio frontale sullo sterno di una Leila, facendola stramazzare sul pavimento; poi ne stese un'altra agganciando la punta del piede dietro il suo ginocchio e strattonandolo in avanti. Dobbiamo cercare di uscire dall'aula, decise, e incluse anche Bryan con uno sguardo. Pare che il contagio avvenga tramite il contatto delle labbra, ma forse non solo, quindi non lasciatele avvicinare... Gi, Meg!. Scatt in avanti verso la sua amica, che ebbe la prontezza di abbassarsi, e la scavalc con un salto. Piomb con la gamba protesa sul petto di un'altra Leila e la fece stramazzare senza difficolt.
Bryan avrebbe potuto fermare Iris in qualunque momento, soprattutto perch aveva gi malmenato quattro delle sue creature perfette, ma la curiosit prese il sopravvento: si chiedeva quanto avrebbe resistito quella ragazza prima di finire a sua volta leilizzata. Inoltre voleva essere sicuro che il suo piano fosse davvero perfetto - ovvero, fra l'altro, che non fosse possibile sottrarsi alla trasformazione - prima di estenderlo su scala mondiale.
Ma come cazzo facciamo ad andarcene?, strill Meg, mordendosi le unghie e battendo i piedi sul pavimento. Le uniche uscite sono laggi.
Bryan segu con gli occhi il suo sguardo impaurito e vide decine di copie di Leila che occupavano le varie scalinate: nemmeno una era rimasta libera. I non-leilizzati erano sempre di meno e si potevano quasi contare sulle dita di una mano.
... ...
Iris si guard intorno, sforzandosi di non perdere la lucidit: sapeva che, se si fosse lasciata cogliere dal panico, sarebbe stata la fine. Avrebbe potuto scendere la gradinata saltando da un banco all'altro, ma sarebbe stato improbabile raggiungere la fila pi bassa senza spezzarsi perlomeno una caviglia. Dovevano ricorrere per forza alle scale, dunque, e non potevano in alcun modo passare inosservati.
Calci via una mutante e balz sullo schienale metallico che teneva insieme una fila di sedili pieghevoli. Per un attimo fu tentata di provare davvero a saltare da un banco all'altro fino al fondo dell'aula, lasciando Meg al proprio destino, poi per scacci il vile pensiero e si butt a piedi uniti sul sedile di legno, che si ruppe con un sonoro crack.
Si abbass per recuperarlo e lo lanci al ragazzo che aveva salvato poco prima. Usalo per tenerle lontane... e proteggi la mia amica, aggiunse in tono perentorio, non appena lui lo ebbe afferrato al volo.
Ripet l'operazione e spacc un altro sedile. Ne test subito l'efficacia sbattendolo contro la guancia di una mutante che veniva verso di lei sorridendo e protendendosi come se volesse abbracciarla. La scaravent contro lo schienale, che poi scavalc con agilit per tornare dagli altri.
Il ragazzo usava il sedile di legno che lei gli aveva dato per tenere a distanza una mutante, ma pareva che non avesse il coraggio di colpirla. Forse, pens, si lasciava trarre in inganno da quel dolce visino sorridente.
Devi picchiare!, esclam, piombandogli accanto. Picchiare!, ripet con veemenza ancora maggiore e abbatt la mutante senza pensarci due volte. O cos, o finisci trasformato. Torn dall'amica, le fece cenno di starle accanto e corse verso le scale che si trovavano pi a destra: le parevano le meno pericolose.
Iris, non ce la faremo mai....
Zitta e scendi, ribatt lei mentre spingeva via una mutante, facendola ruzzolare gi per i gradini. Si concesse appena un'occhiata indietro per controllare che il ragazzino la seguisse e per essere certa di non avere fanciulle trasformate alle spalle.
Dopo una decina di scalini, la strada le venne sbarrata da tre mutanti: non avevano affatto un aspetto minaccioso, sembrava quasi che avessero Pace e Amore stampato sulla fronte, eppure i loro occhi erano vacui quanto quelli degli zombie.
... ...
Bryan distolse l'attenzione dalle tre Leila che avevano bloccato Iris e fece una panoramica: tutto procedeva come previsto, le sue creature perfette si aggiravano sorridendo per i banchi alla ricerca degli ultimi non-leilizzati. Un ragazzo piuttosto allampanato venne circondato da un capannello e cerc di svincolarsi, ma venne acchiappato da diverse paia di mani e baciato da perlomeno tre bocche.
Iris nel frattempo aveva steso coloro che le occupavano la strada e aveva ripreso a scendere, con Meg che le stava appiccicata facendosi piccola piccola dietro di lei. Bryan le segu, con il sedile di legno teso davanti a s per tenere lontane le sue bellissime creature; siccome aveva ordinato di donare a chiunque il germe della perfezione, cercavano di baciare anche lui. Senza farsi vedere, guar in un momento i corpi che Iris aveva appena fatto stramazzare: tre Leila si alzarono e cercarono di abbracciarlo, ma lui scatt in avanti.
Iris e la sua amica si trovavano soltanto a met della scalinata quando vennero circondate da sette Leila: tre erano appena pi in basso e quattro erano giunte di corsa passando fra i banchi. Bryan si ferm qualche gradino pi in alto e rimase a guardare. Iris us il sedile per colpire di piatto le due ragazze che le stavano quasi addosso, poi lo lanci a mo' di frisbee e centr la gola di un'altra che si trovava alcuni scalini pi in basso. Si volse indietro e rifil una gomitata sullo stomaco di una Leila, quindi la afferr dal colletto della maglia e dalla cintura dei pantaloni e, sfruttando il suo sbilanciamento, la scagli in avanti, facendole abbattere le due ragazze che le bloccavano la discesa (la terza l'aveva tirata gi con il sedile). La settima Leila, per, le appoggi una mano sulla spalla che per sua fortuna non era scoperta; Iris si abbass, le appoggi un braccio dietro lo stinco e l'altro sul ginocchio e la butt gi. Poi si rialz e riprese a correre, trascinandosi dietro Meg, che pareva pietrificata dalla paura.
Le ha sconfitte troppo facilmente, si disse Bryan, mentre riprendeva la discesa. Forse dovrei ordinare loro di reagire in caso di aggressione.... Scans un abbraccio piuttosto espansivo e si avvicin alle due ragazze in fuga. Se combattessero come combatte Leila, Iris non avrebbe scampo. Ma non gli andava a genio l'idea di farle lottare. Se possibile, preferiva perfezionare il mondo senza ricorrere alla violenza.
Iris venne di nuovo circondata: in mezzo a tutte quelle chiome corvine, la sua capigliatura fucsia risaltava come un lampone in un cesto di more.
... ...
Stanley continuava a combattere solo per Aprii: finch gli fosse rimasto anche soltanto un unico respiro, non avrebbe permesso che lei finisse trasformata in una ragazza lobotomizzata, sempre sorridente e in grado di dire soltanto: Leila... Leila. Da quasi un minuto, infatti, aprivano la bocca solo per pronunciare quel nome.
Aveva conosciuto Aprii tre anni prima in una chat: in breve erano diventati grandi amici virtuali; quando si erano incontrati dal vivo, Stanley era rimasto folgorato e l'affetto che prima nutriva per lei si era trasformato in qualcosa di pi concreto, che qualche mese pi tardi era sfociato in una specie di dichiarazione. Nonostante la replica fosse stata: Ti voglio bene... ma come amico, avevano continuato a vedersi e avevano finito persino con il frequentare la stessa Universit.
Stanley si era avvolto entrambe le braccia con un paio di giacchette che aveva trovato abbandonate su un banco. Aveva notato, infatti, che era sufficiente il contatto con la pelle per scatenare la metamorfosi e aveva pensato bene di premunirsi con la prima cosa che gli era capitata. Si era fatto strada a suon di pugni e spintoni, proteggendo Aprii e arrivando fin nelle vicinanze della cattedra.
La porta spalancata dalla ragazza che aveva dato via al tutto si trovava a tre metri di distanza, eppure pareva irraggiungibile: una marea di fanciulle trasformate la bloccava.
Stan..., mormor Aprii, accanto a lui.
Adesso usciamo, cerc di rassicurarla. Scatt in avanti e colp due ragazze in pieno viso, una con ciascun pugno; poi ne butt gi un'altra con una spallata e mand a segno un calcio quasi per caso.
La porta era ancora troppo lontana.
Stani.
Il ragazzo si gir su se stesso e rifil un tremendo gancio sulla mascella della mutante che si era protesa per baciare Aprii. Stammi appiccicata, l'ammon, intanto che fintava dei calci per tenere lontane le fanciulle-zombie. Ci siamo quasi.
Ma non riuscirono ad avvicinarsi neppure di un passo alla porta. Stanley lottava per garantire a se stesso e ad Aprii un metro di spazio vitale, ma l'esercito di mutanti era sempre pi compatto intorno a loro.
Stava per arrendersi e girarsi ad abbracciare un'ultima volta l'amica, quando la sua attenzione venne catturata da una sorta di flash fucsia.
... ...
Bryan era colpito dalla caparbiet di Iris, che continuava ad avanzare senza mostrare alcun segno di stanchezza. Era sorpreso che la Baia non l'avesse ancora contattata: senza dubbio, dopo un adeguato addestramento, sarebbe diventata un'eccellente discepola. A ogni modo, nel suo mondo perfetto la Baia - al pari di qualunque altra organizzazione - non avrebbe avuto motivo di esistere.
Come una furia, Iris si avvent sui duplicati di Leila che avevano bloccato l'uscita. Molte mani si protendevano verso di lei, ma grazie alla prontezza dei suoi riflessi riusciva a evitarle tutte, contrattaccando poi in modo fulmineo.
Indagando nella sua mente, Bryan aveva scoperto che suo fratello maggiore era un campione internazionale di varie arti marziali e l'aveva addestrata fin da quando era piccola.
L'Erede chiudeva la piccola fila aperta da Iris e Meg si trovava ancora in mezzo. Era un miracolo che non si fosse ancora trasformata: se Bryan non l'aveva spinta fra le braccia di una qualche Leila, d'altro canto non l'aveva certo protetta in alcun modo.
La carica di Iris aveva anche sortito l'effetto di liberare una coppia - lui Stanley, lei Aprii - dalle fanciulle perfette che stavano per sopraffarla. Dopo aver sbattuto sul pavimento due Leila con un doppio calcio volante, la guerriera fucsia fu la prima ad abbandonare l'aula, seguita a ruota da Meg e a poca distanza da Stanley e Aprii. Infine usc anche Bryan, ma solo dopo aver fatto una panoramica sulle centinaia di Leila che, dai vari livelli della gradinata, lo fissavano sorridendo.
... ...
Siamo fuori!, gio Meg.
Iris, per, sapeva che non erano affatto al sicuro. Parecchie decine di ragazze con i capelli neri e gli occhi verdi si aggiravano nell'atrio e molte altre fuoriuscivano dalle classi adiacenti. La mutazione si era diffusa ormai in tutta l'Universit, e forse anche fuori.
Corse verso le scale che portavano al pianterreno e si sporse oltre la ringhiera centrale: era impossibile vedere anche un solo metro quadro di pavimento libero. Gli altri l'avevano seguita: anche due compagni di corso che conosceva soltanto di vista e che aveva appena salvato.
Le mutanti si stavano di nuovo radunando per circondarli e trasformarli. Non avevano un attimo da perdere. Trovare un'aula vuota - dunque sicura - a quel piano sarebbe stato improbabile e scendere attraverso quelle due rampe era altrettanto improponibile, quindi non vide alternativa al rifugiarsi nei bagni maschili, pi vicini di quelli femminili. In uno spazio ridotto, sarebbe stato meno impegnativo tenere a bada le fanciulle-mutanti; inoltre avrebbero potuto cercare qualcosa con cui bloccare l'unico accesso.
Di qua!, esclam, mettendosi a correre. E poi potremo rompere le finestre e cercare di uscire, pens, o perlomeno vedere com' la situazione esterna.... Evit un paio di mutanti e rifil un pugno in pancia a una ragazza che aveva cercato di ghermire Meg.
Spalanc la porta del bagno con un calcio e sollev le mani in posizione di guardia, pronta a respingere un eventuale assalto. Super con un balzo i primi tre gradini, poi si volse di novanta gradi verso sinistra perch la scala curvava ad angolo retto. La rampa terminava dopo tre o quattro metri di dislivello e c'era un muretto che celava alla vista i gabinetti... e chiss cos'altro. Non potendo indugiare, avanz addossandosi il pi possibile alla parete di destra.
Dopo aver oltrepassato anche l'ultimo scalino, si ritrov in una toilette molto simile a quella femminile, con in pi - ovviamente - gli orinatoi. Pareva vuota, ma per poter essere tranquilli bisognava prima aprire le porte degli otto wc e controllare all'interno.
Ehi, voi, apostrof il suo vicino di banco e la coppietta che aveva salvato. Presto, cercate qualcosa con cui sprangare l'ingresso di sotto. Poi, con Meg che le trotterellava accanto, si diresse verso la porta del primo wc. Sollev un piede e ne appoggi la punta sulla maniglia; la abbass fino a far scattare la serratura, quindi spinse con violenza. Il gabinetto era vuoto.
Per adesso non arriva nessuno da fuori..., disse il ragazzino che pareva un liceale. Ma cosa possiamo usare per sprangare...?
Non so, lo interruppe Iris, mentre si posizionava davanti alla seconda porta. Cercate qualcosa, staccate i lavandini.... Sollev di nuovo la stessa gamba e appoggi la punta della scarpa sulla maniglia.
Non fece in tempo ad abbassarla che la terza porta si spalanc e dal gabinetto venne fuori un uomo urlante che reggeva sopra la testa la vaschetta di ceramica del water. Era completamente impazzito, senz'altro dopo aver visto cosa stava capitando l fuori; Iris impieg un istante per accorgersene e ne perse un secondo per rendersi conto che Meg era proprio davanti a lui e lo fissava con occhi sbarrati. Ritrasse la gamba, si gir un poco e fece scattare il calcio verso l'inguine dell'uomo, ma non fu abbastanza rapida.
Diversi chili di ceramica si schiantarono contro il cranio di Meg e l'orribile rumore di ossa infrante rimbomb nella stanza, insieme a un gemito subito strozzato.
Nooo!, grid Iris, intanto che colpiva l'uomo fra le gambe. Aveva salvato la sua amica da tutte quelle mutanti solo per poi lasciarsela ammazzare sotto gli occhi da un folle?! Vaffanculo!. Centr di nuovo lo sconosciuto nello stesso punto, impedendogli di accasciarsi. Gett uno sguardo alla pozza di sangue che si stava allargando sotto la testa di Meg, nascosta dalla vaschetta di ceramica, e colp la gola dell'uomo con la punta del piede. Non appena stramazz al suolo, lei gli diede ancora un calcio in faccia, poi lo afferr dai capelli e lo trascin via.
... ...
Bryan si chin accanto a Meg e liber la sua faccia dalla pesante vaschetta. Si trovava in brutte condizioni, ma era ancora viva. Gli bast un guizzo di volont per rimediare alle fratture e all'emorragia interna, tuttavia non le fece recuperare i sensi: si sarebbe ridestata dopo che una qualche Leila le avesse trasmesso il seme della perfezione.
Raggiunse Iris proprio mentre lei spingeva gi dalle scale l'uomo che aveva quasi ucciso Meg. Bryan guid leggermente la sua caduta per evitare che si spezzasse il collo sui gradini, quindi disse: Tranquilla, lo butto io fuori. Senza lasciarle il tempo di replicare, scese le scale fino al corpo, lo sollev da sotto le ascelle, spalanc la porta e lo spinse fuori. Fatto, esclam e pens: Provveder la leilizzazione a rimetterlo in sesto: l'importante  che sia ancora vivo....
Torn di sopra e trov Iris, Aprii e Stanley impegnati a scardinare la porta di uno dei gabinetti. Si avvicin per fingere di dare una mano, ma non fece in tempo. Tenendo la porta sollevata dal pavimento, i tre ridiscesero le scale e la piazzarono in obliquo davanti all'uscio. L'intento, comprese Bryan, era quello di sistemarne altre due fra lo stipite metallico e il gradino pi basso per incastrarle e bloccare l'ingresso.
Qualcosa per and storto, senza che l'Erede si intromettesse in alcun modo. La mano di una Leila riusc a intrufolarsi dall'esterno e a stringersi intorno al polso di Aprii, che cominci a strillare e a dimenarsi. Iris balz subito indietro e si tenne a distanza di sicurezza. Stanley, invece, rimase accanto all'amica e la liber con forza dalla mano infetta.
Vattene via, Stani, esclam lei, nascondendosi il viso fra le mani. Vattene, non voglio contagiarti!.
Bryan percepiva sia il terrore di Aprii sia il dolore del ragazzo. Ancora non sono in grado di comprendere la perfezione che presto li rasserener.
Stanley s'inginocchi davanti a lei e, con il cuore in tumulto, le prese le mani e le scopr la faccia. Gemette accorgendosi che i suoi lineamenti - i tratti del viso che tanto aveva sognato - stavano gi mutando. No, no, no..., singhiozz, accarezzandole le guance. Gli zigomi piuttosto pronunciati si stavano abbassando, mentre il naso leggermente aquilino si stava raddrizzando e le lentiggini che lo contornavano stavano scomparendo. No, Aprii, no..., continu a piagnucolare.
Stan..., sussurr lei.
Il ragazzo le scost dalla fronte una ciocca di capelli neri che si stagliava sulla chioma castana. D'impulso decise di baciarla (Bryan percep questo desiderio risvegliarsi all'improvviso), prima che anche le sue labbra mutassero irrimediabilmente. Ti amo, Aprii, mormor, mentre sfiorava per la prima volta quella bocca carnosa.
Bryan osserv i ricordi del ragazzo: i ricordi di tutte le occasioni in cui aveva desiderato disperatamente volgersi verso di lei e baciarla. Aveva trascorso molte notti insonni pensando a lei e tante altre sforzandosi di non pensare a lei. Aveva lasciato una ragazza perch non era lei e per lo stesso motivo aveva trascurato le due successive. Si era iscritto a una Facolt che non gli interessava soltanto per starle accanto...
Aprii sollev le braccia e le intrecci dietro la sua schiena, tirandolo a s. Stanley aveva gli occhi chiusi e pregava che la forza dell'amore fosse sufficiente a salvarli entrambi: sperava di poter rivedere l'adorato volto dopo aver riaperto le palpebre. Ma sentiva che qualche cambiamento stava gi avvenendo nel proprio corpo: una fitta calda lo colp all'altezza del pube, seguita da una bizzarra sensazione di restringimento...
Le loro labbra si separarono e la ragazza bisbigli: Oh, Stan..., con una voce che non era pi la sua.
Fu il primo e ultimo bacio di Stanley e Aprii.
... ...
Con le sopracciglia aggrottate e i pugni stretti, Iris scrutava il profilo del ragazzo che si modificava, divenendo sempre pi simile a quello della fanciulla-mutante che stava baciando. Valut per qualche secondo se convenisse cacciarli fuori oppure cercare d'incastrare un'altra porta di gabinetto - ancora da scardinare - dove le scale si piegavano ad angolo retto.
La misera barricata che avevano approntato, per, cedette e la tolse dall'indecisione: in un istante, senza che Stanley e Aprii (quello che restava di loro, cio) smettessero di baciarsi, la soglia si riemp di visi sorridenti e di braccia protese.
Merda!, imprec Iris, poi scosse per la spalla il ragazzino di cui non sapeva nemmeno il nome e gli indic il secondo gabinetto. Scardiniamola e proviamo a bloccarli....
Ormai  troppo tardi: sono qua.
Iris imprec ancora e si guard intorno. A differenza del bagno femminile, in quello degli uomini non c'era nemmeno una finestra: in pratica era in trappola. Le scale costituivano l'unica via di fuga... ed erano ingombre di mutanti.
Il panico riusc a scalfire la sua armatura di fredda lucidit.
Si avvent contro la porta pi vicina e cerc di scardinarla da sola, tuttavia colse un movimento con la coda dell'occhio e si volse di scatto, rifilando una gomitata a una delle fanciulle-mutanti. Molte altre si stavano riversando dalle scale nel bagno. Per un momento Iris pens di rifugiarsi in uno dei gabinetti, poi per prefer correre verso il muro su cui erano allineati i lavandini.
Una dozzina di mutanti si diresse sorridendo e ammiccando verso di lei. Da quando tutta quella pazzesca storia era cominciata, le sembrava di essere stata proiettata in un film sugli zombie di serie B; ma solo adesso iniziava a sperare di potersi risvegliare al sicuro nel proprio letto, scoprendo che si era trattato soltanto di un incubo.
Sollev il cestino dei rifiuti, lo svuot e lo tenne con una mano davanti a s, a mo' di scudo. Nel contempo strinse l'altra intorno a un rubinetto e cerc di strapparlo dalla propria sede, ma non ci riusc; allora pass al successivo, tuttavia non ebbe maggiore fortuna. Colp una mutante sul naso con il fondo di alluminio del cestino; quella barcoll indietro, ma non cadde perch venne sorretta dalla folla che avanzava.
Iris continu a picchiare le pi vicine, ormai per sapeva di essere spacciata. Entro pochi secondi, nonostante i suoi sforzi, qualcuna sarebbe riuscita a sfiorarla. E un solo tocco, per quanto lieve, sarebbe stato sufficiente a contaminarla.
Fermatevi, tesori miei.
... ...
La moltitudine di copie di Leila si apr per consentire il passaggio dell'Erede. Decine di paia d'occhi adoranti si posarono su di lui. Non toccatela, ordin, con un tono dolce e autoritario al tempo stesso.
M-ma... m-ma c-chi, balbett Iris, fissandolo con occhi sbarrati. Poi si sforz di recuperare l'autocontrollo e parl con voce tesa: Chi diavolo sei?
Sono l'Erede del Talismano, rispose Bryan, fermandosi a un paio di metri da lei. Tu non sei in grado di comprendere - non ancora -, ma sto perfezionando il mondo.
Lo stai perfezionando? E come? Trasformando tutti in bambole senza cervello?!.
Bryan le si avvicin di un passo. Questo che vedi non  ancora lo stadio finale del mio progetto. Non appena sarete tutte uniformate, nel corpo, nel cuore e nella mente, io vi doner... il libero arbitrio. Sorrise e, avanzando di un altro passo, le sfil il cestino dal braccio. Non  magnifico?.
Iris balz in piedi su un lavandino, recuper l'equilibrio e spicc un lungo salto in avanti. Atterr sulla testa di una Leila, scatt ancor prima che questa si afflosciasse e piomb su un altro capo. Riusc ad allontanarsi in tal modo di oltre quattro metri, poi Bryan la imbrigli con la propria forza mentale, la sollev e la riport davanti a s.
Non  pi tempo di scappare, le disse.
Vaffanculo!, strepit Iris, dimenandosi nel tentativo di liberarsi dal controllo psichico. Va' all'Inferno!.
Tenendole bloccata anche la bocca, Bryan si chin su di lei, depose un delicato bacio sulle sue labbra e si allontan di un passo, per assistere alla trasformazione.
Bastardo..., sibil lei non appena pot riaprire la bocca. Bastardo.... Le due lunghe ciocche di capelli che le contornavano il viso iniziarono subito a tingersi di nero. Si port una mano al naso, che si stava assottigliando, poi la chiuse a pugno e la fece scattare in avanti tentando di colpire Bryan.
Il ragazzo, per, si protesse sollevando l'indice destro davanti alla faccia. La violenza non  la soluzione.
Iris strinse entrambi i pugni, chiuse gli occhi e inizi a gridare; di rabbia, anzich di paura. Il naso cominci ad allargarsi, tornando alle proporzioni originali, e anche il seno, che era rimpicciolito per raggiungere la taglia di quello di Leila, prese a ingrossarsi, riempiendo di nuovo la maglietta.
Bryan, attonito, osserv i capelli della ragazza che tornavano fucsia. Era la prima volta che qualcuno riusciva a opporsi alla leilizzazione: la tenacia di quella ragazza era incredibile. Si riprese in fretta dalla sorpresa e sorridendo disse: Diventerai davvero un'ottima Leila.
Iris spalanc gli occhi, da cui era sparita ogni minima traccia di verde, e lo fulmin con uno sguardo furente. Io so chi sono!, url, con le vene del collo e delle tempie in rilievo. Non riuscirai a farmelo dimenticare! Io so chi sono....
Dimmi chi sei, ribatt Bryan, dopo averla baciata di nuovo, questa volta in modo assai pi intenso. Dimmelo.
Io sono Iris!, esclam lei e si artigli le cosce che stavano gi dimagrendo. Io sono Iris!. La pelle del suo viso stava ribollendo: pareva sul punto di esplodere. Il petto si appiatt mentre tutto il corpo si abbassava di una spanna. Io sono Iris.... La larghezza della mascella si ridusse e la stessa sorte tocc agli zigomi. Io sono Iris..., la sua convinzione vacill, cos come la voce. Adesso gli occhi lampeggiavano di verde. Io sono Iris....
Chi sei?, le domand Bryan, sapendo che ormai era allo stremo.
La ragazza gli rivolse uno sguardo carico d'odio e inarc le labbra (che si erano assottigliate e avevano perso ogni traccia di rossetto) in un sorriso tremulo. Io... sono... Iris.... Non rimaneva pi di una ciocca fucsia nella chioma nera e anche il colore delle sue sopracciglia era cambiato.
Ne sei davvero certa?.
Iris barcoll e dovette appoggiarsi al lavandino per non crollare. Io... sono..., sussurr. Dei tratti somatici originari il suo volto conservava soltanto la forma un poco allungata degli occhi e il profilo del mento.
Leila, sospir Bryan. Dozzine e dozzine di sospiri gli fecero eco.
In un ultimo impeto di orgoglio, Iris si raddrizz e grid: No!. Incass la testa nelle spalle, si prese il viso fra le mani e cominci a singhiozzare: Io sono Leila, io sono Leila, io sono Leila.... Tacque per alcuni secondi, poi si risollev con un sorriso radioso stampato sul volto e ridendo cantilen: Leila, Leila, Leila!.
Bryan le si avvicin e le cinse la schiena con le braccia; lei contraccambi l'abbraccio con affetto infinito. Ora sei quasi in grado di comprendere la grandezza del mio progetto.
... ...
Bryan usc da una discoteca che aveva ribattezzato Leila's Club e si teletrasport sul tetto del grattacielo pi alto di Leilandia. Da lass poteva dominare l'intera citt: la prima citt del suo mondo perfetto.
Si concentr ed estese le sue percezioni fino ai limiti estremi della periferia. Annu soddisfatto: non era rimasto nemmeno un soggetto imperfetto. La popolazione non si suddivideva pi in belli e brutti, alti e bassi, intelligenti e stupidi, buoni e cattivi... e tutto ci che si trovava fra un estremo e l'altro. Erano stati uniformati, migliorati: ogni ragione d'invidia avrebbe perso senso. La paura della vecchiaia non sarebbe mai pi riaffiorata nelle loro menti: gli abitanti di Leilandia sarebbero stati eterni.
E io veglier su di voi....
Qualsiasi genere di conflitto non avrebbe pi avuto ragione di esistere: dai litigi familiari e alle guerre internazionali. Come tutti, anche i massimi vertici politici, economici, militari e religiosi sarebbero stati leilizzati: la bont e la saggezza di Leila avrebbero condizionato le menti di Presidenti, Ministri, Petrolieri, Banchieri, Generali...
Bryan continu a lungo a bearsi delle dolci prospettive future. Aveva dato il la a qualcosa che Morpheus non sarebbe stato nemmeno capace di sognare. Stava creando un mondo di autentica uguaglianza.
Che pace..., sussurr, rivolto al cielo stellato.
L'armonia regnava sovrana gi in citt (l'aroma di tale concordia arrivava persino alle sue narici), tuttavia mancava ancora un elemento per rendere effettivo il suo esperimento.
Il libero arbitrio.
L'Erede lo avrebbe donato a ciascuna Leila: ogni cittadina avrebbe deciso in modo autonomo come comportarsi, basandosi per su una mentalit e un corredo emotivo comuni.
Forza, amori miei.... Chiuse gli occhi, si concentr e annull il controllo psichico che in quei due giorni aveva esteso sempre di pi. Ora siete libere.... Sorrise senza sollevare le palpebre.
L'armonia generalizzata non si guast subito: per alcuni minuti Bryan pot illudersi che il suo esperimento fosse perfettamente riuscito; poi vide - percep, tenendo chiusi gli occhi - qualcosa che non gli piacque affatto.
Una Leila si suicid con un colpo di pistola alla testa.
Bryan decise in un istante che avrebbe fatto sparire ogni arma dalla faccia della Terra. Mentre stava per teletrasportarsi accanto al cadavere ancora caldo, un'altra scena sconvolgente si present agli occhi della sua mente: sei bambini leilizzati picchiavano una Leila che differiva da loro solo per il misero vestito rattoppato che indossava.
L'Erede decret che anche gli indumenti sarebbero spariti dalla faccia della Terra. Ma non riusc a intervenire nemmeno l, perch nel contempo percep una Leila che si dissanguava perch un'altra Leila l'aveva pugnalata per rubarle il portafogli.
L'Erede stabil che anche i soldi - e gli oggetti preziosi - sarebbero spariti dalla faccia della Terra. Che utilit avevano, dopotutto? Poi individu alcune Leila che si azzuffavano per una mezza pizza trovata nei rifiuti; una che indossava un cilindro sgualcito prese una bottiglia rotta e la piant nell'occhio di un'altra.
L'Erede decise ancora che ogni tipo di cibo - e di bevanda - sarebbe sparito dalla faccia della Terra. Avrebbe fatto in modo che i loro corpi perfetti non richiedessero alcun nutrimento...
Basta!, grid, dopo aver visto l'ennesima imperfezione - errore - nel suo esperimento. Secondo le previsioni, tutto sarebbe dovuto filare liscio, invece... BASTA! BASTA! BASTA!.
Le sue urla riecheggiarono da un capo all'altro di Leilandia, mentre lui si raccoglieva in se stesso, schermando la propria mente. C'era del bene, non poteva negarlo, ma percepiva anche del male... troppo male. E quest'ultimo elemento non era previsto nel suo grande progetto.
Perch? Dove ho sbagliato?, domand al firmamento. Gli pareva che le stelle lo scrutassero e giudicassero il suo fallimento. Ditemi, vi prego, dove ho sbagliato....
I germi di perfezione che aveva impiantato, si disse dopo un po', erano stati corrotti dall'intrinseca malvagit della specie umana. Bryan comprese in tal modo che l'umanit non era degna di Leila.
6 G.d.M.
La prima cosa che vide quando torn nel presente fu se stesso che si catapultava nel passato. Avrebbe voluto avvertirlo di fermarsi, di non farlo perch tanto sarebbe stato inutile, ma non fece in tempo.
Bryan! Sei gi tornato?.
Il ragazzo si volse e vide Leila - la vera Leila -, ancora spoglia e con gli occhi ricolmi di tenerezza. Oh, tesoro, sospir raggiungendola, il mio piano  fallito miseramente.... Scosse il capo, sconsolato, e lei lo abbracci, baciandolo sulla fronte.
La prossima volta andr meglio, vedrai.
Ogni mio tentativo sar inutile... No!, grid Bryan all'improvviso. Si ritrasse di scatto dalla ragazza e, prendendosi la faccia fra le mani, grid disperatamente: Tu non sei Leila!.
S che lo sono, ribatt la donna, ma gi le sue orecchie stavano tornando alla lunghezza originaria.
Bugiarda!, url Bryan, sentendosi avvampare di furore. Mi hai ingannato!. Vide i seni della donna che si ingrandivano e i capelli che si stingevano. Come hai osato fingere di essere la mia Leila?!. Con un grido selvaggio le balz addosso e la abbatt sul materasso. Le mise le mani intorno alla gola e strinse.
Strinse.
Strinse finch non ud lo schiocco di una vertebra che si rompeva. Allora moll la presa e rimase a guardare il suo bel volto, la bocca dischiusa, la punta della lingua che sporgeva dalle labbra, gli occhi sbarrati.
Te lo sei meritato.
Un'essenza evanescente fuoriusc dalle narici di Olimpia e rimase sospesa sopra la sua testa.
Bryan la immobilizz prima che potesse fluttuare via. Fatti vedere in faccia, fantasma, ordin.
L'essenza obbed e mostr una versione trasparente del volto di Olimpia.
Parla, adesso.
Il fantasma apr la bocca e sibil: Stronzo bastardo, figlio di puttana... Mi hai ammazzata!.
S, l'ho fatto, ammise Bryan. E allora?
Sei un bastardo, ribad lei. Pareva pi infuriata che sconvolta. Insieme avremmo potuto fare grandi cose. Ma sai qual  la verit? Tu avevi una paura fottuta di me e della mia mente, che era in grado di reggere il tuo gioco malato, e allora hai pensato bene di farmi fuori. Ma bravo, bravo! Bambino codardo!.
Non hai nient'altro da dire?
Stronzo.
Il ragazzo sghignazz. Sai che sei proprio carina quando ti arrabbi? Quasi quasi ti resuscito.
Non ne sei capace.
Scommettiamo?. Mosse la mano verso il basso e istantaneamente l'essenza riattravers le narici della Sotterranea; poi le tocc il collo, che divenne fulgido per un paio di secondi, e infine le depose un delicato bacio sulla bocca.
Olimpia spalanc gli occhi e si sollev di scatto, boccheggiando. Fra un rantolo e l'altro, lo fiss con uno sguardo fiammeggiante e le labbra contratte in una smorfia rabbiosa. Oh, mio eroe..., ringhi e gli moll un ceffone che gli fece voltare la faccia dalla parte opposta. Lo so che non ti sei fatto niente, ma volevo togliermi perlomeno questa soddisfazione.
Bryan si massaggi la guancia. Bentornata nel mondo dei matti, Generalessa.
Olimpia scosse il capo con fare esasperato, poi sorrise, si chin verso di lui e lo baci. Ti amo, Erede del Talismano.
Questa fu la prima resurrezione.
... ...
Scoprire che la malvagit umana era riuscita a intaccare il grandioso progetto di Leilandia era stato un brutto colpo per l'Erede. Subito era stato tentato di distruggere tutto, poi per si era trattenuto e aveva deciso, dopo un lungo meditare, di ripristinare la situazione originaria: aveva restituito la precedente piccolezza agli imperfetti umani. Quindi, ancora sotto l'effetto della cocente delusione, era tornato nel presente.
Adesso Bryan si trovava ancora nell'involucro dell'Ombra. Stava estendendo sempre pi le sue percezioni ultraterrene per verificare quanto le azioni compiute nel passato avessero influenzato il presente.
Niente..., borbott fra s e s, perplesso. Non  cambiato assolutamente niente. La situazione nel mondo dei Sotterranei  rimasta invariata... com'era prima che tornassi indietro nel tempo: persino Olimpia era nella stessa posizione. Allarg ancora la propria coscienza psichica. Quindi, mentre ero intento a leilizzare, il mio io passato era impegnato a trastullarsi coi Sotterranei....
Dopo un'attenta riflessione, si rese conto che la spiegazione era lampante: non aveva cambiato nulla perch, nel momento stesso in cui aveva deciso di tornare indietro nel tempo per impiegare meglio i propri poteri, il progetto di Leilandia era gi sorto e si era ormai concluso in una disfatta. Bryan, nei panni dell'Ombra, non si era accorto di un suo alter ego che leilizzava la superficie terrestre perch era troppo impegnato laggi, per se si fosse concentrato l'avrebbe percepito senz'altro...
Anche proiettandosi indietro nel tempo, dunque, non  possibile cambiare la Storia. Perch tutto ci che  passato  ovviamente gi avvenuto, quindi pure i viaggi a ritroso nel tempo sono conteggiati nel mio presente, hanno contribuito a formarlo....
Olimpia disse qualcosa, ma lui la ignor.
Ora capiva anche perch non aveva potuto salvare Leila con questo stratagemma. Nel momento stesso - o poco dopo - in cui l'aveva vista sprofondare nella voragine infernale, il suo alter ego futuro si era proiettato indietro nel tessuto temporale... ma non era riuscito a salvarla.
Se, per assurdo, fossi riuscito a salvarla, riflett ad alta voce, non saremmo tornati nel mio presente, bens in una realt parallela. Realt parallela forse preesistente - ovvero un mondo alternativo in cui Leila non veniva uccisa da Morpheus - oppure generata da questa stessa interferenza storica... Ma  inutile pensare a questo, poich il Talismano, che mi ha donato il potere di viaggiare nel tempo, mi ha anche impedito di cambiare il passato.... Ticchett con le dita sulla pietra incastonata nel petto. Mi ha impedito di creare un paradosso. Posso anche tornare mille volte nel passato, ma proprio perch  passato  gi avvenuto, quindi ha gi influenzato in qualche modo il mio presente.
Insomma, tornare indietro nel tempo non era la soluzione.
Se il Talismano era un dono, al tempo stesso era una maledizione. Gli dava il potere per rivivere infinite volte la caduta infernale della sua amata, ma non per salvarla.
All'improvviso una grande collera, eludendo i suoi tentativi di frenarla, lo infiamm. E infiamm il Talismano.
CAPITOLO CINQUE
LA REGINA DEI SOTTERRANEI
Hector si trovava nella prigione della Citt del Giorno e scrutava con odio la colossale Ombra che aveva inghiottito la sua diletta: Olimpia. Da allora aveva perso ogni tratto fisionomico, trasformandosi in una palla oscura e rimanendo sospesa e vibrante al centro della sala del Bazar.
I discepoli l'avevano circondata e avvolta in una sfera di energia, cercando invano di schiacciarla e distruggerla. Ma, nonostante gli amplificatori psichici, non avevano ottenuto alcunch.
Hector si chiese, per l'ennesima volta, da dove diavolo fosse sbucata una creatura cos potente. Un'inquietante idea aveva gi preso forma nella sua mente, ma lui si adoperava in tutti i modi per relegarla in un angolo. No, non pu essere... non deve essere, si ripeteva, ogni volta che essa affiorava. Se i suoi timori fossero stati fondati...
Di punto in bianco venne pervaso da un intenso formicolio e latr una bestemmia. Strinse i pugni e chiuse gli occhi, conscio degli sguardi preoccupati dei Sorveglianti. Il prurito aveva gi raggiunto tutte le estremit del corpo. Le palpebre divennero traslucide e poco dopo Hector fu costretto a vedere i fasci muscolari scoperti del suo petto e le falangi bianche delle mani. Punt lo sguardo verso il soffitto per non dover assistere - di nuovo - alla disintegrazione del proprio corpo.
Infine sent che anche gli occhi stavano per essere evocati, risucchiati. Gli parve di udire anche un sonoro PLOP appena prima che l'oscurit avvolgesse ogni cosa intorno a lui. Gli occhi furono poi la prima parte del corpo che percep nuovamente, appena prima che il formicolio tornasse ad addentargli le ossa. Sapeva gi cosa avrebbe visto, ma, quando si trov sovrastato dall'immensa Ombra, non pot fare a meno di sentirsi gelare.
All'improvviso la voce roboante dell'Ombra proruppe: Dirigenti, servi delle mie brame....
Hector si volse e si accorse di essere circondato dai propri colleghi. Ci ha evocati tutti quanti, si disse, si prepara per la sua grande rivelazione. Incontr lo sguardo di Julius, che gli rivolse una sorta di sorriso rassegnato.
Vi ringrazio di cuore per essere accorsi al mio richiamo. Mentre parlava, l'Ombra inizi a rimpicciolirsi a velocit impressionante, abbassandosi nel contempo verso il suolo. Rullo di tamburi, prego!. Svariati tamburi grossi come palazzi apparvero nella sala, sospesi a decine di metri d'altezza, e cominciarono a rimbombare. E ora, ladies and gentlemen,  con immenso piacere che vado a presentare l'ospite di oggi. Forza, accogliamo con un bell'applauso l'impareggiabile..., l'Ombra si era ridotta alle dimensioni di una Cabina di Trasporto, l'inarrestabile..., fuochi d'artificio sbucati dal nulla attraversarono l'aria ed esplosero, ma non coprirono la voce, l'incredibile..., il fumo demoniaco che pareva dare sostanza alla creatura inizi a schiarirsi e dissolversi, Erede del Talismano!.
I tamburi tacquero e Bryan apparve, con le braccia spalancate e un sorriso smagliante stampato sul volto. Hector impieg un intero secondo per rendersi conto che le proprie mani avevano iniziato ad applaudire autonomamente; e lo stesso accadeva non solo ai Dirigenti, ma a tutte le persone presenti nella sala. Migliaia di mani stavano battendo l'una sull'altra e il risultato era uno scroscio assordante. Ha perso il lume della ragione, si trov a pensare, mentre fissava il ragazzo, che faceva riverenze a destra e a manca, senza smettere di sorridere. Il timore che lo angosciava gi da un po' si era rivelato fondato, purtroppo: l'Erede era impazzito e si era trasformato nell'Ombra. Il Talismano gli ha dato alla testa. A Morpheus non sarebbe mai successo....
E ora, amici spettatori, disse Bryan, con gli occhi luccicanti e le labbra ancora pi tese, mandate i bambini a nanna. Il sorriso si trasform in un ghigno che rivel una fila di denti affilati. La fascia protetta  terminata.
... ...
Ares si sent assalire dalla nausea: L'Erede del Talismano non pu essere l'Ombra!.
Vivendo per un po' con i ribelli, era cresciuto con perlomeno due capisaldi: Morpheus era il cattivo e Bryan era il buono che l'aveva sconfitto. Ogni membro della Comunit ammirava e quasi idolatrava l'Erede... Era stato alla festa in suo onore e ricordava che era stata magnifica.
Uno dei suoi sogni pi grandi era proprio di incontrare Bryan... ma non certo incontrarlo cos.
Lui  un eroe!, gemette fra s e s, accasciandosi contro un sassolino che per lui era un masso. Forse il pi grande eroe di questa epoca. Al Rifugio aveva ascoltato parecchi racconti sul suo conto: era solo un ragazzino, eppure si era trovato coinvolto in faccende pi grandi di lui e ne era uscito vittorioso. Vittorioso... a parte per la sua amata Leila.
Che fosse proprio lei la ragione della sua follia? Oppure si trattava del Talismano?
E io?! Come potr affrontare una creatura tanto potente? Sono forte e apprendo in fretta, ma lui ha un oggetto che gli conferisce capacit illimitate.... Non temeva per la propria incolumit, ma aveva paura di fallire... di non poter salvare tutti quanti... di non esserne proprio in grado.
E se Bryan non fosse impazzito ma fosse sempre stato malvagio? Se il Talismano lo avesse soltanto aiutato a tirare fuori la cattiveria che gi covava nel suo cuore? In quel caso non avrebbe potuto essere un vero eroe. E se l'eroe non era lui... avrebbe potuto esserlo Morpheus? Forse Morpheus era l'eroe tragicamente sconfitto e siccome la storia  scritta dai vincitori...
Sollev il capo e osserv ancora Bryan, osannato da quella gente terrorizzata. Ares avvertiva il terrore e poteva nutrirsi di esso. E lo fece, ma solo dopo una certa esitazione: si sentiva quasi in colpa a cibarsi dell'energia negativa causata dall'eroe traditore. Non poteva fare lo schizzinoso, per: non doveva sprecare neanche una scintilla di energia se voleva avere qualche speranza di non farsi spazzare via in un secondo, abbandonando tutti quanti in balia dell'Erede.
Doveva nutrirsi il pi possibile e pazientare. Non poteva proprio permettersi di lasciarsi annebbiare dalle emozioni e intervenire prima del tempo.
Riflettere su chi fosse il vero eroe fra Bryan e Morpheus, ammesso che effettivamente ce ne fosse uno, era improduttivo: un discorso sterile. Il passato non aveva importanza, il presente s.
E nel presente Morpheus non esisteva, Bryan s. Ed era malvagio.
A questo punto c'era un'unica domanda che contava davvero: Era proprio lui il Male che era stato inviato a combattere?.
... ...
Bryan godeva nel sentirsi osannare da quella folla oceanica, bench fosse lui a manovrare tutti come burattini. Ora sapeva che cosa provava Morpheus quando veniva glorificato dai suoi discepoli.
Seduta stante si lev un coro roboante: BRYAN! BRYAN! BRYAN! BRYAN!.
Il ragazzo s'inchin ancora qualche volta, poi fece un cenno della mano e tutti tacquero. Ridacchi fra s e s, pensando: Meglio che usare il tasto MUTO del telecomando. Schiocc le dita e ripresero a osannarlo. Sollev il palmo e tacquero. Molto meglio. Ora, miei cari sudditi, permettetemi di presentarvi... la mia Regina!.
Dal pubblico si lev un silenzio carico d'attesa e migliaia di occhi si volsero verso l'alto. Olimpia apparve sospesa a una quarantina di metri d'altezza: indossava un'ampia gonna rossa e svolazzante, stringeva un lungo scettro dorato fra le dita e sul capo portava una corona gemmata. Le luci di alcuni riflettori inesistenti la stavano puntando e la seguirono quando lei inizi ad abbassarsi, altera e solenne.
Bryan sollev una mano mentre Olimpia stava per raggiungerlo e l'accompagn fino a terra. Sei stupenda, mia Regina, le disse sottovoce e lei gli rivolse un sorriso sensuale. Il ragazzo non resistette alla tentazione di quella bocca carnosa e la baci, dopodich torn a rivolgersi ai sudditi: Adesso dobbiamo sbrigare le formalit, dichiar, stringendosi nelle spalle con fare annoiato. I Sindaci e i Dirigenti della Baia dovranno inginocchiarsi innanzi a me, sottomettendosi e prestandomi eterna fedelt.
Julius fu il primo ad avanzare verso Bryan, seguito poi dagli altri Dirigenti e dal nutrito gruppo di Sindaci Sotterranei. Sorveglianti e discepoli rimasero immobili, osservando con occhi sgranati l'evolversi della vicenda.
Inginocchiatevi!, tuon Bryan, tenendo ancora stretta la mano di Olimpia. E adoratemi!.
... ...
Il Sindaco della Citt del Giorno viveva nel terrore da quando aveva rischiato di essere trasformato in una orripilante collana ossea. L'Ombra aveva fatto la conta, partendo dalla fila pi alta - e pi importante - della gradinata dell'Assemblea e solo per puro caso non lo aveva scelto. Il Sindaco aveva visto i colleghi seduti accanto a lui che venivano fatti levitare e aveva stretto con foga il sedile, pur sapendo che questo non sarebbe certo bastato per salvarlo. Se mi fossi seduto pi in l, sarei morto a quest'ora: ecco tutto ci che era stato poi in grado di pensare. Adesso era pronto per sottomettersi. Con il tempo, forse, qualcuno avrebbe trovato il modo di contrastare l'immane potere dell'Ombra - dell'Erede, o che diavolo era -, ma per il momento era imbattibile. Il divario di forze fra loro e lui non era vasto, era esagerato. Davvero esagerato.
Avanz di un passo rispetto ai suoi colleghi e s'inginocchi; con la coda dell'occhio vide che gli altri Sindaci seguivano il suo esempio. Poi si prostr, abbassando la fronte il pi possibile e toccando il suolo con le zanne che gli sporgevano dalle labbra.
Bravi, si compliment la voce dell'Ombra. Una voce in grado di far ribollire le interiora. E adesso giuratemi fedelt.
Il Sindaco ebbe appena il coraggio di girare un po' il capo, sia da una parte sia dall'altra: tutti erano prostrati come lui e come lui si guardavano intorno, cercando di capire se bisognasse giurare insieme, coralmente, oppure no. Contrariare l'Ombra, anche con un'inezia, significava la morte, perci tutti avevano paura di cominciare.
Sono la massima autorit, di fatto, si disse, per nulla lusingato da un simile pensiero. Tocca a me iniziare. Se fosse stato un altro a prendere la parola per primo... Si fece forza e parl con voce tremante: Io, Sindaco della Citt del Giorno, giuro solennemente.... Gli manc il fiato. Per una frazione di secondo ebbe la sensazione che il proprio cuore fosse diventato pi pesante: come se qualcuno glielo avesse indurito. Giuro solennemente.... Raddrizz la schiena, quindi si sollev in piedi e fiss l'Erede dritto negli occhi. Giuro solennemente che non mi sottometter mai a un mostro come te! Finch mi rimarr anche un solo alito di vita, io continuer a combatterti!.
Bench le sue parole fossero coraggiose, dentro di s piangeva.
... ...
Bench si mostrasse contrariato in volto, dentro di s Bryan sorrideva; anzi, sogghignava. Come osi ribellarti?! Con che stupidit, poi?. Lo sapeva bene, in realt: era stato lui a farlo parlare cos. Che noia se si sottomettessero davvero. Porterai il tuo popolo alla distruzione....
Il popolo dei Sotterranei continuer a combatterti!, dichiar il Sindaco, fiero. Fiero e dannato.
Bryan sollev la mano non stretta in quella di Olimpia e tese l'indice, rivolgendoglielo contro.  la tua risposta definitiva? La accendiamo?. Un fascio di luce gialla e lampeggiante gli sgorg dal polpastrello e invest il Sotterraneo, la cui espressione esteriormente non mut di una virgola. Ma nel suo animo il ragazzo lesse un terrore indicibile e un disperato senso d'impotenza.
Gi una volta il mio popolo  scappato, nascondendosi dagli umani, disse il Sindaco. Adesso  pronto per combattere.
Non mi lasci proprio scelta, allora, sospir Bryan, mostrandosi rattristato. Il fascio di luce che lo collegava con il Sotterraneo divenne dorato: l'istante successivo il Sindaco prese fuoco. Era la prima volta che bruciava viva una persona: un'infinitesimale parte lucida della sua mente si rivolt (nella tomba) nel cranio. Sono desolato, disse, mentre lo liberava dal proprio controllo psichico, per consentirgli di godere appieno della sensazione della carne che ardeva.
... ...
Rimanendo prostrato, Hector sollev un po' lo sguardo e intravide il Sindaco che bruciava, si dimenava e strillava. Quell'orribile spettacolo continu a lungo, troppo a lungo; come se l'Erede lo mantenesse in vita per farlo soffrire di pi. Il Sotterraneo croll infine al suolo, inerte e silenzioso, e l avrebbe continuato ad ardere finch le sue carni non si fossero completamente consumate.
Il Dirigente sapeva che le parole che erano state pronunciate dal Sindaco erano state in realt dettate dalla psiche malata dell'Erede. Lui non vuole sottometterci, vuole distruggerci tutti quanti... Ecco, ecco per cosa hanno lottato quei bastardi dei ribelli! Per creare un mostro sanguinario e dotato dei poteri di un dio!. Come si poteva pretendere che un ragazzino riuscisse a comprendere il Talismano?! Morpheus, invece, era nato per quello e sarebbe riuscito a gestire un simile potere senza impazzire.
C' qualcun altro, tuon la voce di Bryan, che vuole fare l'eroe?.
Hector strinse gli occhi e i pugni. Non io. Ti prego, non io. Non io, ripet come un mantra. Non voleva fare la fine del Sindaco: sperava che dopo un po' l'Erede si stancasse di ucciderli e decidesse di portare altrove la propria opera di devastazione. Non io.... Preferiva vivere in schiavit piuttosto che non vivere affatto. Non....
Ebbe voglia di mettersi a gridare di terrore e frustrazione quando le sue gambe si alzarono contro la sua volont, NO! NO! NOOO!. Un'espressione altera si dipinse sul volto flaccido: i muscoli facciali lo avevano tradito. Inizi a imprecare mentalmente quando le sue labbra si mossero: La Baia non si piegher mai agli ordini dell'Erede del Talismano, asser con pomposa solennit. S, s, s che ci pieghiamo!. Cos facendo disonoreremmo la memoria di Morpheus.
Hector!, esclam Bryan con aria sbalordita. Da te proprio non me lo sarei aspettato!.
Bastardo, bastardo, bastardo!, grid il Dirigente e impieg un momento o due per rendersi conto di averlo insultato ad alta voce e non soltanto mentalmente. Il ragazzo gli aveva allentato le briglie psichiche giusto per divertirsi un po': subito dopo, infatti, furono di nuovo le parole dell'Erede a uscirgli dalla bocca: La Baia non ti dar un attimo di tregua fintantoch non ti avr distrutto, traditore! Eri un discepolo di Morpheus... e lo hai ucciso! Traditore!.
Non azzardarti a chiamarmi cos!, rugg Bryan, mostrandosi furente. Gli punt contro l'indice, investendolo con un raggio giallognolo. Non ti azzardare!.
Hector era preda di un panico cieco: non voleva morire carbonizzato. In quel momento avrebbe venduto l'anima in cambio di una pallottola in fronte. Di una morte istantanea. Ma l'Erede voleva farlo soffrire come un cane, NO! NO! NO!. In vita sua non era mai stato tanto terrorizzato: nemmeno quando, qualche giorno prima, l'Erede stesso aveva minacciato di eliminarli tutti quanti. Allora, perlomeno, non era ancora impazzito.
Traditore!, grid ancora.
Il raggio di energia s'intensific, divenendo dorato.
Traditore!, url Hector. Per l'ultima volta.
... ...
Zero sollev lo sguardo dal libro che stava leggendo e scopr i suoi denti bianchi in un sorriso. Poi volse il capo e disse: Salta su, campione. Un paio di secondi dopo, il suo figlioletto di tre anni da poco compiuti gli si avvent contro, tirandogli una testata contro il ventre nudo e muscoloso. Ehi!, ridacchi Zero, posando il libro in modo da non perdere il segno e prendendo il bambino in braccio. Che nanerottolo... ma ora ti sistemo io!. Gli scopr la pancia e gli fece una rumorosa pernacchia.
Basta, pap, basta!, rise il piccolo, sgambettando. Basta, mi arrendo!.
Zero gli fece un'altra pernacchia, poi allontan la bocca dalla sua pancia e gli stamp un bacio sulla fronte. Fai bene ad arrenderti....
Scherzo!, sbott il bambino. Si tuff sotto l'ascella del Gigante e prese a punzecchiarlo.
Zero si alz di scatto dal divano di pelle, sollevando il figlio fin sopra la testa e facendolo girare piano sopra di s. Peggio per te, peste!. Entrambi ridevano come matti.
Arrivate a questo punto, le immagini si fermarono.
La Gigantessa avvicin il dito tremante al monitor del computer e accarezz il volto sorridente di Zero. Del suo Zero. Riprodusse un altro vecchio filmato e fremette di nuovo sentendo la voce del marito: le sembrava impossibile che non l'avrebbe mai pi udita, se non registrata. Aveva gli occhi arrossati, pesanti: non aveva tenuto il conto delle ore trascorse davanti al computer a riguardare tutti i video salvati nella memoria. La tastiera era ormai quasi completamente bagnata dalle sue lacrime.
No... no... no, singhiozz. Non  giusto....
Sedici anni prima avevano perso il loro unico figlio. Per superare quel terribile lutto, Zero si era preso un lungo periodo di pausa dal lavoro (poteva permetterselo, essendo il migliore dei sicari) e l'aveva trascorso senza staccarsi un momento da lei.
Pe-perch mi hai... la-lasciata sola?, gemette. Mi hai abbandonata.... Scoppi di nuovo a piangere: sembrava che la sua riserva di lacrime fosse inesauribile. No... no... no....
Era ormai da alcuni giorni che andava avanti cos, senza mangiare e senza dormire. Da quando la Regina dei Giganti l'aveva convocata e, con il maggior tatto possibile, le aveva comunicato la tragica notizia. Era giunta un'ambasciata da parte della Baia: porgeva le pi sincere condoglianze per la dipartita di Zero, che era stato assoldato per uccidere l'Erede del Talismano ed era morto duellando con lui...
La vedova si alz di colpo dalla sedia ed emise un ruggito straziante, strappandosi ciocche di capelli con le mani. No! No! No!. Sollev la sedia e la scaravent contro la finestra. Poi si scagli verso il muro e cominci a sbattere violentemente la fronte.
No!.
Testata.
No!.
Testata.
No!.
Qualche secondo pi tardi si allontan barcollante dal muro e si accorse che l'aveva imbrattato di sangue. Si volse, inciamp nei propri piedi e cadde di faccia, sbattendo contro il pavimento di pietra. Non tent nemmeno di risollevarsi. Continu a piangere e singhiozzare, inghiottendo lacrime, muco e sangue.
... ...
Hector, accorgendosi di non essere bruciato e di essere stato liberato dal controllo di Bryan, si lasci cadere a terra e l rimase, immobile e con lo sguardo fisso nel vuoto. Aveva visto gli altri Dirigenti alzarsi di scatto e frapporsi, come un muro compatto, fra lui e l'Erede.
Sapeva che l'aveva scampata solo per quella volta, ma tanto gli bastava. Era ancora vivo.
... ...
Bryan guardava con soddisfazione i Dirigenti, che ora lo fissavano con aria vendicativa. In simultanea, si misero a gridare: La Baia mai e poi mai si sottometter all'Erede del Talismano!.
Anche i Sindaci si alzarono. I Sotterranei mai e poi mai si sottometteranno a te!.
Il ragazzo li costrinse a urlare per parecchi secondi, dopodich li fece tacere. D'accordo, allora, disse con fare benevolo. La sua voce, bench tonante, rimase affabile anche mentre dichiarava: Se volete la guerra, che guerra sia.
Si sent stringere la mano e si volse verso Olimpia, che gli rivolse un sorriso malizioso. Non hai mai avuto intenzione di lasciare che si sottomettessero. Fin dall'inizio volevi ucciderli tutti....
No, rispose Bryan, dopo averla baciata, non tutti. Solo qualche migliaio. Torn a rivolgersi a gran voce ai nemici: Attaccateci, siamo pronti per ricevervi!. Lanci un'occhiata a Olimpia e sorrise. Ma sarai tu a combatterli. Lei sgran gli occhi e Bryan aggiunse: Grazie ai miei poteri. Ora sta' ferma un attimo. Batt le mani e i vestiti della Sotterranea si trasformarono, rimanendole addosso, in una tuta in lattice iperaderente, che metteva in risalto ogni curva del suo corpo.
Non male, comment lei, tastandosi in modo provocante. E il nero  un colore che mi  sempre piaciuto... Ahi!, esclam quando Bryan le infil una piccola antenna nella schiena. Be'?
 per il joystick, rispose il ragazzo, che ora fra le mani stringeva un controller grigio con i tasti colorati: x blu, CERCHIO rosso, TRIANGOLO verde e QUADRATO rosa. I videogiochi non mi hanno mai entusiasmato, ma penso che adesso mi divertir molto di pi... Ci divertiremo, si corresse, mollando una pacca sul sedere della Generalessa.
Ora Bryan e Olimpia erano completamente circondati dagli avversari (umani e Sotterranei), che per si tenevano a distanza di sicurezza, come se attendessero un ordine per dare inizio alla carica. E in effetti era proprio cos.
Vediamo i comandi, disse Bryan, ponendosi dietro Olimpia. Premette il tasto su cui era disegnata una freccia rivolta verso l'alto e la donna si mosse in avanti. Pigi il cerchio e lei tir un rapido calcio, tornando poi in guardia. Schiacciando il quadrato, le fece tirare un pugno diretto. Ti senti funzionante?, le domand, dopo aver provato anche la x (salto) e il triangolo (testata).
S, mio Signore.
Ottimo, allora schiaccio START e iniziamo la partita. Bryan si sedette per terra a gambe incrociate e appoggi il controller senza fili su una coscia. Mentre si scrocchiava le nocche, ordin: Che tutti i discepoli di Morpheus si tengano lontani. Il livello iniziale di questa partita  facile: che si facciano avanti i primi cittadini Sotterranei!.
Gli avversari, ovviamente, obbedirono alle sue disposizioni. I primi ad attaccare furono i Sindaci, dunque, ed erano parecchi: quasi cinquecento, dove il quasi era costituito dagli undici che Bryan aveva gi ucciso. Il ragazzo rimase immobile fino a quando il pi vicino non fu a una spanna da Olimpia, quindi premette QUADRATO e lei fece partire il pugno, schiantandolo contro il grugno del Sotterraneo, la cui testa si pieg indietro di novanta gradi. Poi pigi CERCHIO e lei ruppe la gamba di un altro Sindaco con un calcio al ginocchio.
Bel colpo!, si compliment, intanto che le faceva compiere un salto incredibile premendo x.
Olimpia atterr sulla testa di un Sindaco, poi si esib in una capriola in aria e ne atterr due contemporaneamente colpendoli entrambi al petto, uno con ciascun piede.
Brava!. Bryan premette FRECCIA GI per consentirle di schivare un pugno, poi la avvicin e le fece tirare una ginocchiata che centr in pieno il bersaglio. I Sindaci la circondavano ancora e protendevano zanne e artigli verso di lei. Sto per fare una combo, la avvert e premette una lunga sequenza di tasti in maniera rapidissima.
La tuta di Olimpia s'illumin, come se fosse stata elettrificata. Poi la donna si mosse tanto in fretta da risultare pressoch invisibile. Ma Bryan segu ogni movimento: la vide saltare e tirare un calcio in faccia a uno, per poi spingersi dalla parte opposta (sfruttando il volto dello stesso Sotterraneo come punto d'appoggio) e tirarne altri due. Senza toccare terra, Olimpia fece una piroetta orizzontale e colp un Sindaco con i pugni tesi, mandandolo a gambe all'aria. Afferrandosi alle zanne sporgenti di un altro, si diede la spinta e piant il tacco appuntito nell'occhio di quello che gli stava a fianco; dopodich strapp le zanne dalle gengive con un unico strattone e, ruotando su se stessa, le piant nella gola di un Sindaco che cercava di attaccarla da dietro. Tocc il suolo solo per spiccare un nuovo balzo e piombare sulle spalle di un avversario; strinse il suo capo fra i polpacci e scatt di lato, spezzandogli il collo. Quindi fece un salto e piomb addosso a un Sotterraneo che non ebbe il tempo di girarsi: gli afferr le braccia, gliele torse dietro la schiena e le sollev fino a spezzarle entrambe. Solo allora la tuta di Olimpia perse la luminosit.
Interessante, borbott Bryan, osservando i cadaveri che giacevano ai piedi della donna. Chiss che cosa succede se premo SELECT.
... ...
Olimpia era una semplice spettatrice delle proprie azioni. Ogni muscolo del suo corpo si muoveva senza che lei glielo ordinasse. Si era trasformata in un fantoccio pilotato dall'Erede... e non era una sensazione spiacevole; anzi, era quasi sensuale. Non aveva provato angoscia uccidendo i Sindaci: erano in prevalenza degli opportunisti che ingrassavano sulle spalle della popolazione.
Tutto si blocc all'improvviso: i Sotterranei che aveva intorno si pietrificarono. Lei sollev lo sguardo e vide una grande schermata verdastra sospesa sopra di s. Una grandissima variet di armi era allineata in modo ordinato di fronte a quella sorta di tappetino verde verticale: dai coltelli, alle spade, alle lance, alle pistole, ai fucili, agli ordigni esplosivi...
Sent la voce di Bryan rimbombarle nel cranio: La tua arma sar l'Arcobaleno del Dolore!.
Olimpia fece una smorfia vedendo che nelle proprie mani era comparso un ombrello con ogni raggio colorato diversamente. Non ne aveva mai toccato uno, tuttavia aveva visto diverse immagini nei testi scolastici: si trattava di strumenti che gli umani, in superficie, usavano per ripararsi dalla pioggia. Ma non  un'arma!.
Bryan ridacchi. Le apparenze ingannano. Su, al tre riprendiamo la partita. Uno. Due. Tre.
Con la stessa subitaneit con cui si era bloccato, tutto si rianim. E Olimpia perse l'autonomia che aveva recuperato durante quel breve intervallo. Un Sindaco alto il doppio di lei chin la testa cornuta e caric, urlando come un ossesso. Olimpia sollev l'ombrello e gli piant la punta metallica nel centro esatto del cranio, fra un corno e l'altro. Il Sotterraneo emise un unico strillo acutissimo, dopodich esplose in una miriade di frammenti colorati.
Uno a zero per l'Arcobaleno del Dolore!, esult Bryan.
Olimpia, in cuor suo, si disse che avrebbe conquistato totalmente la fiducia dell'Erede e poi l'avrebbe convinto a riportare in vita i suoi concittadini, come gi aveva resuscitato lei. Devo stare al suo gioco ancora un po' di tempo.  solo un ragazzino confuso e spaventato....
Mentre si perdeva in questi pensieri, aveva gi infilzato altri cinque Sindaci, facendoli esplodere in rapida successione e accorgendosene appena. Inizi allora a roteare su se stessa come una trottola, tenendo la punta dell'ombrello rivolta verso l'esterno. Intravide i Sindaci mentre venivano feriti, lacerati e persino tranciati in due; in ogni caso l'effetto finale era sempre lo stesso: scoppiavano tutti e dei loro corpi non restava altro che una polvere variopinta.
Abbiamo finito i Sindaci, l'avvert dopo un po' Bryan. Ora arrivano i tuoi amici Sorveglianti. Sono armati e addestrati: il livello di difficolt si alza leggermente.
Olimpia premette il pulsante che regolava l'apertura dell'ombrello, che si spalanc producendo un rumore fortissimo, sproporzionato rispetto alle sue dimensioni. Centinaia di Sorveglianti andarono alla carica insieme: altrettanti proiettili laser puntarono verso di lei. Olimpia si protesse usando l'Arcobaleno del Dolore a mo' di scudo: innumerevoli ex colleghi vennero raggiunti dai colpi rimbalzati indietro, rimanendo feriti e uccisi. Mantenne l'ombrello puntato in avanti e cominci a farlo mulinare, ruotando sempre pi in fretta il manico.
Star al suo gioco soltanto il tempo necessario.
... ...
Ares guardava la carneficina e piangeva. Piangeva e si nutriva. Si nutriva e guardava, sempre tenendosi nascosto e il pi possibile minimizzato.
Eos, durante la prima, traumatizzante fase dell'addestramento, gli aveva mostrato tutto il male del mondo... eppure... eppure lui era ancora in grado di piangere. Le prime lacrime lo avevano sorpreso, in effetti, ma lui le aveva accolte quasi con gioia e le aveva lasciate scorrere liberamente. L'empatia e la compassione non lo avrebbero indotto a intervenire prima del tempo.
La pazienza era la virt fondamentale: senza di essa, ogni speranza sarebbe stata perduta.
Ares desiderava con tutto se stesso gettarsi subito in campo e opporsi a quella spaventosa carneficina. Se lo avesse fatto, per, non sarebbe stato un atto di coraggio, bens di egoismo. Avrebbe sacrificato la propria vita nel vano tentativo di salvare quelle persone, certo, ma sarebbe stato per non vederle pi soffrire. Il vero coraggio, invece, stava nel saper sopportare quella vista atroce, attendendo il momento propizio.
Sarebbe stato facile avventarsi gridando contro Bryan e cercare di tempestarlo di colpi, seppur inutilmente... il difficile era pazientare.
L'aria della sala era satura di energia negativa: ce n'era tanta da far sembrare tutta quella di cui si era nutrito dalla nascita uno spuntino o poco pi. Ares continuava a spostarsi di tanto in tanto, per evitare che l'Erede avvertisse l'accentramento di energia in un unico punto. Certo, il timore che lo percepisse comunque era costante, ma lui prestava la massima cautela per non attirare l'attenzione, limitandosi a nutrirsi a poco a poco.
Tuttavia era sempre pi difficile mantenersi minimizzato, perch non era mai stato cos potente e si sentiva quasi scoppiare. Sarebbe bastato un momento di distrazione e l'Erede avrebbe visto apparire all'improvviso, in fondo alla sala, una grandiosa fonte di energia. E si sarebbe mangiato la foglia.
Piangendo, Ares continu a nutrirsi.
... ...
Con estremo diletto, Bryan osservava lo scempio che Olimpia stava compiendo. Il joystick era abbandonato ai suoi piedi. Aveva smesso di usarlo gi da qualche minuto e lei non se ne era nemmeno accorta: continuava tuttora a sterminare i Sorveglianti.
Facile, si disse, come distruggere una colonia di formiche armati di lanciafiamme.
Olimpia aveva fatto mulinare l'ombrello, che, raggiunta una velocit sufficiente, aveva generato un arcobaleno che era salito fin quasi a sfiorare la volta della sala del Bazar e poi era precipitato addosso ai Sorveglianti, vaporizzandoli. La donna non aveva dovuto far altro che muovere l'arma, direzionando di conseguenza i raggi variopinti, per disintegrare centinaia e centinaia di Sotterranei con ogni falciata.
Dei ventimila Sorveglianti iniziali non erano rimasti che alcuni gruppi sparuti e terrorizzati (come aveva smesso di controllare Olimpia, l'Erede aveva smesso di comandare loro), quando Bryan disse: Cos per  troppo facile, non c' gusto: butta via l'ombrello.
Olimpia si volse, lo guard e solo allora parve rendersi conto di non essere comandata. Sgran gli occhi e lasci cadere l'ombrello, che continu a roteare per qualche secondo prima di fermarsi: l'arcobaleno si dissolse poco dopo. E loro?, volle sapere, indicando i Sorveglianti che stavano caracollando verso le Cabine di Trasporto.
Lasciali andare, sbuff Bryan, accompagnando l'ordine con un gesto vago della mano. Distolse l'attenzione dalla tuta attillata di Olimpia, riprese il joystick e disse: Ci sono tanti discepoli che non vedono l'ora di giocare!. Si volse a guardare la schiera di agenti, immobili e marziali. Sconfiggendo abbastanza avversari hai sbloccato delle capacit bonus che ti permetteranno di affrontarli!. D'un tratto fiss Olimpia con malizia: vederla combattere lo aveva eccitato non poco. Adesso.... Lanci di nuovo uno sguardo ai discepoli, cercando di capire quale delle due voglie fosse maggiore: se quella di sangue o l'altra. Adesso cambiamo gioco, disse infine. Sar una partita a due.
Soppes per un attimo il joystick, poi mise in pausa.
... ...
Julius attese che l'Erede e la sua Regina si fossero teletrasportati via (sperando che non fossero solo diventati invisibili) prima di osare muovere un passo. Dopo il primo, per, gli altri si susseguirono con facilit e in breve si ritrov a correre.
La voce di Morpheus lo aveva contattato poco prima e gli aveva dato - donato - un consiglio. E per nulla al mondo Julius avrebbe disobbedito a Morpheus... o alla sua voce.
Senza interrompere n rallentare la corsa, si guard oltre le spalle e vide che i suoi colleghi erano rimasti immobili, rassegnanti. Solo qualcuno seguiva i suoi movimenti con una briciola d'interesse, gli altri parevano tutti catatonici (Hector apparteneva a questo secondo, nutrito gruppo).
Julius si ferm davanti al joystick e si lasci cadere sulle ginocchia. Lo impugn con mani tremanti e chiuse gli occhi. Morpheus, ti prego, guida le mie dita.
Premette il tasto START.
... ...
Bryan era teso come una corda di violino, ma non era affatto in ansia. Aveva chiuso gli occhi e spalancato braccia e gambe: si era affidato completamente a Olimpia. Senza sollevare le palpebre, mosse una mano sul pelo dell'acqua, fendendo la schiuma, e and a sfiorare il volto liscio della Sotterranea; con l'altra inizi ad accarezzarle il petto, per met coperto di bollicine.
Si trovavano nella sala da bagno del castello di Eos, la stessa usata da Bryan e Leila non molto tempo prima, quando erano stati ospiti dell'Uomo Senza Tempo. Da allora molte cose erano cambiate. Se qualcuno gli avesse chiesto come mai aveva deciso di teletrasportarsi proprio l, il ragazzo non avrebbe saputo cosa rispondere; dopodich avrebbe probabilmente ucciso l'autore della domanda.
Leila..., sussurr senza accorgersene, mentre scariche di piacere gli attraversavano il corpo.
A un tratto sent i denti affondare nella propria carne e, spalancando gli occhi, emise un grido sofferente. Non posso provare dolore!, pens e subito la fitta acuta si plac, poi vide che Olimpia aveva le labbra sporche di sangue.
Il sangue dell'Erede.
Bryan era ancora frastornato per il repentino - e inspiegabile - cambiamento quando un calcio lo centr in pieno mento, mandandogli la nuca a sbattere contro il bordo della vasca; poi un pugno lo colp sulla bocca dello stomaco, facendolo piegare in due. Non provava dolore, tuttavia era piuttosto sconcertato, perch non captava nessuna intenzione ostile in lei.
Vuoi giocare, eh?, l'apostrof digrignando i denti. Rigener il proprio corpo dove lei l'aveva morso, poi le blocc una gamba e la ruot, mandandola con la faccia sott'acqua e scoprendo i glutei sodi. Vuoi fare la lotta?.
Olimpia guizz come un'anguilla, si liber dalla sua presa e lo colp sulla faccia con il tallone. Poi lo spinse contro il fondo della vasca e lo tenne gi sedendosi sopra il suo viso. Sott'acqua Bryan aveva la visuale completamente oscurata, tuttavia rimase immobile perch immaginava che si trattasse di un nuovo gioco. La sent armeggiare sul suo petto, all'altezza del cuore: stava scavando nella carne con le unghie, come se pensasse davvero di potergli sottrarre il Talismano con un metodo cos rozzo.
Il ragazzo avvert un impercettibile cedimento della pietra e, per la prima volta da quando aveva risvegliato totalmente i poteri dell'Erede, ebbe paura. Sollev di scatto la testa e scaravent in aria Olimpia. Si raddrizz, la colp al volo con un pugno e la mand a sbattere contro la parete. Quindi osserv il proprio petto, che sanguinava tutt'intorno al Talismano: non appena la guard, l'emorragia si arrest.
Non sono io!, grid Olimpia, mentre si rialzava e gli correva incontro. Il suo sorriso era sanguinolento. Non sono io!.
... ...
Julius si trov improvvisamente a tu per tu con l'Erede. Lasci cadere il joystick, sapendo di essere finito. Ma almeno sarebbe morto sereno: fino all'ultimo aveva obbedito a Morpheus.
Come hai osato mettere la mia Regina contro di me?. Il Dirigente rimase in silenzio. Bryan si chin davanti a lui e raccolse il controller, raddrizzandosi con lentezza. Secondo te, cosa dovrei farti?.
Julius lo guard di sottecchi. Rimandarmi in superficie?, borbott.
L'Erede scoppi a ridere. Certo, come no!, sbott e pass il joystick a Olimpia, che si era tenuta un passo indietro. Se vuoi ci facciamo anche una foto insieme e poi te la autografo....
Sollev una mano e la cal verso di lui. Julius chiuse gli occhi e si prepar a sentirsi divorare dal fuoco; oppure a essere scorticato; oppure folgorato... Tutto si poteva aspettare, fuorch un paio di pacche sulla spalla. Spalanc le palpebre e lo fiss, teso e disorientato.
Bel colpo, Julius, si compliment Bryan con un mezzo sorriso. Sul serio, bel colpo. Accenn con il capo agli altri Dirigenti. Mentre tutti se ne stavano con le mani in mano, pietrificati dal terrore, tu hai avuto il coraggio di venire fin qua e hai cercato di strapparmi di dosso il Talismano. Ti sei guadagnato la vita. Coraggio, tornatene in superficie... prima che cambi idea.
Julius si sent sospingere in avanti e inizi a camminare, senza riuscire a lanciare nemmeno un'occhiata dietro di s. Sta giocando con me. Vuole vendicarsi divertendosi ancora un po'... povero me. Ti prego, Morpheus, fa' che io non soffra troppo. Aveva percorso un centinaio di metri quando si sent richiamare con un fischio. Con la pelle d'oca, si volse lentamente verso l'Erede.
Quando arrivi su... avverti gli altri che verr a trovare anche loro. La mia agenda  molto piena, ma appena possibile far una capatina.
Julius annu in silenzio, poi si volse e riprese a camminare. Ti prego, Morpheus.
... ...
Olimpia balz in aria con un avvitamento su se stessa ed evit due raggi luminosi; poi pass in volata sopra un discepolo, gli prese il cranio fra le mani e gli ruppe il collo con un unico movimento.
Ne mancano solo pi novecentonovantanove, strepit Bryan, dietro di lei. Senza contare i Dirigenti. Ma quelli li teniamo come dessert....
Olimpia fece brillare una mano e la sollev, parando il pugno di un agente prima che la colpisse; poi afferr il polso e fece leva sul gomito, spezzandoglielo. Avvert le proprie gambe abbassarsi e scattare verso l'alto; mentre era in aria e roteava indietro, vide tre sfere luminose sfrecciare fino a dove un attimo prima si trovava lei. Complet la rotazione e centr con gli stivali entrambe le spalle di chi l'aveva attaccata, atterrandolo; chin con forza un ginocchio, sbattendolo contro il collo del malcapitato e fratturandogli una vertebra. Era uno spettacolo affascinante osservare con distacco il proprio corpo mentre combatteva. Le pareva che i discepoli fossero lenti e goffi: l'avevano circondata, ma non l'attaccavano tutti contemporaneamente.
Ora aumento la difficolt, disse Bryan.
L'aria si riemp all'improvviso di fasci luminosi: la donna se li vide arrivare incontro da ogni direzione. Le mani di Olimpia tentarono di generare una qualche protezione, ma vennero entrambe tranciate dai raggi concentrati dei nemici. Lei prov un dolore ovattato, irreale. Si guard i moncherini e seppe che l'Erede l'aveva abbandonata: si era divertito abbastanza; ora avrebbe lasciato che i discepoli la scannassero e si sarebbe goduto lo spettacolo.
Un pugno luminescente le centr il volto: lei sent la cartilagine del naso che si accartocciava verso l'interno. Un altro pugno: assapor il sangue e inghiott gli incisivi di entrambe le arcate. Venne colpita a una gamba e sent la rotula che sbucava dalla pelle. Qualcuno l'afferr per il collo e la folgor con una scarica generata dal palmo. Due raggi le fecero esplodere i bulbi oculari e lei non vide pi niente, ma continu a sentire. Provava solo una piccola parte del dolore che avrebbe dovuto percepire, tuttavia era gi sufficiente a farla gridare dentro di s; esteriormente, invece, rimase impassibile. Il suo corpo aveva la capacit di rigenerarsi, ma non certo alla velocit con cui gli agenti della Baia lo stavano martoriando. Ma anche loro erano delle marionette. In realt era l'Erede che la stava distruggendo. La metteva alla prova, ne era sicura, non voleva ucciderla davvero. Olimpia aveva percepito, al di l della follia, un'incredibile affinit fra i loro spiriti. Era solo questione di tempo prima che anche lui se ne rendesse pienamente conto.
Ops, mi sa che ho esagerato con la difficolt, ridacchi Bryan. Lei ud la sua voce come se le parlasse nell'orecchio. Per fortuna hai ancora due vite extra.
Olimpia vide una luce abbagliante e subito dopo si ritrov in piedi in mezzo ai discepoli che l'avevano appena massacrata. Bryan le fece abbassare il capo e lei not che il proprio corpo era tornato perfettamente integro, e anche la tuta. Gli agenti avevano gli occhi spiritati e si muovevano al rallentatore. Olimpia inarc indietro la schiena per evitare un lento raggio luminoso e corse verso colei che l'aveva generato. Le prese le orecchie fra le mani e le tir, strappandole e lasciandole cadere a terra; strinse il suo labbro inferiore fra le dita e lo stratton verso il basso, lasciando poi che penzolasse dal mento; le estirp quello superiore, trascinandosi dietro anche la pelle delle guance. In breve le scortic completamente il viso, portando alla luce le ossa. Olimpia prov un brivido interno, ma non era proprio di repulsione. Bryan fece scattare la sua mano verso il seno sinistro della discepola: le dita affondarono con facilit nella carne della malcapitata e infransero la gabbia toracica, andando a stringersi intorno al cuore. Olimpia lo sradic con un unico gesto e, dopo averle ruotato la mano, glielo appoggi sul palmo.
Rimase a lungo a osservare la propria creazione: il tempo di un intero battito cardiaco.
... ...
Hector era seduto a gambe incrociate, con la grande pancia adagiata sulle cosce, e osservava la strage con orrore ormai rassegnato. Tent per l'ennesima volta di teletrasportarsi in superficie, inutilmente per: l'Erede aveva bloccato tutti quanti e non abbassava mai la guardia.
Gi da qualche secondo la Generalessa dei Sotterranei si era trasformata in una macchia nerastra, indistinta. Si muoveva troppo velocemente perch lui riuscisse a vederla. D'altro canto, la sua opera di mutilazione era pi che manifesta.
Il Dirigente incontr lo sguardo terrorizzato di un discepolo del proprio centro; lo conosceva da parecchi anni e le sue missioni avevano quasi sempre dato buoni frutti. La scia scura di Olimpia gli pass davanti. Adesso il volto dell'agente era spellato e rivolgeva a Hector un sorriso orribile e sanguinante: nemmeno un lembo di carne ricopriva la sua dentatura. Aveva una mano sollevata e uno squarcio nel petto. Sul palmo era deposto il suo cuore, ancora pulsante.
La stessa cosa stava accadendo a tutti i discepoli. Al passaggio fulmineo di Olimpia - la marionetta dell'Erede - venivano istantaneamente scorticati e trasformati in cadaveri.
... ...
Bryan non ricordava di essersi mai divertito tanto. Le sue dita passavano rapidissime da un tasto all'altro. Dovrei brevettare questo gioco, borbott fra s e s.
Davanti a lui si stendeva un campo di battaglia pieno di cadaveri scorticati. Senza contare i Dirigenti, rimaneva solo pi un centinaio di discepoli. Ora, tramite Olimpia, stava uccidendo i superstiti con spietata lentezza: se li godeva a uno a uno. Nel contempo li induceva a lottare con accanimento sino alla fine, altrimenti la maggior parte di loro si sarebbe gi arresa da tempo.
A un tratto ebbe un'idea e con le frecce direzionali port di corsa Olimpia accanto a s. Con una mano fece levitare tutti i discepoli sopravvissuti, mentre con l'altra spazzava via i cadaveri dal suolo; poi depose i vivi all'interno di un'arena di cristallo (perfettamente trasparente) che aveva appena creato, a breve distanza da s. Aveva una struttura circolare molto semplice, un diametro di trenta metri e un'altezza di venti. Gli agenti intrappolati si guardavano intorno come topi in gabbia.
La sua voce fu tonante, cosicch chiunque potesse udirla: Nella mia infinita magnanimit, ho deciso di concedervi la possibilit di salvarvi.... Condizion le loro menti per essere sicuro che tutti potessero comprenderlo.
Afferr Olimpia per un braccio, la trasse a s e la baci con bramosia; dopodich torn a rivolgersi ai discepoli nell'arena: Cio, tre fortunati avranno la possibilit di salvarsi. Avete cento secondi per scannarvi fra di voi. Se allo scoccare del centesimo ci saranno tre - o meno - sopravvissuti, io li liberer e li teletrasporter subito in superficie. Se invece saranno pi di tre... verranno divorati vivi.  chiaro? Qualsiasi colpo  ammesso, purch sia all'interno dell'arena. Io vi terr al corrente dello scorrere del tempo. Pronti, partenza... via!.
Nell'arena tutti spararono addosso a tutti, generando un pandemonio luminoso e sonoro. Molti caddero, ma quelli rimasti in piedi iniziarono a combattere furiosamente, scagliando raggi e sfere.
Il potere della disperazione, riflett Bryan, mentre contava a voce altissima: Novantanove. Novantotto. Novantasette....
Quando arriv a cinquanta, soltanto tredici discepoli erano ancora vivi. Si proteggevano con le barriere e si giravano intorno, aspettando il momento migliore per attaccare. Avevano formato un cerchio: per potersi tenere meglio d'occhio, per non mostrare le spalle a nessuno...
Quarantanove, quarantotto....
Un agente si teletrasport dietro la schiena di un altro, ma prima di poterlo colpire era gi stato trapassato da svariati raggi. I dodici superstiti rimasero immobili: sapevano che il prossimo che si fosse mosso avrebbe fatto la medesima fine. Sarebbe stato preso di mira e distrutto.
Bryan scocc un'occhiata a Olimpia, senza interrompere il conteggio: Quarantuno, quaranta....
Qualche secondo pi tardi, un altro discepolo decise di agire: sostenendo la barriera con la mano destra, us la sinistra per generare un raggio; avrebbe voluto scagliarlo contro il proprio vicino, ma non fece in tempo. Undici scariche partirono istantaneamente, distrussero la sua protezione energetica (che si era indebolita) e lo carbonizzarono.
Trentadue, trentuno....
I discepoli si guardavano l'un l'altro con occhi sgranati. Si tenevano pronti per scattare, non appena qualcuno, cedendo alla tensione, avesse allentato la guardia. Erano ancora in undici, ma entro meno di trenta secondi sarebbero dovuti rimanere in tre.
Bryan continuava il conteggio: Ventisei, venticinque.... Sentiva con chiarezza le emozioni che regnavano nell'arena: disperazione, angoscia e panico. Percepiva i loro pensieri: sapeva che otto di loro si stavano organizzando per far fronte comune e ammazzare i compagni restanti. Cos fecero, bloccando gli altri tre psichicamente e folgorandoli. Il cerchio si era stretto. Ma ne rimanevano ancora cinque di troppo. Diciotto, diciassette....
Il panico aveva sovrastato le altre emozioni, pietrificandoli.
Sedici, quindici....
Panico, panico, panico.
Il tono di Bryan era sempre pi alto: Quattordici, tredici....
Due discepoli si gettarono contemporaneamente al centro del cerchio, con le mani alzate. Sei scariche li uccisero.
Dodici, undici....
Panico, panico, panico, panico.
Dieci!, grid l'Erede, scrutando i sei agenti rimanenti. Nove! Otto!.
Panico, panico, panico, panico, panico.
Sette!.
Panico, panico, panico, panico, panico, panico.
Sei!.
Un altro discepolo si lanci al centro del cerchio e venne ucciso all'istante.
Cinque!.
Ancora due di troppo.
Quattro!.
I discepoli rimasero immobili. Due si sarebbero dovuti sacrificare per permettere agli altri di sopravvivere.
TRE!.
Ognuno dei cinque agenti sollev la mano destra, rivolgendola verso il proprio vicino.
DUE!.
Fecero brillare i palmi.
UNO....
Cinque intensi raggi di energia vennero generati in contemporanea e saettarono verso i rispettivi bersagli.
... ...
Morpheus, noi ti preghiamo!, invoc Julius, dopodich si prostr in avanti, chiudendo gli occhi e premendo il naso contro il pavimento.
Dietro di lui, quasi venti discepoli inginocchiati sollevarono le mani al soffitto. In coro, intonarono: Noi ti preghiamo!.
Julius si raddrizz, fissando lo sguardo sulla statua dorata del mezzodemone che torreggiava su tutti loro. Era alta quattro metri e mezzo. Morpheus, proteggici dal Male!.
Proteggici dal Male!.
Morpheus, salvaci dall'Erede!. Salvaci dall'Erede!.
... ...
Zero!, esult Bryan.
Nessun discepolo era sopravvissuto. Avevano preferito ammazzarsi a vicenda anzich lasciar scadere il tempo ed essere uccisi dall'Erede.
Sono stati saggi, disse, rivolto a Olimpia. Adesso, mia Regina, dobbiamo occuparci dei Dirigenti. Finse di contarli, poi borbott: Sono ventotto, pensi di farcela?.
Olimpia gli gett le braccia al collo, lo trasse a s e lo baci. Se tu mi guidi, non ho dubbi.
Bryan ridacchi e recuper il joystick. In tal caso, si dia inizio al penultimo livello della tua avventura!. Mosse Olimpia verso i Dirigenti della Baia, osservandola ancheggiare. Forza, voialtri, fatevi avanti!.
Hector non fu il primo ad attaccare (fu lento ad alzarsi per via del pancione), ma, quando si teletrasport alle spalle della Sotterranea, riusc quasi a colpirla con una piccola sfera bluastra. Bryan imprec fra i denti, intanto che faceva compiere alla donna un'acrobazia per evitare il globo luminoso. Non controllava i movimenti degli avversari: aveva soltanto risvegliato in loro il desiderio di combattere fino alla morte. Morte che sopraggiunse con grande rapidit: in breve rimase solo Hector, sudato e ansante. Aveva i palmi delle mani quasi a contatto e li teneva a mezza spanna dal viso: pareva intenzionato a trapassare Olimpia con un raggio concentrato.
Bryan sfior i tasti del joystick, ma non premette nulla. Sai, penso che siamo stati troppo gentili con i Dirigenti... finora. Sogghign. Ma ora ci inventeremo qualcosa di nuovo. Contento, Hector? Cosa possiamo fare? Potremmo stritolarti un centimetro dopo l'altro. Oppure... ci sono!, esclam, schioccando le dita. Olimpia, rivoltalo come un guanto!, ordin. Non ti uccideremo, tranquillo: avrai modo di ammirarti allo....
Hector si era appena sparato un raggio concentrato di energia dritto in fronte: la sottile scia bluastra era uscita dalla sua nuca. Per un attimo rimase immobile, con un sorriso stampato sulla faccia, dopodich croll, riverso sulla schiena. Morto.
Potrei riportarti in vita, sai?, lo apostrof Bryan, salendo con entrambi i piedi sulla sua pancia. Ma abbiamo cose pi interessanti da fare, mia cara, si rivolse a Olimpia, che lo aveva raggiunto. Balz sul pavimento, batt le mani e un enorme pacco regalo - con tanto di carta natalizia e fiocco - apparve a pochi metri da loro. Una piccola sorpresa per la mia Regina.
Olimpia lo ringrazi con un bacio e si avvicin lentamente al pacco. Bryan sapeva che in quel momento lei era preda di un cattivo presentimento, pur non avendo la bench minima idea di che dono si trattasse. La Sotterranea salt e strinse con entrambe le mani il lembo lungo del fiocco, trascinandolo gi e disfacendolo. Che cos'?, domand, senza ottenere risposta. Impieg diversi secondi per strappare tutta la carta da regalo e portare alla luce una grande cassa trasparente. Guard dentro e subito si volse verso Bryan con gli occhi sbarrati.
L'Erede annu, soddisfatto della sua reazione. Livello finale: uccidi Ottig.
... ...
Eddie era inginocchiato davanti a una statua di Morpheus, come tutti i suoi colleghi... e pregava insieme a loro. Il suo lungo ciuffo blu toccava il pavimento.
Julius stava facendo il giro dei centri operativi della Baia. Era giunto circa mezz'ora prima nella sede che aveva ereditato da Giulia e in cinque minuti, parlando in modo concitato, aveva spiegato ci che era successo nei Sotterranei. Erano giunte delle notizie, ma la maggior parte degli agenti pensava che si trattasse di esagerazioni. Ascoltando la testimonianza diretta del Dirigente, poi, si erano resi conto che i loro timori non sfioravano nemmeno la terrificante realt.
L'Erede del Talismano era completamente uscito di senno.
Aveva sterminato i cinquecento Sindaci delle pi importanti Citt Sotterranee e ventimila Sorveglianti. Io mi sono salvato, aveva detto Julius, perch ho pregato intensamente Morpheus e lui mi ha suggerito cosa fare. Ma a quest'ora, ormai, i nostri compagni saranno tutti quanti morti. Come ha annientato i capi dei Sotterranei, avr annientato quelli della Baia. Come ha massacrato i Sorveglianti, avr massacrato i discepoli della Baia. Ma noi non possiamo fare nulla, assolutamente nulla, per fermarlo. I suoi poteri sono davvero sconfinati... come la sua follia.
Ma se scendessimo con le nostre forze al completo?, aveva azzardato qualcuno.
Julius aveva scosso la testa. Non vi ricordate quando, solo alcuni giorni fa, l'Erede ci ha evocati tutti quanti davanti al centro di Hector? Nessun altro avrebbe potuto fare una cosa simile. Avrebbe potuto ucciderci gi allora, ma non l'ha fatto perch la sua coscienza gliel'ha impedito. Ebbene, ora nulla frena pi i suoi poteri.
Quindi non possiamo fare niente?, aveva domandato Eddie, angosciato. Rimaniamo qua ad attendere di essere ammazzati?
Possiamo pregare Morpheus, aveva risposto Julius. Pregare, pregare e pregare ancora.
Avevano pregato. Anche adesso stavano pregando. E avrebbero continuato a pregare finch non fosse giunto un miracolo. O l'Erede.
... ...
Se in tutto il mondo Sotterraneo c'era una creatura che godeva del rispetto e della stima di Olimpia, quella era Ottig. Non poteva sopportare l'idea di dover uccidere il suo idolo di sempre.
L'Erede aveva fatto sparire la scatola, lasciando Ottig faccia a faccia con lei. Le tre teste erano immobili; i loro sguardi vitrei, tuttavia, parevano scrutarla nel profondo dell'anima.
Uccidi l'ultimo Generale - che  fuggito a gambe levate non appena ha capito che contro di me non c'era speranza - e poi ce ne andremo dove tu vorrai, mia Regina.
Olimpia torn accanto a Bryan e gli cinse il collo con le braccia, premendo il proprio corpo sinuoso contro il suo. Non abbiamo gi ucciso abbastanza, per oggi?, gli sussurr all'orecchio, prima di baciarlo sul collo. Hai dimostrato il tuo potere: i Sorveglianti superstiti staranno gi descrivendo le tue gesta.... Prese ad accarezzargli il petto. Entro domani, tutti saranno pronti a venerarti. Fece scendere la mano fin sotto il suo ventre. Andiamo a festeggiare... che ne dici?.
Bryan le blocc la mano e la fulmin con lo sguardo. Dico che tu non vuoi uccidere Ottig. Pensi che la stima che tu nutri per questo mostro sia sufficiente a risparmiargli la vita? Come Generale, ha osato sfidare la potenza dell'Erede del Talismano. Per questo deve morire.
Ma anche io ero una Generalessa, ribatt Olimpia.
Infatti... Generalessa. Le prese il mento fra le mani. Questione di gusti. Se mi piacessero gli ibridi dragheschi anzich le fanciulle, ora quella cosa sarebbe al tuo posto.
Sono stata fortunata, comment Olimpia, staccandosi da lui e allontanandosi. Lo intravide con la coda dell'occhio mentre si chinava a terra per raccogliere il joystick. Be', se non altro, pens, sar lui a combattere attraverso di me. Non dovr ucciderlo io....
Ud un rumore leggero, che per non le piacque per nulla, e si gir. Bryan aveva distrutto il controller. Fece un movimento da prestigiatore con le mani e i resti di plastica scomparvero. Questa volta sarai tu, da sola, a combattere. Si lasci cadere indietro e affond in una morbida poltrona apparsa dal nulla. Voglio godermi lo spettacolo. Sii spettacolare, quindi, e non deludermi. Inizi a sgranocchiare popcorn: il cartoccio era incastrato in un bracciolo. Sbriga quest'ultima incombenza e ti prometto che soddisfer qualunque tuo desiderio.
Qualunque?.
Bryan ridacchi. Be', logicamente non riporter in vita il Cacciatore... n chiunque altro sia morto oggi. Per il resto, s, esaudir qualunque desiderio.
Olimpia annu con lentezza. Torn a girarsi e si avvicin a Ottig, ancora pietrificato. Ho ancora le capacit che mi hai donato tu?. Bryan fece spallucce. Grazie..., sibil lei, piazzandosi a tre o quattro metri dall'avversario, che ora cominciava a flettere le dita, come se si stesse appena scongelando. Pur di non essere costretta a combatterlo, avrebbe fatto qualunque cosa.
Non appena il Cacciatore si ridest completamente dalla paralisi, le sue teste si guardarono intorno; dopodich gli occhi del drago si fissarono sull'Erede, mentre gli altri quattro contemplarono Olimpia.
Per la diserzione  prevista la corte marziale, asser Bryan, prendendo ancora una manciata di popcorn dal cartoccio. Ma qua non c'. Quindi vi dovrete accontentare di me... E io vi dichiaro colpevoli, colpevolissimi! E vi condanno a morte tramite duello. Ed ecco il vostro bel boia.
Sono davvero desolata, disse Olimpia, ed era la verit. Ma non posso oppormi....
Il drago rispose con un ruggito e una fiammata (da cui la Sotterranea si protesse con una barriera). La voce maschile disse invece: Sappiamo che non  colpa tua....
Ah, ovviamente, nonostante quel che ho detto prima, intervenne Bryan, se riuscite a uccidere Olimpia, ottenete la grazia... tutti e tre.
Il drago sput una nuova fiammata, mentre la parte femminile del Cacciatore pronunciava qualcosa in un sussurro e quella maschile scagliava una sfera di luce bianca. Olimpia cre una barriera che la protesse dal fuoco e dal globo di energia; venne per sbalzata in aria da una forza che non riusc a prevedere: un incantesimo. Ripiomb a terra e subito scatt in avanti, ma dovette gettarsi di lato per non essere frustata dalla lunga coda costellata di aculei.
Ci dispiace, disse la voce maschile di Ottig. Tre sfere di energia oscillavano, sospese, sopra il suo palmo.
Oh s, siamo davvero addolorati, gli fece eco la sorella, mentre tracciava nell'aria elaborati segni con la mano. Il suo tono trasudava un sarcasmo e un disprezzo che ferirono Olimpia.
La Sotterranea spar una breve serie di raggi dorati verso la donna, per impedirle di tracciare interamente l'incantesimo; ma ogni scarica venne intercettata e deviata dai globi luminosi del fratello. Il Cacciatore  sempre stato il mio idolo....
Non siate sdolcinati!, esclam l'Erede. Sono qua per vedere l'azione. Per il sangue, cazzo!.
Olimpia tese entrambi i palmi e gener una raffica di sfere giallognole, dirette soprattutto verso il liscio braccio femminile. Inizi a girare intorno a Ottig, tentando di trovare un punto scoperto, ma la creatura girava con lei, contrattaccando con fiammate e raggi di energia.
Non ha ancora finito di tracciare l'incantesimo, pens. Era questa la cosa che la preoccupava. Se  tanto elaborato, dev'essere qualcosa di molto potente.... Smise di attaccare e si concentr su un'unica sfera, sospesa sul suo palmo destro; mentre quel braccio era teso verso l'alto, il sinistro era puntato in avanti e sosteneva uno scudo luminoso. Ottig avanz di scatto: la testa di drago era protesa con le fauci spalancate e pronte a eruttare. Olimpia rimase immobile, continuando a potenziare il globo dorato, ormai tanto grosso che avrebbe potuto contenerla rannicchiata e cos luminoso da essere abbagliante. Vide la gola del drago riempirsi di fiamme argentate, che subito sgorgarono ed eruppero verso di lei. Tenne la barriera attiva e gli scagli contro la grande sfera luminescente. Le fiamme argentee travolsero e vaporizzarono il globo di energia. Olimpia rafforz la barriera, ma in un istante si rese conto che non avrebbe retto. Il fuoco buc lo scudo come se fosse stato di plastica e and oltre. Le mani della Sotterranea furono la prima parte del suo corpo che si carbonizz. Un dolore terrificante la strazi: tutta la sofferenza che aveva provato quel giorno, in confronto, equivaleva ai pizzicotti di un fratello dispettoso.
Se avesse esitato anche per un solo istante, sarebbe stata completamente carbonizzata. E l'Erede non l'avrebbe reputata degna di essere resuscitata un'altra volta. Balz di lato e rannicchi le gambe contro il petto per offrire alle fiamme la minor superficie possibile; torn a distendersi appena prima di toccare il suolo: era intenzionata a spiccare un altro balzo. Ma la coda spinosa la colp su un fianco, cogliendola di sorpresa: gli aculei penetrarono nel costato e le diedero una tremenda scossa. Olimpia strill e si vide trasportare verso le fiamme argentee.
... ...
Bryan sbuff e inclin il cartoccio per poter prendere gli ultimi popcorn, quindi prese un sorso da una lattina che subito dopo scomparve. Si alz e con calma si avvi verso il teatro dello scontro.
Ottig e Olimpia erano immobili come statue. La donna era ancorata alla coda della bestia e non aveva le mani. Non appena il tempo avesse ripreso a scorrere, si sarebbe carbonizzata pi in fretta di una foglia secca.
Bryan si piazz davanti alla vampata argentea e incroci le braccia davanti al petto, pensieroso. La salvo? La lascio morire? La lascio morire e poi la resuscito? La salvo e la uccido io?. Che devo fare con te, mia Regina?, le chiese.
La testa di Olimpia si sblocc e lei cominci a gridare. Bryan le si avvicin, fermando il proprio viso a un palmo dal suo, e la fece tacere con uno sguardo, poi scrut il corpo ancora immobilizzato (se lo avesse sbloccato, la Sotterranea avrebbe strepitato di dolore). Lei volgeva il capo da una parte all'altra, cercando di capire cosa fosse successo.
Ottig  molto forte, disse il ragazzo. Le sfior il fianco, dove gli aculei del Cacciatore erano penetrati senza difficolt. Le rivolse un ampio sorriso. Pi di te. Dammi tre buone ragioni per cui non dovrei lasciarti morire....
Olimpia lo fiss dritto negli occhi. La sua voce fu straordinariamente salda, considerata la situazione: Primo, in tutto il mondo Sotterraneo non troveresti un'altra come me; potresti costruirti una donna - finta - perfetta per te, certo, ma tu sei cos potente che non puoi essere ingannato neppure da te stesso. I suoi occhi luccicavano, pi di orgoglio che di dolore. Secondo, c' un'incredibile sintonia fra noi due: l'hai percepita fin da subito e ne sei stato affascinato e spaventato al tempo stesso. Terzo..., esit, prendendo fiato, tu non conosci altro che una minima parte delle mie potenzialit. Lo folgor con un sorriso malizioso. Sono come un iceberg: ci che hai scoperto finora  solo la punta che affiora. Ora fa' la tua scelta, uomo.
Bryan si chin verso di lei e la baci. Avevo gi scelto. La paralizz di nuovo e la osserv per qualche secondo, poi si volse a osservare Ottig il Cacciatore, dicendosi che pareva una creatura partorita dalla fantasia morbosa di uno scribacchino da strapazzo. Altro che un Mezzodrago, pens, questo  un Terzodidrago! Che idea rivoluzionaria.... Sapeva che lui avrebbe saputo creare senza dubbio qualcosa di meglio.
Pass un braccio dietro le spalle di Olimpia e l'altro intorno alle sue ginocchia, quindi diede uno strattone deciso, sfilandola dagli aculei di Ottig. La appoggi sul pavimento, a qualche metro di distanza, le guar le ferite e le fece ricrescere - per la seconda volta - le mani. Poi torn indietro, afferr la coda del Cacciatore e la spost.
... ...
Olimpia si ritrov sul pavimento: si rialz di scatto, rendendosi solo parzialmente conto che le sue mani erano intatte, e vide che la coda di Ottig era preda delle sue stesse fiamme, che si esaurirono subito dopo. Le tre teste del Cacciatore gemettero di dolore. Il moncone della coda prese ad agitarsi: l'estremit staccata e carbonizzata - lunga quasi due metri - giaceva a terra, come un tronco bruciato.
Olimpia non indugi: doveva approfittare dell'occasione. Gener tre piccole sfere e le scagli nelle bocche aperte della creatura: la testa di drago e quella dell'uomo furono abbastanza rapide a richiudere le fauci; quella femminile, invece, sub un'esplosione nel palato. Mentre vedeva le guance delicate che si deformavano, gli occhi che si strabuzzavano e i denti che saltavano via, Olimpia era gi scattata in avanti con entrambi i pugni che brillavano di energia. Il troncone della coda le saett contro, ma venne bruscamente ritratto non appena lei lo colp dov'era stato bruciato.
La Generalessa respinse le sfere bianche che le piovvero addosso, centr il muso del drago con le nocche avvolte dall'aura dorata e raggiunse la testa della donna: aveva uno sguardo stralunato e le rivolgeva un sorriso storto e sdentato. Olimpia si sent stringere il cuore, ma non si ferm. Premette una mano contro il suo mento e l'altra contro la nuca, dopodich ruot con forza, prima che le fauci del drago riuscissero ad azzannarla, e le spezz il collo.
Le aveva ruotato la testa senza fermare la sua corsa, rallentando soltanto, e ora balz dietro al Cacciatore, sbattendo le gambe contro le squame coriacee della schiena. Il viso maschile si gir indietro, scrutandola con la coda dell'occhio; la sua mano villosa s'infil nel pertugio fra mento e gola (non poteva muoversi liberamente a causa dell'imponente presenza draghesca) e fece fuoco. Olimpia evit il raggio luminescente abbassandosi, tenendosi al collo del drago e schiacciandosi il pi possibile. All'improvviso fece scattare il pugno energizzato e centr la mascella dell'uomo, che gemette e subito smise di attaccare, mentre il suo capo veniva sbalzato dal lato opposto; allora lei si sollev e, senza indugiare, gli infil la mano nella bocca aperta, premendo il palmo contro il suo naso; gli artigli il palato con le dita sfolgoranti di energia e tir indietro con tutte le proprie forze. Ci fu un grido breve ma straziante, poi la testa dell'uomo si squarci all'altezza della bocca, spalancandosi come uno scrigno.
Olimpia fiss gli occhi sbarrati e vitrei, rimanendo quasi ipnotizzata.
Due su tre!, gio l'Erede, ma la sua voce giunse ovattata alle orecchie della Sotterranea. Congratulazioni! Ti manca solo il lucertolone....
Olimpia si riscosse e strinse il collo squamoso anche con l'altro braccio, ma aveva perso attimi preziosi. Ottig era balzato in aria, inclinandosi indietro: voleva atterrare pesantemente sul dorso, schiacciandola contro il suolo. Olimpia si diede una forte spinta con le braccia e riusc a sgusciare via appena prima che il Cacciatore si schiantasse. Si ritrov distesa e fece per alzarsi, ma la nuca granitica del drago le sbatt con violenza sulla gamba destra: ud lo schiocco della propria rotula che si rompeva. Gemette, si butt in avanti muovendo solo il busto e riusc a raggiungere gli occhi di Ottig con gli indici e i medi che aveva appena fatto brillare. Sent i bulbi oculari esplodere sotto le proprie dita. Il Cacciatore rugg di dolore, sprigion una fiammata verso l'alto e si raddrizz aiutandosi con il troncone della coda. Olimpia si ancor alle orbite che aveva svuotato e venne trascinata su, sbattendo poi contro il collo della bestia. Ottig inizi a scuotere con veemenza il capo, cercando di liberarsi di lei; agitava nel contempo entrambe le braccia (che non era abituato a usare, perch - Olimpia lo sapeva - di solito erano i due fratelli che le controllavano) ed eruttava fiamme alla cieca, sperando di bruciarla. Olimpia evit per un pelo di essere carbonizzata, mollando le orbite e lasciandosi scivolare per un metro sul collo, proprio mentre il drago reclinava indietro il cranio e un attimo prima che sprigionasse una tremenda - e disperata - fiammata. Non appena la vampata si fu esaurita, la Sotterranea si arrampic di nuovo, trascinando la gamba rotta, e infil entrambi i pugni nelle orbite vuote, sforzandosi per farli passare; poi convogli tutte le energie che le erano rimaste nelle mani e le fece brillare.
Ottig rugg e sput fuoco per l'ultima volta.
Barcoll da un lato, dall'altro e si accasci al suolo, trascinando con s Olimpia, che non era riuscita a togliere in tempo le mani dalle orbite. La donna gemette per il contraccolpo e rimase per un intero minuto immobile, distesa sul corpo inerte del Cacciatore. Ascolt i deboli palpiti del cuore finch non cessarono del tutto, quindi distese le dita ed estrasse le mani dalle orbite.
Bravissima, mia Regina! Bravissima!.
Olimpia si trascin gi dal dorso di Ottig e appoggi sul pavimento la gamba ancora sana. Saltellando senza grazia su un piede solo, si allontan di un paio di metri, poi si volse per osservare quello che aveva fatto.
Aveva ucciso il Cacciatore.
La testa femminile era girata quasi di centottanta gradi rispetto al normale.
Il cranio di suo fratello era squarciato in due. I loro quattro occhi sbarrati parevano fissarla e giudicarla. Anche il drago la fissava e la giudicava, attraverso le orbite vuote.
Si lasci cadere per terra, ignorando la lancinante fitta alla gamba, poi si nascose il viso dietro le mani, per non vedere ci che lei stessa aveva fatto, e scoppi in un pianto irrefrenabile e convulso.
Ora, mia Regina, esaudir qualunque tuo desiderio.
... ...
Quando scopr che Bryan era impazzito a causa dell'incontrollabile potere del Talismano, che aveva devastato le citt dei Sotterranei, che aveva ucciso migliaia di persone, l'Insorta non reag con stupore, n con angoscia o disperazione. Non disse: Ma  terribile!, n: Presto, facciamo qualcosa! e nemmeno: Lasciatemi solo. Ho bisogno di riflettere.
Nulla di tutto ci.
Quando venne informato che l'Erede si era trasformato in un folle sanguinario, il capo della Comunit scoppi a ridere. Si sganasci dalle risate sotto gli sguardi sbalorditi di Kyl e di altri due ribelli, poi moll un rutto, non molto attutito dal passamontagna. Sssh... scushate, biascic. Credo... di non aver... capito. Aveva la voce a dir poco impastata. Vorresh... Vorreste farmi... credere che Bryan ha ucciso tutti i Dirigenti della Baia?, domand d'un fiato.
S, assent Kyl, tentennante. Tutti meno uno.
Ma  grandiosho!, esclam l'Insorta, scattando in piedi. Barcoll in avanti, poi oscill indietro e croll sulla sedia, facendola cadere. Ridacchiando, si raddrizz con fare ancora pi traballante e ribad: Grandiosho! Qua bishogna fesh... feshteggiare!. Ruot su se stesso, inciamp nelle gambe della sedia rovesciata e rovin sul pavimento, scagliando allegre imprecazioni.
Nessuno dei presenti si mosse per aiutarlo. Kyl apr la bocca per parlare, ma la richiuse e si port le mani alla faccia, come se volesse strapparsi di dosso una maschera.
L'Insorta infil entrambe le braccia (per poco non ci mise anche la testa) in un grosso cumulo di biancheria sporca. Rovist fra i panni, emettendo una serie di sibili e grugniti, poi port alla luce, con aria trionfante, una bottiglia ancora mezza piena di whisky. Adessho devo sholo trovare i bicchieri, bofonchi, guardando in alto come se si aspettasse che fossero appesi al soffitto.
Non  grandioso!, proruppe Kyl. Gli strapp la bottiglia dalle mani e la schiant violentemente contro la parete. Non c' niente da festeggiare!. Era rosso in volto e aveva gli occhi lucidi. Con i pugni stretti inizi a scandire: Bryan. Ha. Ucciso. Oltre. Ventimila. Persone. Mi capite, Insorta? Mi capite?. Dagli spasmi delle sue mani era facile intuire che fosse sul punto di prendere il capo e scuoterlo per le sacre vesti verdi. Ha ucciso migliaia e migliaia di persone innocenti: anche donne, vecchi e bambini.  completamente impazzito.
L'Insorta lanci un'occhiata alla macchia di whisky che si allargava sul muro, poi torn a guardare il ragazzo. Si schiar la gola con un colpo di tosse, ma la sua voce era ancora impastata: Non shapevo che alla Baia lavorasshero anche vecchi e bambini....
Merda, merda, merda!, imprec Kyl, paonazzo. Tenetemi o lo strangolo, dicevano i suoi occhi. Bryan ha ucciso un migliaio di discepoli e quasi tutti i Dirigenti - e di certo noi non verseremo neanche una lacrima per loro, anzi! -, ma ha ucciso anche migliaia di Sotterranei innocenti. Ed  probabile che fra breve torner in superficie....
Che vada pure in shuperfishe, lo interruppe l'Insorta, bashta che non venga da noi....
... ...
Perch credi che l'abbia fatto?.
Eos distolse l'attenzione dall'acqua insanguinata che riempiva ancora la sua vasca e fiss lo sguardo nelle palle gialle che erano gli occhi di Duns, il suo repellente servo. Era gi stato qua dentro insieme a Leila. Ritengo che, a livello di subconscio, consumare l'atto intimo, seppure con un'altra fanciulla, l'abbia fatto sentire pi prossimo alla perduta amata.
Oh. Duns non pareva proprio convinto; n troppo interessato, a dire il vero. Era l perch Eos, il suo padrone, l'aveva chiamato. Secondo me  solo un maniaco coi superpoteri. Si pass una mano scheletrica sulla testa bitorzoluta. In effetti, non mi  mai sembrato del tutto a posto....
Il Talismano ha portato alla luce il suo lato pi ossessivo e morboso.... Sovrappensiero, si aggiust il monocolo nuovo. Adesso, per, ti sarei grato se andassi ad accogliere i nostri ospiti.
... ...
Lasssciatemi, sibil l'Insorta, allontanando bruscamente i due ribelli che lo stavano sorreggendo, uno per lato. Sho camminare da sholo. Non aveva neanche finito di dirlo che si ritrov riverso a terra, con la faccia premuta sull'erba bagnata.
Kyl lo guardava come se si trattasse di un verme. Tiratelo su, ordin al Tramite e all'altro ribelle. L'Insorta pi inaffidabile dell'intera storia della Comunit, riflett il ragazzo, frenando la voglia di prenderlo a calci. Sollev lo sguardo sull'imponente castello e, bench non fosse la prima volta che lo vedeva, non pot fare a meno di rabbrividire.  anche pi spettrale del solito....
Era stato lui a decidere di andare subito da Eos. Non gli era stato difficile convincere l'Insorta a partire: era stato sufficiente dirgli che l'Uomo Senza Tempo aveva organizzato una festa. E perch shiamo ancora qua?, aveva sbottato il capo, barcollando in fretta verso la porta.
Tenendosi a un paio di passi di distanza, Kyl seguiva il trio traballante. Il ragazzo si sorprese a pensare che preferiva le sue sbronze di una volta: finora da ubriaco non era mai stato cos allegro. I ribelli si fermarono a pochi metri dal terribile fossato che circondava il castello. Rimasero in attesa, silenziosi, mentre l'Insorta continuava a straparlare. Ma da sobrio ha fatto anche delle buone mosse, ammise Kyl in cuor suo. Sperava che Eos riuscisse a farlo tornare in s. Ma soprattutto si augurava che avesse un piano per arginare la furia distruttiva di Bryan.
... ...
L'Insorta non vedeva l'ora di scoprire che cosa avesse organizzato Eos per celebrare la distruzione di Morpheus e la vittoria della Comunit. Senz'altro si trattava di una grande festa: ancora migliore di quella che avevano fatto al Rifugio!
Grande feshta!, esclam. Si rendeva conto che la sua voce era alquanto impastata e che i suoi passi erano un po' sbilenchi, ma non gliene importava granch. Si sentiva gioioso, in pace con se stesso e con il mondo: non gli andava di chiedere nulla di pi. Aveva sentito Kyl che diceva qualcosa a proposito di Bryan... ma non gli pareva che fosse il caso di preoccuparsi. Aveva sterminato i discepoli. Bene. Ottimo! Aveva sterminato i Sotterranei? Non ne era sicuro, non ricordava perfettamente le parole di... di... Kyl!, sbott. Kyl!. Il ragazzo gli and vicino e lui gli strinse un braccio intorno al collo. Shei Kyl? Sh.... Si volse e quasi gli premette il passamontagna contro il viso. Il ragazzo si mosse, cerc di sottrarsi al suo abbraccio, ma lui lo tenne fermo. Prima... dicevi... Mi shenti, Kyl?. Lentamente, riusc a chiedergli se Bryan avesse ucciso anche dei Sotterranei. Il ragazzo assent e l'Insorta replic, con gioconda veemenza, che i Sotterranei erano i servi della Baia.
Kyl disse ancora qualcosa, ma lui aveva gi smesso di ascoltare. Stava elaborando un piano; lo avrebbe attuato soltanto dopo la festa di Eos, per. I Sotterranei non meritano di morire, in effetti, pens. Poverini, erano sottomessi alla Baia.... In tal caso, sarebbe stato sufficiente andare da Bryan e chiedergli di riportarli in vita. Tutti quanti. No, i discepoli no, mi raccomando. Tutti quanti i Sotterranei. Sotterranei... s, ripet a mente, discepoli no....
Et voil. Dopo la festa, avrebbe pensato lui a ogni cosa. Non c'era nulla di cui preoccuparsi.
La Comunit ha vinto! La Baia  distrutta! Morpheus  morto! E adesso si festeggia!. Aveva quasi voglia di togliersi il passamontagna per fare vedere a tutti quanto era contento. Ma no, non era ancora cos ubriaco; non sarebbe mai stato abbastanza ebbro da fare una cosa del genere. Sapeva ci che sarebbe successo se qualcuno lo avesse visto in volto. Per nessh... nesshuna ragione, biascic, girandosi e battendo la fronte contro quella di Kyl, lo farei. Nesshuna al mondo.
Fate tacere quel beone! Seguitemi, vi porto dal mio padrone, esclam improvvisamente una voce strana. A tratti era profonda, a tratti gracchiante.
L'Insorta abbass lo sguardo e vide una creatura ingobbita e bitorzoluta. Due grandi - e storti - occhi gialli lo fissavano. Uno gnomo!, esclam, spalancando le braccia e lasciando che Kyl si allontanasse di un passo. La creatura si mosse con estrema rapidit e l'Insorta si ritrov con il suo piccolo pugno piantato nello stomaco prima di riuscire ad abbassare anche una sola mano. Piegandosi in due, gemette e ridacchi al tempo stesso.
Gnoma tua sorella!, ringhi la voce gracchiante. E voialtri lasciatemi andare, mollatemi!.
L'Insorta si raddrizz, appoggiandosi a un ribelle che lo aveva afferrato da sotto le ascelle, impedendogli di cadere, e vide che Kyl e un altro si erano avventati sullo gnomo, sollevandolo da terra con la forza mentale e imprigionandolo in una bolla di energia.
Lassssciatelo, ci conducer... condurr alla feshta!. Nonostante il pugno, la vista dello gnomo - era indubbiamente uno gnomo, checch ne dicesse - aveva aumentato il suo buonumore.
Non rifarlo, Duns, disse Kyl, mentre liberava la creatura. Non vedi che  sbronzo?
 falso!, ribatt l'Insorta, puntando un dito contro il ragazzo. Non shono... shono... shh.... S'incammin insieme ai suoi sottoposti al seguito di Duns, allontanandosi dal fossato e fermandosi in uno spiazzo erboso. La feshta  qua?. Si guard intorno, ma vide solo un bosco poco distante. Quando una botola nascosta venne aperta, quasi vi si tuff dentro e poi gemette non appena le lampadine si accesero, illuminando la scalinata e accecandolo. Continu a lamentarsi durante tutto il tragitto attraverso il corridoio, finch non sbucarono all'esterno. Allora si concentr sui propri passi: aveva la bizzarra - ma non spiacevole - sensazione di avanzare al rallentatore.
Continu a seguire i movimenti dei propri piedi finch non ud la voce pacata e sensuale di Eos: Vi trovo in forma, Insorta.
Il capo dei ribelli sollev di scatto lo sguardo e lo fiss, poi si sforz di raddrizzare la schiena e allontan coloro che lo stavano reggendo. Ondeggi un poco, ma giudic di essere abbastanza stabile. Vi ringra... ringraccio. Rutt. Ssscushatemi....
Non vi scusate, mio gradito ospite. La voce di Eos era cos piacevole da ascoltare... Anzi, vogliate brindare con me.
L'Insorta sollev la mano traballante e la strinse intorno al gambo di un calice di cristallo. Era mezzo pieno di un liquido blu dall'aria invitante: non vedeva l'ora di assaporarlo. Graccie.... Non ud nemmeno il brindisi, n fece tintinnare il proprio calice contro quello di Eos, ma trangugi la bevanda tutta d'un fiato.
Adesso allontanatevi, sent dire al padrone del castello.
L'Insorta si lasci scappare un rutto gorgogliante e si scus di nuovo. Poi vide una creatura enorme, che silenziosamente era apparsa davanti a lui, e si ritrasse in modo brusco. Si sbilanci e sarebbe caduto se la bestia non l'avesse sorretto. Apr la bocca per ringraziarla, invece emise un conato raschiante e doloroso. In un barlume di consapevolezza, o forse per un riflesso condizionato, sollev un poco il passamontagna scoprendo il mento e la bocca; dopodich vomit finch non ebbe svuotato completamente lo stomaco. Si era aggrappato con entrambe le mani a un bordo metallico e continu a tenersi anche quando i rigurgiti furono terminati. Aveva freddo, le tempie gli pulsavano e sentiva le gambe molli come ricotta. Ciononostante, la sua mente cominciava a snebbiarsi.
Innanzitutto, si rese conto di aver vomitato in una bacinella. E questo  positivo. Un altro fatto positivo era che aveva sollevato passamontagna, se no lo avrebbe fatto gonfiare come il gargarozzo di un rospo. Brutta immagine.... Sollev gli occhi sulla grossa creatura che reggeva il catino e abbozz un sorriso; la bestia grugn in risposta, gli porse uno strofinaccio e si allontan senza fare rumore. L'Insorta si asciug e sistem il passamontagna, poi incroci lo sguardo gelido di Eos e si sent stringere lo stomaco: fu tentato di richiedere la bacinella, ma si trattenne. Si volse e lesse le espressioni addolorate e disgustate nei volti dei ribelli che lo avevano accompagnato; quella di Kyl era la pi dura da sopportare.
Sono lucido, adesso. Nella sua voce non rimaneva alcuna traccia della sbornia. Perdonatemi. Si port entrambe le mani alle tempie, massaggiandosele. Tutti quanti.
Ringraziate questi giovani per avervi condotto qui, disse Eos. Senza di loro, voi sareste ancora intento a saturarvi di liquori... d'infima categoria, aggiunse, con una leggerissima smorfia.
L'Insorta chin il capo. Si trov a pensare, non per la prima volta, che il lato migliore di avere sempre il passamontagna fosse che perlomeno i suoi interlocutori non lo vedevano arrossire di vergogna. Certo che l'elisir che ho bevuto  miracoloso, mi sento sobrio. Sono sobrio, sent il bisogno di ribadire. Improvvisamente ripens a quello che gli aveva detto Kyl quando erano ancora al Rifugio. Bryan ... impazzito?, domand.
Oh s, rispose Eos,  da tempo immemore che non scorgo qualcuno dissennato come lui. Dissennato ed efferato.
Spero di essermelo sognato, spero che sia dovuto all'alcol, ma... davvero ha ucciso pi di ventimila Sotterranei?.
Kyl si fece avanti. Ha ucciso in modo atroce quasi ventimila Sorveglianti. Se poi vogliamo anche contare il mezzo migliaio di Sindaci e tutte le persone morte sotto le macerie mentre lui era impegnato a distruggere mercati, ospedali e scuole....
L'Insorta sent un brivido percorrergli la schiena. Oddio, gemette. Le gambe, gi molli, cedettero definitivamente e lui croll in ginocchio. Quando torner in s....
Se torner in s, obiett Kyl.
Quando torner in s, ripet l'Insorta, mentre una parte di lui rifletteva sul fatto che una volta un sottoposto non si sarebbe mai azzardato a interromperlo, come si disperer pensando a ci che ha fatto! Ed  anche colpa nostra... siamo stati noi, infatti, a convincerlo che il Talismano era l'unica soluzione per sconfiggere Morpheus.
Cos era, conferm Eos. Non esistevano alternative.
L'Insorta rimase in ginocchio e sollev lo sguardo sull'ospite. Se poi dovesse uscire dal mondo Sotterraneo.... Pensieri tremendi si affacciarono nella sua mente. Dobbiamo farlo rinsavire subito. Avete qualche idea? Sapete che cosa possiamo fare?.
Eos sorrise e annu. Sono o non sono l'Eterno Che Tutto Pu?.
Adesso Ares era pronto.
Si trovava a neanche due metri dall'Erede, che ancora non si era reso conto della sua presenza. Ares non sapeva se fosse perch era particolarmente bravo a minimizzare la propria aura, oppure perch Bryan era troppo impegnato a osservare compiaciuto una lunga fila di belle ragazze.
Si avvicin ancora: un metro.
Bryan era immobile, con le mani ai fianchi e il Talismano che scintillava sul suo torso nudo.
Ares, minuscolo, continu a correre finch non si trov fra i suoi piedi. Allora sollev lo sguardo e scrut la pietra sfaccettata. Tentare di strappargliela dal petto ricorrendo soltanto alla forza psichica sarebbe stato ridicolo, ma se fosse riuscito a toccarla, creando un contatto diretto...
Bryan non si era ancora accorto di nulla: aveva occhi solo per quelle ragazze, che lo fissavano con aria imbambolata. Come se fossero tutte ipnotizzate... o lobotomizzate.
Coraggio, si disse Ares, dopodich spicc un enorme balzo e atterr su una delle sfaccettature del Talismano. Bench si fosse sforzato di essere di il pi possibile delicato, ebbe l'impressione di aver provocato un terremoto.
Bryan, per, continuava a guardare dritto davanti a s.
Ares trasse un sospiro di sollievo e si avvicin al punto di congiunzione fra la pietra e il petto dell'Erede. Uno, due... tre!. Affond le dita lungo la scanalatura e diede libero sfogo all'immane energia che racchiudeva, abbandonando la minimizzazione. S'ingigant, rimanendo aggrappato al Talismano, e tir con tutte le forze che aveva: forze fisiche, psichiche ed energetiche.
Gli parve di avvertire un cedimento.
Ehm ehm....
Senza smettere di tirare, Ares sollev lo sguardo e si trov faccia a faccia con l'Erede, che aveva l'aria pi stupita che arrabbiata. Niente da fare, si arrese, tornando a minimizzarsi e teletrasportandosi dietro la fila di ragazze. Chiss se....
Lo sguardo dell'Erede si punt subito su di lui, bench fosse quasi microscopico: ormai che era stato individuato, non avrebbe pi potuto nascondersi come aveva fatto finora. Se lo aspettava, dopotutto, come si aspettava di non riuscire a togliergli il Talismano tanto facilmente: a ogni modo, un tentativo era d'obbligo, perch sarebbe stata la maniera pi rapida e indolore. Come togliere un'arma di distruzione di massa dalle mani di un bambino.
La mamma non ti ha detto, disse Bryan, iniziando ad avanzare adagio verso la fila di ragazze, che non sta bene toccare le cose degli altri?.
Ares non gli rispose, ma si teletrasport subito in superficie, e non in un luogo qualsiasi, bens nello stesso deserto in cui Bryan e Morpheus si erano affrontati per l'ultima volta. Una piccola, piccolissima parte di lui sperava che l, dove aveva combattuto per il Bene, l'Erede avrebbe potuto recuperare la propria sanit mentale.
Sono pronto, sono pronto, si ripet, assumendo le proprie proporzioni normali e facendo circolare bene l'energia nel proprio corpo mentre attendeva l'arrivo di Bryan.
Non dovette aspettare molto: un paio di secondi e l'Erede apparve a una decina di metri di distanza da lui.
Perch sei malvagio?, gli domand a bruciapelo.
Bryan lo scrut con curiosit. E perch, replic, tu sei una pantera bipede parlante?
Perch sei malvagio?, ripet Ares, serissimo. Cosa ti  successo? Tu eri un eroe!.
Bryan sorrise e si strinse nelle spalle. Perch, non lo sono ancora? Guarda che mi sono dato un gran daffare nel mondo di sotto!. Il sorriso si trasform in un ghigno da squalo, costellato di denti triangolari. Il problema  che umani e Sotterranei... si rompono subito. Che fregatura!. Di colpo scomparve per riapparire alle spalle di Ares e per annusargli il collo, inalando a fondo come se avvertisse chiss quale fragranza. Oh, ma tu sei diverso!. Inal ancora. Tu odori di potere! Mi divertir un mondo a distruggerti!. Gli batt una pacca sulla spalla e torn a teletrasportarsi a dieci metri di distanza. Ma posso concederti una mezz'oretta al massimo. Sai come sono le Regine, meglio non farle attendere... Tanto pi che me ne sono andato proprio mentre era al bagno..., s'interruppe, battendosi una pacca sulla fronte. Oh, ma non vorrei annoiarti! Iniziamo pure il duello!.
Sono stato mandato qua per fermare il male che stai causando, dichiar Ares, e puoi scommetterci che lo far.
E da chi saresti stato mandato?, domand Bryan, pensoso. Poi si illumin ed esclam: Ma certo!. Distolse l'attenzione da Ares, gir con estrema lentezza la testa e sogghign. Da quel vecchio guardone di Eos!.
... ...
...quel vecchio guardone di Eos!.
L'Eterno Che Tutto Pu era ritto innanzi all'antica colonna di ghiaccio che gli permetteva di vedere e udire attraverso il tempo e lo spazio.
L'Erede si era voltato di scatto e adesso lo fissava, attraverso la superficie ghiacciata. Dritto negli occhi. Come se si trovasse a un metro da lui.
Eos non trasal e non arretr, ciononostante s'irrigid e un brivido gli percorse la schiena, fino alle ultime vertebre del collo.
Bryan gli fece l'occhiolino. Scusami, non volevo farti prendere un infarto. Ti ringrazio per questo regalino peloso: sembra che tu l'abbia pompato per bene. Fra l'altro, aggiunse, annuendo fra s, pare proprio che questo... Ares... sia il figlio di Luca e Sybil: per,  cresciuto in fretta! Be', goditi lo spettacolo e preparati... perch poi toccher a te.
... ...
Sar che mi sono abituato ai Sotterranei, disse Bryan guardandosi intorno, ma quass  un po' troppo buio per i miei gusti. La sabbia del deserto, in effetti, era rischiarata solo dai raggi lunari. Sollev una mano fin sopra la testa, gener una palla di fuoco grande come un dirigibile e la scagli in cielo. Vol per qualche centinaio di metri, poi si ferm e risplendette come un piccolo sole. Adesso tutto era rischiarato, sembrava mezzogiorno. Molto meglio, non trovi?
Liberati del Talismano, disse Ares. Sento che da qualche parte c' ancora il vero Bryan, che non avrebbe mai fatto quello che tu hai fatto. Liberati e non peggiorare ancora la situazione....
L'Erede sospir: Hai ragione. Si port una mano al petto, disincagli il Talismano e glielo gett. Ares non lo prese al volo, ma lo blocc a mezz'aria... appena prima che esplodesse. Bryan scoppi a ridere, accarezzando il Talismano che ovviamente brillava ancora sul suo petto. Scherzetto!, esclam.
L'arrivo di quella specie di pantera l'aveva messo proprio di buon umore. Non che sarebbe stato un duello equo, certo che no, ma senza dubbio sarebbe stato pi divertente di quelli nei Sotterranei. Non che l sotto non si fosse divertito, per carit! E potrei schiacciare questo coso peloso in un istante, riflett. Ma piegare a poco a poco una creatura tanto potente sarebbe stato molto pi soddisfacente che massacrare qualche migliaio di Sorveglianti. Aveva cos tante idee che non sapeva da che parte iniziare. Per cui disse: Ti concedo la prima mossa.
Ti ringrazio, ma io ho gi cominciato.
Bryan inarc un sopracciglio. Non pensavo che avessi il senso dell'umoris.... Le parole gli morirono in bocca mentre guardava le proprie mani, come dotate di volont autonoma, che si sollevavano e andavano a stringersi intorno al Talismano. Fu sufficiente un guizzo della propria psiche per recuperarne il controllo, tuttavia non pot fare a meno di sentirsi impressionato: da quando si era congiunto con la pietra, nessuno era stato in grado neanche di controllargli l'ultima falange del mignolo. Tentativo futile, ma complimenti....
Non voglio ucciderti, disse Ares. Mi basta toglierti di dosso il Talismano.
Accomodati, lo invit Bryan, iniziando nel frattempo a trasformare in pietra i piedi della pantera umana, e poi le caviglie, i polpacci...
Ares non parve sorpreso. Abbass lo sguardo e poi torn a fissarlo intensamente. Si fa cos?.
Bryan si sent all'improvviso i piedi intorpiditi: li osserv e scopr che erano stati pietrificati. Annull l'effetto e li fece tornare normali, ma abbandon anche la presa sull'avversario, che si liber dalla mineralizzazione come se nulla fosse.
Oh, tub l'Erede, stringendosi le braccia al petto, credo proprio che ci divertiremo un sacco!. E colp Ares con un guizzo di telecinesi che lo sbalz in un istante a cento metri da terra. Poi lo richiam indietro e lo colp con un'enorme racchetta da ping-pong che aveva fatto apparire dal nulla, facendolo volare ancora pi in alto.
Quando piovve di nuovo verso il terreno, per, si era trasformato in una palla incandescente: si era rannicchiato e aveva scaldato la sua aura. Bryan tenne la racchetta pronta, facendola ondeggiare leggermente avanti e indietro, e non appena fu a portata di tiro lo colp con una violenza tremenda.
Ci fu una terrificante esplosione che avrebbe potuto carbonizzare un'intera cittadina.
Bryan arretr di un passo e si sent un po' scompigliare i capelli. Schiocc le dita e la luce abbacinante della deflagrazione svan all'istante. Non si stup di vedere che Ares, pochi metri pi in l, era in piedi e non si era fatto un graffio. Sei una pallina niente male, comment.
Pure tu, rispose Ares, facendo il gesto di colpire qualcosa con una mazza invisibile.
L'Erede, per, venne colpito sul serio e schizz via alla velocit di un proiettile, schiantandosi poi contro una duna piuttosto alta e affondando in essa. Da l, si teletrasport direttamente addosso all'avversario e gli artigli la gola con una mano. Ares si liber dalla presa e gli torse il braccio dietro la schiena, tanto forte da spezzarglielo.
Crack.
Tienitelo pure, disse Bryan, lasciandogli il braccio in mano, staccato dal busto, e facendosene ricrescere un altro. Anzi, ridammelo!. Scatt in avanti, gli afferr i bicipiti e salt, appoggiando i piedi contro il petto della creatura. Rimase una frazione di secondo rannicchiato in quella posa, dopodich si stir e gli strapp entrambe le braccia. Non fece in tempo a gongolare, per, che ne erano gi spuntate due nuove. Impressionante!.
Gi, grugn Ares, muovendo un po' le spalle, e ancora non hai visto niente....
Stupiscimi!.
La mezza pantera spalanc le fauci a dismisura, facendole diventare in un istante grandi il triplo del resto del corpo... e fece un solo boccone dell'Erede.
... ...
Ares, con la bocca tanto enorme che appoggiava sulla sabbia mentre lui era ancora in piedi, non si illudeva che quel trucco fosse sufficiente per neutralizzarlo, tuttavia era un buon colpo: aveva letto lo sconcerto nei suoi occhi prima di mangiarlo. Ingrand in proporzione anche il resto del corpo e inghiott l'Erede del Talismano, che pareva tanto stupefatto da non aver ancora iniziato a ribellarsi. A met della trachea, per, cominci a dimenarsi e a tempestarlo di pugni.
Prima che facesse in tempo a squarciarlo, bruciarlo, farlo esplodere o anche solo pensasse di teletrasportarsi via, Ares si minimizz fino a raggiungere proporzioni microscopiche che ancora non si era azzardato a raggiungere. Si sedette a gambe incrociate su un granello di sabbia e si concentr per percepire la presenza dell'Erede dentro di s.
Il suo timore principale era di rimpicciolirsi mentre il suo ospite manteneva intatte le proprie proporzioni, ma per fortuna non era andata cos. Bryan doveva aver raggiunto dimensioni davvero infinitesimali: se fosse riuscito a mantenerlo cos, il mondo non avrebbe avuto pi nulla da temere.
Ma sarebbe troppo bello per essere vero, pens, avvertendo l'aura ridotta del suo ospite. Sapeva che il duello non era che all'inizio. Poco dopo, infatti, una fitta lo colp allo stomaco e l'istante successivo la pelle della pancia si tese a formare una duna pelosa. Poi si squarci e fece capolino la testa insanguinata di Bryan, sorridente e rivolta verso l'alto.
Era questo che volevi, no?, ridacchi, spalancando la bocca e facendo fuoriuscire una seconda bocca, orribile e costellata di denti affilati.
Nonostante il dolore lancinante, Ares mantenne la lucidit (la sua soglia di sopportazione arrivava ben oltre) e afferr la testa fra le mani, non esitando a torcerla di centottanta gradi, fino a sentire lo schiocco delle vertebre. Se avesse pensato di poterlo uccidere davvero, non l'avrebbe fatto. A prescindere dai crimini di cui si era reso colpevole, non desiderava ammazzarlo: gli bastava togliergli il Talismano in qualche modo.
Cerc di estrarre il corpo dell'Erede dalla propria pancia, ma subito si liquefece e una sostanza ributtante gli col fra le mani. Inizi a rigenerarsi, ma subito un'ombra enorme piomb su di lui. Era una mano gigantesca. Si teletrasport a un chilometro di distanza e l complet il processo di guarigione. Ma subito dopo la mano fu su di lui e lo agguant.
Ares tent d'ingigantirsi, ma non ci riusc perch le dita di Bryan lo stringevano troppo. Senza perdere il sangue freddo, cerc di teletrasportarsi, per fall anche in questo tentativo di fuga, poich evidentemente era tenuto prigioniero anche tramite la psiche.
Oh, ma qua abbiamo un topolino in trappola, comment la voce dell'Erede, per niente roboante, come si sarebbe aspettato, ma anzi delicata. Sembrava che gli stesse sussurrando all'orecchio. Che bel topolino piccino piccino....
Ares aveva entrambe le braccia tese sopra la testa e le teneva premute contro una delle colossali dita. Era contratto in un fascio di muscoli e per ora resisteva alla pressione, ma era sicuro che l'Erede non aveva ancora iniziato a stringere sul serio.
Che ne dici di diventare il mio animaletto domestico?, gli domand. E questa volta era davvero accanto a lui.
Ares guard Bryan, rimpicciolito al suo fianco, e poi torn a scrutare il gigantesco dito che minacciava di schiacciarlo.
La mia ubiquit ti stupisce?, rise Bryan. Non dovrebbe! Io sono l'Erede del Talismano, posso fare qualunque cosa!.
Anche riportare Leila in vita?, lo provoc Ares, guardandolo dritto negli occhi da sotto un braccio teso. Il sorriso si sgretol sul volto di Bryan. Dalla tua faccia direi proprio di no, prosegu Ares con amarezza. Per questo sei cos arrabbiato, vero? Questa  stata la causa scatenante della tua furia.... Annu, senza smettere di fissarlo. Ma io posso aiutarti, se me lo permetti.
Ritiro la mia offerta, disse Bryan, con tono funereo. Non mi interessa un animaletto tanto fastidioso. Addio. Detto ci, scomparve... e la pressione che la mano esercitava su Ares aument immediatamente.
Voglio aiutarti! Permettimi di aiutarti!.
Bryan, seduto sulla sabbia, guard ancora per un secondo il pugno che teneva davanti a s, poi strinse e strinse, finch la debole aura di Ares non si spense.
Il divertimento era finito.
L'Erede grugn e pens: Ecco, quel bastardo  riuscito a farmi venire la malinconia.... Per un momento aveva pensato davvero di trasformarlo nel proprio animale domestico: era sicuro che sarebbe piaciuto anche alla sua Regina. Invece... Vaffanculo!, grid e le dune si spianarono per un raggio di svariati chilometri accanto a lui. Si era pentito di averlo liquidato cos in fretta: avrebbe dovuto farlo soffrire di pi, molto di pi. Avrebbe dovuto torturarlo a poco a poco, frantumando il suo ego un pezzo alla volta, sbriciolando ogni sua convinzione, fino a trasformarlo in una non-entit. A quel punto, poi, avrebbe anche potuto fare a meno di ucciderlo.
Avrebbe potuto resuscitarlo per giocarci meglio e fu sul punto di farlo, ma poi ripens a tutte le fanciulle che lo attendevano del mondo di sotto e si rese conto che aveva cose di gran lunga pi interessanti da fare. Chiss cosa avrebbe potuto fare alle loro menti, ai loro corpi... le possibilit erano praticamente infinite.
La sua eccitazione, per, venne smorzata da una vocina nel suo orecchio: Ammetto di non aver mai avuto una ragazza, tuttavia questo non mi sembra il giusto modo di affrontare le cose.
Bryan si diede uno schiaffo sull'orecchio, tanto forte che cadde su un fianco e poi rotol per diversi metri. Si tir su e si concentr per percepire l'aura di Ares: era piccola, infinitesimale... ma c'era ancora. Come puoi essere ancora vivo, bastardello?!. Doveva essere riuscito a rimpicciolirsi fin quasi a livello atomico.
Fai lo sbruffone, disse Ares, nell'altro orecchio, per sei a disagio. Non molto, lo ammetto, ma un po' s... e quel poco  sufficiente per alimentarmi. Sento il tuo nervosismo e mi nutro di esso, diventando sempre pi forte.
Sono contento di non averti ucciso!, esclam Bryan, e forse era vero, non lo sapeva con sicurezza; ci che era certo era che le donne in attesa nel mondo Sotterraneo erano passate in secondo piano. Ora potr tormentarti come si deve! Rimpiangerai di non essere scappato via quando ne hai avuta la possi.... Venne interrotto da un colpo all'orecchio, che lo fece stramazzare. Si raddrizz. Non  affatto carino interr.... Un altro colpo, ancora pi violento, gli fece affondare tutta la testa nella sabbia. Basta!, esclam.
Con un guizzo del potere del Talismano, costrinse il suo avversario ad assumere subito proporzioni macroscopiche. E cos si ritrov con addosso un ibrido umano-pantera lungo almeno quattro metri.
Meglio, adesso?, domand Ares, cominciando ad affondargli gli artigli nel petto e squarciandolo come un bambolotto di pezza. E fu proprio gommapiuma a saltare fuori.
Molto meglio, disse Bryan, affondandogli un pugno nella schiena e facendolo sbucare dallo sterno. Questa volta non fu gommapiuma bens sangue a fuoriuscire. Sapeva che non sarebbe stato un colpo del genere a ucciderlo, ma senz'altro non gli avrebbe fatto bene.
Non pot fare a meno di trasalire quando un braccio peloso e nerboruto si strinse da dietro intorno alla sua gola. Ma Ares era ancora davanti a lui, trafitto.
La mia ubiquit ti stupisce?, lo schern Ares, dietro di lui, avvicinando tanto la bocca al suo orecchio da fargli sentire il fiato caldo. Se lo puoi fare tu, lo posso fare anche io....
Bryan, guardando il peloso corpo animalesco che si dissolveva davanti ai suoi occhi, inizi a pensare che quella creatura fosse ancora pi potente di quanto avesse creduto. Certo, comunque nulla di paragonabile al Talismano! E non era che riuscisse davvero a tenergli testa, per non poteva negare che fosse in grado di sorprenderlo.
Oh, gli bisbigli Ares nell'orecchio. Non  ancora paura la tua, ma quella  la direzione....
Ah!, sbott Bryan. Paura di te!.
Ares prosegu come se non lo avesse udito: Nel mondo di sotto mi sono nutrito con la sofferenza, il dolore, il terrore e la disperazione dei Sotterranei... Mi sono nutrito come mai prima d'ora, grazie a te.
Bryan avrebbe potuto scrollarselo di dosso, invece rimase immobile nella sua stretta. Immobile ad ascoltarlo, quasi affascinato dalla sua voce.
Ti seguo con discrezione da quando hai iniziato a imperversare nei Sotterranei. Ho atteso con pazienza, guardandoti mentre li massacravi. Tu... tu mi hai reso forte, sempre pi forte. Il Talismano  l'oggetto pi potente del mondo, su questo non ci piove. Ma il suo potere, per quanto grande e senza eguali,  fisso. Il mio, invece,  in perpetua evoluzione. Strinse un po' di pi il braccio intorno alla sua gola. Sono pi forte adesso di quando abbiamo iniziato lo scontro... te ne sei accorto, vero?.
Bryan se n'era accorto. Certo, avrebbe ancora potuto ucciderlo in un istante se davvero avesse voluto farlo, per...
E sai perch?. Bryan scosse il capo, rimanendo in silenzio. Ares si premette ancora di pi contro di lui. Perch mi sto nutrendo delle tue emozioni negative... e devo dire che si tratta di un balzo di qualit rispetto ai Sotterranei. Non c' davvero paragone. Gli accarezz il viso con un artiglio, delicatamente. In superficie la tua energia  appena appena negativa, ma in profondit... oh, l  tutt'altra storia... Non oso nemmeno immaginare come mi sentir quando potr nutrirmi della tua paura.... Gli mordicchi un orecchio. Del tuo dolore... della tua angoscia....
Bryan rimaneva l, immobile. Non perch la sua stretta l'avesse davvero bloccato e neppure si trattava di timore... niente di ci. Non se lo toglieva di dosso perch in qualche modo Ares gli stava alleggerendo il cuore: era come se si facesse carico di tutti i macigni che avevano iniziato ad ammassarsi sul suo spirito a partire dalla morte di Leila. Ares lo stava facendo sentire bene.
Qual era stata la ragione di quella furia nel mondo dei Sotterranei? Non se lo ricordava pi... Perch si era imbestialito e aveva massacrato tutta quella gente? C'era stato qualche motivo? Cosa c'entravano loro con Leila? Niente, proprio niente... Si sentiva tanto sereno da essere incapace di crucciarsi anche per i Sotterranei. Incapace di preoccuparsi di qualsiasi cosa. Sollev una mano, la port sul braccio che gli stringeva il collo e se lo premette ancora di pi contro. Chiuse gli occhi, strofin una guancia contro il bicipite peloso e sussurr: Liberami dal male.
... ...
Ares si stava nutrendo dell'energia negativa che Bryan covava nelle profondit del proprio essere. Aveva dovuto scavare con estrema delicatezza per arrivare fin l senza rompere l'equilibrio che lo legava all'Erede, riuscendo a mantenere il contatto fisico. Se avesse iniziato ad assorbire l'energia in modo troppo brusco, Bryan avrebbe reagito; invece l'aveva fatto in modo tanto graduale che lui non se n'era nemmeno accorto. Ma non si trattava di un passaggio a senso unico, bens di uno scambio: si nutriva della sua energia negativa e gli donava quella positiva. Come aveva fatto involontariamente nel villaggio dei ribelli, trasformandolo in breve in un'oasi di pace.
Sembrava impossibile che il mostro che aveva seminato il terrore in un mondo intero si fosse trasformato nell'agnellino che quasi dormiva fra le sue braccia. Rimuovendo l'energia negativa che aveva provocato la sua follia, stava anche rimuovendo la follia.
Allent la stretta intorno alla gola di Bryan, che mugugn senza aprire gli occhi, come se non volesse perdere quel contatto. Ares gett un'occhiata al Talismano. Avrebbe potuto cercare di strapparglielo di dosso ora che Bryan era quasi in uno stato di dormiveglia, ma temeva di rovinare tutto, infrangendo il delicato equilibrio, per cui non lo fece.
Quando lo avr ripulito da ogni male, pens, non sar neanche pi necessario toglierlo. Sar tornato in s e non vorr far altro che redimersi facendo tutto il possibile per i Sotterranei. E io, ovviamente, lo aiuter come meglio potr.
Un minuto pi tardi prese Bryan in braccio, perch il ragazzo era tanto rilassato da non riuscire pi neanche a stare in piedi. Aveva gli occhi chiusi e sorrideva: un sorriso bello e sincero, nulla a che fare con i ghigni sadici di prima. In lui non rimaneva neanche pi una scintilla di malvagit.
E fu proprio allora che il Talismano s'infiamm.
... ...
Bryan spalanc gli occhi urlando e la prima cosa che vide fu la pietra che ardeva nel suo petto. Poi si accorse di essere fra le braccia di Ares e, senza smettere di gridare, gli diede una gomitata in pieno viso, quindi un'altra e un'altra ancora. Continu finch l'uomo-pantera non lo lasci andare per portarsi le mani al volto sanguinante.
Credevi che fosse cos facile liberarsi dell'Erede?!, rugg, dandosi lo slancio con un colpo di reni e volando a trenta metri d'altezza. Il Talismano aveva smesso di ardere, ma adesso pulsava in modo sordo. Sembrava che brontolasse, mostrando il proprio disappunto per il modo in cui si era fatto fregare. Perdonami, sussurr Bryan, accarezzandolo. Non so cosa mi sia preso....
Ares, venti metri pi in basso, scomparve... per riapparire addosso a Bryan. Non soltanto sopra, ma proprio abbrancato a lui. Mi sono potenziato con la tua energia, gli sussurr all'orecchio. Adesso sono molto pi forte.
Bryan si smaterializz e Ares gli pass attraverso, precipitando gi. Si blocc per appena prima dell'impatto, rimanendo sospeso a mezz'aria; quindi levit fino a raggiungere l'altezza dell'Erede. Se tu puoi volare, posso volare anche io, disse.
Bryan torn corporeo, ma si avvolse subito in una spessa aura protettiva: non aveva alcuna voglia di farsi abbrancare di nuovo da quella bestia. Era sicuro che tramite il contatto diretto, pelle contro pelle, la sua influenza fosse molto pi forte.
Inizi ad avere paura?, lo provoc una vocina della sua mente. No!, grid e colp con un calcio, mandandolo dritto verso il similsole che aveva creato per illuminare il deserto. No che non ho paura, disse, fra s e s.
Era possibile che l'Erede del Talismano avesse paura di qualcuno o qualcosa?!
Semplicemente, era stato preso alla sprovvista.
Adesso distruggo questo arrogante in un attimo e vado sotto a godermi quello che mi spetta. Mentre parlava, aveva guidato il volo di Ares con la forza psichica, mandandolo a tuffarsi proprio al centro dell'enorme sfera di energia. Poi, per andare sul sicuro, tese entrambe le mani e la potenzi ancora, oltre a contenerla mentalmente per evitare che Ares cercasse di fuggire via soltanto mezzo carbonizzato. Arrosto di pantera, ridacchi.
Smise di ridere non appena si accorse che il similsole si stava rimpicciolendo, bench lui continuasse ad alimentarlo con la propria energia. Si ridusse fino ad assumere la forma di Ares, poi si spense e ci fu solo pi la pantera umana, intonsa.
No!, grid l'Erede e cominci a bersagliarla con raggi tanto potenti che avrebbero ridotto in briciole una montagna intera. MUORI, MUORI!. La collera stava montando sempre di pi, tutto il sangue gli stava andando alla testa. Adesso il buio della notte era rischiarato dalle terrificanti scariche di energia scagliate da Bryan, una dopo l'altra, a ripetizione. Come osi affrontare l'Erede? COME OSI? DEVI SOCCOMBERE! NON PUOI NULLA CONTRO IL POTERE DEL TALISMANO!.
Quando smise, per, Ares era ancora lass, sospeso in aria, intatto. Grazie, disse. Mi sto nutrendo della tua furia angosciata, della tua collera incredula. Mi stai rendendo sempre pi forte. Non c'era alcuna traccia di vanteria o superbia nella sua voce. Era una semplice constatazione. Per ora mi accontento di resisterti, ma fra non molto potr sopraffarti.
Bryan si sforz di controllare le proprie emozioni: non intendeva potenziarlo ancora di pi. Gli punt contro una mano e si concentr per farlo esplodere: il petto di Ares si gonfi leggermente, come se avesse inspirato a fondo, ma non accadde nulla di pi.
Cerc di liquefarlo, ma ottenne solo che qualche goccia scura colasse via dai suoi piedi pelosi.
Tent di fermargli il cuore, ma provoc un colpo di tosse e null'altro.
Perch non l'ho annientato finch ero in tempo?! Perch gli ho lasciato il tempo di diventare tanto potente?!. Grid, poi si sforz di allontanare ogni pensiero dalla mente.
Allora, fece Ares, volando verso di lui,  divertente quanto ti aspettavi?.
Bryan gli fece l'occhiolino. Persino di pi!, esclam e in un istante s'impossess di lui. Era dentro il suo corpo, vedeva attraverso i suoi occhi e muoveva... muoveva... cio, tentava di muovere le sue braccia, ma una forza lo contrastava. Sono l'Erede e posso distruggerti, sono l'Erede e....
E subito dopo si ritrov catapultato fuori dal corpo.
Scusa, disse Ares, ma mi facevi prudere tutto....
L'erede era incredulo. Pure strafottente, adesso....
Forse ho imparato da te.
Bryan grid e gli si avvent addosso. Cominci a tempestarlo di pugni, ma Ares riusciva a schivarli tutti a velocit allucinante, dando persino l'impressione di poter contrattaccare in qualunque momento ma di non farlo per umiliarlo ancora di pi. Forza, pietraccia, fai qualcosa!.
Posso anche nutrirmi di mortificazione, certo, disse Ares, come se rispondesse a una sua domanda, senza smettere di eludere i colpi. Ma se non contrattacco  solo perch non voglio farti del male, voglio solo aiutarti....
Sant'Ares!, esclam Bryan, trasformando le sue dita in lame acuminate e cercando di trapassarlo o perlomeno di sfregiarlo. Per quanto forte fosse, la sua energia doveva comunque essere limitata: quella del Talismano no.
Vediamo chi si stanca per primo, allora, disse Ares, rispondendo di nuovo ai suoi pensieri.
Bryan si paralizz e scherm subito la propria mente. Riesce a leggermi nella testa come niente! Ma come cazzo  possibile?!. Fece per partire con un'altra artigliata, ma si blocc a mezz'aria, si osserv la mano trasformata e scoppi a ridere. Ma cosa sto facendo?, si chiese. Cosa diavolo sto facendo?.
Suggestione, si trattava solo di suggestione.
Ares era riuscito a convincerlo di essere ormai al suo livello, ma la verit non era che lui aveva raggiunto il potere del Talismano, era bens riuscito ad abbassare l'Erede alla propria altezza. Era riuscito a fargli dimenticare - o quasi - che il potere dell'Erede del Talismano era sconfinato.
Non metteva in dubbio che quel mostriciattolo fosse forte: avrebbe potuto sconfiggere Morpheus con un solo dito... e anche Bryan.
Ma lui non era Bryan, non pi: era l'Erede del Talismano.
L'Erede. Del. Talismano.
Senza smettere di sghignazzare, Bryan sollev entrambe le mani al cielo, che in pochi secondi si ricopr completamente di nubi nere e minacciose. Offuscarono la luna e l'oscurit divenne completa, perlomeno finch non arrivarono i lampi.
Impressionante, comment Ares, senza scomporsi. Sorrideva indulgente, come se stesse assistendo ai capricci di un bimbo.
Bryan s'imbestial vedendo quell'espressione e alla sua risata si aggiunsero note di furore quasi isterico. Fece un cenno della mano e decine e decine di fulmini squarciarono il cielo andando tutti a colpire Ares, che per si protesse con una barriera di energia. Un altro cenno e questa volta furono centinaia le folgori che si schiantarono contro di lui; e le successive continuarono a seguirlo e colpirlo anche se si spostava da una parte e dall'altra.
Ma questo non era che un assaggio del potere del Talismano.
Bryan punt una mano contro una duna, che fremette e crebbe vertiginosamente in altezza e larghezza, trasformandosi in un colossale vulcano rigurgitante di lava e pronto a eruttare. Crescete, crescete!, ulul, muovendo le mani come se stesse dirigendo un'orchestra invisibile. In breve il deserto si trasform in una distesa sterminata di vulcani sussultanti, pronti a esplodere al suo ordine.
Nel frattempo Ares stava volando da una parte all'altra, sempre inseguito e folgorato dai lampi. I tuoni erano assordanti, tuttavia la risata perpetua dell'Erede era in grado di sovrastarli.
FUGGIRE  INUTILEEEE!, rugg. Inspir a pieni polmoni, dopodich soffi e si lev una tempesta di sabbia che invest Ares, distraendolo e consentendo alle folgori di colpirlo. Bryan lo percep e gio di ci, aumentando ancora il volume della sua risata. Fuoco!, url e tutti i vulcani eruttarono. Non si trattava di normali eruzioni, ovviamente, perch i flussi di lava dapprima partirono verso l'alto, ma poi conversero verso un'unica direzione. BRUCIA, ARES!.
Sentiva che il suo avversario era in difficolt, ma ancora non era abbastanza: l'Erede poteva scatenare gli elementi pi di cos. Alz le braccia e cominci a ingigantirsi. Crebbe finch oltrepass la tempesta di sabbia e persino le nuvole. Allora appoggi le braccia sulle nubi e si sent come Zeus. Soltanto che non avrebbe scagliato fulmini contro il suo nemico (folgori ce n'erano gi in abbondanza l sotto). Rivolse le mani al cielo limpido, strinse i pugni e nel nero del cosmo comparve un puntino bianco. Un puntino bianco in movimento. Che cominci a ingrandirsi e ingrandirsi...
... ...
Ares si trovava all'Inferno. Eppure solo pochi minuti prima sembrava che ormai il pericolo fosse scongiurato. Aveva assorbito tutta l'energia negativa annidata nell'animo di Bryan, ma purtroppo non era stato sufficiente... Anche quando il Talismano lo aveva fatto riprendere, comunque, Ares era riuscito a mantenere il controllo, finch Bryan non aveva scatenato la furia degli elementi.
Ares era all'interno di una sfera protettiva di energia, sballottato da una parte all'altra. Strattonato dal vento furioso, percosso dalle folgori e investito dalle eruzioni laviche. Aveva energia a sufficienza per proteggersi ancora molto a lungo, tuttavia la situazione non era certo piacevole. Preferiva quando Bryan si limitava a prenderlo a pugni. Per un po' cerc di deviare il corso dei fulmini per schiantarli contro le gambe titaniche dell'Erede, ma poi si arrese e decise di smaterializzarsi e raggiungere volando la testa di Bryan, che probabilmente si trovava persino al di sopra del livello delle nuvole. Scopr di avere ragione. Emerse dalle nubi e si trov al cospetto dell'Erede. Il suo busto e la testa spuntavano colossali dallo strato di nuvole e si stagliavano contro il buio della notte. Aveva le braccia incrociate e lo sguardo truce, che si fiss subito su di lui.
ESTINGUITI!, tuon.
Ares sollev il capo e strabuzz gli occhi: gli stava venendo addosso un pianeta. Un pianeta infuocato.
... ...
Bryan godette dello stupore e del terrore che si dipinsero sul volto peloso di Ares... per quanto espressiva potesse essere una pantera umanoide. Non si tratta di un pianeta, gli comunic telepaticamente, divertito, ma solo di un meteorite piccino picci. Quindi gli si teletrasport dietro, tornando di dimensioni normali, e lo abbranc con braccia e gambe. Goditi lo spettacolo.
Ares tent di teletrasportarsi, ma Bryan non glielo permise. Cerc di volare via, di smaterializzarsi, di arrestare psichicamente la caduta del meteorite (che era tanto grande e, ormai, tanto vicino da sembrare una superficie piatta... che occupava la maggior parte del loro campo visivo), ma riusc soltanto a rallentarla.
Vennero travolti entrambi dalla roccia cosmica che si era incendiata a contatto con l'atmosfera terrestre. Ares, continuando a frenarla il pi possibile; Bryan, ridendo a crepapelle.
Trascorsero diversi interminabili secondi da quando vennero colpiti a quando si schiantarono contro il terreno. Se Ares non lo avesse rallentato, un meteorite con una simile massa avrebbe sconquassato buona parte del mondo. Avrebbe provocato ovunque una distruzione inimmaginabile... e all'Erede non sarebbe dispiaciuto, anzi... Anche cos, per, l'impatto non fu certo delicato.
Bryan emerse dal colossale cratere che rideva ancora. Non si era fatto un graffio e il Talismano era sempre incastonato al suo posto, tuttavia non poteva fare a meno di sentirsi un po' frastornato, anche considerando che la tempesta di sabbia continuava a infuriare, e cos le folgori, e c'erano ancora parecchi vulcani che eruttavano, bench per un ampio raggio fossero stati spazzati via dall'impatto meteorico.
Basta!, comand, spalancando le braccia.
La tempesta si plac, le nuvole si dissolsero e i vulcani sprofondarono nel deserto. Rimase solo il meteorite: aveva creato un cratere tanto grande che avrebbe potuto contenere un'intera metropoli, anzi una megalopoli.
Davvero un duello soddisfacente!, esclam fra s. Si guard intorno e pens a quello che avrebbero detto le televisioni umane: la gente avrebbe dato di matto. Non che gli importasse granch: fra qualche giorno, infatti, non appena avesse sistemato due o tre cose nei Sotterranei, si sarebbe occupato anche del suo mondo natale.
Ci fu un'esplosione tremenda e i detriti del meteorite volarono in ogni direzione. Bryan venne scaraventato via insieme a essi. Non ci credo, sussurr, bloccando il proprio volo e scrutando il punto da cui era partita l'esplosione.
Ares era l, in piedi al centro del cratere. Indistruttibile.
Non ci credo, ripet, volandogli incontro.
Se tu puoi resistere, disse Ares, con il tono pi stralunato che affaticato, io posso resistere. Sai che io sono rapido ad apprendere e tu mi stai insegnando molte cose: ti ringrazio.
Inizio a odiarti, ringhi Bryan, dopodich mosse le mani e spalanc un varco infernale esattamente sotto i piedi dell'avversario. Ciao ciao!.
Ares ebbe solo il tempo di sgranare gli occhi, poi venne risucchiato dalla voragine diabolica.
Bryan la richiuse con un gesto, sospirando: Finalmente! Che tipo tenace... Altro che mezz'oretta, saranno passate ore! Ma perlomeno..., le parole gli morirono in bocca.
Il deserto sput all'improvviso una grossa sagoma scura, che piomb ai suoi piedi.
Ancora tu!.
Ares si raddrizz in piedi e gli sorrise. A quanto pare, sono troppo buono per l'Inferno.
Bryan si port le mani alla testa, quasi volesse staccarsela di netto. Buono?! Ma sei una piaga!.
Ares protese una mano grande e pelosa, senza smettere di sorridere. Dammi il Talismano e non dovrai mai pi rivedere il mio muso.
Vienitelo a prendere.
Ares scosse il capo. Non posso ancora sopraffarti, ma sai bene quanto me che  solo questione di tempo. E io sono molto paziente. Finch non arriver il momento propizio, continuer a perseguitarti, impedendoti di fare del male....
Oddio, ma sei davvero un incubo!. Bryan era angosciato, profondamente angosciato. Sembrava che nulla di quanto facesse avesse utilit contro quella piattola buonista.
Grazie per l'energia negativa che mi stai donando ora.
Ahhhh!, grid Bryan, iniziando a pestare i piedi e ad agitare i pugni come un bambino frustrato. Solo che un bambino frustrato non pu far sussultare ettari di deserto soltanto calpestando il terreno con rabbia. Ti odio! Non dovresti essere mai nato!.
E nel momento stesso in cui pronunciava l'ultima esclamazione ebbe un'idea: sarebbe tornato indietro nel tempo e avrebbe ucciso Sybil prima che si facesse mettere incinta da Luca. Poi, per, si ricord che non poteva tornare indietro a quando non era ancora in possesso del Talismano. Allora mi limiter a uccidere Sybil quando aveva ancora questo abominio nella pancia. Ma aveva gi sperimentato che era impossibile cambiare il passato...
Fu a quel punto che ebbe l'illuminazione: doveva essergli sfuggita prima perch era davvero semplice, banale. Avrebbe bloccato il tempo e avrebbe assimilato Ares con tutta calma. Senza che lui nemmeno se ne accorgesse. Addio, lo salut e ag.
Adesso il tempo era fermo e Ares era cristallizzato. Era alla sua merc. Non avrebbe potuto n scappare n proteggersi.
Eri veloce, mio caro, ridacchi Bryan andandogli incontro, ma ora la velocit non ti servir a niente.... Espir l'aria che aveva nei polmoni, dopodich cominci a risucchiare con foga. Rimase tutto immobile, nemmeno un granello di sabbia si mosse, tranne il capo peloso di Ares, che si deform, si allung e venne assorbito dalla bocca di Bryan. Poi tocc al collo, al busto e al resto del corpo. In meno di un minuto di lui non restava pi niente.
Bryan lo assimil, come aveva assimilato quel Generale dei Sotterranei, ed emise un sonoro rutto. Era stato pi facile del previsto, alla fine. Probabilmente bloccare il tempo era stato un po' sleale, ma d'altronde la lealt non era proprio una delle sue virt.
Se l'avesse inghiottito intero, non sarebbe stato affatto sicuro di averlo ucciso, anzi... ma avendolo assorbito e assimilato, la questione si chiudeva definitivamente. Adesso poteva anche sentire la sua forza che scorreva nelle proprie vene.
Il tempo torn ad avanzare.
Ma c'era anche qualcos'altro che gli scorreva nelle vene: la sua bont. Bryan si sent all'improvviso strano, molto strano, quasi scisso in due. Il Talismano inizi a pulsare violentemente sul suo petto. La trasfusione di bont che aveva appena ricevuto era inebriante e nauseante al tempo stesso. Era stupenda e terribile. Si sentiva sereno e in collera in contemporanea.
Era come se due entit contrapposte lottassero all'interno dello stesso corpo.
Bryan si port le mani alla testa, url e cominci a schiaffeggiarsi: si sentiva esplodere... Cerc di liberarsi dallo spirito che aveva assorbito, di vomitarlo, ma ormai era troppo tardi. Costituivano un tutt'uno.
Corse e corse come il vento, allontanandosi il pi possibile dal luogo dello scontro, allontanandosi dal cratere, come se potesse servire a qualcosa, continuando a gridare e sentendosi sul punto di spaccarsi dolorosamente in due. Ma era inutile: non poteva fuggire da se stesso.
NO! NO! NO! NO! NO! NO! NO! NO! NOOOOOO....
Poi si ferm, smise di gridare e stramazz.
7 G.d.M.
Marta venne svegliata da un miagolio insistente. Sbadigliando si tolse i capelli dal viso e guard l'ora sul quadrante della radiosveglia: non erano ancora le sette. Si alz dal letto, infil le ciabatte e and fino alla porta-finestra che dava sullo stretto balconcino; la apr e sollev un poco la tapparella per consentire al suo micio di andare a farsi un giro. Il gatto schizz fuori, poi la ragazza si volse e stiracchiandosi usc dalla propria camera.
I suoi nonni dormivano ancora, la casa era immersa nel silenzio e nell'oscurit. Attravers silenziosamente il corridoio e apr la porta del bagno. Accese la luce e osserv con un vago fastidio la faccia assonnata che, attraverso lo specchio, le restituiva lo sguardo: i suoi occhi erano gonfi di sonno, il viso stropicciato e i capelli erano tutti scompigliati. Fortuna che il suo fidanzato non l'aveva mai vista conciata in quel modo...
Aveva trascorso buona parte della notte a girarsi e rigirarsi nel letto, preda di una crescente - e inspiegabile - inquietudine: di un brutto presentimento.
Si lav la faccia e si sent un po' meglio. Chiuse la porta, raggiunse il water, controll che la tavoletta fosse gi, abbass i pantaloni del pigiama e le mutande e si sedette. Il contatto con la fredda ceramica le fece venire la pelle d'oca. Dopo aver terminato di orinare, si pul, si alz e tir lo sciacquone. Mentre, davanti al lavandino, si passava il sapone da una mano all'altra, pens che avrebbe dormito volentieri ancora qualche ora. Si asciug, spense la luce e apr la porta.
Rimase un attimo immobile per abituare gli occhi al buio del corridoio. Vide una grossa sagoma scura ritta davanti a s, poi una mano si pos sulla sua testa e lei spalanc la bocca per strillare. Ma non fece in tempo.
... ...
Bryan apr gli occhi e ammir il cielo pi azzurro che avesse mai visto. Mosse un braccio e percep la granulosit del suolo sotto la pelle. Ruot il capo, prima da una parte e poi dall'altra, e intorno a s vide solo la sabbia. Si sollev lentamente a sedere e fece una panoramica sulle dune che si perdevano in lontananza, tutte uguali, indistinguibili.
Ricordava di essersi steso sulla sabbia a riflettere, dopo essere giunto alla conclusione che non avrebbe potuto salvare tutte quante le persone. Era stato pi che altro l'episodio dello scuolabus a indurlo a meditare sulle proprie responsabilit: aveva il diritto, ad esempio, di trarre in salvo un bambino che un giorno sarebbe diventato un serial killer? E se quel giorno Bryan non avesse fatto in tempo a impedirgli di uccidere la prima vittima?
Tanti, troppi interrogativi lo angustiavano ancora. La notte - o le notti, non aveva idea di quanto a lungo avesse dormito - non gli aveva portato consiglio. Anzi, gli aveva donato soltanto una fastidiosa emicrania che ora gli cerchiava la testa.
Sospir, abbass lo sguardo e fiss il Talismano incastonato nel proprio petto. Questa stupida pietra, si disse, mi  costata Leila. Poi per si corresse: No, in realt questa mia stupida vita  costata quella di Leila.... Sospir ancora. Avrebbe preferito vivere sotto la dittatura di Morpheus insieme a Leila, piuttosto che essere libero ma senza di lei.
Scart l'idea di andare subito al Rifugio: vedere il dolore negli occhi di Kyl gli avrebbe ricordato Leila. Decise che sarebbe tornato a casa, da sua madre, che sicuramente era in pena per lui. L'aveva vista prima di partire per andare ad affrontare Morpheus e le aveva pure presentato lei. E Leila dov'?, gli avrebbe senz'altro chiesto, dopo averlo abbracciato e aver controllato che fosse ancora tutto intero.  morta, sarebbe stato costretto a rispondere; avrebbe provato a trattenere le lacrime, ma non ci sarebbe riuscito. E sua madre lo avrebbe consolato.
... ...
Viviana smise all'improvviso di lavarsi i denti, si tolse lo spazzolino di bocca e sput la schiuma nel lavandino. Avvicin la testa allo specchio e si scrut i capelli con attenzione: le era parso di vederne uno bianco. Lo rintracci e lo strapp con un colpo deciso, poi rimase a lungo a osservarlo. Non era il primo: ultimamente, ne trovava uno dietro l'altro. Era lo stress che la logorava.
Tutto era iniziato quando aveva scoperto che Bryan non era mai andato in campeggio insieme a un suo compagno di classe, come invece le aveva detto. Allora aveva fatto telefonate a destra e a manca, ma sembrava che suo figlio fosse proprio sparito nel nulla: sempre pi in ansia, aveva temuto che fosse andato a finire in chiss quale giro... Il suo pensiero era anche andato alle sette sataniche: recentemente se ne sentiva parlare spesso in televisione, era facile che i ragazzini ne cadessero vittima... Per giorni non era quasi riuscita a mangiare n a dormire e i suoi genitori erano scesi da Boscoquieto, angosciati quanto lei, per farle forza e dirle che la polizia avrebbe ritrovato Bryan al pi presto. Poi, di punto in bianco, suo figlio era riapparso (appena dopo che i nonni se ne erano andati) e le aveva raccontato una storia assurda: talenti paranormali, organizzazioni segrete... Subito lei aveva pensato che suo figlio si fosse drogato, poi per Bryan le aveva mostrato di avere davvero dei poteri: aveva sollevato una sedia soltanto con il pensiero.
Lei aveva perso la testa: aveva cominciato a strillare, guardando il figlio con occhi completamente diversi. E aveva ricordato una parte della propria vita che aveva rimosso anni e anni prima. Le era tornato alla memoria, con una violenza e una chiarezza allucinanti, il momento in cui suo marito le aveva fatto un discorso molto simile a quello di Bryan. Si era resa conto che la stessa organizzazione che aveva mutato Walter aveva anche trasformato suo figlio in un mostro. Presa dalla disperazione, si era rannicchiata sul pavimento e aveva iniziato a ripetere: Mostri, mostri, mostri..., finch Bryan non se ne era andato.
Si era ricordata degli individui vestiti di bianco che l'avevano inseguita in casa, fino in camera da letto, e le avevano strappato il figlio dalle braccia. Si era ricordata della notte in cui aveva tentato di scappare via, ma Walter era uscito in strada e aveva bloccato l'auto con la forza del pensiero; lui si era avvicinato, tenendola ferma nonostante l'acceleratore fosse a tavoletta; poi, appena lei aveva smesso di accelerare, la macchina era balzata indietro e l'aveva investito. Viviana aveva spalancato la portiera, era uscita fuori e si era inginocchiata accanto al marito morente: era immerso in una pozza di sangue e... Anche solo il ricordo di quell'immagine agghiacciante sarebbe stato sufficiente per farla impazzire...
Ma sapeva di non essere impazzita: era certa, purtroppo, che tali ricordi fossero autentici. Per anni aveva dimenticato quei traumi, seppellendoli nella propria mente, poi... Una sera Walt l'aveva convinta a vedere un film intitolato A volte ritornano. Quelle tre semplici parole - A VOLTE RITORNANO - parevano perfette per descrivere quello che aveva provato mentre memorie e orrori del passato la travolgevano.
Il giorno successivo Bryan era tornato a trovarla in compagnia della sua ragazza, Leila. Viviana l'aveva subito abbracciato, sussurrando: Scusa. Scusa. Scusami... Perdonami per la mia reazione di ieri. Oddio, che madre degenere che sono... Scusami, amore. Ero solo spaventata, io non volevo.... Per alcuni minuti non aveva avuto occhi che per il figlio: aveva impiegato un po' ad accorgersi della presenza della ragazza. Ovviamente era contenta per il figlio (che le aveva gi raccontato di lei per telefono, mentre fingeva di essere in campeggio), ma sul momento non aveva potuto fare a meno di provare una fitta di gelosia: suo figlio era appena tornato e lei non aveva voglia di condividerlo con nessuno.
Ma erano rimasti poco in casa: un'altra imperscrutabile missione li attendeva... Un paio di giorni al massimo, aveva promesso Bryan. Non ti preoccupare.
Un paio di giorni!, grid Viviana, battendo un pugno contro lo specchio. Mi ha promesso che sarebbe tornato in un paio di giorni!. Imprec e batt un altro pugno, aprendo una crepa nel vetro. Un paio di giorni al massimo!. Invece non lo vedeva da otto giorni.
Otto giorni.
Otto. Dannati. Giorni.
Si sciacqu pi volte la faccia con l'acqua fredda, cercando di calmarsi. Ma come faceva a non preoccuparsi sapendo che suo figlio era sperso chiss dove ad affrontare chiss quale pericolo?
E poi, Bryan sarebbe dovuto tornare giorni e giorni fa....
Da quando l'aveva visto per l'ultima volta, non era uscita di casa nemmeno per fare la spesa: non voleva rischiare che lui tornasse e non la trovasse. Era sempre rimasta con l'orecchio teso, aspettando che il campanello suonasse. C'erano stati un paio di falsi allarmi che l'avevano fatta caracollare alla porta: una volta era stato il postino, l'altra una coppia di Testimoni di Geova. In entrambi i casi - ma soprattutto nel secondo - aveva dovuto compiere uno sforzo di volont per non lasciarsi andare a un attacco isterico.
Altre volte aveva avuto l'impressione di sentire il campanello, ma era stato solo frutto della sua fantasia. Anche adesso, per esempio, le sembrava di sentirlo, ma... Si pietrific e rimase in ascolto.
Il campanello trill ancora: indubbiamente era un suono reale.
Usc dal bagno e si precipit gi per le scale, ripetendosi: Tanto non  lui, tanto non  lui..., come se sperasse di rendere meno cocente la prossima delusione. Quasi and a sbattere contro la porta. Gir freneticamente le chiavi nella serratura, ruot la maniglia e la tir indietro con forza.
Buongiorno, signora. Scusi il disturbo.
Viviana si port una mano alla faccia e, bench se lo aspettasse, si sent morire. Non era stato Bryan a suonare, bens un uomo emaciato e piuttosto basso. Indossava una divisa nera.
Scusi il disturbo, ripet lo sconosciuto in tono cortese e sollev una mano verso di lei, che gliela strinse debolmente, e solo dopo qualche secondo. Sono qui per via di suo figlio. Il mio nome  Julius, sono....
Viviana non sent il resto della frase. Emise un gemito strozzato, le gambe le divennero all'improvviso molli e svenne.
... ...
Bryan sarebbe voluto andare a trovare sua madre per tranquillizzarla, ma qualcosa lo aveva trattenuto. Si trattava della sensazione impellente di dover andare in un altro luogo: come se avesse preso un appuntamento importante che per non riusciva a ricordare.
Bella roba, pens, sono l'Erede e mi dimentico pure le cose.... Batt un paio di colpi sul Talismano e disse: Forza, dammi un suggerimento... Non startene l impalato!.
Come se gli avesse prestato ascolto (e forse era proprio cos), la pietra divenne incandescente per un istante ed emise un fascio di luce rossa, sanguigna; dopodich, torn normale.
I Sotterranei mi aspettano, borbott. Si gratt la nuca, pensieroso. Ma perch mi aspettano?, si chiese, confuso e quasi indispettito. L'emicrania si era attenuata, ma non era sparita, e anche questo lo irritava: come poteva l'Erede del Talismano avere mal di testa?
... ...
Alba stava facendo colazione insieme alle giovani compagne. L'argomento del giorno, a quel tavolo come agli altri tavoli, in quel centro operativo come negli altri centri, era ovviamente l'Erede del Talismano. E la sua sanguinaria follia.
Il giorno precedente il Dirigente Julius aveva radunato tutti quanti davanti alla grande statua di Morpheus appena costruita e aveva raccontato ci che stava succedendo nei Sotterranei. Era testimone oculare delle orribili nefandezze compiute dall'Erede ed era salvo solo per miracolo. Aveva predetto che nessuno degli agenti inviati laggi sarebbe tornato in superficie... e cos era stato. Aveva inoltre spiegato che tutti i Dirigenti erano stati evocati dall'Erede per assistere alla sua opera di distruzione e soltanto lui era stato risparmiato.
Avevano pregato a lungo, dapprima sotto la direzione di Julius e poi da soli, quando lui li aveva lasciati per andare in un altro centro. Era stata una giornata carica d'angoscia. Molti avevano pianto per i compagni e gli amici che non sarebbero mai pi ritornati. Alba, per, non aveva pianto.
Oggi sar anche peggio..., pens la ragazza, ascoltando distrattamente i discorsi delle sue vicine. La maggior parte dei discepoli temeva che l'Erede sarebbe ricomparso in superficie per concludere il lavoro: nemmeno una sede della Baia sarebbe rimasta in piedi, nemmeno un agente - n una recluta - sarebbe sopravvissuto. Nessuno era in grado di contrastare il potere del Talismano: persino Morpheus aveva perso. Terminata la colazione avrebbero ripreso a pregare. Sembrava che non fosse possibile fare nient'altro.
Alba odiava l'Erede gi da prima che impazzisse. Lo odiava con tutta se stessa, fin da quando aveva tradito la Baia per passare dalla parte dei ribelli e allora lei e altri dei suoi ex compagni d'addestramento erano stati incaricati di cercare di farlo ragionare... con le buone o con le cattive. Avevano combattuto, la situazione era in breve degenerata, c'erano stati dei morti... Se non fosse stato per Bryan, lei non avrebbe trafitto sua sorella Aurora con un raggio di energia. Voleva uccidere lui, invece...
Si volse un attimo prima che Julius le appoggiasse una mano sulla spalla per chiamarla; era dotata di una certa dose di preveggenza, piuttosto utile durante i combattimenti.
Alba, giusto?, domand il Dirigente.
La ragazza annu con un mezzo sorriso. Sissignore. Si ritrov a pensare che colui che le stava davanti era ormai il capo assoluto della Baia. L'ultimo Dirigente... di un'organizzazione che presto non esister pi.... Eppure sembrava sereno, quasi fiducioso.
E la tua gemella dov'?.
Il volto di Alba si oscur. L'accenno di sorriso si spense.
... ...
Bryan si ritrov nella sala del Bazar della Citt del Giorno. Era sicuro che quel posto si chiamasse cos, sebbene non avesse mai sentito pronunciare quei nomi. Forse, si disse, l'onniscienza fa parte della dotazione base del Talismano. Ma in realt non sapeva tutto: ad esempio, non aveva la pi pallida idea di che fine avesse fatto il Bazar.
E non sapeva nemmeno chi avesse edificato lo sfarzoso castello che troneggiava al centro della sala... perch era evidente che fosse una costruzione recente. Non era imponente quanto quello di Eos, ma era senz'altro pi appariscente: soprattutto perch era stato completamente pitturato di un viola intenso. Le luci artificiali permettevano di ammirarlo bene, anche nei particolari. La struttura principale era quadrata e piuttosto tozza ed era ornata da piccole guglie intervallate da minacciosi golem di pietra. Da ciascuno dei quattro angoli s'innalzava una torre circolare la cui punta andava a sfiorare il soffitto. Una quinta torre, poi, si ergeva dal centro del maniero; ma questa era meno alta e slanciata delle altre e la sua sommit era piatta e merlata.
Bryan si avvicin piano all'enorme ponte levatoio metallico che era stato tirato su, sigillando l'interno del castello. Era curioso di scoprire chi vivesse l dentro: indubbiamente si trattava di un importantissimo Sotterraneo... forse proprio di colui che doveva incontrare.
Abbass lo sguardo sul Talismano e gli domand:  per questo che mi hai fatto venire fin qui?. Soltanto allora si accorse di essere nudo. Si arrest e si guard intorno, imbarazzato: per fortuna non c'era nessuno. Mi sa che questo non  l'abbigliamento pi indicato per presentarsi al cospetto di un leader Sotterraneo.... Si concentr e focalizz dei vestiti adatti per l'occasione: socchiuse gli occhi e quando li riapr indossava un completo viola. Era piuttosto pacchiano, doveva ammetterlo, ma perlomeno era in tinta con il castello.
Riprese ad avanzare e ud il rumore di alcuni grossi ingranaggi che si mettevano in moto. Poco dopo il ponte levatoio cominci ad abbassarsi a velocit controllata; emise un tonfo sordo quando cal del tutto e fece tremare per un istante il suolo. Il ragazzo, che si era fermato esattamente a un metro dal punto d'appoggio della sommit del ponte, avanz di un passo e vi sal sopra. Si arrest di nuovo, poich ud il suono prodotto da molti piedi che marciavano in modo ordinato. Nella penombra della galleria che conduceva all'interno del castello, distinse alcune sagome che facevano rotolare qualcosa che somigliava a un grosso cilindro. Il rullo acquist velocit, grazie alla pendenza, e non ebbe pi bisogno di essere spinto: ora ruzzolava proprio verso Bryan, che non si mosse di un millimetro, pur non sapendo ancora che cosa fosse.
Non appena il cilindro venne alla luce, si rese conto che era rosso e si lasciava dietro una striscia del medesimo colore; inoltre, a mano a mano che avanzava, si assottigliava. Si srotol del tutto quando, pochi secondi dopo, sfior le punte delle scarpe viola di Bryan. Sorridendo, il ragazzo mise il piede sul tappeto di velluto rosso che era stato steso apposta per lui.
... ...
Kyl salut i genitori, poi usc di casa, con la mente ingombra di pensieri. Attravers la strada principale del villaggio senza prestare attenzione ai ribelli che si volgevano per guardarlo o per augurargli buona fortuna. Sapevano tutti quello che stava per fare: sapevano che le probabilit che tornasse indietro erano scarse. Non si trattava affatto di un piano complicato, anzi, non si trattava neanche di un piano... o quasi.
Si sentiva tremendamente in colpa per quello che Bryan aveva commesso, perch lui aveva sempre insistito dicendo all'amico che doveva assumersi le proprie responsabilit e recuperare il Talismano. Aveva detto che era l'unico modo per acquisire la sicurezza di sconfiggere il diabolico Morpheus. Bryan, in effetti, era riuscito a ucciderlo... e poi era impazzito. L'unica cosa che lo consolava erano le parole di Eos: anche secondo lui non c'erano alternative e il ragazzo non avrebbe potuto fare nient'altro che impossessarsi del Talismano.
E l'Insorta.... Strinse i pugni e sbuff, aumentando il passo. Non poteva sopportare di vederlo ubriaco: guardare un simile spreco di capacit ed energie lo faceva imbestialire. Almeno avrebbe potuto aspettare il ritorno di Bryan prima di lasciarsi andare. Proprio ora che il ragazzo aveva maggior bisogno dei suoi amici per superare quello che gli stava capitando...
Si ferm al limitare del villaggio, dove lo attendeva Milo, un Tramite di una decina d'anni pi vecchio di lui, particolarmente alto e robusto. Si era offerto volontario per accompagnarlo in quella missione. Ciao, Kyl.
Il ragazzo contraccambi il saluto, poi si incamminarono insieme. Ti senti pronto, Milo?, gli domand, mentre iniziavano a percorrere la salita che portava all'accesso del Rifugio.
Nessuno potrebbe essere pronto, rispose il Tramite, ma di certo non ho intenzione di tirarmi indietro.
Quella che si prospettava era una missione che non aveva precedenti.
Arrivati in cima alla salita, si volsero entrambi contemporaneamente, quasi come se si fossero scambiati un segnale. Ammirarono la valle del Rifugio, il fiume e le case... Poi si girarono e iniziarono la discesa della china. A qualche decina di metri di distanza, due figure immobili li attendevano.
Milo abbozz un sorriso, diretto a Kyl. Se qualche giorno fa qualcuno mi avesse pronosticato una simile alleanza, disse, l'avrei senz'altro preso per pazzo....
Anche io, ammise il ragazzo. Anche io.
... ...
Bryan avanzava con titubanza sul lunghissimo tappeto rosso. Parecchie figure dall'atteggiamento marziale si erano dispose ai due lati del ponte levatoio; entrambe le file continuavano anche sotto la galleria d'ingresso e si perdevano nell'oscurit. Il ragazzo si rese conto che erano tutte quante donne e che ognuna di loro impugnava una grande tromba dorata.
All'improvviso sollevarono gli strumenti e diedero loro fiato. Intonarono un motivo che Bryan aveva sentito svariate volte, nei film e nei cartoni animati: era il ritornello che annunciava, ad esempio, l'ingresso di un re e di una regina. Si guard indietro, aspettandosi di trovarsi alle calcagna una carrozza imperiale o qualcosa di simile. Non vedendo alcunch, torn a volgersi avanti e not qualcosa di molto pi interessante del motivetto musicale.
Le banditrici non indossavano altro che sottili perizomi e reggiseni striminziti che lasciavano ben poco spazio all'immaginazione. Bryan rallent l'andatura e cominci a volgersi da una parte e dall'altra, osservando a una a una tutte quante le donne, impettite e intente a suonare. Qualcuna ammicc in sua direzione, facendolo avvampare. I loro petti si gonfiavano d'aria e poi si abbassavano, in modo ritmico e quasi ipnotizzante. Il ragazzo fu colto dal desiderio di... Le trombe tacquero improvvisamente e cal un profondo silenzio.
Sua Maest, l'Erede del Talismano, annunci poco dopo una voce femminile e autoritaria, Signore del mondo Sotterraneo e Dominatore di tutte le creature.
Bryan era cos sbalordito che a stento trattenne una risata. Io, il Signore dei Sotterranei?. Si ferm e si guard intorno: non c'era nemmeno una banditrice che non lo fissasse con una luce di ardente adorazione negli occhi. Dunque  per questo che sono qui? Per ereditare un mondo che non ho mai chiesto?.
A un tratto il suo sguardo fu calamitato da una donna che incedeva solennemente verso di lui, tenendosi al centro del tappeto di velluto. Indossava un lungo vestito nero con degli spacchi laterali che mettevano in mostra le cosce a ogni passo. Gli occhi del ragazzo furono attratti dalla generosa scollatura. Il viso era un ovale perfetto, incorniciato da una chioma bionda; sulla fronte alta risplendeva un diadema d'oro, impreziosito da smeraldi, zaffiri e rubini. In una mano stringeva uno scettro ornato da una serie di fini incisioni, sul cui apice era incastonata una pietra preziosa delle dimensioni di un pugno; con l'altra reggeva una corona argentea, le cui punte s'intrecciavano formando elaborati arabeschi; svariate gemme viola occhieggiavano a intervalli regolari.
La donna si ferm a un metro di distanza dal ragazzo e gli rivolse un sorriso che gli fece salire il sangue alle guance. Bentornato, mio Signore, gli disse, porgendogli lo scettro.
C-ci deve essere un errore, bofonchi Bryan, accettando tuttavia l'oggetto regale. Io non sono il Signore di nessuno....
Una risata, cristallina e seducente al tempo stesso, sgorg dalla gola della donna e i suoi occhi azzurri sfavillarono. Certo che lo sei, Bryan, ribatt con voce melodiosa.
Ma come  possibile?  la prima volta che scendo in questo mondo....
La donna rise ancora. La prima volta di oggi... Hai sempre voglia di scherzare, mio Signore.
L'inquietudine cresceva in Bryan. Non sto affatto scherzando.... Aveva la sensazione di essere capitato per sbaglio sul set di un film in corso di svolgimento. Non sono mai sceso quaggi, non ho mai visto questo posto... e non conosco nessuna di voi.
E non ti ricordi neanche di me?, volle sapere la donna, sorridendogli in modo provocante. Davvero non ti ricordi di me?, domand ancora, mentre il sorriso le moriva sulle labbra.
Ora l'imbarazzo si aggiunse al disagio generale: pareva proprio che lei lo conoscesse, ma Bryan non se la ricordava affatto. Scrut il bel volto con attenzione, poi il suo sguardo venne attratto dalla forma affusolata delle orecchie. Scosse la testa. No, mi dispiace....
Ti dispiace..., ripet la donna con aria piuttosto assorta. Prima sparisci di punto in bianco, senza dire una parola..., disse, fissandolo all'improvviso con particolare intensit, e adesso torni qui senza ricordarti nulla.
In effetti, borbott Bryan, ho la vaga sensazione di conoscere questo luogo.... Imprec ed esclam: Come diavolo  possibile che l'Erede del Talismano si becchi un'amnesia?
A quanto pare,  possibile. La donna sollev la corona gemmata e la adagi con cura sulla testa di Bryan, che pens di ritrarsi ma non si mosse. Non ti preoccupare, mio Signore, ti aiuter io a ricordare.... Prese il volto del ragazzo fra le mani e lo port lentamente verso di s, finch le loro bocche non furono a contatto.
Bryan si sent fremere mentre, a occhi chiusi, assaporava le labbra carnose della donna. Lei gli apr la bocca e insinu piano la lingua, muovendola contro la sua; dopo un po' interruppe l'appassionato bacio e lo guard dritto negli occhi. Il ragazzo abbozz un sorriso piuttosto impacciato: era stordito e turbato, ma anche eccitato.
All'improvviso pens a Leila e si sent in colpa, terribilmente in colpa: non credeva che sarebbe mai pi riuscito a baciare un'altra, invece... Dunque, si schiar la voce tossendo, tu saresti....
Sono Olimpia, la tua Regina.
... ...
L'Insorta, sprofondato nella poltrona, si torceva nervosamente le dita e si aggiustava di continuo il passamontagna, come se all'improvviso fosse diventato stretto e scomodo. Siete sicuro che funzioner?, chiese infine, dopo un lungo silenzio.
Eos non rispose subito. Si tolse il monocolo, lo pul con un panno e lo sistem di nuovo sull'occhio, compiendo ogni gesto con studiata lentezza. Poi fiss con intensit il capo della Comunit. Ne sono sicuro, non temete. Si arricci la punta di uno dei sottili baffi. Bench non sia mai stato tentato nulla del genere, vi do la mia parola che funzioner.
L'Insorta annu, ma abbass lo sguardo.
La questione  un'altra, per, continu Eos, in tono flemmatico. Voi nutrite abbastanza fiducia in me?.
... ...
Scegli quella che preferisci, mio Signore, disse Olimpia, allargando le braccia e rivolgendo un sorriso malizioso - lussurioso, perfino - a Bryan. Ho selezionato io stessa le concubine migliori, come mi avevi ordinato.
Da-davvero t-te l'ho ordinato?, balbett il ragazzo, guardando imbarazzato le sette fanciulle allineate davanti a lui. Erano tutte incantevoli, prosperose e dall'aria lasciva.
Olimpia annu. In teoria avremmo dovuto sceglierle insieme, ma poi sei sparito..., rispose, accarezzandogli una guancia. Oh, ma sei arrossito... Come sei tenero!. Con un movimento sinuoso, raggiunse la concubina pi a destra e le appoggi una mano sul seno florido, coperto soltanto da una canottiera piuttosto scollata. Questa  un'umana. Non te la ricorderai, ma faceva parte del nostro bottino di ieri sera.... Rise e prese a ticchettare con le dita sulla pelle, facendo ridacchiare anche la fanciulla; poi sollev la mano e le tocc il viso, sfiorandole i lunghi capelli castani. Vuoi dirmi che non  bella? Non ho scelto bene?
S-s, si affrett a rispondere il ragazzo, temendo di offenderla. Stacc lo sguardo dal petto della concubina e fiss la Regina. Per....
Senza lasciargli il tempo di parlare, Olimpia pass alla ragazza successiva, che era pi alta e snella della precedente e indossava un lungo vestito da sera con un vertiginoso dcollet, e replic: Preferisci le bionde?, passandole una mano fra i capelli.
Bryan la segu per un attimo con lo sguardo, poi si riscosse e si sforz di parlare con un tono deciso: Non sceglier nessuna di loro: ho gi la mia ragazza... e presto la riporter in vita. Pensare a Leila gli strazi il cuore. Inoltre, vorrei sapere che cosa diavolo  tutta questa storia. Perch sono il Signore dei Sotterranei? Come mai tu sei la mia Regina? Perch sono venuto quaggi? Perch... Che cosa significa bottino?! E che cosa altro mi sono dimenticato?
Calmati, Bryan, va tutto bene, disse Olimpia in tono affettuoso. Gli si avvicin e gli appoggi le mani sulle spalle, sorridendogli. Tu sei l'Erede, dunque ti spetta di diritto il mondo intero, ma hai deciso di scendere prima quaggi per riscuotere ci che era gi tuo. Pi tardi dovrai tenere un discorso al tuo popolo... ma adesso non preoccuparti di questo, aggiunse, non appena il ragazzo diede segno di voler parlare. Nei prossimi giorni espanderai il tuo legittimo dominio sul resto del pianeta. Io sono la Regina perch sono la tua anima gemella, l'unica creatura degna di te.
Leila era degna di me!, sbott Bryan, fulminandola con lo sguardo e arretrando di un passo. Sentiva di avere il viso in fiamme. Leila  degna di me!.
Olimpia avanz e gli prese il volto fra le mani. I suoi occhi chiari luccicavano di comprensione. Ma certo, ma certo, lei era degna di te e nessuna la potr mai sostituire... Tuttavia sai bene che nemmeno tu sei in grado di strapparla dagli inferi e sai altrettanto bene che, essendo l'Erede del Talismano, hai dei doveri verso il tuo intero popolo. Non puoi crogiolarti nel lutto: c' gente che ha un grande bisogno di te. Bryan  morto con Leila, ora tu sei l'Erede. Hai capito?.
Il ragazzo annu lentamente, socchiudendo gli occhi e sentendo le lacrime che iniziavano a scendergli gi per le guance. Leila gli mancava tanto che aveva la sensazione di impazzire. Sospir mentre Olimpia gli accarezzava con dolcezza il volto e poi lo stringeva in un abbraccio altrettanto dolce. Dolce e consolatorio. Sono l'Erede. Ho dei doveri. Lei adesso  la mia Regina, andava ripetendosi, cercando di capire se fosse vero oppure no. Sono l'Erede. Ho dei doveri.... Dopo qualche secondo, rilass i muscoli e strinse a sua volta le braccia intorno alla vita della donna.
L'ultima cosa che aveva detto l'aveva colpito: Bryan  morto con Leila, ora tu sei l'Erede. Era vero? S, senz'altro sentiva che una parte di lui era spirata insieme alla ragazza che amava.
Le labbra di Olimpia gli sfiorarono l'orecchio. La tua missione  essenziale e devi portarla a termine al massimo delle tue potenzialit, sussurr. Ma per poterlo fare hai bisogno di lasciarti alle spalle il passato, la sofferenza... Devi goderti appieno il presente, in modo tale da prepararti per il futuro. Il tuo futuro.
E... come ho fatto, bofonchi Bryan, accarezzando piano la schiena della donna, a conquistare il tuo mondo? Il vostro esercito non ha cercato di fermarmi?.
Olimpia rise e gli stamp un bacio sulla guancia, senza allontanarsi da lui. E chi mai oserebbe mettersi contro l'Erede del Talismano? Qualche folle ha tentato, ma  stato neutralizzato.  bastato che tu dessi una dimostrazione dei tuoi poteri... e questo sar sufficiente anche in superficie, in quello che era il tuo mondo.
Grazie, sospir il ragazzo, staccandosi da lei e rivolgendole un pallido sorriso. Ma io non mi sento ancora pronto. Devo - come si dice? - elaborare il lutto... e cercare di dare un senso a tutto questo, aggiunse, facendo un gesto vago con le mani e poi stringendosi nelle spalle.
Olimpia sospir. Lo so, Bryan. Ma ieri hai detto: Se io fossi una persona normale potrei permettermelo, ma sono l'Erede.... Quindi mi sento in dovere di convincerti... in un modo o nell'altro. Schiocc le dita, poi gli si avvicin e lo baci sulla bocca.
Bryan si irrigid, stringendo le labbra e chiudendo i pugni. Poi vide le fanciulle che si avvicinavano e sent che il cuore accelerava il battito. Una lo baci sul collo, cominciando poi a leccarlo; un'altra fece lo stesso dal lato opposto. Rilass le labbra e permise a Olimpia di far scivolare dentro la lingua, con dolcezza. Sent una mano che gli accarezzava il petto, un'altra le natiche, un'altra ancora si soffermava sull'inguine. Una delle donne gli prese il pugno e glielo apr, sollevando un dito per volta, con delicatezza; gli baci il dorso della mano e poi gli fece appoggiare il palmo sul proprio seno.
Il ragazzo socchiuse gli occhi. Un gemito gli sfugg dalle labbra, attutito dalla bocca della Regina. Leila, Leila, Leila. Io desidero solo Leila, si ripeteva freneticamente, ma era smentito dal suo corpo. E dal Talismano, che aveva iniziato a emettere una luce sanguigna.
... ...
Marta sollev lentamente le palpebre. Devo essermi addormentata in bagno, fu il suo primo pensiero, ma appena i suoi occhi misero a fuoco si rese conto di non essere pi a casa. Sono stata rapita!. Un brivido pungente si diffuse lungo la sua colonna vertebrale. Oh, Dio santissimo....
Si trovava in una stanza di modeste dimensioni che aveva l'aria di essere un ufficio. Era seduta su una poltroncina girevole e le sue braccia, per fortuna, non erano legate ai braccioli. Mosse le gambe e constat che neppure le caviglie erano state incatenate.
Una serratura scatt con un rumore metallico e la fece sobbalzare. Si volse verso l'unica porta dell'ufficio e vide la maniglia che si abbassava. Balz gi dalla poltroncina e, avendo le gambe molli, quasi cadde distesa sul pavimento. Avrebbe voluto prendere dalla scrivania qualche oggetto con cui difendersi, ma ormai era entrato qualcuno.
Buongiorno, signorina. Sono davvero desolato per il modo poco ortodosso in cui  stata portata qui....
Bench la voce fosse gentile, Marta si gir piano, temendo chi avrebbe visto. Oh, fu ci che borbott quando si trov davanti un uomo magro e basso che le rivolgeva uno sguardo mortificato.
Lei , insieme a poche altre persone, di vitale importanza per la riuscita di un'operazione di salvataggio. Le si avvicin, prendendole con garbo le mani fra le proprie, e ribad: Di vitale importanza. Abbozz un sorriso. Le dice niente il nome Bryan?.
... ...
Il ragazzo venne svegliato da un lieve bacio sulle labbra. Apr gli occhi e vide il volto perfetto di Olimpia e il suo sorriso sensuale. Sono in paradiso, sussurr, inspirando il profumo della Sotterranea.
Il popolo si sta radunando per ascoltare il tuo discorso, disse lei. Si stiracchi, inarcando la schiena. Dobbiamo prepararci. Con un movimento flessuoso e aggraziato, scese sul pavimento e, svestita, si allontan dal letto, dirigendosi verso una delle finestre.
Bryan segu con gli occhi il suo provocante ancheggiare e si sollev a sedere, con l'intenzione di seguirla, per abbracciarla da dietro e... Abbass di colpo lo sguardo e si accorse di avere diverse concubine - anche lui aveva iniziato a chiamarle cos, fra s e s - che gli dormivano addosso. La pi vicina era perpendicolare a lui e aveva appoggiato il viso sul suo petto; un'altra era sdraiata sul bacino del ragazzo; una terza era coricata sulle sue cosce. Erano completamente nude; pure lui lo era; e anche le restanti quattro fanciulle non indossavano nulla.
Devi prepararti..., la voce di Olimpia giunse da lontano.
La ignor e rimase a guardare le donne che, accanto a lui, dormivano avvinghiate l'una all'altra. Ripens a quello che era successo da quando era stato trascinato nella camera da letto a quando si era assopito. Aveva fatto cose impossibili... umanamente parlando.
Non era stato solo bello, era stato straordinario: un'esperienza catartica. S, catartica, si ripet, liberatoria. Era come se in quella stanza - sull'enorme letto, ma non solo - fosse riuscito a sfogare tutta la rabbia, il dolore e la disperazione che si portava dentro. Si era purificato dalla testa ai piedi, si era svuotato dal male che covava nel suo cuore e adesso si sentiva quasi rinato.
Era pronto per assumere in pieno il ruolo di Erede del Talismano: aveva fatto la muta, scrollandosi di dosso la pelle ormai vecchia e stretta di Bryan. Si sentiva, infatti, come se avesse appena portato a termine un rito d'iniziazione: un rito che aveva intrapreso, passo dopo passo, insieme alla pietra incastonata nel suo petto. Lui e il Talismano si erano fusi in un'unica entit; non a livello carnale, bens spirituale. I loro corpi si erano uniti fisicamente non appena era riuscito a strapparlo dal petto di Morpheus, ma solo ora anche le loro essenze si erano congiunte.
L'Erede aveva cessato di esistere. Il Talismano aveva cessato di esistere. Adesso esisteva soltanto l'Erede del Talismano.
... ...
Olimpia ripet per l'ennesima volta che il popolo si era radunato intorno al castello, pur sapendo che tanto era inutile perch in quel momento l'Erede stava vagheggiando con la fantasia. Scrut le sette concubine, solo una piccola parte del bottino di quella notte.
Adesso Bryan crede davvero - o forse finge? - che l'adorazione di queste donne sia autentica e che loro abbiano deciso spontaneamente di seguirci, pens, tornando a guardare il ragazzo, che ora sembrava candido e innocente. Temeva che da un momento all'altro avrebbe gettato la maschera, rivelando il vero volto: quello folle e crudele. Ma stanotte sentiva le grida di queste ragazze mentre le rapiva dai propri letti, dalle proprie case, dalle proprie vite. Dal proprio mondo. Oh s, le sentiva eccome, e rideva, rideva....
Olimpia vide che un paio di fanciulle si erano appena svegliate e stavano gi iniziando ad accarezzarlo e a baciarlo. Le ha lobotomizzate tutte quante, si disse, non appena ne ha avuto abbastanza dei loro strilli. Ha instillato in loro l'impellente bisogno di adorarlo, in ogni modo possibile. Per un attimo pass nell'anticamera del suo cervello la possibilit che lei stessa fosse stata lobotomizzata. No, io sono ancora nel pieno possesso delle mie facolt. Non lo adoro affatto. Lo odio perch mi ha costretta a uccidere Ottig.
Distolse l'attenzione dal letto, si volse, torn alla finestra, si affacci e guard gi. Parlare di folla oceanica sarebbe stato un misero eufemismo: l'intera Citt del Giorno si era accalcata dove fino a pochi giorni prima sorgeva il Bazar. Quale pazzo avrebbe osato non presentarsi? Soprattutto considerando che il giorno precedente Bryan aveva detto che chi non fosse venuto ad ascoltare il discorso pubblico sarebbe stato punito senza piet.
In ogni caso, tutto stava andando nel migliore dei modi. Olimpia godeva della piena fiducia dell'Erede, sia nella versione sanguinaria, sia in quella pacifica (e smemorata). Ormai era evidente che non poteva fare a meno di lei: dapprima l'aveva risparmiata quando era calato su di lei sotto forma di Ombra, poi l'aveva resuscitata e infine l'aveva salvata dalle fiamme incantate del Cacciatore.
Non appena si era resa conto che Bryan aveva perso la memoria, Olimpia aveva capito che si trattava di una grande occasione per sistemare le cose. Una grande occasione che non andava sprecata... a meno che lui non stesse soltanto fingendo. A ogni modo, valeva la pena di tentare. Aveva calibrato con attenzione ciascuna parola, cercando di non dire nulla che avrebbe potuto risvegliare il lato malvagio dell'Erede: ad esempio non gli aveva ancora parlato delle oltre ventimila persone che aveva trucidato.
... ...
Viviana stringeva la mano di Marta con troppa forza, ma non si accorse delle sue leggere proteste. Aveva occhi e orecchie solo per Bryan. Soltanto per lui.
Quando aveva spalancato la porta d'ingresso e si era trovata davanti un certo Julius (aveva detto di essere il direttore dell'organizzazione per cui lavorava suo figlio, o qualcosa del genere), mai e poi mai avrebbe immaginato che dopo si sarebbe ritrovata, in compagnia di Marta (la ragazza che suo figlio aveva conosciuto quando era andato in vacanza a Boscoquieto e per cui si era preso la prima cotta) e di altri amici di Bryan, a chiss quante centinaia di metri sotto la superficie terrestre, in un mondo parallelo abitato da mostri e governato - a quanto pareva - proprio da suo figlio.
Tutti erano stati convocati e portati l con lo stesso scopo: andare da Bryan, parlargli e farlo tornare in s. Julius le aveva spiegato, con molto tatto, che si era lasciato un po' prendere la mano... e aveva seminato morte e distruzione nel mondo Sotterraneo. Era svenuta di nuovo, ma non appena si era riavuta aveva dichiarato che non avrebbe potuto crederci se non fosse stato Bryan stesso a confessarglielo. Presto potr vederlo di persona, aveva promesso Julius, parlargli e - mi auguro - farlo rinsavire. Lei  il nostro asso nella manica, signora: confidiamo molto nell'influenza materna. Ma non sar sola, non si preoccupi.
La presenza di Marta le era di grande aiuto: le dava la certezza di non essere completamente impazzita. Da quando si erano incontrate si erano parlate poco, molto poco, travolte dai rapidi eventi; avevano conosciuto gli altri membri della missione e poi erano state portate sottoterra. Sapeva che suo figlio aveva sofferto molto a causa della mancanza di Marta (si era sentito tradito da lei, che non poteva considerarlo altro che un amico), ma in questo momento non le importava: la ragazza era l'unico legame che l'ancorava al mondo vero. Alla realt.
Bryan era apparso qualche secondo prima sulla sommit della torre centrale del castello. Subito si era levato un clamore assordante dall'incredibile - e mostruosa - folla che li circondava. Se davvero ha ucciso delle persone, si era chiesta, scettica, perch lo acclamano?. Le era stato detto che li aveva convinti con il terrore a sottomettersi, ma lei non poteva credere che fosse capace di una cosa del genere. Fino a pochi giorni fa non sapevi nemmeno che lavorasse per un'organizzazione segreta, l'aveva provocata una vocina interiore, ma lei si era affrettata a metterla a tacere. Mio figlio non pu essere un assassino.
Bryan era sulla torre, ma era strano, molto pi grande del dovuto; e lei era quasi sicura che non si trattasse di un'immagine proiettata. Di primo - primissimo - acchito non se ne era accorta, a causa della gioia immensa che aveva provato nel vederlo, sano e salvo, e nel sentire la sua voce (anche se parlava in modo incomprensibile); ma, bench si trovasse ad almeno duecento metri di distanza, Viviana lo vedeva praticamente a grandezza naturale.
... ...
Bryan si era ingigantito affinch tutti i suoi fedeli sudditi potessero vederlo bene, ammirarlo e imprimersi ogni suo tratto nella memoria. Aveva avuto appena il tempo di salutarli prima che iniziassero ad applaudire, entusiasti. Si era goduto l'ovazione popolare per alcuni secondi, passando in rassegna i maxi-schermi - ognuno alto una ventina di metri - che tappezzavano ogni parete della sala: grazie ad essi poteva guardare i Sotterranei che si erano radunati nelle piazze principali di ciascuna citt; e tutti quanti potevano vedere lui.
Per la prima volta in Sottomondovisione, scherz fra s e s, l'Erede del Talismano!.
Si sent toccare sulla caviglia e abbass lo sguardo. Sotto di lui, piccola come una gattina, c'era Olimpia. Ricordati, gli disse a voce alta, quello che ti ho....
Certo, certo, la rassicur lui con un sussurro, poi si rivolse ai sudditi: Vi ringrazio di cuore per questa calorosa accoglienza, ma ora vi prego di rimanere in silenzio e di ascoltarmi con attenzione. Come ben saprete, io sono l'Erede del Talismano, cos dicendo, sbotton la camicia e mostr la pietra che scintillava sul suo petto. Mi spettava di diritto, eppure ho dovuto combattere duramente per ottenerlo. Ho dovuto affrontare il famigerato Morpheus e - ahim - ucciderlo. Ma adesso non voglio pi che nessuno uccida nessun altro. Sono venuto qui per portare la pace. Non una pace momentanea, bens eterna: durer finch il Talismano briller con me, cio per sempre. Si adombr, pensando a Leila e all'eternit senza di lei, ma poi si riprese e continu: Entro breve salir nel mondo in superficie e porter la pace perpetua anche l. E soprattutto mi impegner affinch voi e gli umani possiate convivere in modo pacifico. I Sotterranei che vorranno potranno tornare in superficie. Alla luce del sole.
... ...
Che cosa sta dicendo?, grid Kyl nell'orecchio di Julius, per farsi sentire nonostante il trambusto generale.
Il Dirigente scosse la testa, quasi divertito: Quando avr esteso la propria egemonia anche sul mondo superficiale, i Sotterranei che vorranno potranno andare su e vivere con gli umani.
Il ragazzo ridacchi senza allegria.  davvero impazzito, comment. Mi auguro davvero che, fra tutti, qualcuno di noi riesca a farlo tornare in s.
Penso che ci siano buone possibilit, ribatt Julius.
Kyl annu, bench non condividesse l'ottimismo del Dirigente: ci che pi temeva era che il Talismano avesse divorato Bryan dall'interno e che del suo amico non rimanesse altro che l'involucro esteriore; in tal caso, tutto sarebbe stato inutile. Ma dobbiamo tentare. Anche se la stessa idea aveva sfiorato la sua mente, era stata la Baia la prima a metterla in pratica, prelevando la madre di Bryan e le ragazze e poi contattando persino lui, un ribelle. Be', dopotutto, se  riuscito a far collaborare Baia e Comunit, forse potrebbe far convivere pacificamente Sotterranei e umani.
... ...
Quindi questo  il mio trono?, domand Bryan, con gli occhi spalancati di stupore, osservando il colossale scranno, il cui vertice quasi toccava l'alto soffitto. L'ho fatto costruire io?.
Il basamento di pietra era alto un paio di metri e largo almeno sei; aveva una forma rettangolare ed era decorato da una serie di incisioni che raffiguravano l'Erede e la sua Regina in varie pose, alcune delle quali a dir poco conturbanti. Sui quattro angoli del basamento si ergevano altrettante statue, alte tre metri, che ritraevano Bryan, con la corona calcata sul capo e lo scettro stretto nel pugno. La mano libera di ogni statua reggeva una delle gambe del trono vero e proprio, di legno, che cos si trovava a essere sospeso a pi di due metri dal basamento. Ma non era tutto: un robusto pilastro, infatti, torreggiava dietro lo scranno, superandolo di tre metri abbondanti, e due statue erano ancorate ad esso; di primo acchito sembravano rappresentare un paio di angeli con le ali dispiegate e le braccia protese verso il trono, ma osservando con attenzione Bryan si rese conto che quello effigiato era il suo volto.
No,  stata una mia idea, rispose Olimpia. Gli cinse i fianchi con un braccio e lo attir a s. Ma tu mi hai aiutato a realizzarla, ovviamente. I quattro Eredi che sostengono il trono simboleggiano il tuo potere, che viene da te stesso, mentre i due che dall'alto si protendono verso di te stanno a indicare che sei tu a vegliare su te stesso e, di conseguenza, su tutti noi.
Bryan si volse a guardare la Regina e si sent pervadere da un miscuglio di affetto e orgoglio. Se tu non esistessi, disse, accarezzandole il volto, dovrei crearti.
Non ci riusciresti, ribatt lei e gli diede un breve bacio sulle labbra. Poi si stacc da lui e s'incammin verso il trono. Saliamo, mio Signore, ci sono due posti lass.
Il ragazzo la raggiunse, la prese sottobraccio e continuarono a procedere insieme, staccandosi dal pavimento e levitando sempre pi in alto, passo dopo passo; si fermarono qualche secondo pi tardi, rimanendo sospesi davanti allo scranno di legno, finemente intarsiato e dipinto con colori brillanti fra cui spiccavano l'oro e il viola. Le concesse di sedersi per prima, poi la segu, affondando nei grossi cuscini.
Cosa prevede il tuo programma, ora?, le chiese, prendendole la mano e baciandogliela.
 tempo di concedere udienza.
Udienza?, ripet Bryan, rialzandosi e volgendo subito lo sguardo verso il gigantesco portone d'ingresso. A chi devo concederla?
Che domanda!, esclam Olimpia. Batt con forza le mani, producendo un suono che rimbomb in tutta la sala. Ai tuoi sudditi, naturalmente....
Il portone cominci ad aprirsi, lasciando entrare la luce esterna e mostrando la moltitudine che gi si accalcava nella galleria e poi sul ponte levatoio abbassato. Devo stare ad ascoltare tutta questa gente?, sbuff Bryan, lasciandosi andare contro lo schienale di legno. Tutta tutta?
Quando non vorrai pi ascoltarli, rispose Olimpia, appoggiandogli una mano sul braccio, li congederai e loro torneranno domani, non ti preoccupare.  il tuo primo giorno e non ti voglio affaticare troppo.
D'accordo, sospir il ragazzo, scrutando in tralice la Sotterranea. Anche se avrei preferito concedere udienza a te. Udienza privata. Le premette un dito sulla bocca appena lei fece per replicare: Lo so, lo so, sono l'Erede del Talismano e ho dei doveri, non me lo sono mica scordato. Far del mio meglio... per il mio popolo. Avanti!, ordin a voce alta.
Due Sotterranei si avvicinarono con notevole circospezione. La donna non era pi giovane, mentre l'altro - che indubbiamente era il figlio - era poco pi di un bambino e si teneva quasi aggrappato al suo braccio. Entrambi s'inchinarono non appena furono arrivati a una decina di metri dal basamento del trono. Alzatevi, ordin Bryan, con un tono carico di benevolenza. Cosa vi angustia?
Vo-vostra M-maest, balbett la donna, scrutandolo di sottecchi. S-sono qua p-per mio figlio. I s-suoi occhi.... Era cos nervosa che pareva sul punto di scoppiare in lacrime. Si inchin di nuovo, come per scusarsi, inspir profondamente e riprese a parlare: Mio figlio  cieco: da tutti e sei gli occhi. Se l'infinita, sublime ed eccelsa magnanimit di Vostra Maest volesse guarirlo....
Bryan sollev una mano e la punt verso il figlio della Sotterranea: un tenue raggio luminoso part dal palmo, invest la sua testa per non pi di un secondo e lui torn a vedere, guardandosi intorno esterrefatto. La donna si profuse in salamelecchi mentre si allontanava, indietreggiando senza voltarsi e tenendo ancora la mano del figlio.
Cos, per, ci vuole un sacco di tempo..., borbott Bryan, pensieroso. Potrei curare molta pi gente passando direttamente in mezzo alla folla....
Questa  la tua giornata di prova, disse Olimpia. Fai come ritieni meglio.
Un altro Sotterraneo, grande come un orso ma molto pi peloso, si era fatto avanti, inginocchiandosi al cospetto dell'Erede. Vostra Maest, generosissimo Signore....
Bryan lo interruppe dicendo: S, ti far ricrescere i tentacoli che ti sono stati strappati.... Detto fatto: lo invest con un raggio luminoso e, dopo un paio di secondi, alcune protuberanze cominciarono a spuntare dal suo busto villoso, serpeggiando e contorcendosi poi sul pavimento. Eccoli, come nuovi. Avanti il prossimo. No, anzi, cambi improvvisamente idea, dopodich ordin: Che tutti quelli che devono essere guariti entrino in questa sala.
Un minuto pi tardi, la sala era straripante di gente che si accalcava fin sotto al basamento dello scranno. Bryan si trov a pensare che, se avesse fatto cadere una moneta, questa non avrebbe potuto raggiungere il pavimento. Si concentr, ampliando la sua percezione mentale per contemplare ogni singolo Sotterraneo e sollev entrambe le mani. Dai suoi palmi, come fuochi d'artificio, eruppe una pioggia di raggi dorati.
... ...
Olimpia osserv, affascinata, la valanga luminosa che si riversava addosso ai sudditi, facendoli risplendere per alcuni secondi come se i loro corpi si fossero improvvisamente trasformati in oro zecchino. Qualcuno url per la paura, molti altri per la gioia; nel complesso, comunque, si mantennero abbastanza disciplinati. Li aveva selezionati con attenzione, vietando a chiunque - pena la morte - di chiedere all'Erede di riportare in vita un defunto. Lui non era ancora pronto per affrontare faccende del genere: Olimpia voleva che ci arrivasse a poco a poco. Al momento opportuno gli avrebbe chiesto di resuscitare parte di coloro che aveva ucciso, ma non adesso.
Sapeva che lui avrebbe potuto leggerle nel pensiero, ma era - quasi - sicura che non lo avrebbe fatto. Si volse a guardare il viso concentrato di Bryan, i suoi lineamenti ancora morbidi, infantili; a parte i baffi stentati, non aveva pressoch peli sulla faccia. Se lei glielo avesse chiesto, avrebbe potuto rendersi maturo e affascinante, ma non era certo per il suo aspetto che lei si sentiva attratta.
Visto? Cos si fa molto pi in fretta, disse Bryan, rapendola dai propri pensieri.
Olimpia si riscosse e osserv la sala, completamente vuota. Aggrott la fronte, mentre si volgeva verso di lui, e gli domand: Che fine hanno fatto?.
Bryan fece un cenno in direzione del portone. Li ho teletrasportati fuori, dopo averli guariti tutti quanti. Sai,  stata una bella sensazione aiutarli...  stato gratificante. Anche se ho visto menomazioni piuttosto inquietanti... Penso che sar necessario riempire la sala solo un'altra volta, per concludere, dopodich andr a visitare tutte le citt del mio regno Sotterraneo.  mio dovere. Ordiner ai sudditi che necessitano delle mie cure di riunirsi nelle piazze. Si volse, prese le mani di Olimpia fra le proprie e le rivolse un sorriso quasi estasiato. Ci pensi, mia Regina? Entro un paio di giorni al massimo, nessun Sotterraneo soffrir pi. Poi mi dedicher ad annullare la delinquenza. I suoi occhi luccicavano di gioia. E dopo torner in superficie e anche lass sistemer ogni cosa. Certo, ci vorr un po' di tempo in pi rispetto a qua sotto, tuttavia sar solo questione di giorni... forse di settimane. Ti rendi conto, mia Regina? Grazie a me, nessuno patir pi la fame n subir violenze di alcun genere, nessuno morir se non di vecchiaia... Non ci saranno pi leader mondiali pronti a scatenare guerre, perch l'unico sar io.
Olimpia era piuttosto soddisfatta dell'infervoramento di Bryan, ma sapeva che doveva essere cauta: anche una sola scintilla poteva essere sufficiente per accendere la miccia della sua pazzia.
... ...
Bryan era felice. Mentre la sala si riempiva di nuovo, gongolava all'idea di tutto il bene che avrebbe fatto. In ultima analisi Morpheus aveva ragione, perlomeno su questo punto: per dare un ordine e un senso al mondo era necessario il potere supremo del Talismano; solo dominando totalmente su ogni creatura i problemi avrebbero potuto essere risolti.
Ma Morpheus non era degno del Talismano, si disse. Il pensiero del mezzodemone non aveva affatto scalfito la sua gioia. Il suo cuore era corrotto dal male che aveva causato....
Bryan aveva gi cercato di salvare tutte le persone che nel mondo si trovavano in punto di morte, ma poi, scorgendo le conseguenze future di ogni suo gesto, si era spaventato e si era fermato. Nonostante il Talismano, era stato scoraggiato da un frustrante senso d'impotenza. Questo perch nei suoi piani c'era un difetto alla base: non poteva salvare le persone rimanendo in incognito, doveva uscire allo scoperto e ammonire tutti quanti affinch non commettessero pi alcun male.
Sollev le mani e, smettendo per un attimo di rimuginare sul radioso futuro che si prospettava, focalizz la propria attenzione sulle centinaia di persone ammassate: contemporaneamente - o quasi - comprese quali fossero le loro richieste e le accolse, sprigionando i propri poteri taumaturgici attraverso i palmi delle mani.
Per questo sono stato creato, dichiar, rivolto a Olimpia, quando i sudditi miracolati cominciarono a uscire dalla sala. Ti ringrazio profondamente per avermi aiutato a ricordare la grandezza delle mie responsabilit. Onorer la memoria di Leila impegnandomi con tutto me stesso nella mia missione bonificatrice. Non posso essere egoista: tanti hanno bisogno di me e dei.... S'interruppe di colpo, gir la testa e fiss una piccola sagoma che se ne stava immobile sulla soglia dell'enorme portone. Mamma!, esclam, non credendo ai propri occhi: Che ci fa qui?. Salt gi dal trono e plan con leggerezza a met strada fra il basamento di pietra e Viviana, che aveva gi iniziato a correre verso di lui, gridando il suo nome. Mamma, come sono contento di vederti!.
Non appena lo raggiunse, lei gli gett le braccia al collo e lo strinse con forza a s, come se avesse paura che qualcuno potesse strapparglielo via in qualunque momento. Si stacc un attimo per guardarlo in faccia, quindi torn ad abbracciarlo, bagnandogli il viso di lacrime. Oh, Bryan, singhiozz, pensavo che non ti avrei mai pi rivisto! Qui  tutto folle, ci sono mostri ovunque... e non so come diavolo tu faccia a volare! Ma non importa, non importa... Sapessi come sono stata in pensiero, che angoscia! Quando sei tornato a casa.... Tacque un paio di secondi per riprendere fiato, ma non allent l'abbraccio. Quando eri a casa, insieme a Leila, mi avevi promesso che saresti tornato dopo due giorni, invece... Oh, non sai come sono felice di vederti, tesoro mio.
Bryan sbatteva le palpebre nel tentativo di cacciare le lacrime: non avrebbe voluto far soffrire cos sua madre; davvero non avrebbe voluto. Perdonami, perdonami: non volevo farti stare in pena. Mi dispiace davvero se ti ho fatta preoccupare... Anche io sono felice di vederti, felicissimo! Ma come hai fatto a venire qua?.
Viviana trasal, come se si fosse ricordata solo ora di qualcosa. Sciolse l'abbraccio e arretr di un passo, asciugandosi gli occhi con una manica della maglia. Non sono venuta da sola, disse e sorrise, ci sono anche i tuoi amici....
Bryan distolse l'attenzione da sua madre e guard dietro di lei: c'erano quattro figure ferme sulla soglia. Kyl!, esclam, riconoscendo la prima. Pass alla seconda e borbott, disorientato: Alba? Che ci fai...?, ma perse le parole vedendo la ragazza che le stava accanto. Non  possibile!.
Il suo sguardo incontr due occhi azzurri, timidi e imbarazzati, che subito si abbassarono. Le guance, cos simili alla porcellana, s'imporporarono mentre Bryan osservava il viso della ragazza. I suoi capelli rossi erano proprio come lui li ricordava: raccolti in due lunghe trecce che le cadevano sulle spalle.
Aurora!, proruppe, tendendo entrambe le braccia verso di lei. Sei viva, allora!. Stava per teletrasportarsi davanti alla ragazza e abbracciarla, ma la sua attenzione venne attratta dalla quarta persona che accompagnava sua madre: Marta. Anche tu... qui! Proprio una sorpresa dietro l'altra!. Scosse il capo sorridendo, deliziato. Come sono felice di vedervi....
Si proiett di colpo davanti a Kyl, facendo sobbalzare lui e lo zaino che portava sulle spalle. Amico mio!, gio, abbracciandolo con vigore. Come stai, tutto bene? Non so cosa ci facciate qua, ma sono proprio contento....
B-bene, bofonchi Kyl, mezzo soffocato dall'abbraccio, e tu?
Benissimo!, esclam Bryan, lasciandolo andare e muovendosi verso Alba, che per fece una smorfia appena lui diede segno di volerla abbracciare; quindi si limit a farle l'occhiolino e raggiunse la gemella, prendendole le mani fra le proprie e dicendole con dolcezza: Sei viva, sei proprio viva... incredibile!. Aurora era paralizzata: lo fissava con occhi sgranati e labbra dischiuse. Ma come  possibile? Io ti ho vista morire, trafitta da tua sorella....
Bryan temeva di essere sul punto di scoppiare per la felicit; per quella sorpresa e per tutto il resto. Senza lasciarle andare le mani, si chin su di lei e la baci delicatamente sulle labbra, sentendole fremere. Questo  per quando mi hai salvato la vita, mormor, allontanandosi un attimo dalla sua bocca. E questo perch non sei morta, aggiunse, baciandola di nuovo.
Aurora chiuse gli occhi, sollev le mani, liberandosi dalla stretta gentile del ragazzo, e le port al viso di Bryan, tenendolo premuto contro il proprio. Anche l'Erede abbass le palpebre, lasciandosi cullare dal desiderio di lei e aprendo la bocca alla dolcezza della sua lingua. Le risollev solo quando sent le sue labbra che si staccavano con un impercettibile schiocco e le dita di lei che gli scivolavano via dal viso. Vide un sorriso inebriato dipinto sul volto di Aurora; poi i suoi occhi azzurri ruotarono nelle orbite e lei svenne, cadendo indietro.
Si mosse per prenderla al volo, ma non ce ne fu bisogno: Alba, che era gi dietro la gemella, la sorresse passandole le braccia sotto le ascelle. Perch mi  toccata una sorella cos deficiente?, borbott, poi lanci uno sguardo colmo d'odio a Bryan.
Ma com' possibile che sia ancora viva?, volle sapere il ragazzo, ignorando l'occhiataccia.
Quando l'hai abbandonata per fuggire via, rispose Alba in tono tagliente, mentre deponeva a terra la gemella, era in fin di vita, ma non era ancora morta. Io ero svenuta per colpa di un tuo complice, purtroppo, quindi non potevo esserle di nessun aiuto. Per fortuna, per, la Baia  intervenuta in tempo.
Devo ricordarti che tu avevi appena cercato di uccidermi a sangue freddo? No, dai, non guastiamo questa lieta rimpatriata. L'importante  che tua sorella sia sopravvissuta!. L'Erede osserv per un po' Aurora, che pareva essersi assopita serenamente, poi raggiunse Marta e le rivolse un grande sorriso.
Bryan..., mormor lei, guardandolo con aria stralunata. Bryan....
Mi sei mancata!. Il ragazzo le strinse le braccia con le mani e la osserv attentamente. A parte la divisa della Baia che - chiss perch - indossava, era proprio la sua Marta come se la ricordava. Quante volte aveva rischiato di affogare nell'oceano racchiuso nei suoi occhi... Ma che ci fai qui?. Senza attendere risposta, la abbracci, premendo una guancia contro la sua.
Di punto in bianco, lei lo spinse via e, coprendosi la faccia con le mani, inizi a strillare.
... ...
Qualcosa era scattato nella mente di Marta non appena si era trovata a tu per tu con Bryan. Julius le aveva sbloccato solo parte della memoria, per far s che lei ricordasse di nuovo il volto dell'Erede e qualcuno degli avvenimenti che avevano vissuto insieme... ma non le parti traumatiche.
Adesso, per, ricordava tutto. Tutto quello che aveva dimenticato. Purtroppo.
Le torn alla mente il giorno maledetto in cui era salita a Boscoquieto in compagnia del fidanzato Tommaso - Tommy! - e di altri uomini. Dovevano fare legna. Dal nulla erano spuntati dei mostri. Lei era stata l'unica a sopravvivere scappando dal bosco: il suo fidanzato non ce l'aveva fatta. Ma poi era tornato; cio, il corpo era tornato... posseduto da uno Spirito evaso dagli inferi. Elias, questo era il suo nome: ora ricordava tutto! Tommy era stato trasformato in un mostro sanguinario, spietato e folle.
E poi c'erano mostri... mostri ovunque!
Anche lei era stata posseduta dallo Spirito e...
No, no, no, no!, strepitava intanto, artigliandosi la faccia con le dita. No! No! No! No! No!. Non voleva ricordare tutti quegli orrori, voleva tornare a dimenticare. NOOO!.
Elias aveva abusato di lei. Del suo corpo, della sua mente, del suo spirito... Aveva abusato di lei per settimane, per mesi...
Non voleva ricordare.
Bryan, vattene!, grid.
Non voleva ricordare.
Voleva dimenticare i mostri, gli spiriti, i demoni e gli zombie. E i morti e le fughe. In quel marasma di abomini che si agitava ora nella sua testa, iniziava a ricordare anche quello che c'era stato tra lei e Tommy prima di I Boscoquieto... Ma preferiva comunque tornare a dimenticare tutto, non ne valeva la pena: nemmeno ricordare il momento pi bello della sua vita sarebbe valso un simile orrore.
Affioravano anche scene piacevoli e affettuose riguardanti Bryan, ma desiderava comunque che lui se ne andasse. Perch era colpa sua se all'improvviso aveva ricordato tutto. Era colpa sua. Colpa sua!
Era come se una diga le fosse esplosa nella testa: ora i ricordi la stavano travolgendo, con una violenza insostenibile.
Calmati, la voce di Bryan cal come una mannaia. Va tutto bene.
E lei si calm.
... ...
Alba vide la ragazza tranquillizzarsi immediatamente: come se Bryan l'avesse disattivata schiacciando un bottone. Consolazione istantanea, pens, battendo un paio di schiaffi sulle guance di Aurora per farla riprendere. Una delle mille doti dell'Erede del Talismano. Dovette trattenersi per non insultarlo nemmeno nella propria testa: avrebbe potuto leggerle nella mente.
Non appena sua sorella aveva scoperto che Bryan era impazzito e spadroneggiava fra i Sotterranei, si era gettata a letto (nella stanza che condividevano nel centro operativo) e non si era rialzata, n per mangiare n per pregare Morpheus.
Quando Julius (che ora attendeva al di fuori del castello, insieme al suo Tramite e a quello ribelle) si era rivolto ad Alba durante la colazione, infatti, Aurora si trovava sotto le coperte, a crogiolarsi nella disperazione per il suo folle amore impossibile. Non poteva credere che il suo Bryan avesse davvero perso il senno, compiendo una simile carneficina. La ragione della ragazza poteva anche arrivare a crederlo, ma non il suo cuore. Quella mattina avevano litigato animatamente (Bryan  un traditore, ricordatelo. Ci ha ingannati tutti quanti, fingendo di essere nostro alleato e nostro amico. E ricordati anche che ha assassinato Morpheus, il nostro grande Morpheus!), poi Alba era scesa da sola in mensa.
Dopo aver parlato con Julius, si era affrettata a tornare in camera e Aurora le aveva rivolto solo un'occhiata di sbieco, senza degnarla di una parola. Preparati, stupida: ci  stata affidata una missione urgente, le aveva detto Alba. Dobbiamo scendere nel mondo dei Sotterranei.... La gemella si era risollevata, gettando le coperte da un lato, e aveva cambiato espressione. Andiamo a farci ammazzare dal tuo dannato principe azzurro.
... ...
Bryan accarezz con delicatezza una guancia di Marta, che ora aveva uno sguardo sereno e sorrideva. Va tutto bene, ripet, ora ci sono qua io, non devi temere nulla. D'accordo?
D'accordo, assent la ragazza e gli strinse affettuosamente un braccio. Se ti sto accanto, so che non mi accadr nulla di male....
Proprio cos, conferm lui, poi si volse verso sua madre e le chiese: Come mai siete venuti qua sotto, comunque? Non mi sarei mai aspettato di vedervi....
Davvero non sai perch siamo qua?, ribatt Kyl. Non lo immagini nemmeno?.
Bryan si gir verso di lui e colse uno sguardo tanto penetrante quanto affilata era la sua voce. Be', evidentemente la notizia della mia conquista del mondo Sotterraneo dev'essere giunta fino alla superficie. Dunque....
Mio Signore!. Il ragazzo si volse verso Olimpia, che si avvicinava con un'andatura determinata ma non priva di grazia e con un'espressione corrucciata. Chi sono queste persone? Cosa vogliono?. Si ferm al suo fianco, lanciando sguardi sospettosi ai presenti. Non riesco a capire il loro linguaggio, aggiunse dopo un paio di secondi di silenzio.
Bryan si batt una leggera pacca sulla fronte. Oh, cavolo, non ci avevo pensato. Scusami.... Le appoggi una mano sulla fronte, si concentr un istante e la abbass. Ora dovresti essere in grado di comprenderli. Fece un cenno a Viviana, sorridendo, e le indic di avvicinarsi; lei obbed. Olimpia, questa  mia madre, disse. Mamma, questa  la mia Regina.
Per me  un onore, dichiar Olimpia, tenendo una mano guantata verso la donna, conoscere colei che ha generato l'Erede.
Viviana esit prima di contraccambiare: Piacere mio... La tua Regina, eh?
Esatto, conferm sorridendo Bryan. Dopodich present Marta, Kyl e le gemelle; Olimpia strinse la mano a tutti, anche ad Aurora, che aveva riacquistato i sensi. Dunque, dov'eravamo rimasti? Ah s... Non appena avete scoperto che sono diventato il Signore dei Sotterranei, avete deciso di venire quaggi per complimentarvi con me... Una delegazione comune, aggiunse, indicando con una mano Kyl e con l'altra le gemelle, inviata dalla Comunit e dalla Baia. Rappacificare le due organizzazioni era gi nei miei intenti, ma vedo che vi siete gi riconciliati da soli. Ne sono davvero felice. Perch nel mio mondo non ci sar spazio per le lotte, per la violenza e per l'odio.
S,  vero, ammise Kyl. Comunit e Baia si sono alleate proprio a causa tua. Fece un gesto ampio con le braccia. Ma noi siamo venuti qua in veste non ufficiale. Siamo venuti qua come tuoi amici, compagni... e parenti, aggiunse guardando Viviana. Siamo qua per dirti che il nostro affetto resta immutato, nonostante quello che hai fatto.... Abbozz un sorriso, scostandosi la frangia bionda dagli occhi. Vorremmo parlare con te... in privato.
Bryan pass un braccio intorno alla vita di Olimpia. Parlate pure, non ho segreti per.... Tacque e di colpo la sua espressione cambi, oscurandosi. Nonostante quello che ho fatto? Che intendi dire?.
Viviana and davanti al figlio, gli prese la mano libera fra le proprie e lo fiss intensamente. Bryan. Rimase in silenzio per un paio di secondi, come se dovesse raccogliere le forze. Cosa hai combinato?.
Il ragazzo sorrise. Eh, ne ho fatte di cose! Sono sceso in questo mondo, ne ho assunto la guida, ho guarito innumerevoli....
Bryan, lo interruppe la madre, con il tono pregno di angoscia. Per... per diventare quello che sei, esit, sforzandosi di fissarlo negli occhi, hai dovuto...?
S?, la incoraggi lui, perplesso.
Viviana sospir e strinse ancora di pi la sua mano. Hai dovuto... fare del male?.
Bryan aggrott la fronte. Eh?
Hai u-ucciso?.
Il ragazzo s'irrigid e, accanto a lui, Olimpia trasal. Per questo motivo siete qui?
Hai ucciso qualcuno?, ripet Viviana con un filo di voce. Ora i suoi occhi luccicavano, implorando di ottenere una risposta negativa. Dimmi la verit....
Noi vogliamo solo aiutarti, amico mio, intervenne Kyl. Soltanto per questa ragione siamo qua. Sappiamo che il Talismano possiede un potere difficilissimo da gestire, quindi....
S, rispose Bryan e chin il capo. Sent sua madre trattenere un singhiozzo e stringergli con foga la mano. Io ho ucciso... Morpheus, sospir. Torn a guardare in faccia Viviana. Non avrei voluto, te lo giuro, ma non avevo alternativa. E poi.... I suoi occhi s'infiammarono all'improvviso. Lui aveva ucciso Leila.
S, va bene, disse Alba, ma oltre a Morpheus?.
Bryan scocc un'occhiata a Olimpia, che si era allontanata di qualche passo. Direi proprio di no.... Cinse Viviana in un abbraccio e disse: Mi dispiace, non avrei voluto che tu lo scoprissi cos....
Bryan, lo chiam Kyl, avanzando verso di lui. Il problema non  Morpheus, dichiar in tono cupo. C' qualcosa che devi assolutamente vedere. Si tolse lo zaino dalle spalle e inizi ad aprire la cerniera.
Attento!, esclam Alba, ma il ragazzo non fu abbastanza reattivo. Levit a tre metri da terra, trascinando con s lo zaino, e venne subito inglobato da una sfera di energia.
Dieci donne oltrepassarono correndo la soglia del portone. Calzavano dei sandali di pelle, indossavano delle lunghe tuniche bianche e sulle teste portavano delle colorate corone di fiori; ognuna teneva una mano sollevata verso il globo che imprigionava Kyl.
Non preoccupatevi, rise Olimpia. Non gli faranno alcun male: gli daranno solo il loro speciale benvenuto.... Appoggi una mano sulla spalla di Bryan. Sembrava che il tuo amico avesse bisogno di....
Liberatelo subito!, grid Alba. Insieme alla sorella, inizi a scagliare sfere luminose verso le donne in tunica; ma quelle si protessero con le barriere e aumentarono il passo. Kyl si era gi allontanato, rimanendo sospeso e imprigionato, di una quarantina di metri. Alba imprec ed esclam: Bryan, fa' qualcosa!.
Ma no, tranquille, tranquille, ribatt ridacchiando il ragazzo. Va tutto bene, si divertiranno un po'. Nel frattempo, potete spiegarmi voi questa storia....
Alba e Aurora parevano indecise se correre dietro a Kyl oppure rimanere l con Bryan. Il tuo amico ha con s un computer, disse la prima, non appena le donne abbandonarono la sala, passando di corsa attraverso una porta. Recuperalo: ci sono dei filmati che....
E l'altra ragazza dov'?, domand Olimpia.
Bryan si guard intorno e vide che Marta era sparita. Ma era qua un attimo fa... Sar stata presa anche lei da quelle donne, mentre eravamo distratti. Lanci un'occhiataccia alla Regina. Ne ha gi passate tante: non c'era bisogno di traumatizzarla ancora... Vado a riprenderla.
Alba imprec, furiosa. Cazzo, Bryan, lascia perdere quella tipa e recupera il computer! Il computer!.
S, s, assent lui. Ora li riprendo entrambi. Sollev i palmi e fece segno ai presenti di attendere. Torno subito.
... ...
Kyl tent solo una volta di liberarsi usando una sfera, perch essa rimbalz contro la superficie del globo che lo avvolgeva e lo colp, bruciacchiandolo. Imprec e si concentr su una delle donne che correvano sotto di lui; usando la forza mentale cerc di indurla ad attaccare le compagne, ma fu inutile.
Dev'essere stata quella... Regina, si disse, a organizzare questo assurdo rapimento. Ha capito le nostre intenzioni e non vuole che Bryan torni in s e rimetta tutto quanto a posto.  riuscita a ottenere i favori dell'Erede -  evidente il modo in cui li ha ottenuti - e non vuole rischiare di perderli.
La grossa bolla che lo conteneva si dissolse improvvisamente. Kyl si prepar al duro impatto contro la pietra del pavimento, invece piomb su un soffice materasso. Si rialz subito, ma due donne gli si avventarono contro, costringendolo a restare sdraiato.
Lasciatemi andare!, intim loro, facendo brillare entrambi i palmi. Se non mi mollate subito....
Una mano s'insinu delicatamente fra le sue gambe all'altezza dell'inguine e strinse un poco le dita, facendolo trasalire. Una donna, che lui non poteva vedere bene in viso a causa della penombra, gli rispose qualcosa con un tono dolce ma in una lingua sconosciuta (il ragazzo si rese conto che soltanto la Regina era in grado di comprenderli e di farsi comprendere, perch la sua mente era stata condizionata da Bryan), dopodich gli premette le labbra sulla bocca.
Kyl rimase per un attimo paralizzato, conturbato, e le sue mani cessarono di brillare. Perlomeno altre due fanciulle gli bloccarono le braccia contro il materasso e cominciarono a riempirle di lievi baci. Due mani gli sbottonarono la patta dei jeans e glieli sfilarono in fretta dalle gambe, bench lui avesse iniziato a divincolarsi. Kyl si concentr sui piedi, cercando di rifilare un calcio a qualcuna, e rilass suo malgrado le labbra: la lingua che gliele stava lambendo colse l'occasione per scivolare nella sua bocca.
Torn con il pensiero all'unico bacio che avesse mai scambiato con Leila: il pi bello di tutta la sua vita. Per alcuni secondi, mentre le altre lo spogliavano completamente, si godette il bacio di quella donna Sotterranea, fingendo che si trattasse della (defunta) ragazza del suo migliore amico.
Ma lo stordimento voluttuoso si dissolse, come per una frustata, non appena raggiunse la consapevolezza di ci che stava facendo: si stava lasciando traviare con tanta facilit quando aveva una missione della massima importanza da portare a termine.
Una parte della sua mente cerc di fuorviarlo, dicendogli che tanto Bryan era pazzo, quindi, anche se avesse aspettato un po' prima di mostrargli i filmati, non sarebbe cambiato nulla. No, devo farglieli vedere subito. Pare che abbia perso la memoria, a meno che non stia fingendo, e posso approfittarne per fargli rimettere le cose a posto. Inizi a dimenarsi, prendendo le donne un po' di sorpresa e riuscendo a liberare entrambe le braccia. Devo approfittare di questo suo momento di lucidit....
Molte bocche, per, si buttarono su di lui, smaniose. Fameliche.
... ...
Statemi ad ascoltare, vi prego, disse Olimpia, rivolta alla due ragazze e alla madre dell'Erede. Il suo tono era serio come la sua espressione; aveva accantonato il sorriso malizioso che sfoggiava quando si trovava vicina a Bryan. So che voi siete venuti qua per la strage che....
Allora ha ucciso davvero tutta quella gente?, gemette la madre dell'Erede, portandosi le mani alla testa. Com' possibile?
S, l'ha fatto, ammise Olimpia, dopo essersi guardata intorno, ma non dovete in alcun modo interferire. Sto tenendo tutto sotto controllo. Sono riuscita a placare la sua bramosia omicida e mi sono conquistata la sua fiducia. Parlava in fretta e intimava il silenzio con un cenno della mano appena Alba o Viviana si azzardavano ad aprire bocca. Un'amnesia gli ha fatto scordare i crimini che ha commesso e io sto facendo di tutto per rasserenarlo e per convincerlo che  suo dovere usare i poteri del Talismano per fare del bene. Mostrandogli i filmati dei nostri Sorveglianti - immagino che siano contenuti nel computer portatile, giusto? - potreste rovinare i miei sforzi. Potreste far regredire la sua follia all'originario stadio sanguinario... Adesso non  ancora pronto per vedere quello che ha fatto, ma fra un po' lo sar, senza alcun dubbio... e a quel punto sar io stessa a mostrargli la verit e lo convincer a risistemare tutto. Fiss la madre di Bryan, pallida come un fantasma, che la guardava con occhi stralunati. A riportare in vita coloro che ha ucciso.
E cos l'Erede pu realmente far risorgere le persone?, le chiese Alba.
C-cosa?, balbett Viviana, il cui pallore ora rendeva il suo viso quasi diafano.
Olimpia annu. Eccome se pu....
... ...
Bryan si ferm davanti alla piccola porta che conduceva a una delle quattro torrette laterali. Si concentr appena e percep subito la presenza di Marta in cima ad essa. Avrebbe potuto evocarla e farla apparire davanti a s in un batter d'occhio, ma non voleva rischiare d'intimorirla. La spaventerei anche materializzandomi proprio davanti a lei.... Cos pensando, apr la porticina, incendi con una sola occhiata una torcia appesa alla parete, la sfil dall'anello metallico che la teneva su e inizi a salire i ripidi gradini di pietra.
Bryan..., lo chiam una voce flebile. Vieni....
Arrivo!, esclam lui, sfrecciando su per la scalinata a chiocciola.
Bryan....
Il ragazzo raggiunse l'ultimo gradino un paio di secondi pi tardi, dopo parecchi metri di fulminea risalita: la testa non gli girava minimamente e la fiaccola era ancora accesa. Marta lo chiam ancora una volta e la sua voce giunse soffocata attraverso una spessa porta di legno. Bryan cerc una maniglia ma non la trov, quindi buss con le nocche e l'uscio si spalanc, concedendogli l'ingresso. Illumin la piccola stanza circolare e vide due donne che facevano indubbiamente parte del gruppo che aveva rapito Kyl. Dietro di loro individu Marta, ora coperta da una veste bianca che le arrivava fino ai piedi. Bryan sollev un mano e la punt verso la porta aperta: senza alcun indugio, le due donne si precipitarono verso l'uscio e corsero gi per le scale.
Bryan!, esclam Marta, rimanendo immobile e guardandolo in modo strano.
Spero che non ti abbiano spaventata, disse il ragazzo, intanto che le si avvicinava lentamente. In effetti, non so neanche chi siano... Per me  tutto nuovo, quaggi.
Marta spalanc la veste e la lasci cadere ai propri piedi. Sotto indossava solo un reggiseno rosa confetto e delle mutandine del medesimo colore. Bryan, lo chiam ancora, in tono lascivo. Io ti desidero.... Il ragazzo si era fermato a un paio di passi di distanza; lei lo raggiunse e gli cinse il collo fra le braccia. Ho una voglia matta di te....
Ma sotto ci sono gli altri che ci aspettano, ribatt Bryan, ciononostante le pass una mano fra i capelli, scostandole una ciocca dal viso. Non posso lasciare mia madre da sola....
Marta avvicin lentamente la bocca a quella del ragazzo, fermandosi appena prima di toccarla. Ti desidero pi di ogni altra cosa al mondo..., mormor.
Bryan sent il suo caldo alito che gli sfiorava le labbra e non resistette: inclin la testa e premette le labbra su quelle di Marta; poi sollev le mani e le appoggi sui suoi fianchi morbidi.
La desiderava? S, senza dubbio. Desiderava Marta da quando, a Boscoquieto, lei gli aveva dormito accanto, per timore dello Spirito Elias e dei suoi servi. Dal momento in cui l'aveva baciata per la prima volta, non aveva desiderato altro che baciarla una seconda, contraccambiando l'affetto con la passione. La desiderava quando ancora ignorava l'esistenza di Leila.
Sollev le mani dai suoi fianchi e le port adagio sui seni, continuando a guardarla negli occhi e senza staccare le labbra dalle sue.
La amava? No, non avrebbe potuto. Bryan amava Leila - e Leila soltanto - e avrebbe continuato ad amarla per l'eternit. La sua Leila: bella, forte, coraggiosa, testarda... Quanto duramente si era allenata per poterlo affiancare nelle missioni della Baia! Con che eroismo si era sacrificata per salvare Bryan da Morpheus! L'aveva salvato per consentirgli di fondare un nuovo mondo, di gran lunga migliore di quello che avrebbe creato il mezzodemone.
Marta lo scrutava con uno sguardo languido. A cosa stai pensando?, gli domand in un sussurro, allontanandosi un attimo dalla sua bocca.
All'eternit dell'amore, rispose il ragazzo, senza esitare. Le prese il volto fra le mani e le sorrise, baciandole prima il naso, poi il mento e infine le labbra. E a quanto ho sognato questo momento....
Davvero?, cinguett lei, con gli occhi luccicanti e gli angoli delle labbra che tremolavano.
Bryan schiocc le dita. Non appena la porta da cui era entrato si richiuse con un tonfo ovattato, lui rispose: Davvero.
... ...
Kyl era perfettamente concentrato, bench fosse del tutto nudo e si trovasse in balia di una decina di Sotterranee intente a stuzzicare e accarezzare ogni parte del suo corpo; erano a dir poco zelanti nel compito che era stato loro assegnato. Forse, si disse il ragazzo, la loro era vera e propria abnegazione. Anche se  pi probabile che l'Erede abbia fatto il lavaggio del cervello a tutte quante....
In un altro frangente, forse, si sarebbe goduto con il cuore in pace una simile... accoglienza, ma adesso doveva mantenersi lucido: aveva cose ben pi importanti a cui pensare. Doveva mostrare i filmati di sorveglianza a Bryan.
All'improvviso tre fasci luminosi apparvero nella stanza, finora immersa nella penombra. Kyl sent alcune donne irrigidirsi sopra di lui e approfitt dello stupore generalizzato per scrollarsele di dosso con i suoi poteri psichici. Subito dopo due fanciulle vennero sollevate dal materasso e sbatterono le testa l'una contro l'altra; quattro vennero colpite da altrettanti raggi e crollarono sul pavimento. Qualcuna tent di reagire, ma venne scagliata contro le pareti. In breve, giacevano tutte qua e l per la stanza.
Kyl era riuscito a contattare telepaticamente Milo, il ribelle che lo aveva accompagnato nel mondo Sotterraneo e che era rimasto in attesa fuori dal castello, insieme a Julius e al Tramite della Baia. Gli aveva chiesto di teletrasportarsi subito l (gli aveva inviato le coordinate mentali) insieme ai due discepoli di Morpheus e di prepararsi a neutralizzare alcune fanciulle. Poco dopo erano piombati nella stanza.
Kyl li ringrazi mentre rovistava fra le lenzuola alla ricerca delle mutande. Spero che non le abbiate uccise, disse. Il padrone di casa potrebbe non gradire....
Sono ancora vive, tranquillo, lo rassicur Julius. Ma che diavolo stava succedendo? Siete riusciti a parlare con l'Erede? Sono serviti a qualcosa i filmati?.
Kyl si affrett a indossare i pantaloni, la maglia e le scarpe, lasciando perdere le calze, che erano sparite chiss dove. Non ho fatto in tempo a dire n a fare niente, rispose, mentre si chinava accanto al letto e infilava un braccio sotto di esso. Queste furie mi hanno catturato e trascinato qua. Trattenne un'imprecazione e si raddrizz, stringendo fra le dita una delle bretelle dello zaino; lo apr e controll che il computer fosse ancora integro. Non sembra rotto, borbott, quindi sollev lo sguardo sui tre uomini. Chi mi accompagna da Bryan?.
... ...
Il ragazzo chiuse gli occhi, lasciando che Marta lo spogliasse, pezzo per pezzo, e li riapr mentre lei iniziava a strusciare il proprio corpo contro il suo.
Ti sono mancata?.
Bryan le baci il collo, poi scese fino ad appoggiare le labbra sul petto; lecc e succhi la pelle pallida e morbida. S, mi sei mancata, rispose, staccando la bocca, ma solo per un attimo. Fremette sentendosi toccare da lei. E il tuo fidanzato che fine ha fatto? Una volta me ne avevi parlato al telefono....
Marta ridacchi e si allontan dal ragazzo, volgendogli le spalle. S'incammin verso il muro curvo e sollev i pollici, indicando l'alto. Be',  rimasto in superficie, ma non  affatto alla tua altezza, Bryan.... Si chin in avanti, appoggiando entrambe le mani alla parete e girando la testa indietro. E poi..., aggiunse, facendogli l'occhiolino, ci che si fa nei Sotterranei rimane nei Sotterranei, giusto?.
Guardandola piegata in quella posa provocante, il ragazzo avvamp. Avvamp sul serio: la sua pelle prese fuoco. Marta avrebbe potuto gridare vedendo quel fal umano, ma non lo fece; anzi, lo osserv affascinata. Bryan la guard un attimo attraverso le fiamme (e gli parve ancora pi bella, bella in modo proibito), dopodich le estinse e si mosse verso di lei.
Giusto, conferm e sorrise. Ma quando lo avremo fatto, aggiunse con un sussurro, non vorrai pi abbandonare questo mondo. Si ferm dietro di lei, appoggiando entrambe le mani sui floridi glutei.
Marta si mordicchi le labbra e gli lanci un'occhiata maliziosa, poi inizi a divaricare le gambe. Mi basta non essere costretta ad abbandonare te..., si chin ancora un po', mio Signore.
Bryan strinse le dita sulle natiche e mosse il bacino in avanti, sfiorando l'intimit della prima ragazza con cui aveva dormito; della sua prima, vera amica. Per un'infinit di giorni - ma soprattutto di notti - aveva desiderato questo momento. Da quando il liceo era iniziato e lei era dovuta tornare a casa propria, lui non aveva praticamente desiderato altro. Per mesi e mesi... e mesi. Si era sorpreso a pensare a lei durante le verifiche, prima delle interrogazioni, mentre leggeva... L'aveva sognata dozzine di volte e ogni mattina, risvegliandosi nel letto da solo, si era sentito cos triste che avrebbe dato qualsiasi cosa pur di riprendere a sognare e non smettere pi.
Si chin verso di lei e le sfior le labbra con un bacio, poi si raddrizz e abbass lo sguardo sul proprio sogno che stava finalmente per realizzarsi. Perfetto, era tutto perfetto: persino meglio che nelle sue fantasie.
Vieni, Bryan....
Il Talismano, nel petto del ragazzo, era caldo e scintillante. Dopo aver concretizzato anche tale desiderio, cio dopo aver liberato la sua parte umana da quel bisogno, Bryan si sarebbe dedicato anima e corpo alla missione salvifica dell'Erede.
Spinse di nuovo il bacino in avanti, lentamente e con delicatezza, per assaporare ogni istante...
La porta di legno esplose in mille schegge.
Bryan si blocc e volse il capo, interdetto. Ma chi diavolo...? Kyl!, sbott, vedendo il ragazzo fermo sulla soglia. Temendo che ci fosse anche sua madre con lui, trattenne la stizza e fece comparire i vestiti addosso a se stesso e a Marta, dopo essersi allontanato di un passo da lei.
Perdonami, disse Kyl, iniziando ad avanzare. Non avrei voluto interromperti, ma c' qualcosa che devi assolutamente vedere.
Bryan imprec fra i denti. Ma chi cazzo credi di essere per sbucare all'improvviso distruggendo le porte del mio castello? Eh?!. Si volse verso Marta, che ora se ne stava imbronciata con la schiena appoggiata contro il muro e le braccia incrociate sul petto; guardava Kyl in cagnesco. Scusami un attimo, sospir, scoccandole un bacio sulle labbra. Lo caccio via e torno da te....
Kyl si era seduto sul pavimento, un paio di metri alla destra dell'uscio, e aveva appoggiato il portatile sulle gambe incrociate. Sollev lo schermo e accese il computer, che inizi a ronzare. Senza alzare lo sguardo, disse: Siediti accanto a me, Bryan. Visto che sembra che tu abbia un'amnesia, ti mostrer quello che hai fatto negli ultimi giorni.
L'Erede era arrivato fin l per fargli la predica e mandarlo via dalla torre, invece obbed e si sedette accanto al ribelle. Spero che sia davvero qualcosa di importante, disse, ma in realt si augurava che non lo fosse. Era stato improvvisamente colto da un timore inspiegabile: si era sentito gelare il sangue, che fino a poco prima ardeva di desiderio.
Lo , rispose Kyl, intanto che iniziava ad armeggiare sulla tastiera. Lo , fidati.
Bryan gett un'occhiata a Marta, che pareva ancora pi immusonita, e si chin un po' verso il sottile monitor. Not che un'immagine lo occupava completamente: era il Bazar, che una volta - non sapeva quando - sorgeva dove ora si trovava il suo castello; perlomeno, la vasta sala era la stessa.
Kyl inclin un po' il computer verso l'amico e parl in tono cupo: Guarda qua: ecco quello che hai dimenticato.
... ...
Olimpia entr nella camera da letto e vide le concubine accasciate un po' sul pavimento e un po' sul materasso. Senza darsi pena di controllare se fossero ancora vive, schizz imprecando fuori dalla stanza.
Doveva assolutamente impedire all'Erede di vedere quei filmati.
... ...
Ma allora  quella cosa l che ha distrutto il Bazar, osserv Bryan. Aveva gli occhi puntati sul monitor e scrutava l'Ombra, ora intenta a frustare l'edificio in questione con i suoi terribili tentacoli. Ma che cos'?.
Kyl non rispose.
Bryan ripet ancora una volta la domanda, poi rimase in silenzio osservare lo scempio provocato da quella creatura, in una citt dopo l'altra. Un pensiero agghiacciante gli pass nell'anticamera del cervello, ma lui respinse con impeto, orripilato. No, non  possibile.... Odiava quell'essere con tutto se stesso ed era suo dovere di Signore dei Sotterranei punirlo per il male che aveva fatto. Strano che Olimpia non me ne abbia parlato....
Kyl pigi una serie di tasti e le immagini dei cento attentati iniziarono a scorrere pi rapidamente. Ripresero ad avanzare a velocit normale appena prima che l'Ombra, di nuovo nella sala del Bazar, resistesse all'attacco incrociato di decine e decine di cannoni.
 piuttosto forte, comment Bryan, senza riuscire a staccare gli occhi dallo schermo. L'angosciante timore tornava a farsi strada nella sua mente... e nel suo cuore. No, non pu essere..., sussurr. Vide l'Ombra che sollevava in aria i Sindaci, li scarnificava e poi usava i loro scheletri per confezionarsi una collana. Manda avanti pi in fretta, per favore.
Kyl obbed.
Bryan vide l'Ombra che combatteva contro sette creature molto simili ad essa e sembrava sul punto di perdere. Ma presto si rese conto che stava semplicemente giocando con loro: in pochi istanti, infatti, se le bevve tutte quante, una dopo l'altra. Un forte mal di testa cominci a martellargli le tempie. Sbarr gli occhi e grid: No! quando vide la sadica creatura buttarsi addosso a Olimpia e ingoiarla. Si volse verso Kyl e gli appoggi una mano sulla spalla. Co-com' po-possibile che O-olimpia sia ancora qua?, balbett, scuotendo nel contempo la testa. Olimpia non pu essere sopravvissuta. Non deve essere sopravvissuta, perch significherebbe....
L'amico si gir verso di lui e gli lanci un'occhiata addolorata; poi sospir, annu e gli fece cenno di guardare lo schermo.
Bryan lasci andare la sua spalla e si prese il viso fra le mani, affondando le dita nelle guance. Dimmi che non  vero, Kyl. Dimmi che non  vero.... Vide l'Ombra rimpicciolirsi sempre di pi. No, no, no, no, no, non  vero, no, no.... Alcune lacrime cominciarono a colargli gi dagli occhi, mentre il fumo demoniaco che avvolgeva la creatura iniziava a diradarsi. No! No! No.... Emise un singhiozzo strozzato guardando se stesso attraverso lo schermo; sorrideva in modo smagliante e s'inchinava verso il suo pubblico. Non posso..., disse, con una voce che sembrava quasi calma, non posso essere l'Ombra.
Purtroppo, invece,  proprio cos, dichiar Kyl. Mi dispiace, ma tu eri l'Ombra. E non  ancora finita....
No, no, no, singhiozz Bryan, non voglio vedere pi niente.... Si copr gli occhi con le mani, ma continu a sbirciare lo schermo attraverso le dita. Non voglio.... Non poteva credere di essersi trasformato in un mostro e di aver distrutto e ucciso: era inconcepibile. Continu a balbettare frasi sconnesse, bisbigliando la propria innocenza, mentre le immagini scorrevano sul monitor, peggiorando secondo dopo secondo.
Scoppi a piangere e inizi a dondolarsi avanti e indietro quando scopr di aver ucciso senza piet i Sindaci Sotterranei e buona parte dei Sorveglianti. Il tutto servendosi di Olimpia: usandola come un burattino.
Sollev lo sguardo e fra le lacrime distinse Marta, ancora appoggiata alla parete, con le braccia conserte. Divenne improvvisamente consapevole di aver trasformato in una marionetta ambulante pure lei. Scu-scusami..., biascic, pur sapendo che era inutile.
Torn a guardare lo schermo e sent le lacrime congelarsi sulla pelle: Olimpia, controllata da lui, stava scorticando vivi i discepoli. Non riusciva nemmeno a immaginare qualcosa di cos doloroso come sentirsi strappare la pelle di dosso rimanendo perfettamente lucidi. Inizi a battere i denti, come se stesse morendo di freddo.
Posso stoppare, disse Kyl.
Bryan scosse la testa, senza smettere di tremare n di oscillare. Fa-fa-fammi... ved-ve-vedere... tu... tu-tutto. Continu a guardare, tenendo le mani sulla faccia. Si paralizz completamente quando scopri di aver chiuso i discepoli superstiti in un'arena perch si uccidessero a vicenda: una sadica lotta per la sopravvivenza. Trattenne il fiato non appena gli ultimi cinque superstiti si suicidarono in contemporanea, allo scadere del tempo. Rimase immobile, con gli occhi sbarrati, i polmoni dilatati e la mascella contratta, finch anche Ottig non croll a terra, morto; solo allora riprese a respirare, buttando fuori l'aria. Sollev una mano tremante e sfior Olimpia, attraverso lo schermo: si era lasciata cadere ed era scoppiata a piangere convulsamente, a causa di quello che era stata costretta a fare.
Bryan si rannicchi, infilando la testa fra le ginocchia e cingendo le gambe con le braccia. In tutta la sua vita non era mai stato cos sconvolto, nemmeno nel momento in cui aveva scoperto la vera natura di Morpheus, quando lo aveva visto distruggere il villaggio dell'antica Congrega.
In un unico giorno l'Erede aveva spezzato pi vite di quante ne avesse spezzate il mezzodemone in una vita intera; molte di pi, e solo per divertimento.
Un cupo gorgoglio gli fece vibrare il petto, trasformandosi in gola in un raccapricciante ringhio: Sono un mostro.... Sollev la testa di scatto e sbatt la nuca contro la parete di pietra, facendo sussultare la torre dalle fondamenta.
Olimpia incespic e cadde, ma protese le braccia in avanti e strinse il bordo del gradino di roccia appena prima di sbattervi contro la faccia. Imprec mentre si rialzava. Rimase un attimo immobile, temendo l'arrivo di un'altra scossa sismica, poi riprese a correre su per la scalinata. Anche se temeva che fosse ormai troppo tardi.
Ne ebbe la conferma quando ud un grido lancinante attraversare la pietra e squarciarle i timpani. Si lasci cadere su un gradino e si port istantaneamente le mani alle orecchie, cercando invano di proteggerle da quell'ululato acutissimo, grondante di dolore e orrore.
Bryan ha ricordato..., pens.
Olimpia aveva avuto modo di ascoltare una vasta gamma di urla, soprattutto in virt della sua veste di Sorvegliante, ma non aveva mai udito nulla del genere. Non era il verso di una creatura che soffriva, bens il lamento di mille creature torturate: mille creature obbligate a guardare i propri figli che venivano uccisi.
Gradualmente il grido si trasform in una specie di stridio ultraterreno, infinito. Non era il gemito sofferente di un essere di questo mondo. Era il pianto di un dio che aveva infine raggiunto, suo malgrado, la piena consapevolezza di s e delle proprie azioni. Di un dio che aveva scoperto di essere peggiore di qualsiasi diavolo avesse mai castigato.
Olimpia sentiva di avere la testa in procinto di esplodere. Bryan, ti prego, basta!, lo supplic con il pensiero. Ti supplico, basta.... Con una parte di mente ancora lucida si rese conto di avere i palmi bagnati. Basta, mi stai uccidendo....
L'urlo sovrannaturale - diabolico e divino al tempo stesso - si estinse di punto in bianco, com'era cominciato.
Olimpia sollev un poco la testa e si port una mano davanti agli occhi: senza sorprendersi, si accorse che era tutta insanguinata.
... ...
Bryan inspir profondamente pi e pi volte, imponendosi la calma. Gridare non sarebbe certo servito a rimediare ai suoi terrificanti crimini, che ora ricordava di avere commesso. In realt, la sua memoria aveva l'opacit di un sogno, quasi come se avesse soltanto fantasticato di commettere quelle stragi...
Aveva gli occhi puntati contro il soffitto di pietra. Ehi, Kyl, lo chiam, con la voce che era poco pi di un sussurro. Mia madre non ha visto questi filmati, vero?. Non ottenendo alcuna risposta, ripet la domanda. Dopo diversi secondi di silenzio abbass lo sguardo e dovette mordersi una mano per non gridare di nuovo.
Kyl era riverso accanto a lui, con la testa immersa in una pozza di sangue; i suoi occhi erano immobili come il resto del corpo, ma le palpebre fremevano in modo appena percettibile. Bryan us i poteri del Talismano per ravvivare quell'ultima scintilla vitale che stava per spegnersi e il ribelle si sollev subito a sedere, boccheggiando e guardandosi intorno con aria stralunata.
Perdonami, mormor Bryan, alzandosi in piedi e camminando verso Marta. La ragazza era ancora appoggiata alla parete, ma fissava il vuoto e aveva delle scie di sangue che scendevano dalle orecchie e dalle narici e percorrevano tutto il corpo, raccogliendosi in un paio di pozze intorno ai piedi.
Era morta: l'aveva uccisa.
... ...
Il sangue continuava a colare copiosamente dalle lunghe orecchie di Olimpia, bagnandole il collo e gocciolando poi sui gradini.
Sibil un'imprecazione e si rialz, appoggiandosi con una mano alla parete. Ebbe appena il tempo di vedere una larga macchia di sangue sotto di s, dopodich croll di nuovo in avanti. Sollev a fatica un braccio e lo appoggi allo scalino superiore; compiendo un grande sforzo riusc a tirarsi su, poi appoggi una guancia contro la pietra.
Nonostante la sua capacit rigenerativa, il flusso sanguigno non si era arrestato, anzi...
Non posso, non posso morire... di nuovo.
Prima non se ne era accorta, ma anche il naso gocciolava. E i suoi occhi avevano appena iniziato a lacrimare sangue.
... ...
Sono un mostro....
Bryan resuscit Marta senza alcuna difficolt, ciononostante non riusc a gioirne, nemmeno quando lei gli butt le braccia intorno al collo e cominci a singhiozzare contro il suo petto.
Bryan..., lo apostrof Kyl. Come ti senti? Cio....
Mi sento come  giusto che un mostro si senta, rispose il ragazzo, volgendosi verso l'amico e facendogli segno di avvicinarsi. Sai, non penso che Morpheus sarebbe arrivato a fare qualcosa del genere.... Accarezz distrattamente la schiena di Marta. Se solo lo avessi saputo, gli avrei lasciato questo dannato Talismano.
Ma sei ancora in tempo per rimediare, ribatt Kyl, appoggiandogli una mano sul braccio.
Bryan gli rivolse un sorriso amaro. Come l'Erede toglie, l'Erede d, non  vero?, sospir. Qualsiasi cosa faccia, non potr mai cancellare il dolore che ho provocato a questa gente. Certo, potr modificare le loro memorie, ma non quella sofferenza. E tornare indietro nel tempo per cambiare il passato non  possibile: l'ho gi verificato.
Non eri in te, tent di consolarlo Kyl. Avevi perso il lume della ragione... Non eri in grado d'intendere n di volere. Non  stata colpa tua, bens del Talismano.
Bryan scosse il capo. No,  stata soltanto colpa mia.
Si stacc da Marta e la guard: pareva che lei avesse un bisogno disperato di stargli accanto.  ancora in mia balia, pens, poi le pass una mano davanti al viso e la liber dal proprio influsso malefico, con il quale l'aveva condizionata senza nemmeno rendersene conto. Marta trasal, poi lanci uno sguardo sgomento a Bryan e si accost a Kyl.
Adesso vi teletrasporto sotto dagli altri, disse l'Erede. Si stava sforzando di parlare in modo pacato. Voi tornerete subito in superficie, al sicuro, senza discutere. Io mi concentrer e rimetter le cose esattamente come stavano prima: ricostruir le Citt Sotterranee che ho devastato e resusciter tutte le persone che ho ucciso.... Guard Kyl e aggiunse: Anche i discepoli e i Dirigenti della Baia.
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FINE Parte 2.